
Francesca: Siamo una decina di famiglie i
Francesca: Buongiorno, sono di Genova, an
Tommaso Farina: Una chiave di lettura:
http:/

Ognuno osserva con ossessività i suoi miti. Tra i miei, di recente, ci sono i locali low cost delle città italiane. Così dopo Roma, Milano, Genova e Firenze oggi tocca a Perugia, sotto i riflettori per le note vicende processuali e ormai prossima all’invasione di Eurochocolate, che apre venerdì 14. Ecco la guida di Dissapore ai 10 posti con il miglior rapporto prezzo/felicità.
Gus. Via Mazzini, 19 – Tel. 0755 734365 .
Minimalista, con un tocco di eleganza alternativa evidente nello stile e nei piatti proposti. Ritrovo per ogni momento della giornata, dalla colazione al dopo teatro, vive il suo momento di gloria durante l’aperitivo con assaggio di sushi, la specialità della casa, zuppe e raffinate proposte locali. Curata la carta dei vini.
Prezzo medio: € 20/25.
Civico 25. Via della Viola, 25 – Tel: 0755 716376 .
In un vicolo del centro storico, nascosto e in disparte, piccolo ma dotato di una splendida carta dei vini: la migliore in città (oltre 400 etichette). Dall’arredo, il grande bancone all’ingresso e i quadri alle pareti, alla cucina singolare e orgogliosamente umbra, tutto ruba la scena. Buoni strangozzi e zuppe di legumi, strepitoso il brasato di chianina al Sagrantino, accompagnamanto musicale sempre calibrato e deliziosamente jazzy. Aperto a cena, chiuso la domenica.
Prezzo medio: € 20,00 – 25,00.
Menchetti. Strada Trasimeno Ovest, 7 – Tel. 0755 009617.
Fuori dal centro e dalle rotte più blasonate, questo è il panificio di culto della città, affollato punto d’arrivo per i maniaci del pane e più che altro della pizza, contraddistinta da un impasto di lievito madre leggero e croccante, frutto di un minuzios blend di farine. Oltre a torte salate e dolci, la piccola cucina permette di fermarsi per la pausa pranzo (ottimi piatti di pasta espressi) e a cena, con gran sfoggio di carne chianina.
Prezzo medio: € 5,00 – 10,00
Bottega del Vino. Via del Sole, 1 – 0755 716181 .
Tra le enoteche più suggestive del centro storico, con ambitissimo scorcio sulla piazza principale e bella atmosfera. Il lungo bancone di marmo bianco, le lavagnette per il menu del giorno, le scaffalature di legno alle pareti evocano lo stile bistrot, solo un po’ più rustico, integrato da luci soffuse e sottofondo jazz, spesso dal vivo specie durante Umbria Jazz. Cucina per niente di contorno: taglieri di salumi e formaggi, pasta fatta in casa, pesce di lago e ottima carne, per arrivare ai dolci non banali. Carta dei vini un po’ scarna. Aperto a pranzo e a cena, chiuso la domenica.
Prezzo medio: € 15,00 – 20,00
L’Officina. Borgo XX giugno, 56 – Tel. 075 5721699 .
Un circolo culturale di stile, che organizza esposizioni, serate musicali e presentazioni letterarie senza trascurare la cucina perugina elaborata in chiave etnica, con riusciti artifici a tema legati agli eventi in programma. Qui si fa attenzione agli ingredienti, al km zero, alla stagionalità dei prodotti. Pane, pasta e dolci sono inevitabilmente fatti in casa. Carta da quasi 500 etichette, che spinge molto anche sul biodinamico e include molte birre artigianali. Interessante selezione di distillati. Chiuso la domenica.
Prezzo medio: € 25,00.
Osteria a Priori. Via dei Priori, 39 – 0755 727098.
Lì, in Via dei Priori, dove un tempo c’era il CinastiK, vestito di legno grezzo e abbracciato dalle volte secolari, c’è il posto più umbrocentrico della città. Basta un’occhiata alla carta dei vini, fatta solo di etichette regionali, al pari delle birre artigianali. Oltre che bottega di prodotti tipici, è una vineria frequentata durante l’aperitivo, e soprattutto a cena. Cucina all’insegna della tradizione e menù del giorno ispirato alla tradizione locale. Molto graditi il wi-fi gratuito e la piccola libreria enogastronomica. Aperto per pranzo e cena, chiuso il martedì.
Prezzo medio: € 10,00 – 15,00.
Enonè, Corso Cavour, 61 – Tel. 075 5721950.
Vineria situata in quella che un tempo era una storica farmacia cittadina, con uno stile singolare dovuto alla ripartizione del locale in tre diversi ambienti: lounge da aperitivo, moderno e infine rustico. Belle le scaffalature per i medicinali riconvertite in nicchie per il vino. La cucina aperta fino a tardi è a base di piatti locali, e felici azzardi tipo il risotto piemontese saltato al Sagrantino. Carta dei vini densa di etichette regionali e nazionali. Aperto solo la sera, chiuso il lunedì.
Prezzo medio: € 20,00.
Ristorante vineria La Stella. Via Narcisi, 47 A – Tel. 075 6920002.
Bisogna venirci malgrado non sia centralissimo per mettere alla prova la cucina genuina e tipicamente umbra. Dietro i fornelli c’è Silvia, che nel 1998, insieme al marito Arek, ha preso le redini del ristorante di famiglia. Ingredienti locali e curatissimi specie verdure e ortaggie che provengono dall’orto di famiglia. Pane, pasta e dolci fatti in casa. Segnatevi e provate le paste, vedi i ravioli con ripieno di chianina e le pappardelle al ragù di cinghiale. Consistenti chianine per completare l’opera. La Stella è aperta tutti i giorni a cena e la domenica solo a pranzo. Chiuso il martedì.
Prezzo medio: € 25,00.
De Gustibus. Via Ponte Vecchio, 66 – Ponte San Giovanni. Tel. 0755 996364.
TipicaVineria della zona con annessa piccola cucina, che si trova nella vicina frazione di Ponte San Giovanni. Aperitivo molto frequentato, anche per i taglieri di salumi e formaggi e la classica torta al testo umbra, farcita con i salumi locali. Zuppe, carpacci, secondi di carne e dolci fatti in casa integrano l’offerta. Aperto solo la sera, chiuso la domenica e il lunedì.
Prezzo medio: € 20,00.

Sandri. Corso Vannucci, 32 – Tel. 075 5724112.
La più antica pasticceria di Perugia, aperta da una famiglia svizzera, gli Schucan, è sempre al suo posto dal 1860. Ambiente elegante e fascinoso contraddistinto dal lungo bancone in legno rivestito di marmo, dalle vecchie scaffalature e dal soffitto splendidamente affrescato con i lampadari in cristallo. Staccare gli occhi dalla vetrina colma di torte è sempre stata operazione complicata. Dall’alta pasticceria ai dolci tipicamente perugini, oltre a cioccolato, brioche e tramezzini, tutto è fatto come si deve. Una curiosità: questo luogo di piacere è off limit per gli studenti perché si dice che porti male agli universitari. Chiuso il lunedì.
Prezzo medio: € 5,00 – 10,00.
[Crediti | Indirizzi compilati con il contributo di Jacopo Cossater. Immagini: New York Times, Artrav.com, birraviola.it, Piacere Magazine, Porzioni Cremona, Travel National Geography]
| 1. Ospite Commenta subito |
2. Iscritto a Facebook o Twitter Commenta con il tuo profilo social |
3. Iscritto a dissapore Registrati/Login |


Ma…ma…Corso Vannucci è isola pedonale?
Di Sandri ricordo soprattutto le pinoccate…strepitose
il mio posto preferito a Perugia? si chiama Frittole, dal nome della cittadina venuta fuori dal 1400 (quasi 1500!!) di “Non ci resta che piangere”.
E’ in via Alessi 30. Scelta di vini e cibo sempre ricercati eleganti e autentici e mai chic-snob!
Ad accogliervi il Lillo e la Lilla che hanno fatto della loro passione un lavoro…e beati loro
Sicuramente tra i miei posti low cost ma con grande qualità del cibo c’è “La Lumera”! Si trova vicino a Porta Pesa…inizio via Pinturicchio (per capirsi la via che porta all’università per stranieri). Ci vado molto spesso per gli aperitivi ma vi assicuro che propone anche ottimi piatti per la cena!
Non proprio a Perugia, ma sulla strada verso il Lago Trasimeno:
la torta al testo di Faliero, il tegamaccio della Maria.
Sì, certo, se sei disposto ad affrontare in casino… Non si capisce niente, dove comincia la fila (o le file, visto che ce n’è una per i primi, una per i secondi, una per le torte, una per le bibite), dove bisogna prendere il numero e dove non ci vuole, i prezzi (tutto scritto a mano su un foglio di carta appeso da qualche parte)… La torta è buona ma non ne vale assolutamente la pena. Se siete in zona andate al Al Coccio a Magione – veramente spettacolare, altro che il casino di Maria.
Ho mangiato diverse volte al “Mi’ cocco”.
Perchè, c’è qualcuno che ha ancora 25 Euri???
Confermo Frittole…. il nome è di per sè una garanzia di genuinità. Poi quando ad accoglierti c’è un “personaggio” (nel senso buono) come Lillo la soddisfazione è doppia: uno dei pochi capaci di intavolare una intera conversazione sulla qualità di un prodotto. Ah che emozioni! Provare per credere:) Suggerisco anche Wine Bartolo: cucina rigorosamente umbra e locale delizioso.
Assolutamente La bottega del Vino, delizioso!
Ottimi anche Enoné e Sandri (una istituzione della pasticceria!).
Mi permetto di dissentire sia su Gus (è ormai una catena che da noi infesta i centri commerciali) che su Menchetti.
In particolare quest’ultimo si è meritato da parte mia l’appellativo di MANGIATOIA per la mole di gente, la scortesia del personale e l’insipienza dell’offerta.
PS. Sì, tutta l’area del Centro a Perugia è pedonale.
Ah, volevo aggiungere che al Civico 25 con venti euro mangi una insalata e un bicchier d’acqua.
@Rakiz dall’alto del mio abitare nei luoghi da te citati (sul Trasimeno) mi assumo l’onere e l’onore di rendervi edotti sui locali tipici:
- Faliero ( o Dalla Maria più semplicemente). Locale spartano, gran casino, ottima torta al testo ripiena di quel-che-vuoi-tu e carne alla brace di qualità. Spesa modica, con € 10,00 si fa la festa e si mangia fino a scoppiare ed in allegria.
- Il Ristoro: una curva prima di Faliero c’è questa piccola osteria dove a prezzi contenuti si può mangiare pesce di lago e altri piatti tipici, tra cui unostrepitoso tegamaccio.
che malinconia…
adolescente imberbe, tre estati anni ’80 passate a perugia, per seguire i clinics dell’ancora non-elefantiaca umbria jazz.
il problema era mangiare facendosi bastare i soldi – di certo, all’epoca non coltivavo ambizioni gastrofighette.
dormivo in piazza IV novembre, pensioncine a una stella.
mangiavo in mille posti, in maniera a dir poco frugale. poi, mi concedevo cene a la botte. oppure in un buco buio, in via caporali, dove c’era una signora, una cucina, qualche tavolone. quel che c’era – ed era sempre buonissimo.
la fame dei 16 anni
Uh..come condivido!
pur di andare a mangiare fuori ai tempi dell’università a Perugia, io e la mia amica sceglievamo menu rocamboleschi addirittura a volte senza neanche ordinare da bere, perché i soldi erano quelli che erano e dovevano bastarti!
E poi si cresce e arrivano le velleità gastrofighette…
nell’84 avevamo la convenzione con la mensa universitaria, 4’000 lire (credo) un pasto completo. serviva anche quello
ricordo un altro posto in via caporali, una pizzeria al taglio dove mangiavo un calzone farcito, forse 1’000 lire, o meno, e aveva il distributore di bibite a gettone.
sandri invece era il lusso di qualche colazione particolare.
la brioche con la panna… yum
Pingback: Bologna low cost: 10 indirizzi per mangiare con 25 euro | Dissapore « Maroffo's Blog
Pingback: Palermo low cost: 10 indirizzi per mangiare con 25 euro | Dissapore « Maroffo's Blog