Piccola guida ai ristoranti per il fine settimana. Costa siciliana occidentale
Questa è la settimana che Palermo dedica ai festeggiamenti della santuzza, Santa Rosalia, e che noi dedichiamo invece ai ristoranti della costiera palermitana arrivando fino a Trapani. Senza esagerazioni: questa parte di Sicilia è di una bellezza estrema, con tratti di scogliera indimenticabili e un pescato tra i più freschi d’Italia. Qualche locale lo segnaliamo noi, ma voi dopo il casino fatto per la Sardegna, avete ancora le forze per aggiungerne qualcuno?
BYE BYE BLUES
Via del Garofalo, 23 – Mondello (PA) tel. 091 6841415 sito
A tenere alta la bandiera della ristorazione in spiaggia dei palermitani rimane il Bye Bye Blues della famiglia Barraco, visto che lo storico Charleston ha ormai chiuso i battenti. I piatti che vi arriveranno in tavola, serviti da premurosi camerieri, sono la quintessenza della cucina siciliana e utilizzano prodotti tipici come il tonno rosso o il caciocavallo ragusano. Da non perdere gli spaghetti con purea di fave fresche e ricci e la scottata di ricciola con emulsione di pomodoro e basilico, apprezzabili e ambiziose anche le portate di carne come il croccante di pollo marinato al thè Earl Grey. Ottimi dessert e notevole cantina. Conto sui 60 euro, con un degustazione di 5 portate a 45 euro.
POCHO
loc.tà Isulidda frazione Makari – San Vito Lo Capo (TP) tel. 0923 972525 sito
Indubbiamente un locale originale: terrazza sul mare e la titolare che oltre a cucinare (bene) intrattiene a fine pasto gli avventori, forte della sua esperienza teatrale. In più la domenica lezioni di cous-cous in infinite varianti. L’albergo/ristorante Pocho della brava Marilù Terrasi (il nome Pocho viene da un gatto) offre per poco meno di 40 euro un menù articolato; da provare i filetti di palamita saltati e marinati in buccia di limone e gli involtini di spatola. Vini locali e tanto divertimento.
DON CICCIO
Via Cavaliere, 87 – Bagheria (PA) tel. 091 932442 sito
Da non confondere con l’Antica Residenza Don Ciccio, sempre a Bagheria ma più di tono, mentre questa semplice trattoria fa dell’aspetto demodè la sua bandiera: niente fronzoli ma tovaglie a quadri, servizio svelto e pesce cucinato alla vecchia maniera. I piatti però sono ottimi e un filo tradizionali come la pasta con le sarde, il pesce spada, il tonno ammuttunatu. Per soli 30 euro vi immergerete nelle atmosfere di Baarìa, il film di Peppuccio Tornatore.
LA CICARA
Via Buscaino ang. piazzetta Cuba – Trapani tel. 349 2576346 sito
Uno delle più conosciute trattorie di Trapani: prezzo modico (non si raggiungono i 40 euro) per piatti abbondanti e gustosi. Gianni in cucina e Francesca in sala propongono la più pura tradizione: gamberoni, calamari, sarde a beccafico, caponata, busiate (tipo di pasta del luogo) allo scoglio, cozze gratinate. Un po’ triste la zona pranzo, gradevole invece lo spazio rinnovato e quello estivo in piazzetta.
GIUSEPPE COSTA PER IL BAVAGLINO
via Benedetto Saputo, 20 – Terrasini (PA) tel. 091 8682285 sito
Nella splendida Terrasini il giovane chef Giuseppe Costa (esperienze nei bistellati Cracco e Rossellinis) alza il livello dei ristoranti costieri con questo piccolo locale da 20 posti e prezzi stranamente alti per questi lidi: alla carta circa 55 euro, degustazione di 7 piatti alla stessa cifra. Intriganti il baccalà panato al nero di seppia con panelle, pomodorini dry e zeste di limoni e il risotto allo zenzero con bottarga di muggine. Cantina in evoluzione e chef che, se non si dedica troppo alla TV, può diventare un punto di riferimento della Sicilia occidentale.
Piccola guida Twitter-style | Isola di Levanzo: Paradiso, semplice, costo medio, chiudete gli occhi e vi sembrerà di essere Salvo Montalbano con Livia in vacanza. Palermo: Antica Focacceria San Francesco, come non citarlo ? panini con la milza, pasta fritta, gelo di melone, cosa volere di più ? Osteria dei Vespri, piccolo (e caro), carta dei vini da stellato, vale ancora ? Marino il Cantastorie, direttamente sul mare, frutti di mare a go-go, menù fisso a 35 euro, pesce freschissimo: si muove ! Ingrassia, nella trafficata via Dante, vicino al Politeama, sfinciuni come piovesse ma pure pane e buccellato. Chiluzzo, alla Kalsa, baracchetta per veloci panini con panelle (ma preferitele lisce, calde, senza pane). Castellammare del Golfo: Del Golfo, crudo, crudo, crudo, prezzo medio, evitare i voli pindarici dello chef, vini non pervenuti.
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A quando la costa sud da Mazara a pozzallo? Madia esclusa naturalmente
MAMMA CAURA, davanti alle saline di Motia, uno spettacolo
Dubito che il fine settimana del 17 e 18 luglio al Bye Bye Blues abbiano le fave fresche…
Potrebbe essere invece il “maccu”, il tipico purea di fave secche di Leonforte?
Riccardo, sono le famose fave tardive, aprile è stato un mese brutto, le stagioni non sono più quelle di una volta, ecc..
In verità compaiono ancora sul loro menù ma le mangeremo la prossima primavera !
Direi che e’ ora di finirla con l’antica Focacceria San Francesco, il buon cibo abita altrove. Se invece vogliamo parlare del contesto e’ veramente bello ma il cibo viaggia tra il mediocre e lo scarso.
Concordo pienamente. La battaglia contro il pizzo è sacrosanta, ma io vorrei qualcosa di buono anche nel piatto!
E a Pantelleria avete suggerimenti?
Sottoscrivo la scelta di Pocho, ottimo rapporto qualità/prezzo, molto caratteristico e piacevole l’ambiente.
A Castellammare del Golfo il ristorante citato ” Il Ristorante del Golfo ” ha almeno due difetti è tristemente dietro un pompa di benzina in una strada tristissima del centro ed è scandalosamente caro da quando lo ” Chef proprietario ” è apparso su alcune riviste di settore, alternative valide in quanto a cibo ottimo sono ” Antiche Scale ” di fronte al Comune con l’ottima cucina di Maria Pia ed un rapporto prezzo qualità tra i più corretti e il ristorantino ” Poseidonia ” al porto che seppur con un menù più semplice può soddisfare anche per il contesto .
Bankitalia: crolla il turismo in Sicilia
Palermo, 10 set – Sicilia sempre più snobbata dai turisti: son quasi tutti di segno negativo, infatti, gli indicatori nei primi sei mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, emersi dal rapporto di Bankitalia pubblicato oggi. Per il terzo anno consecutivo sempre meno turisti scelgono l’isola [...] gli italiani han speso 175 milioni di euro, 36 in meno rispetto al primo semestre 2009. I visitatori stranieri han speso 356 mln con una riduzione di 26, son stati 2,53 milioni i pernottamenti degli italiani, 500 mila in meno rispetto al primo semestre 2009. In questo senso la Sicilia ha fatto peggio di tutte le altre regioni del Sud, con la Campania che addirittura segna un aumento dei pernottamenti [+900 mila].
completo sul giornaledisicilia.it
il costo della cena? lo decide il cliente
Palermo, 16 dic – è l’Hippopotamus restaurant a lanciare la proposta: «il cliente – racconta la patronne Mariella Seidita – avrà la possibilità di consumare dal nostro menu alla carta e alla fine stabilire lui quanto pagare, fatta eccezione per coperto e bevande. [...] Nell’ultimo anno abbiamo avuto un calo di ospiti che ha sfiorato il 60%, così abbiamo cominciato a chiederci se la causa fosse legata ai nostri prezzi che comunque non sono esorbitanti».
Piera Zagone, completo su cronachedigusto.it
un ristorante palermitano verso la stella Michelin
Palermo, 17 nov – Secondo le indiscrezioni raccolte dal settimanale siciliano online Cronache di gusto il riconoscimento verrà dato al Bye Bye Blues, il locale di Tonino Barraco e Patrizia Di Benedetto. È dal 1995 con il ristorante Charleston di Mondello che la ristorazione palermitana non vede brillare le stelle attribuite dalla guida rossa, altrettanti lontani i fasti in cui il Charleston di Carlo Hassan ne aveva conquistate due: era il 1979.
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articolo completo sul giornaledisicilia.it e il giorno che smetterò di commentare Dissapore,
cotta fulminea per tale Gianna Bozzali, mi trasferirò in Sicilia a commentarne le Cronache.
ore 11:53 | il Bye Bye Blues riporta la stella Michelin a Palermo, anche se
tecnicamente si trova a Mondello, dopo 30 anni (chef Patrizia Di Benedetto)
il Charleston torna in centro storico
Palermo, 24 nov – [...] In uno dei momenti meno belli dell’azienda si decise di non continuare l’attività nel centro storico, e di portarla soltanto a Mondello. Fu una scelta molto difficile per chi allora lo gestiva, ma a distanza di 10 anni si è voluto riportare il ristorante nel centro di Palermo per creare un luogo di incontro in un momento così difficile per la città. [...] L’obiettivo è anche quello di avvicinare i giovani: una giovane sommelier sarà inserita nell’organico per affiancare il sommelier storico, [...] Carlo Hassan aggiunge: «spero di potermi accattivare la simpatia dei giovani, perché il futuro sono loro. Sono sempre a disposizione per capire se chi viene vuol mangiare solo un piatto di pasta, ospitandolo come se mangiasse del caviale e a prezzi contenuti, chiaro».
Federica Cortegiani, completo sul giornaledisicilia.it