Piccola guida ai ristoranti per il fine settimana: Milano


Maccome, con il caldo che fa parliamo di Milano? Non è colpa nostra se fuori tempo massimo il capoluogo lombardo è diventato un coacervo di rassegne gurmé. La prima edizione della Food Week che si conclude domani, o Milano SaporBio, powered nientemeno che da Marco Columbro, do you remember Five di Canale5? Dunque, per chi arriva e per chi rimane in città, oltre quelli già segnalati dall’editor Stefano Caffarri (uno, due e tre), ecco 5 alternative che un tempo, quando Columbro era ancora in tivù, opps, si definivano “nazional-popolari”. Non è sempre vero che  a Milano si mangia male e si spende molto. Le vostre aggiunte sono gradite, magari non i soliti Cavallaro-Alice-Sempione42.

Al Garghet
Via Selvanesco, 36 – Milano. Tel. 02 534698. Chiuso lunedì. Sito

Fuori mano rispetto al centro, siamo quasi a Rozzangeles, qui il menù è in dialetto e, udite udite, ancora scritto a mano (ringrazio TheBigFood per avermelo segnalato). Gigantesca la Cutuleta del Garghet, classica “orecchia di elefante”, colesterolico ma irrestibile il Bumbulun (gnocco fritto piacentino caldo ripieno di prosciutto crudo). Non proprio economico, tutto no, eh! Si spendono dai 45 ai 60 euro.

Osaka
Corso Garibaldi, 68 – Milano. Tel. 02 29060678. Chiuso domenica a pranzo

Tralasciando Nobu, evorreivedere!, un ottimo Jap dal rapporto qualità/prezzo resta Osaka, vicino a parco Sempione. Credibile ambientazione giapponese con cucina che va oltre il fatale sushi/sashimi.  Consiglio lo Shabu shabu, una fonduta con fettine di maiale e vitello che completano la cottura al tavolo. Vedete voi se scegliere il tavolo o un tatami, divertente ma scomodo. Spesa intorno ai 60 euro.

Osteria dei 5 sensi
Via Cicco Simonetta, 17 – Milano. Tel. 02 58102650. Chiuso lunedì. Sito

Cucina milanese in zona Porta Genova, dominata dai piatti di pesce. Buoni il Risotto con scampi, provola e pistilli di zafferano o l‘Involtino di pesce spada con scamorza in salsa mediterranea. Nel menù anche piatti vegetariani e per celiaci. Si beve alla carta, ben fornita, o al calice, opzione sempre un po’ snobbata in Italia. Tavoli piccoli e mise en place sulla quale non soffermarsi. Menù degustazione a 32/34 euro.

Osteria dell’Acquabella
Via San Rocco, 11 – Milano. Tel. 02 58309653, chiuso domenica e lunedì. Sito

Altro locale tipicamente milanées con ambientazione anni “60 confermata dalla presenza di una vistosa Berkel rossa sul banco. Sedie e tavoli di legno, foto d’antan alle pareti. Cucina improntata sulla carne, consigliata l’Insalata di nervetti, l‘Ossobuco alla milanese con risotto e, se ce la fate, la Bistecca del Magutt (polenta e gorgonzola). Rumoroso, con carta dei vini prevalentemente italiani e conto sui 45/50 euro.

Da Teresa
Via Pavia, 3 – Milano. Tel. 02 58111126. Chiuso domenica.

Low-cost milanese: praticamente un ossimoro. A pochi metri da Porta Ticinese, un tempo zona malfamata della città, il locale è gestito da ristoratori pugliesi che le Orecchiette alle cime di rapa e i lampascioni li sanno indubbiamente fare. Delicato anche il Pesce azzurro cucinato alla pugliese.  Atmosfera cordiale e prezzi da fast-food a pranzo, poco di più la sera.




9 commenti a “Piccola guida ai ristoranti per il fine settimana: Milano”

  1. Alessandro Trocino commenta:

    eccoci. il quasi nuovo zucca e melone, via mora 3 e l’ottima e milanesissima trattoria degli orti, via monviso

  2. Nicola Cavallaro Nicola Cavallaro commenta:

    Pane e acqua
    Antica osteria del mare
    Quick and chick
    Posto di conversazione

  3.  Vittoria.gelato commenta:

    La Cantina della Vetra
    Ad Maiora
    Osteria di Porta Cicca

  4. Damon Damon commenta:

    Dal Garghet mai stato ma ne avevo letto molto male soprattutto per la scortesia in molte recensioni, da teresa ci mangiai diversi anni fa senza alcun buon ricordo. Ottimo indirizzo invece l acquabella specie per i classici. Io consiglio:trattoria nuovo macello-cucina moderna a prezzi ottimi-, taverna del sacripante- servizio imbarazzante ma la cucina merita-, ratanà-ottimo anche l’aperitivo stile tapas bar, cosa più unica che rara a mi-, trattoria del pescatore-pesce nudo e crudo e ottimo prezzo

  5. Damon Damon commenta:

    Mirta-cucina di mercato, di conseguenza piatti che variano spesso, ambiente allegro, tocchi di creatività, lui ex chef del pont de ferr, carta dei vini by Scarpitti-, Trattoria milanese- buona per la tradizione, insalata russa home made, riso giallo che va su ogni 30 minuti, mondeghili secondo tradizione, turisti miscelati a attori e milanesi habituè

    •  Vittoria.gelato risponde:

      Concordo con il suo giudizio su Mirta. Cucina semplice ma raffinata in un ambiente accogliente. Però mi pare siano chiusi nel weekend ( penso che siano genitori con figli piccoli a cui vogliono dedicare il giusto tempo)

      vittoria

    • Taddeo Taddeo risponde:

      Concordo sul ristorante. Non ne posso proprio più di assistere alla monotona e ripetitiva lista di vini proposta da Fabio Scarpitti della Scarpitti Distribuzione. I tanto decantati “piccoli produttori” sono ormai presenti in buona parte della ristorazione milanese, tutti accorpati in una lista ormai estenuante. Ma la cosa che più mi lascia basito è vedere la medesima lista fluttuare “trasversalmente” da una semplice pizzeria di periferia gestita da cinesi fino ad arrivare ai templi dell’alta cucina meneghina. Con tutto il rispetto per i cinesi, e con tutto il rispetto dei palati più sopraffini ed esigenti, vi sembra corretto questo modo di affrontare con “passione” il mondo del vino? E’ questa la strada da perseguire alla ricerca delle liste dei vini davvero personalizzate? Ovviamente è solo un mio giudizio e tale vuole restare.

  6. Stefano Stefano commenta:

    L’Osteria del Treno – via S. Gregorio, 46 (zona Centrale FF.SS.)
    http://www.osteriadeltreno.it

    Prezzi onesti, proprietario molto cordiale, cucina tradizionale con molti Presidii Slow Food nelle materie prime!


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