Quando siete a Roma fate come Fulvio Pierangelini

Fulvio Pierangelini

Presto, prendete carta e penna. Siccome il primo amore non si scorda mai, seguendo le tracce lasciate da Google abbiamo scovato la foto più recente di Fulvio Pierangelini, scattata dal super critico francese François Simon nel giardino dell’Hotel de Russie di Roma. Vale a dire, il posto dove lo chef svanito mesi fa dal Gambero Rosso di San Vincenzo (Livorno) lavora come consulente della catena alberghiera Rocco Forte. Ma non finisce qui. Sapete chi è la guida di Simon, che sta setacciando Roma alla ricerca di indirizzi gourmet? Proprio lui: Fulvio Pierangelini.

Insieme sono stati da Roscioli, in via dei Giubbonari 21-22. Dar Filettaro, in Largo dei Librari 88 (specialità della casa il baccalà fritto). Allo stesso Hotel de Russie (con Fulvio in cucina). Nella bottega di Benedetto Franchi in Via Cola di Rienzo, 204 (secondo Pierangelini: “lo street food romano”) e da Pizzarium in via della Meloria (immaginate l’incontro Pierangelini-Bonci). Alla trattoria Armando al Pantheon, in Salita de’ Crescenzi, 31. E in una ignota pasticceria-gelateria a nord del Pantheon, che pur raccomandatissima da Pierangelini non ha entusiasmato Simon.

A parte gli indirizzi più noti (Roscioli, Pizzarium, Armando al Pantheon) qualcuno è stato nei posti raccomandati da Fulvio Pierangelini? Come vi siete trovati? E soprattutto, chi riconosce la pasticceria-gelateria che non è piaciuta a François Simon?

Fulvio Pierangelini, la vostra guida a Roma

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23 commenti a Quando siete a Roma fate come Fulvio Pierangelini

  1. Bhe la pasticceria nella foto è la famigerata Cristalli di Zucchero che però non sta a nord del Pantheon bensì al Circo Massimo.
    Il giro che gli ha fatto fare non denota una gran ricerca francamente, ovvio che Roscioli, Pizzarium e Cristalli non si discutono neanche mezzo secondo, però avrebbe potuto fargli vedere qualche novità dell’ultimo lustro…

  2. Pingback: Quando siete a Roma fate come Fulvio Pierangelini | Dissapore | Ristoranti Roma

  3. Franchi???

    No, è uno scherzo, su…. per carità, la qualità non è affatto bassa, si apprezza di più nell’ordinare pietanze da portare a casa, assolutamente sì, ma per mangiare come può succedere ed è successo a me per molto tempo, scendendo dall’ufficio a pranzo lì, ad esempio, per me non è paragonabile a Roscioli.

    Boh, se lo dice Pierangelini…. forse entravo dalla porta sbagliata, che ne so…

  4. 40 anni fa via dei Giubbonari (Roscioli, San Lorenzo e ora Open)gastronomicamente parlando non esisteva. Invece via Cola di Rienzo con dei campioni come Castroni (ottima torrefazione e primo retail dei prodotti alimentari esotici), Latour (la migliore pasticceria di quei tempi) Franchi (rosticceria con la brace di legna un vero girarrosto e ottimi supplì) e qualche banco del mercato di Piazza dell’ Unità, raccoglieva credo il meglio della Roma golosa di allora. Beh ora i tempi si sono evoluti, la concorrenza aumentata e tra l’ altro, purtroppo, Latour ha ceduto il passo alle calzature e sono ormai pochi quelli che se la ricordano!

    • Latour me la ricordo bene eccome, forse uno degli ultimi posti liberty che abbiamo visto chiudere. Angolo esatto tra Via Cola di Rienzo e Via Pompeo Magno, direzione della Piazza Cola Di Rienzo. Era un posto molto particolare. Castroni era il Castroni del padre, il fondatore, oggi i negozi sono distribuiti tra i figli, peraltro il figlio che ha il Castroni di Via Cola Di Rienzo si è sposato una mia amica di infanzia. Però, visto che citi alcuni posti di quella zona, io ci metterei la Torrefazione Sciascia a Via Fabio Massimo, e non dimenticherei anche quello che è sempre stato un concorrente di Franchi, cioè Ottaviani, di fronte alla vecchia Standa. In effetti era così, quella zona di Prati aveva molti punti eccellenti, mentre a Via Dei Giubbonari, o a Via del Pallaro (al numero 19, soprattutto), ci si andava invece per comperare i jeans “americani originali”… Il negozio al Pallaro aveva i Roy Rogers, i Wrangler e i Levi’s, ma da ragazzini andavano molto i primi, perché la targhettina del marchio, rettangolare, bianca e posta sopra la tasca destra, risaltava e si faceva vedere, creando una qualche distinzione… già allora si cominciava, anche per una semplice etichetta, magari mentre chi si prendeva i Levi’s discuteva di waste & size, non capendoci granché….

      • In effetti, Latour era un gioiello (angolo Cola di Rienzo e Attilio Regolo, per essere corretti!) con la più bella macchina da caffè che ricordi e delle paste strepitose… per non parlare della sala da tè con tanto di fontanella!
        Poi la linea della strada è calata, e Franchi, purtroppo, con lei, pur rimanendo posto di assoluto spessore, e realizzatore di supplì ancora eccellenti.
        E’ sparita la Gelateria Pignotti/Pellacchia, e altre cose si son perdute…
        Purtroppo qiesto capita…

  5. A me la pasticceria in foto sembra Josephine Bakery, che sta a Piazza del Paradiso (non lontano dal Pantheon) e che , tra l’altro, non entusiasma nemmeno me.

  6. Penso che la pasticceria di Piazza del paradiso sia chiusa…almeno lo era qualche mese fa..

    Anch’io credo che quella della foto sia Cristalli di zucchero, non male, però forse un pochino sopravvalutata…i lieviti poi, di cui si parla un gran bene, non reggono il confronto con altri meno blasonati… ma si sa, de gustibus….

  7. Scusate ma cristalli di zucchero non si trova a Monteverde, via di Val Tellina, 114? o ne esite un’altra a mia insaputa?
    Mi piacerebbe vederla, adoro quella di Monteverde!

    • Adesso c’è un “Cristalli” anche in Via di S. Teodoro 88.

      @Simonetta: per la verità l’anno scorso a Re Panettone (Festa del dolce milanese di novembre) Marco Rinella, titolare di Cristalli, ha portato dei panettoni superbi.

  8. @stanislao porzio:

    sul panettone concordo…non mi sono espressa bene…mi riferivo ai lieviti della prima colazione: croissant e varie, ma forse sono solo stata sfortunata…ci sono andata solo due volte quindi non ho casistica!! Mi tocca riprovare…

    • Credo che come già detto il problema sia la qualità di alcuni indirizzi e non il fatto che siano originali o meno.

      Roscioli non è certo una novità ma se un amico viene a Roma e lo voglio portare in un forno che offra delle specialità culinarie etc etc etc, lo porto da Roscioli e certo non faccio caso all’anno di inaugurazione.

  9. haimè haimè
    questa discussione conferma che a roma con c’è un granchè.

    il filettaro mi fa tenerezza, mi ricorda la giovinezza, mi fa piacere mangiare un filetto di baccalà, e vabbè.

    roscioli forno vada, quell’altro va bene per uno spuntino, ma se chiedi prodotti al banco, verifichi che non sanno tenere bene i formaggi quando ci si avventura in quelli di francia (il formaggiaio francese non vende soltanto, ma prosegue l’affinamento, con alcuni formaggi è necessario, altrimenti ti ritrovi con una roba molliccia, o sassificata ecc.) e che il jambon serrano che chiedi con trepidazione di ritorno da un viaggio in Spagna non si sa da dove l’hanno preso e/o conservato; insomma, non c’era, quando hanno aperto e ancora per diverso tempo dopo, adeguata formazione al banco (forse ora l’hanno migliorata, ma io non ho più provato). l’antica caciara a trastevere, con scelta limitata ma ben conosciuta ed emozionalmente sentita dal gestore sarebbe stato un indirizzo un po’ più esplorativo.

    quella non è certo josephine, che fa tutt’altro tipo di dolci, immancabili poderose glasse sbrilluccicanti che mi avevano sempre tenuto alla larga finché non ho ceduto a natale per voglia di luminarie, e -- ma guarda un po’! -- i biscotti che credevo dover appendere all’albero e basta si sono rivelati buoni, ma buoni…il che non vuol dire che sarei disposta ad addentare una delle spaventose torte con mille fiocchi di zucchero spessi due dita, ancora mi spaventano. si poteva portare l’ospite da Bocca di dama a San Lorenzo, raffinata pasticceria al limite della fisima ma assai seducente, dove ti puoi mettere in attesa che un bocconotto esca dal forno per acchiapparlo al volo nella sua calda tenerezza, o godere perfino di una semplice tartelletta con crema e mirtilli, mentre ti chiedi cos’è quel piccolo aroma che rende tanto sui generis la crema.

    • Artemisia, tu mi destabilizzi. E’ la prima volta che qualcuno osa criticare Roscioli per una cosa diversa dai prezzi. E sorpresa, non sono mai stato da La Caciara né da Bocca di Dama, i due indirizzi più “esplorativi” che suggerisci. Qualcuno li conosce?

  10. Siccome il primo amore non si scorda mai, abbiamo scovato la foto più recente di Fulvio Pierangelini; svanito mesi fa da San Vincenzo, che adesso lavora come consulente della catena alberghiera Rocco Forte.

    La giornata, autunnale, non si dimentica: sole, cielo terso. Prima a scuola, coi miei alunni, a spiegare le virtù benefiche della birra e poi via, in centro a Firenze. Il duomo senza macchine mette gioia, camminare senza timore di essere urtati dagli autobus è un piacere. Arrivo in piazza della Repubblica: l’Hotel Savoy è sempre lì, col suo carico di turisti stranieri ma oggi è diverso. È tanto che non vedo Fulvio: ci siamo sentiti, ma di persona era tempo che non scambiavamo due chiacchere… prosegue su Quinto Quarto.


    i blog stanno cambiando le cose, ma i critici di professione
    non devono preoccuparsi: leggere chi ha qualcosa da dire rimane un piacere (cit.)

  11. cristalli a via di san teodoro.
    suilieviti, il croissant francese (mangiato più volte da cristalli a monteverde) lo trovo fantastico, ma ho pochi altri parametri recenti.
    una bionda blogger molto famosa (!!!) sponsorizza dacrì in zona laurentina: solo burro per i lieviti che trova fantastici, non saprei però dire perché non ho ancora avuto il piacere di una prova.
    per il resto: bocca di dama è deliziosa,soprattutto nello stile, molto femminile e francese. i dolci sono volutamente casalinghi, e questa è una scelta precisa, non discutibile: frolle, tortine di mele, carrot cake, biscottini. non tutto è strabiliante, ma l’insieme è decisamente godibile, anche nel locale, con tavolini e sofà molto accoglienti e rilassanti
    roma offre davvero poco in termini di novità enogastronomiche.
    ricordo peraltro un’altra escursione di pierangelini alla ricerca di buoni prodotti, per un numero del gambero di pasqua di un paio d’anni fa, dove completava la lista dei “soliti noti”… mi pare di ricordare renzo fantucci e pochi altri: purtroppo evidentemente non ci sono molti indirizzi da scoprire

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