di | sab 23 gen 2010 ore 16:32
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come si mangia

Quel Ponte sul fiume Oglio

Frittura di Saltarei e Zucchine

Una gelida domenica di gennaio, previa telefonata: Cià, venite che in qualche modo facciamo, dice la voce gioviale al telefono. Che ormai si è sviluppata una famiglia di anticorpi particolarmente reattivi, che quasi quasi sai come mangerai dal tono della voce che ti parla al telefono. Allora corri per la pianurka, passando di quà e di là del confine tra le province di Mantova e Cremona, dove non c’è quasi nulla di bello. Magari le Alpi innevate all’orizzonte, oggi che non fa di nebbia. Corri per le strade sempre più strette fino a che passato un brullo paesello ti trovi di fronte una specie di traliccio appeso sul fiume. Perchè questo non è un ponte, è un trapezio tirato da acrobati incoscienti, tanto che gli accessi sono stretti da passarci appena con gli specchietti: non venga voglia di tentare il valico ad un mezzo pesante.

Di là c’è la bisclacca costruzione della Trattoria, una specie di scatola di sigarette messa in piedi con un tetto sopra. Come quando i bimbi finiscono i pezzi da otto nei Lego, e tirano su le case un po’ sproporzionate, come vengono. Dentro una manciata di tavoli e una palata di gioia dell’ospitalità. L’Oste – proprio lui – t’aspetta al varco con le (poche) variazioni  del giorno, e proprio lui ti porterà la più stupefacente frittura di gamberi di fiume ti possa immaginare. Colossale, colorata, leggera come cristalli di neve e saporita di piccoli e precisi sbuffi di sapore, golosa che ti vien voglia di prenderla con le dita, rovesciartela in bocca con le mani, le teste le gambe e tutto alla faccia del bontòn.

Una porzione di vaste dimensioni, da saziare un energumeno o un giovine famelico, da berci dietro pistoni di rosso di Curtefranca ma anche Lambruschi mantovani tinti e ribollenti di schiuma. Perchè a seguire non mancherai i tortelli di zucca serviti con orde di soffritto, sodi e muscolosi, il ripieno come gelatina la sfoglia come velo. Ahi lasso, piatto ampio da annegarci, da arrendersi di satollanza e godimento. Vorrai forse pietanze, preparazioni di lunga gestazione e memoria come l’oca e il luccio serviti con cremose polente: carni ottime, magari afflitte da qualche legnosità. O forse qualcuno dei dolci-dolci, ma i sensi già sarebbero sazi abbastanza e molto che questo vale il viaggio e il salto nel vuoto sulle malmostose acque del fiume antico.

………………………………………………………………………………………………………………………………..
Al Ponte
Strada Ponte Oglio 1312
Acquanegra sul Chiese MN
0376727182

Quattro piatti per meno di 40 europei, solo per stomaci capienti.
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27 commenti a Quel Ponte sul fiume Oglio

  1. avatar Bacco

    a parte che in foto non sono gamberi di fiume, sei l’unico motivo per cui seguo ancora ‘sto sito.

    • perchè dici che no? me li hanno venduti per saltarei e non è nemmeno la prima volta che li mangio. avevano sempre sta fazza qua…

      • Io ho mangiato decine di volte i gamberi di fiume durante le mie vecchie trasferte in Abruzzo. Fra Sulmona e L’Aquila se ne consumavano parecchi….ora non so.
        Non avevano quell’aspetto, erano molto diversi. Però può essere che ne esistano varie specie.
        .
        Ciao

        • avatar Nicola Massa

          Caro Luciano, anche io frequento tantissimo l’Abruzzo.
          Dici bene, i gamberi di fiume sono molto diffusi. Purtroppo pero’ la maggior parte sono importati dalla Turchia.
          Negli ultimi anni un virus che credo sia partito da qualche fiume tedesco ha infettato le acque e ha generato una moria di gamberi. Comunque un buon indirizzo nell’aquilano rimane ‘La Sorgente’ che si trova a Capestrano. Tra l’altro in zona é possibile visitare la cantina e le vigne di Luigi Cataldi Madonna che produce un fantastico Pecorino di montagna e naturalmente Cerasuolo e Montepulciano d’Abruzzo.
          ciao
          nic

      • avatar Bacco

        questi in foto mi sembrano più quelli ottimi di laguna…

      • avatar Bacco

        e poi quelli di canale sono vietatissimi…se hai qualche conoscente bracconiere, ogni tanto, tantissimo potrebbe capitarti….e te ne accorgi ;-)

  2. Ma Caf?! E come la mettiamo con la degamberizzazione dei menù qui postulata? Ancora accettabili se son ruspanti gli osti, censurabili solo in caso di haute cuisine, ‘che lì “ci ha rotto gli zibidei” [cit.]?

    • Occorre fare un cenrto numero di distinguo: questi sono fiumaroli e quindi decisamente insoliti, poi erano chiamati alla carta, e non ficcati dentro ogni possibile Degustazione. Io mi lagnavo della loro ubiqua presenza nelle proposte dello chef…

  3. Pensa che ieri c’erano “gamberi di fiume” anche all’IKEA di Ancona: gamberi e lattina di birra a 6,50 euro.

    http://www.pickaloo.com/photos/01-23-10/54485.jpg

  4. avatar Chefclaude

    Ma …dove sono le chele, non le vedo?
    Poi anche il colore dovrebbe essere, da cotti, di un bel rossiccio. E la testa in genere più piccola del torace…
    Non lo so, esprimo un dubbio.

  5. Quelli che ho mangiato io erano questi:

    [img]http://lh3.ggpht.com/_gw6CpIasdLk/SpJUq0IBHMI/AAAAAAAADm4/IGQQO4qvCDM/gamberi%20di%20fiume%20aneto%20p_thumb%5B6%5D.jpg?imgmax=800[/img]

    • avatar Chefclaude

      Il tipo francese ha le chele più tozze; ma dimensioni e colore direi che ci siamo.
      Non si trovano con tanta facilità perché crepano nelle acque appena appena inquinate (infatti lì si parlava di rinsediarli).
      In Borgogna li mangiano col pollame in casseruola.

      • Prima di trasferirmi in Puglia frequentavo tantissimo l’Abruzzo e ne ho mangiati in continuazione.
        Andavamo ad acquistarli direttamente negli allevamenti…..quanti ricordi !!!
        Mi sembra sia passata una vita, invece son circa dieci anni.
        .
        Ciao

    • avatar Bacco

      ecco questo è il bastardo della louisiana…

  6. avatar eggi

    mi dispiace Caffari ma tra le sei principali selezioni di gamberi di fiume nessuno in foto lo é certamente.
    oltre la mancanza delle chele, i rostri dei gamberi in foto sono troppo lunghi.
    dalla proporzione del carapace e dalla conformazione delle chele, quelli di Vignadelmar sono di razza americana, la più facile da allevare.
    tuttavia, dalla foto quelli che ti hanno servito potrebbero essere di provenienza thaillndese dove allevano in foce di fiume

    • e poi dicono che le foto non servono, perbacco.
      vedremo di capirci qualcosa di più…

      però a me questi sembrano uguali:
      Saltarei

      E questi mi ricordavo nei precedenti assaggi, ai tempi de L’Ancilla. Però, hai visto mai…

      • avatar eggi

        non si capisce benissimo ma anche qui mi pare di non vedere chele e i gamberi di fiume, qualsiasi specie, ne sono sempre dotati.
        la proporzione tra carapace e corpo é inoltre completamente differente tra mare e fiume.
        rispetto alla foto principale del post in questa tua ultima foto noterai l’assenza delle antenne. questo può significare che é un prodotto risultante da ‘pessima linea di congelazione’ e congelato dopo parecchie ore dalla pesca.
        bisogna sempre considerare che alcune qualità di gamberi sono allevati o pescati in foce di fiume, ma non sono gamberi di fiume.
        i più diffusi negli allevamenti sono quelli americani proprio perché hanno una maggiore resa… un po’ come la scelta di allevare lo storione bianco per la produzione di caviale proprio per la sua grande capacità di adattamento.
        i gamberi di fiume europei ed in particolar modo la specie turca, hanno chele leggermente più affusolate e lunghe.

      • avatar Giulio Cantatore

        Questa foto mi ha riportato indietro nel tempo ,almeno di una quindicina d’anni fa,confermo il ricordo indelebile anche io dell’assaggio a Marmirolo alla Trattoria L’Ancilla.
        Anche se forse questo c’entra poco,due settimane fa a Venezia a pranzo dalla Fiaschetteria Toscana dove sono stato benissimo, sia per i piatti,ed anche per l’ottima compagnia al tavolo con l’oste Mauro Lorenzon de La Mascareta, ho assaggiato dei piccoli gamberetti, che se non ricordo male si chiamano Schia dal colore grigio scuro pescati in Laguna, effettivamente la mattina successiva recandomi al fornito ed invitante mercato del pesce a Rialto,erano in vendita freschi e saltellanti solo su due banchi.

  7. avatar Chefclaude

    Qui c’è la comparazione più esauriente:
    [img]http://img85.imageshack.us/img85/2724/confrontodorsale5dh.jpg[/img]

  8. avatar p.

    mi rendo conto di essere off topic, a questo punto, ma la trattoria “Al ponte” mi era piaciuta tanto due anni fa.
    non avevo mangiato gamberi però :-)

  9. avatar vic

    i gaberi che offrono alla trattoria sopra citata sono dei piccolissimi gamberetti di acqua dolce che nella zona chiamano “saltarei”. avendoli mangiati anche io alla stessa trattoria cmq confermo essere gamberetti di fiume, della lunghezza di pochi cm…da mangiare interi
    Cmq consiglio a tutti il posto…cucina deliziosa

  10. avatar Adelaide

    Sono pienamente d’accordo con vic … per me il miglior ristorante della zona!

  11. avatar Mauro

    per quanto riprendere un post dopo un anno e mezzo sia quasi inutile ai tempi del web io ci provo

    Post interessantissimo perché tocca la cucina di fiume, spesso bistrattata, per decenni ghettizzata e solo ultimamente e lo stato di alcune specie dei pesci quasi estinte

    Vorrei chiedere a Bacco, e altri, esistono fiumi o canali oppure centri di ricerca naturalistici che hanno ancora delle specie quasi estinte come i famosi Saltarei (gamberi nostrani) lo Storione nostrano, pescegatto nostrano?

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