
Piero De Giosa: Ragazzi nessuno ha news sulle
fabio di rienzo: mi permetta....innanzitutto co
Riccardo I.: Chi non coglie l'ironia della
serena: se non vi interessa il cibo e
Noncelapossofare. Tipo che non posso aspettare lunedì 1° febbraio per una top ten sull’Emilia Romagna. Lo so che il 1° febbraio è il giorno che Identità Golose, sì certo, il congresso di cucina milanese, dedica all’Emilia Romagna, ma certe discussioni mi hanno fatto entrare in loop: sbranerei solo prosciutti, mortadelle, tortellini, parmigiani, aceti e bolliti. E se oggi mi sono svegliato emiliano-romagnolo, come mi assecondo? Elencando 10 posti da non mancare quando tornerete in Emilia Romagna.

CASA ZANNI, Villa Verucchio (Rimini). Più che un ristorante uno stato della mente. Casa Zanni, ricavato da un frantoio del 1600, è esattamente come immaginate debba essere una trattoria romagnola. La maestosa stufa a legna per cuocere la piada, i tagli di carne brutalmente esposti nella macelleria e cucinati sulla vecchia graticola. Intorno, il profumo gagliardo del vino conservato nelle grandi cantine. Capita, a volte, qualche concessione ai (molti) turisti di passaggio. Immagine: Flickr/orMone.
MARCONI, Sasso Marconi (Bologna). It’s a man’s man’s world e l’Emilia Romagna non fa eccezione. A parte Aurora Mazzucchelli, poco più di trent’anni, subentrata ai genitori nella cucina del ristorante che vale una stella Michelin. Figura inconsueta di giovane e attraente rossoramata a suo agio sia con gli artifici stile Ferran Adrià che con i possenti tortelli ripieni di mora romagnola. Speriamo non si sposi, non subito almeno. Immagine: Viaggiatore Gourmet.

LOCANDA MARIELLA, Fragnolo di Calestano (Parma). Tavola di tradizione in una palazzina facciavista-con-scalinata oh così anni ‘70. Piatti casalinghi e sopra a tutto una fantasmagorica cantina. Cantina di pancia, assemblata in anni di viaggi alla ricerca di tesori da Guido, compagno di Mariella. Hi-fi news and wine, il suo negozio in centro a Parma, è probabilmente unico al mondo. Ci compri indifferentemente una bottiglia o un amplificatore valvolare McIntosh. Immagine: La grande abbuffata.

IL POVERO DIAVOLO, Torriana (Rimini). Il fatto che un patron esigente e scorbutico come Fausto Fratti avesse fortemente voluto nella sua Osteria il 33enne Piergiorgio Parini, passato dalla scuola impegnativa degli Alajmo (stage al pluristellato ristorante Le Calandre di Rubano vicino Padova) era un segno. A Torriana, il suo talento, uno dei più vistosi d’Italia, ha prodotto una cucina quintessenza della semplicità, specie negli abbinamenti sempre originali e perfetti. Accasato Parini, l’Emilia Romagna si è aggiudicata un pezzo di futuro della cucina italiana.

PODESTERIA, Gombola (Modena). Ci sono pochissimi motivi perchè si debba sapere dell’esistenza di Gombola, piccolo centro quasi disabitato incastrato in fondo alla Val Rossenna. Uno è la Podesteria, ostello per tutte le età dove è meglio prenotare. Il menù è fisso, ma quel che conta è che ci sia il gnocco. Perché in Emilia Romagna non c’è posto che faccia il gnocco fritto meglio della Podesteria di Gombola. Perciò, nemmeno nel resto del mondo.
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OSTERIA LA FRANCESCANA, Modena. Dobbiamo aggiungere altro? Immagine: L’Express.

LOCANDA DELLA TAMERICE, Ostellato (Ferrara). A me quelli che metton su l’aria di superiorità con Igles Corelli fan tanto tenerezza. Perché lui è un maestro vero, stimato e adorato dai colleghi. Vederlo lavorare insieme ai suoi allievi nella cucina a vista del locale di Ostellato, bello, colorato, e arredato in modo originale, è uno spettacolo degno di Food Network. Carta semplice, cucina potente, approdo sicuro.

PASTICCERIA GOLLINI, Vignola, Modena. Se siete a Vignola per motivi diversi dalle amarene, significa che la vita ha ancora molto da insegnarvi. Almeno rifatevi con la Torta Barozzi, la torta al cioccolato il cui profumo fa parte del paesaggio vignolese al pari della Rocca. Si fa solo alla (costosa) pasticceria Gollini, e da oltre 100 anni. Immagine: Flickr/!Tranq72.

RIGOLETTO, Reggiolo (Reggio Emilia). Non fatevi suggestionare dagli ammennicoli. Tazzine e bicchierini con dentro ombre di crema e gelatina. Il Rigoletto non è un ristorante per “Piccole Donne”, anzi sottrarsi alla cucina di Gianni D’Amato è un peccato di lesa-tecnica. Tecnica, non come avveniva con i batteristi dei supergruppi rock anni ’70, al servizio della creatività, e mai fine a se stessa. Immagine: La grande abbuffata.

OSTERIA BOTTEGA, Bologna. Salsicce crude e spalle cotte fatte in casa, tortellini che levati, una versione della tagliatella, si metta a verbale, da altare votivo, parmigiani e lambruschi della felicità. E Daniele Minarelli, oste sul serio e ennesima attrazione del locale. Chissenefraga se il posto è piccolissimo, se i tavoli sono appiccicati e se manca il parcheggio. L’Osteria Bottega è l’Emilia Romagna. Immagine: La grande abbuffata.
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No.
Magari pensavi di essere simpatico, tutto può essere. Visto che ti sei preso la briga di commentare potevi almeno dare una spiegazione. Chissa, qualcuno avrebbe potuto trovavarla utile. Ma devi essere uno cui gli altri non interessano.
A dire la verita’ io ho risposto alla domanda ” Sono questi i dieci migliori indirizzi in Emilia Romagna “. Magari se nel post avessi aggiunto ” siete d’accordo? ” oppure “avete qualche consiglio?”. Non che mi freghi molto di risultarti o di risultare interessante.
io ci aggiungo un posto per fuori di testa e mitomani, senza velleità di inserirlo in alcuna top-list. Se non vi fate spaventare da un patron che vi accoglie (burberamente) in caffetano e sandali, una sosta all’ “Osteria del Podere Miranta” ce la farei (Collecchio – Parma). Ah dimenticavo, per il pesce di fiume, verdure auto-prodotte e i funghi (quand’è stagione), irrinunciabile è “Castello” (Varano de Melegari – Parma)
Mi sembra una lista molto bella. Certo, per soli 10 posti si è obbligati a esclusioni in certi casi eccellenti (Capanna da Eraclio, Stella d’oro, San Domenico…), ma credo fosse un rischio preventivato al momento di scrivere.
Al che, però, mi sorge un dubbio che sarà venuto pure all’ottimo Michele Milani: niente nel Piacentino?
Comunque Zanni hai fatto bene a metterlo, non ha mai perso la sua anima nonostante il volume, anzi è solo migliorato: dieci anni fa la carne si sceglieva tra chianina e limousina, mentre adesso (o almeno, 5 anni fa) si può pure optare per la romagnola della Valmarecchia.
ringrazio per l’ottimo, che a scuola non ho mai preso…
la foto della piadina è…..eccitante !!!
E dal vivo, senza il paraninfo della virtualità, lo è ben di più!
per avere quella in foto dovrai chiedere una sfogliata…non una “semplice piada”.
Io nella lista ci metterei pure EATALY e SCACCO MATTO, entrambi a Bologna.
Scacco matto davvero valido … un bellissimo ricordo.
E Amerigo non lo ricordiamo?!
Scusa, non avevo visto
E Amerigo?
Altri posto che mi piacciono oltre ad alcuni già citati da altri (senza avere la pretesa di inserirli in qualsivoglia classifica): Buriani a Pieve di Cento, Don Giovanni a Ferrara, Hosteria Giusti a Modena, Vite a Coriano
Gombola me genuit…e come si mangia
Molto semplicemente, per dire la gramigna con il ragù. Ma le stanze hanno secoli: cammini su solai del 500 con travi del 400 e cotto del 700, e fondamenta dell’anno mille. ai piedi la rupe di Gombola e la valle con il mulino a pietra da cui viene la farina usata per fare il gnocco.
che è tra i più fragranti asciutti ed eterei che mi sia stato dato di assaggiare. Con un lambrusco abboccato di una ingenuità commovente, per un prezzo commovente.
Il pacchetto vale il viaggio.
Le amarene a Vignola ? Ma non erano i duroni. La torta Barozzi una torta al cioccolato?Beh, non è un ‘imitazione della Sacher , è un trionfo di ingredienti segreti. Da provare almeno una volta nella vita … Josè
l’osteria del mare da Guido per la Romagna e la Palta per l’Emilia, per esempio? Piccole piacevolissime nicchie..
, per l’esclusione di Amerigo, sempre un po’ troppo sopravvalutato..
sono invece piuttosto d’accordo, per quel che può contare
Caro Markuskoellner sono pienamente d’accordo con te, ritengo che ad oggi “L’Osteria del mare da Guido” sia senza ombra di dubbio il miglior ristorante di pesce che abbiamo in Romagna.
Osteria di Muradolo a Muradolo (Caorso, PC). Le migliori caramelle di ricotta e spinaci della storia, punto e stop.
caramelle di ricotta???? ma per piacere…
se ti riferisci ai tortelli, ci sono altri indirizzi…
diccene qualcuno suvvia !
tipo Giovanelli a Sarturano?
Osteria delle Vigne a Viazzano(PR). Classici tortelli di erbette e zucca, e svariate varianti…
vabbè, son di Milano, chiamatele come volete. Tortelli, etc… Son fatte su a caramella, e a Muradolo son fantastiche. Altri indirizzi son qui che li aspetto!
le chiamiamo con il loro nome…semplicemente…
Va bene, i tortelli. Mi son distratto, ci ho una certa età, e non mi ricordavo il nome esatto. Dalle vostre parti ogni dieci chilometri le cose cambiano nome!!!
ma no dire cazzate…il problema spesso è l’interpretazione proprio dei milanesi che considerano le nostre colline come colonie a disposizione per i loro capricci…se foste un po’ più discreti ne gioveremmo tutti…
La Fiaschetteria di Besenzone(PC)…tortelli di zucca e foie gras!!
D’accordo su molti nomi della lista, ma nella nostra non potrebbe mancare la Locanda al Gambero Rosso della famiglia Saragoni, a San Piero in Bagno. Ogni sosta da loro è stata memorabile.
Antica Corte Pallavicina di Massimo Spigaroli, Polesine Parmense; non considerando il ristorante di famiglia Il Cavallino Bianco effettivamente per grandi numeri, cenare, secondo recente possibilità, alla Corte anche solo con culatelli, prosciutto, strolghino e spalla, bevendo Fortana o Lambrusco, mi sembrerebbe piuttosto soddisfacente, non fosse altro per il profumo che sale dalle cantine dove stagionano cinquemila culatelli
Beh Stefano..senza impegno prova anche Baroni, il ristorantino storico sempre nella frazione di Gombola.Le loro crescentine condite col battuto di lardo e il parmigiano hanno pochi rivali in appennino.
orcocàn quello lì proprio dopo la curva e l’incrocio con il mulino?
tutte le volte che ci sono passato davanti mi sono detto “qui devo fermarmivicisi…” ma prima o poi accadrà.
Esatto proprio quello.E poi più su Casa Gianino ad Acquaria e per gli acquisti il caseificio di Cinghianello di Polinago oppure i tortellini di Regnani a Serramazzoni.E qui mi fermo per non far diventare il post Modenacentrico….cribbio
La Trattoria della Ghiara di Reggio Emilia è l’indirizzo che manca in una classifica ricca.
naaa. davvero? allora ci vado.
Come bottega suggerirei l’Enogastronomia Stallo del pomodoro a
Modena di fianco all’Hotel Fini,ottimi salumi,grande banco di formaggi,bellissima scelta di vini ed è uno dei pochi negozi dove
puoi trovare la torta Barozzi originale.Tra l’altro fanno degustazioni con stuzzichini tipo ciccioli e la mortadella del mitico Pasquini.
Osteria Bottega sopravalutata! Stella d’ Oro a Soragna , Trattoria Secchia a Concordia.
Segnalo anche Le Giare a Montiano dove c’e un
ragazzo di cui si sentira’parlate presto Omar Casali.Non puo’mancare neanche Guido a Miramare
La Locanda del Falco a Gazzola (PC) non può mancare
Si abbastanza bene…Volendo mancano due allievi di George Cogny… La Palta a Bilegno vicino a Borgonovo e La Colonna a S.Nicolò….
[img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/varie/00008015.gif[/img]
e speriamo facciano tris, quest’anno…
SolYMar, a Riccione, mai sulle guide ma sempre valido.
Per me una top ten dell’ Emilia Romagna NON PUO’ non includere l’Antica Osteria Del Teatro a Piacenza. A mio modesto parere superiore a QUASI tutti i nomi citati nella lista!
no dai, Filippo è bravo, ma….
Ma cosa? Spiegami…
ma non si può dire che è meglio di quelli citati, e sicuramente non è il migliore in Emilia Romagna.
Si può dire che sta nella lista e che è bravo, ma…
non ho detto che è il migliore in Emilia Romagna, ma francamante per me l’unico che è fuori gara è Massimo Bottura, e premetto che non sono mai stato al povero Diavolo, per cui non lo giudico, per il resto Filippo non ha niente da invidiare agli altri, a mio modesto parere!
Sicuramente l’Osteria del Teatro non può mancare
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vicolo santa lucia di stefano ciotti a cattolica
Alcuni nomi sono scontati e troppo “gastronomically correct”. In Emilia Romagna esistono ancora i posti buoni che (quasi) nessuna guida (e nessun blog) cita…..