
Piero De Giosa: Ragazzi nessuno ha news sulle
fabio di rienzo: mi permetta....innanzitutto co
Riccardo I.: Chi non coglie l'ironia della
A me il ristorante Pappacarbone era piaciuto da morire. Tutto eh: il cosa, il come e il dove. Avevo trovato che questa nota nuova-vecchia nei suoi piatti provocasse coinvolgimento, emozione, gioia. Poi c’è stato il siparietto televisivo di Rocco Iannone – chef de cuisine di Pappacarbone – a Striscia di cui si è ampiamente parlato, e la metà del mio cervello dedicata alle esperienze sensoriali era entrata in sciopero. Però da Pappacarbone si sta benissimo, non c’è dubbio alcuno. Oggi mi accorgo che nel suo blog, il giornalista Paolo Marchi cita la recenza del popolare critico Edardo Raspelli, sul locale di Cava de’ Tirreni: un commento tutto sommato positivo, anche se il 15/20 appare scarsino, almeno nella mia personalissima classifica del benessere. Ad ogni modo, in fondo alla recensione, Raspelli profetizza un luminoso futuro a… ROSARIO SARNO.
Allora anche noi ci facciamo una domanda: machicazz’è Rosario Sarno, visto che il protagonista della cucina di Pappacarbone a me, al ben più autorevole Marchi e ad un altro paio di decine di milioni di italiani parrebbe essere Rocco Iannone? Voi avete qualche idea?
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Pare che nella ricevuta ci sia scritto Futura SRL di Rosario Sarno, almeno da quanto ho letto nei commenti del blog di Marchi.
Rosario Sarno è uno dei due soci di Rocco Iannone. L’ho conosciuto un paio di anni fa a casa di un amico comune di Salerno dove vennero a cucinare. E’ lui che prepara i dolci al Pappacarbone.
Lasciare il segno non è per tutti. Iannone c’è riuscito. I vostri sono dettagli che non servono a nulla. Raspelli è uno dei pochi professionisti rimasti sull’enogastronomia. Di sicuro sà quello che ha scritto. Sarà grande cosi liquida Iannone. Poi mi chiedo… ma Paolo Marchi conosce Iannone?
Veramente un critico che non si ricorda il nome del cuoco o confonde quello in tv con l’altro subito dopo essere stato al suo ristorante…a me lascia qualche dubbio sul fatto che sappia veramente quello che ha scritto!
))
Qui però non sono del tutto d’accordo. Un critico, se sta facendo una “critica pura” e non un servizione giornalistico, non è obbligato a sapere il nome dei cuochi. Un critico a volte recensisce il ristorante e basta. Anch’io quando parlai del Gallopapa di Castellina in Chianti (ora purtroppo chiuso) scambiai il nome del patron con quello dello chef. Il patron, peraltro ringraziandomi, mi fece notare l’errore e apportai le necessarie correzioni. Il fatto è che quella sera andai a mangiare come un cliente normale, senza dire una parola. C’è da dire in ogni caso che il Raspa è ben più riconoscibile di me.
Quel che conta, giornalisticamente parlando, è ammettere l’errore, che peraltro nel mio caso (e direi anche in quello del Raspa) è assolutamente veniale, avendo tirato in ballo uno che col ristorante c’entra, e non avendo invertito cuochi e simili.
Mah…se avesse fatto una semplice recensione parlando del cibo e genericamente del locale non avrei trovato la cosa terribilmente assurda.
E’ piuttosto strano per me perché parla molto del cuoco – che a quanto pare non conosce – e non solo della cucina e fa riferimento a Striscia – ma sospetto che questi servizi non li abbia neanche visti!
il problema in questo caso non è discuetere il valore di Iannone, comunque nemmeno da podio in Campania, basterebbe guardare la ricchezza e la bravura della concorrenza per capirlo, ma Raspelli che celebra il cuoco del momento nell’ottica di Striscia, che esalta il servizio tivù che ha generato settimane di discussioni anche feroci e nemmeno ne conosce il nome. per me sarebbe come annunciare che il Milan ha venuto Pato al Real, in fondo è sempre un brasiliano con un nome di quattro lettere…
suvvia Marchi, abbia pietà di un quasi sessantenne dalla memoria non sempre impeccabile e smanioso di farsi notare, di dire “ci sono ancora!!!”, anche celebrando “il cuoco del momento nell’ottica di Striscia”…
Venerdì Edo compie sessant’anni, tra l’altro.
Tieni duro Iannone. Come cucini tu ne ho visti pochi.
Siamo noi clienti a dire chi è il migliore. Iannone è il Maradona della cucina italiana. In Campania secondo me solo Esposito è a quei livelli di cucina il resto dell’Italia un copia incolla di ricette francesi e spagnole. Tanti ristoratori dicono lo stesso. Per Raspelli sono d’accordo con Ziliani.
Sono pienamente d’accordo con te Marco. Durante le prime di Striscia mi trovavo per lavoro a Napoli, da li ho iniziato ad intensificare le mie uscite per i ristoranti stellati. Ad oggi pappacarbone è ancora il mio ricordo migliore. Grande spaghetto con carbonara di cozze e bottarga, non si può dimenticare. Oloap dice che Iannone non è da podio in Campania. Io spero che non lo sarà mai ma che continui a cucinare così, me lo auguro.
Ti stimo molto Iannone, le tue parole un segno di sicurezza e professionalità. Vai avanti per la tua strada. In tanti non ti sopportano, perchè sono tutti disonesti. Verrò presto a mangiare lo spaghetto che suggerisce gigi2. Raspelli ha sbagliato qualcosa nel suo articolo ma poco importa, sulla cucina non ha avuto niente da dire. Io lo conosco bene, sono parole che esprime quando ha goduto stando a tavola. Complimenti.
Espresso 16,5; Gambero 16 (pari a 80 centesimi), Raspelli 15…
In Sicilia mia madre cucina meglio, posso metterla nel podio?
Sei il fenomeno d’italia Iannone
Sono stato da Iannone. Straordinario, meglio di Vissani e Alaimo di sicuro … in Campania non ha rivali…
I primi 5 d’Italia Iannone, Uliassi, Esposito, Pierangelini, Calandre
conosco il lavoro del cuoco, e ancora meglio lo chef di cucina,nei miei 35 anni di lavoro a tempo pieno ho avuto il privileggio di ammalarmi 5 volte ,come fanno i miei illustri
colleghi a parte qualche ora di riposo,aver tempo per i media
sono veramente tutti bravi con le parole,o libri in cucina,non si pensa mai di premiare un cuoco che da servizio a 250 persone,in banquettistica, dove il 90% e’veramente soddisfatto,con l’aiuto solamente di ragazzi con poca esperienza,o qualche signora per arrodondare la pensione.
certo quanti grandi Scheffff abbiamo 20 persone in cucina per 30 clienti.Complimenti ai signor media scordavo Buon Appetito