Rocco Iannone | Cazzone 2009

La lettera che Rocco Iannone consegna ai clienti del suo ristorante

All’inizio pensavamo a una rosa di candidati da sottoporre al vostro giudizio. Invece, toccata con mano la lettera che lo chef del ristorante Pappacarbone di Cava de’ Tirreni consegna ai suoi clienti, e ricordata la doppia sceneggiata di Striscia la Notizia (una e due) incluso l’insulto del direttore guide L’Espresso, Enzo Vizzari (“O sei un idiota o sei un irresponsabile”), abbiamo deciso di assegnare a Rocco Iannone il titolo di Cazzone del 2009. Per manifesta superiorità.

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44 commenti a Rocco Iannone | Cazzone 2009

  1. io vi adoro perché siete diretti senza mai sconfinare negli eccessi. senza buonismo, dite pane al pane. con stile anche quando fate uso delle “parolacce”.
    ad maiora nel 2010.

  2. uellla , che parolona, bernardi…. sembriiii… sembriiii…. maffi?

    comunque pienamente d’accordo. anzi , potremmo dargli il premio per il decennio e non parlarne piu’.

    comunque vizzari conferma che è proprio bravo ,a patto che non parli. il problema è che a vederlo in quei video passa la voglia di andarci. va beh ci penseremo , il prossimo anno……

  3. Iannone sei un mito, è per questo che l’Italia deve ringraziarti, tutti i cuochi d’Italia devono imparare dal tuo coraggio.Sono chi ha le p…. può permettersi tutti questi. Io sono con te.

  4. Ho sempre seguito con attenzione tutte le vostre notizie, mi piace la cucina. Dico che Iannone è veramente un personaggio e mi piace perchè è unico, esemplare e senza peli sulla lingua. In più ti fà godere quando mangi al Pappacarbone.

    • Gli hai fatto un grande complimento a Iannone anche perchè il bravo è soggettivo a trovare le materie prime non è per tutti. Non vedo niente di male nella sua lettera, anzi per me questo sa quello che fà. Andrò a complimentarmi di persona e mangiare qualcosina visto che non ci sono mai stato.

  5. Hai un Fans club che ti sostiene, ti dico di più, linea verde per fare una puntata dedicata alla tua spesa, vuol dire che l’Italia sostiene i tuoi principi gastronomici. Sei stato forte a scrivere questa sorta di menù. Chi sono questi addetti ai lavori che meritano le tue attenzioni. Perfino Vizzari e Bonilli salvatori della cucina del territorio, come lasciano intendere, ti hanno insultato perchè difendevi il vero… Sei forte e fatti rispettare. Siamo in tantissimi con te. F.C.R.I.

  6. Qualcuno mi spiega perché quando Teobaldo Cappellano, pace all’anima sua, scriveva sulle sue bottiglie che i suoi vini non dovrebbero essere giudicati -- certo con ben altro stile rispetto a questo qui -- tutti giu’ a dire oh ma che bravo, ecc. ecc., ? Non e’ sostanzialmente la stessa cosa?

  7. Tradizione, Innovazione. Iannone, Bottura. La sintesi dell’anno 2009 della cucina italiana. Due grandi talenti che a mio avviso meritano tanto rispetto perchè lavorano per il bene della cucina italiana. Chi la difende nella tradizione dei sapori e chi cerca di stravolgere e guardare al futuro con qualche compromesso. Mi piacete entrambi, ma grazie alla grande scossa di Iannone la cucina italiana si è difesa alla grande dalle influenze spagnole. Sarebbe bello nel 2010 un incontro e dibbattito tra questi due grandi personaggi della nostra cucina. Auguri a tutti i lettori di Dissapore.
    N.b. Grazie di esistere Dissapore

  8. Se Rocco Iannone è stato maleducato con qualcuno, mi sembra davvero di cattivo gusto e fuori luogo porsi al di sotto del suo livello.

  9. In questa lettera non vedo niente di male. Forse è offensivo chiamare Cazzone un talento del genere che adotta una filosofia fuori delle regole del circuito a cui siamo abituati. A me piace.

  10. Ahahahahah…
    Grazie, Dissapore, per questo post.

    Se uno non sa parlare e non sa pensare (come manifesta la lettera qui pubblicata, e i video del suo sito), può essere bravo ai fornelli?

    E’ un domandone.

    hasta,

    il Laico

  11. IL QUIZZONE DI CAPODANNO
    “INDOVINA CHI…”

    Per un Natale buono e genuino restiamo in famiglia. A tavola, lasciamoci emozionare da un territorio, il nostro, strabordante di prodotti semplici e straordinariamente unici. La ricetta per la vostra tavola delle Feste stavolta la lascio a voi, alla cura e all’esperienza delle mamme, delle zie e delle nonne, nella speranza che tanta tradizione metta radici e coinvolga anche i più giovani. Sapori, profumi, segreti non possono, almeno a Natale, essere intaccati da innovazioni o fantasie. Pochi consigli perché tutto avvenga nel segno del gusto e della qualità: scegliete, acquistate, consumate e bevete prodotti del nostro territorio. Dedicate un po’ di tempo alla ricerca della qualità. In questo periodo c’è abbondanza di pesce, verdura, carne e vino, tutto di eccellenza da Cilento, Piana del Sele, Costiera Amalfitana, Valle dell’Irno e Agro-nocerino-sarnese. Cercate i piccoli artigiani, i prodotti biologici. Lasciatevi ammaliare da quanti ogni ora del giorno dedicano la propria vita per difendere e tenere in vita prodotti destinati altrimenti a scomparire nel vortice industriale e commerciale della globalizzazione. Portate i vostri figli ai mercatini di Natale organizzati dalle associazioni agricole, lasciateli annusare, toccare, assaggiare. Fate fare loro domande, stimolateli con aneddoti e storie. A tutti voi i migliori auguri per un Natale buono e genuino.

    CHI L’HA SCRITTO?
    A) Bonilli
    B) Pignataro
    C) Iannone
    D) Altro

    • Se non ricordo male con il Sig. Siani ebbi uno scambio di idee già al tempo delle polemiche pretestuose ed infondate di Striscia, ergo, penso che lo scritto sia attribuibile a Iannone o con maggiore probabilità ad un suo ghostwriter.
      .
      Ciao

      • Complimenti, azzeccato al primo colpo. Purtroppo non si vince nulla signor Vignadelmar. Speriamo che, alla fine, vinca sempre la cucina italiana, quella fatta di passione, dedizione e coerenza. Rocco potrà essere antipatico -- nel senso etimologico del termine -- ma è un eccellente professionista che di certo non meritava questo -- spero -- canzonatorio trattamento da Tapiro del Primo dell’Anno. Un felice 2010 a tutti voi.

        • Buon anno a tutti!
          Il Cuoco Iannone è uno che lavora duro e si prende le sue responsabilità come tutti quelli che lavorano veramente.
          La differenza è questa: Iannone può tranquillamete vivere con tutti i suoi tantissimi clienti, i parassiti giornalisti & C. hanno bisogno di quelli come Iannone per vivere e “scrivere”.
          Ciao.

        • Evidentemente, secondo lei, quegli eccellenti professionisti che hanno subito un trattamento spero canzonatorio da Iannone se lo meritavano, vero ???
          Ma non voglio tornare su polemiche vecchie un anno, buon anno sia a lei che a Iannone.
          .
          Ciao

          • Iannone è quello che è, un cuoco semplice, con degli amici “consulenti” pesanti-pensanti.
            Se gli danno un microfono, in una conferenza, sbagliano.
            Se lo intervista striscia, fa effetto, lui è ideale per un programma come striscia.
            Se gli eccellenti professionisti si indignano, sbagliano, perchè non hanno capito chi è Iannone.
            Per il resto Iannone non è un C…..e.
            E’ solo un cuoco come tanti che serve e cucina del buon pesce, e che è stato usato per fare polemica o notizia o riempire una pagina dai giornalisti di striscia e da “eccellenti professionisti”.
            Amen.

  12. Rocco Iannone…
    la prima cosa che mi viene in mente é quando, avendo la disponibilità di un microfono tra le mani, criticò apertamente Robuchon durante un congresso…
    che vergogna…che vergogna e che grande figura di ‘defecatio matutina’ gratuita e davvero poco opportuna. riuscì a trasformare con pochissime parole il suo ottimo intervento in un coro di fischi e dissensi.
    l’ulteriore disponibilità della telecamera é da equiparare ad una fornitura di NAftenico e PALMitico a Nerone

    • E sai che ci fa Robuchon con Iannone…

      A parte che non sono stronzate le sue, ma diffamazioni, e che affermare una disonestà nella cucina di un Bottura o di un Adrià non è proprio una chiacchiera; a parte che, a certi livelli, se sei bravo, non puoi neppure far finta di non conoscere quello che fanno gli altri…
      L’ignoranza non è ammessa; o per lo meno, se sei ignorante e lo sai, non parli. Ma farsi scudo sempre di proposito di questa santa beneamata tradizione per dire che tutti gli altri sono fuori, è ormai di un banale, stanco, idiota, ribollito clichè, da far apparire proprio lo sbandieramento del prodotto, della territorilità, della naturalità e della freschezza, un’arma spuntata, un luogo per tutti e per sempre privo di contenuti; se non sai inserire il tuo lavoro in un luogo più ampio, che è anche quello del lavoro dei tuoi colleghi, e della cultura del cibo, o del più generale rispetto delle differenze.

      E se sei tu che lo fai, e sei un emergente, cosa potrai diventare domani, se oggi ti sei messo in ridicolo con superbia, con tanta vigliaccheria? C’hai il fan club e striscia, come un fenomeno da stadio o da baraccone televisivo, in un Paese che privilegia sempre più idiozia e fanatismo al di sopra dell’intelligenza, delle idee e della creatività.
      Beh, allora, accontentati di questo, perché non avrai altro futuro.

      • te la racconto io la reazione di Robuchon… ha continuato a parlare come niente fosse, i fischi e le reazioni in sala lo fecero per lui.
        ma anche Rocco Iannone a continuato a parlare come niente fosse, perché é palese la convinzione che chi sa cucinare può parlare e chi sa parlare può cucinare.
        ma con grande dispiacere ti dico che non ho trovato interessanti conseguenze alle diffamazioni. quante ‘penne’, ufficialmente, si sono scagliate contro l’ultima l’ordinanza Martini frutto di quell’entourage delirante?

        • …noi non siamo esattamente quello che facciamo; e non facciamo spesso quello che siamo… non coincide sempre tutto.
          Il cuoco è umano, cucina, e non è sempre un filosofo; anche se, a livelli diversi, il prodotto di una cucina è anche un prodotto intellettuale, non dissimile da altri.
          Molti cuochi sanno sostenere, con proprietà di linguaggio, il discorso della propria cucina: non tutti.
          Ma in questo caso, su chi pretende di possedere la chiave dell’autenticità della cucina italiana, si gioca qualcosa di ben prevedibile, viste le fantastiche, sottili premesse. Elargite gratis a spese di tutti gli altri.
          Che in Italia la reazione sia solo personale e individuale, o non sia, è una questione dovuta alla nostra deficienza nazionale: non abbiamo una coscienza sociale o collettiva, magari il senso della bandierina, della squadra di borgata, dell’appartenenza al campanile paesano, della difesa strenua del proprio negozietto o dell’auto parcheggiata sotto casa. La chiamiamo spesso identità, ma vuol dire sempre un’altra cosa: interessi spiccioli e immediati, tirare a campare senza impicciarsi dei problemi degli altri fino all’indomani mattina.
          Questa mancata reazione non risiede tanto, secondo me, nell’assurdità e improponibilità dell’”ordinanza martini”, messa in atto la quale sarebbe impossibile lavorare sia in un ristorantino da quattro soldi come in una comune pasticceria, quanto nel fatto che molti non hanno l’abitudine istintiva a dare quel segnale forte di dissenso collettivo che taglierebbe definitivamente le gambe ad ogni grottesco show futuribile, fatto a misura per masse di rincoglioniti. Screditando tutti, i cortigiani e i polli che allevano.

  13. Questo di Iannone se non sbaglio è l’articolo pubblicato sulla città di Salerno prima di Natale, è gia stato incorniciato nella mia cucina. Mi sono commosso a leggere le bellissime parole scritte da Rocco che mi sorprende tutte le settimane con le sue buonissime ricette che consiglia ai lettori. Aggiungo che non mi sembra il caso di attaccare un personaggio che merita solo stima, stima e stima. Il problema che son troppi quelli che gli danno ragione e pochissimi quelli che pensano che sia un c… Questo titolo a lui assegnato lascia intendere, che i miti purtroppo vanno distrutti sempre, ma in questo caso Iannone gode di una stima nazionale ed internazionale che evidenzia ancor più la sua fama di personaggio unico nell’ambito della gastronomia attuale. Vedere che alcuni nomi illustri del giornalismo gastronomico hanno attaccato chi difende quello che loro stessi hanno sempre sostenuto per anni, ha creato sfiducia nel consumatore e rafforzato le idee sostenute dello stesso Iannone a cui chiedo di non mollare mai, mai… Anche la politica italiana ha dimostrato di tenere a cuore questo problema e tutti hanno visto il risultato…

    • Si, infatti, tutti abbiamo visto il risultato: quale ???
      Me lo spieghi lei Sig. Ludovico, perchè io non ho capito affatto di quale risultato ottenuto va parlando.
      Forse la firma della brillante Sottosegretario davanti alle telecamere di Striscia? Mi spieghi quale risultato concreto ha ottenuto, cosa è cambiato nelle cucine dei nostri ristoranti.
      Mi elenchi, per favore, quali sono gli additivi che nella cucina della mia Osteria non posso usare ed, al contrario, quali posso usare.
      .
      Una domanda alla Redazione di Dissapore e a tutti noi: ma qualcuno ha controllato se alla comparsata televisiva della brillante Sottosegretario ha fatto seguito l’emanazione ufficiale da parte della Repubblica Italiana che so di un regolamento, un elenco, una mozione d’ordine, un’ ordine del giorno, un inno a Bossi, a Berlusconi….qualcosa insomma ???
      .
      Boh, ho come il dubbio che si sia trattato di un atto soltanto ufficioso, tipo il Contratto con gli Italiani che Berlusconi sottoscrisse da Vespa e poi non ha mai rispettato.
      .
      Ciao

      • Spero che nella sua umile trattoria non ci siamo additivi e quindi possa fare a meno dell’ordinanza emessa tempo fà. Anzi mi dia l’indirizzo che passo a trovarla…

        • Non avendo a disposizione l’elenco degli “additivi” ammessi o di quelli non ammessi, non saprei risponderle. Io uso solo prodotti naturali ma anche la maggior parte degli “additivi” ingiustamente incriminati lo è.
          Poi sarei cauto nel parlar di ordinanza emessa….non ne esiste traccia….se non televisiva.
          .
          In ogni caso sulla salubrità della cucina di quei Colleghi che usano additivi e sono stati purtroppo molto spesso additati come degli “untori” di manzoniana memoria ci può scommettere il taglio della testa.
          .
          Ciao

  14. Mi lascia senza parole questo insulto nei confronti di Iannone. Siete caduti molto in basso voi di Dissapore. Di solito raccontate di ristorazione, di emozioni oppure di qualche mancata emozione qui e là per l’Italia. Avete fatto la fine di Vizzari che per difendere qualcuno ha insultato lo Chef campano. Scriverò una lettera a Iannone per avvisarlo di questa calunnia vista oggi su questo blog che non merita più la mia attenzione.
    Forse tanto male non ha fatto questo ragazzo,rispettato da tutti ma diffamato da tanti giornalisti che adesso mi fanno pena veramente. Vergognatevi,Vergognatevi,Vergognatevi non vedo niente di male in questa lettera e nei trascorsi interventi dello stesso che probabilmente ha dato una scossa doverosa al mondo della gastronomia. Sei un mito per me Iannone

    • Alessio, posso dire che il tuo atteggiamneto è sbagliato? Se segui un blog non smetti di farlo perché in un post c’è scritto qualcosa che non ti convince. Il blog, questo in particolare, ti permette di esprimere la tua opinione anche se diversa dall’autore del post. Non basta?

      Riguardo a Iannone, oggi mettiamo online la recensione del suo ristorante, un posto dove si mangia sempre bene. Dissapore contensta allo chef, che peraltro a casa sua ha diritto a fare come crede, la ridicola chiusura nei confronti della critica. Che significa i miei piatti “non possono essere né scritti né ripetuti”?

      Possiamo scrivere di qualsivoglia argomento, dai poco morigerati costumi del premier alle topiche del sistema di sicurezza americano ma non dei piatti di Iannone? (Tra l’altro dopo aver pagato conti di tutto rispetto) Dico, stiamo scherzando? E anche sul divieto di fotografia per lesa maestà dei piatti ci sarebbe molto da dire.

      Non è che l’ego stia giocando brutti scherzi a un bravo chef?

      • Bravo Massimo,
        che fastidio il comportamento di questi ultrà esagitati…

        Possibile che tutto, in questo paese, debba ridursi a una diatriba tra due fazioni… senza alcuno spirito critico?

        In questo post è stato espresso un pensiero, che può anche non piacere, ma che è quantomeno ben sostenuto da fatti.
        Non si è giudicata la cucina, ma il comportamento non corretto del cuoco in molte situazioni, ultima la recensione del ristorante, in cui lo stesso impedisce di fare le foto ai piatti e addirittura di prendere nota del menù.
        Forse ha ragione chi, nei commenti alla recensione, ha detto che gli si sta facendo troppo da cassa di risonanza.
        La merita davvero?

  15. Dissapore contensta allo chef, che peraltro a casa sua ha diritto a fare come crede, la ridicola chiusura nei confronti della critica. Che significa i miei piatti “non possono essere né scritti né ripetuti”? ….
    Sig. Massimo Bernardi
    La contestazione va bene, però a me sembra che è un vero e proprio insulto cattivo, molto cattivo . Io sono un fans di Iannone ed ho raccolto privatamente partendo da facebook
    oltre 12.171 adesioni ad oggi con oltre 870 persone che aderiscono dall’estero per sostegno alle critiche mosse da Iannone, che ha trovato grande appoggio anche dagli istituti agricoli sul territorio italiano. A tanti ho chiesto di seguire, anche, il vostro blog,molto interessante, prima di questa gratuita calunnia, che a mio avviso ha affeso la persona. Chiedo in nome del F.C.R.I di non lasciare più commenti sui post di Iannone e di evitare di dialogare con chi offende e non costruisce. Seguirà più tardi una mia mail privata a tutte le persone che ad oggi hanno aderito a questa iniziativa. Non smettiamo di seguire il vostro blog perchè c’è qualcosa che non ci convince, smettiamo perchè siete poco educati verso chi non vi piace.

  16. Da Pierangelini c’era scritto che i colleghi non erano ben accetti. Mai nessuno ha detto che era un cazzone. Iannone che scrive educatamente che i suoi piatti non possono essere ne scritti ne ripetuti deve essere insultato. A me sembra strano. C’è qualcosa che noi non sappiamo.

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