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Lorenza Fumelli | ven 15 giu 2012 ore 14:03
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Baccano e i suoi fratelli. O di come ti incasino il format ristorante
Oggi parliamo del nuovo locale supertrendy di Roma: Baccano. Anzi, no. Oggi parliamo del dilagare di un format piuttosto confuso, già tra le tendenze della Capitale da diversi anni. Per chi non lo conoscesse, riassumo così il complicato concept:
- non è un bar,
- non è un ristorante,
- non è un’enoteca,
- non è un dopo teatro,
- non è una sala da tè, da caffé, da cioccolata calda e pasticcini
- non è un cocktail bar.
E’ l’insieme, shakerato, di tutto questo.
La nascita di Baccano, al primo mese dal varo in via delle Muratte 23 – a due passi da Fontana di Trevi – non ha stupito più di tanto il popolo di mangiatori romani, già viziati dall’offerta di almeno 3 posti simili nati negli ultimi 10 anni. Oltre al resto, questi locali hanno in comune l’intraprendenza di investitori facoltosi, le location strategiche, l’arredamento fashion scopiazzato ma impeccabile, e l’hamburger di carne piemontese a 18€, moneta più moneta meno (concedetemi la boutade).
Vediamoli nel dettaglio:

Primo in assoluto, Gusto: due ristoranti, la pizzeria, il wine bar, l’emporio libreria, la formaggeria, il negozio dei vini, l’osteria e la caffetteria.

Segue Settembrini: bar, tavola calda, enoteca, cocktail bar, pasticceria, gelateria, centrifughe di mezzanotte, libreria con serate a tema e l’apprezzato ristorante gourmet.

Più recente e rivestito di maioliche in stile metrò di Parigi, il Caffè Propaganda. Nel dettaglio: bar, cocktail bar, ristorante a tutte le ore, pasticceria, sala da tè, enoteca con selezione di vini naturali e pasticceria con chef francese.

E infine, con principio di mal di testa, il neonato Baccano, spudoratamente identico al famoso Balthazar di New York. Si tratta di bar, cocktail bar, ristorante a ogni ora, enoteca con champagne alla mescita e tutto quello che hanno gli altri per non sbagliare.
Ciascuno di questi locali è nato con le migliori intenzioni. Menu mai banale e volontà di offrire una scelta ampia e di buona qualità. Servizio gentile, possibilmente professional, ricerca del clienti eno-gastronomicamente consapevole. L’impronta dichiaratamente internazionale strizza l’occhio a un turismo selezionato, prezzi consistenti ma non impossibili, ambienti belli, comodi, curati nel dettaglio. Ma… c’è un ma.
Un locale così concepito, dalle molteplici forme e a orario continuato, è una macchina dall’organizzazione mostruosamente complessa. Il personale smette di essere gentile e preparato a pochi giorni dall’apertura perché stressato da turni improbabili, il ricambio è per forza di cose continuo. La proprietà fatica a gestirlo a causa dei continui cambiamenti. Stesso discorso per la cucina, a eccezione di Settembrini, costretta a produrre a ritmi serrati senza più l’attenzione promessa dai menù patinati. Anche l’atmosfera internazionale non regge e crolla sotto il peso di un saper fare che non ci appartiene, che ha successo oltreoceano ma che qui non trova una sua dimensione, soprattutto nella gestione di molti coperti dal ricambio costante.
E’ probabile che il cliente consapevole continui a preferire il piccolo locale specializzato, coccolato dal proprietario e alleggerito da un rapporto prezzo/felicità più vantaggioso. Ma, come sempre, potrei sbagliare.
Chiedo dunque a voi: Siete stati da Baccano, al Caffè Propaganda o in locali simili? Ne esistono di simili al di là del raccordo anulare? Qual è la vostra opinione o meglio ancora, la vostra esperienza diretta? Resto in ascolto.
Se la vogliamo dire tutta Baccano sembra il cugino sfigato di Propaganda, tutto molto più incasinato e tutto molto più cheap.
Non entrando nel merito della cucina (provate a mangiare un club-sandwich e mi direte), Baccano non mi sembra solo l’ultimo arrivato in ordine temporale ma anche in termini di offerta.
Il concetto di locale polifunzionale evidentemente piace agli imprenditori romani di ristorazione, anche il buon Fusco non è esente da questa tentazione tant’è che nel progetto iniziale il nuovo Giuda Ballerino voleva proporre un’offerta per ogni ora del giorno con il ristorante gourmet come ciliegina sulla torta.
Il successo del pratolino Sorpasso è un altro esempio di come questi posti, considerati forse meno formali e dalla proposta più variegata, in realtà abbiano molto appeal sugli incauti gastronautici romani e soprattutto dai romani che fanno tendenza (o almeno credono).
Insomma questo copycat (leggasi omicidi in serie) almeno a me non convince… è come andare al centro commerciale, io preferisco il negozio specializzato.
In tutto questo discorso terrei fuori Settembrini che di fatto non collassa tutta l’offerta in un unico locale ma dispone di vari spazi debitamente distinti e caratterizzati…sinergia si, ma libreria con cucina e ristorante gourmet son mondi solo tangenti!
In tempi non sospetti, appena aperto, dissi che il Caffè Propaganda era un posto fuori tempo massimo. Mi sa che avevo ragione. Come per questo Baccano.
La crisi mal si sposa a progetti così faraonici e allo stesso tempo confusi.
Potrei anche concordare. Ma ti risulta che Caffé Propaganda o Gusto abbiano problemi di affluenza?
Non ho capito se parliamo di successo commerciale o di qualità dell’offerta. Perchè allora, nel primo caso, ci sarebbe anche il Fluid a via del Governo Vecchio, dove la gente si calpesta per arraffare da un buffet disastrato e mangiare appoggiata ai motorini, in una nube di scarichi di marmitte.
Roma è piena di gente che pur di frequentare locali glamour, si farebbe avvelenare e insultare dai camerieri. Contenti loro, felici i gestori.
La crisi di cui parlavo è la mia, quella della gente normale a cui piace mangiare bene ma posti del genere, se prima qualche volta li accettava pure, adesso li scansa come la peste.
E infatti, non avevo capito se parlavi di successo commerciale. Perché quello non mi sembra che stia risentendo della crisi
il fluid non è un locale multifunzionale. gli altri sì. la cifra di questi giga posti è proprio nell’offerta supermarketizzata, questo vale anche per Settembrini (a riguardo il mio testo originale, sottolineava quanto la cucina di settembrini non rientri nei problemi di gestione dopo elencati, quindi parlo soprattutto della parte bar, cocktail bar, risto per uffici, enoteca e bla bla).
Al fluid ci vado solo quando è di turno Rocco!
a me questo genere di locali non piace molto, più che altro perchè solitamente volendo fare un pò di tutto non fanno mai niente di eccellente, al massimo accettabile.
preferisco andare a mangiare al ristorante, a far colazione in pasticceria, a bere una birra al pub, ecc..ecc….
e poi solitamente questi locali puntano molto sull’estetica e c’è troppa gente in posa per i miei gusti, del tipo andiamo lì perchè fa figo andare lì, non tanto perchè si mangia poi così bene………però se è tutto griffato e costoso e magari -- guarda caso -- pure innovativo, allora frequentarlo diventa una specie di status symbol, indipendentemente dalla sostanza.
Dopo queste autorevoli stroncature ,se passo da Roma magari passo da un ristorante cinese per sperimentare qualcosa di nuovo per me.
Le esperienze da Gusto non sono mai state entusiasmanti, ma non ho provato il ristorante. Persino della prima uscita con mia moglie, all’Osteria, ho ricordi enogastronomici trascurabili(il vino ordinato subito, arrivó insieme al secondo). Mi ricordavo un’Enoteca Baccano in zona Tiburtina, c’entra qualcosa? Di quella ho ricordi ottimi, legati a quando era poco piú che un garage pieno di bottiglie.
Baccano quello a largo Beltramelli (che per altro ha registrato il nome). Posto interessante, birreria carina e buona, ristorante non provato ma me ne hanno parlato come un posto discreto, bar buono alla mattina. Enoteca vendita. Più rustico meno studiato a tavolino e meno costoso degli altri citati, e evidentemente privo di spingitori mediatici, non ho mai visto tracce di loro sul web, se non su faccia libro
Finora i pareri sono tutti o quasi tutti concordanti.
Esistono allora gli Spingitori o Pusher come li chiama Simone.
Ho già scelto ,vado da Baccano.
Ciao Vincenz! Ho scoperto Baccano perchè ho collaborato con un improbabile ristotante “chic”, giusto a due passi da Baccano. E alla fine finivo sempre da BAccano (o cominciavo da lì).
Il ragazzo (credo sia il figlio dello storico proprietario) deve essere appassionatissimo. Un pò per l’offerta e un pò perchè lo becco sempre in giro, in quei posti dove o si mangia bene o, quantomeno, sono sulla bocca di tutti. Ergo è un curioso. E Quindi ti ritrovi da BAccano con scelte mai scontate. E’ un posto che merita la visita.
Nel quartiere si dice che abbiano fatto il passo più lungo della gamba. E’ quello che fanno i sognatori …
detrippadvisorizzati.
Ti parlo della vita del quartiere e tu “detripblablabla”? Gratuitamente fuori luogo.
non avete scritto BONCI in tutto il post? cosa è successo?
Baccano in largo Beltramelli è un gran posto!!! Purtroppo paga la zona un pò defilata e certamente la mancanza di pusher mediatici (spingitori di spingitori di spingitori mediatici: sapevatelo!)
Sono stata a “Gusto” circa un mese e mezzo fa, durante una breve vacanza in quel di Roma.
Ci sono capitata casualmente, era l’ora di pranzo e cercavamo nei paraggi un posto dove fermarci a mangiare qualcosa, era domenica mattina e la guida indicava che a pochi passi avremmo trovato questo locale famoso anche per brunch domenicale …
Esperienza deludente, il cibo certamente in quantità e vario, comodo il self-service però in due abbiamo speso circa 40 €., per due piatti medi, 1/2 di acqua e una birra, la qualità del cibo mediocre, cotture e preparazioni più da mensa che da ristorante, secondo me non ne vale davvero la pena, dovessi ritornare a Roma non ci tornerei.
Comunque credo che ai romani piaccia, li ho visti far la fila per contendersi un tavolo, magari l’idea è buona … il resto un po’ meno.
Da Baccano ancora non sono stato, quindi non mi pronuncio
Per il resto
Gusto: da evitare, al limite un aperitivo
Caffè Propaganda: da evitare, al limite un aperitivo
Settembrini: gran bel posto, in tutte le sue anime. Tra l’altro io non lo metterei nella stessa categoria degli altri citati. Non è un singolo locale-contenitore. E’ una stessa proprietà che, in locali diversi e separati (per quanto sulla stessa via), fa cose diverse. E tendenzialmente le fa tutte bene. Non sono un fan, non sono tra coloro che lo esaltano come punteggi (trovo francamente esagerati gli ultimi assegnati). Ma comunque è un posto che lavora bene, ce ne fossero…
Scut ma tu sei stato sempre ovunque? praticamente sei un’enciclopedia vivente. ce ne fossero…..;-)
Un’enciclopedia mangiante, più che vivente
Comunque gli inizi di Gusto furono esaltanti. Poi via via il lento declino. Caffé Propaganda all’inizio mi era piaciuto, poi…
quoto. d’altra parte c’era gente che di ristorazione ne capiva…
Il 20 da Settembrini ci sarà Parini a cucinare, immagino tu sia già prenotato.
A dire il vero no, non amo molto le cene degli chef “in trasferta”, preferisco sempre provarli nel loro habitat naturale.
PS: bentrovato
Concordo con te, era solo perchè ricordavo che non eri rimasto molto soddisfatto di una cena a Torriana. Comunque per i romani penso che sia un’ottima occasione per provare la cucina di Parini.
PS: grazie
a cena da Settembrini manco da molto tempo, ma ricordo che mi trovai benissimo, bevendo anche un eccezionale “Les Monts Damnés” a un prezzo equo
viceversa mi sono trovato piuttosto male per l’aperitivo nel dicembre scorso
(e questo non mi ha invogliato affatto a tornare)
per dettagli circostanziati linko il post sul forum GR
http://forum.gamberorosso.it/viewtopic.php?f=9&t=122498&sid=376379901a586417e4178da92bcd081f
a quanto pare non sono l’unico che si è lamentato
da Gusto, dove mi sono fermata una volta per puro sfinimento, ho mangiato malissimo. Bistecca dura, pane banale, caffé mediocre, conto alto.
Da Gusto ci vado per l’aperitivo, buon buffet, cocktail niente male.
Da Propaganda ci sono andato un sabato verso le 16 e non mi sono trovato molto bene, il servizio in particolare era impreparato e scortese.
Da Baccano ci sono stato venerdì scorso, aperitivo e cena a seguire. Servizio molto cortese e preparato, ottima cucina e cocktail buonissimi. Speriamo resti così!
Ho mangiato da Gusto qualche anno fa, carino ma nulla di memorabile.
Quel che ricordo ancora con orrore è un aperitivo preso lì con amici dopo aver visto una mostra all’Ara Pacis.
Eravamo in sette, ci hanno fatto ammassare intorno a due micro tavolinetti. I ragazzi addetti al servizio erano piuttosto sgarbati, distratti (sicuramente stanchi). Grande buffet di stuzzichini con coppette da riempire e portare ai tavoli in stile “fai da te”.
Si occupano della cosa i figli dei nostri amici, che tornano dopo poco, trafelati, per aver visto un grosso insetto (scarafaggio?) in una delle coppe colme di arachidi.
Decidiamo di avvertire qualcuno del locale (ma gentilmente, senza clamore e senza dar pubblico risalto alla cosa) e di tutta risposta -testualmente- ci sentiamo dire: “e vabbè, anche loro devono mangiare, no?”.
Non una parola di scuse, non un -sia pur minimo- cenno di costernazione.
Immagino sia inutile specificare che non ci vedranno mai più, vero?
Della tua bella stroncatura salverei la battuta del cameriere.
)
Non proprio elegante,ma romanesca .
purtroppo quella battuta è il triste simbolo della Roma che non abbiamo più voglia di vedere.
Concordo, nulla che non vada nel romanesco ma se diventa spocchia priva di misura può diventare davvero fastidioso.
Quel che non ho scritto, e che a questo punto riporto, è il finale della storia.
Al momento di pagare, il mio amore ed il papà della mia amica Giulia, si precipitano alla cassa, contendendosi lo scontrino… “vinciamo noi” e lui paga col bancomat.
Quando oramai eravamo già per strada riceve un sms di notifica della sua banca, che gli comunicava l’avvenuta transazione: 0,60 centesimi al posto dei 60 euro dovuti!
Lui stava tornando indietro per ripetere l’operazione e pagare il dovuto, ma il papà di Giulia, perentorio, al suono di “chi sbaglia paga!” (e ancora offeso per i tanti sgarbi subiti) gliel’ha impedito.
Ecco perché non abbiamo chiamato i NAS…
quello che mi lascia perplesso di questa storia è che di solito le notifiche SMS arrivano per importi superiori a 50 euro
ma dipende dalla banca
magari “la tua banca è differente”
dalla mia banca (IntesaSanpaolo) arrivano anche per importi minimi. Mi sa che è la tua ad essere “tirchia” con gli sms
confermo, pure io intesasanpaolo e mi arrivano sms per qualsiasi cifra. il fatto è che gli sms te li addebitano sulla tua scheda, quindi per loro non è un costo inviarli.
La “mia” banca mi avverte solo via mail (ma immagino di non aver attivato io quell’opzione.
Mediolanum, invece, conto (e bancomat) utilizzato quel giorno dal mio amore.
Mi ha anche detto che ora ne hanno modificato la soglia e riceve gli sms solo per spese superiori a 40 euro.
Intanto… chissà se il bacarozzo, così rispettato e ben nutrito, si è felicemente riprodotto e continua ad abitare lì.
Non ne parlate, siete voi che li spingete questi posti, e il popolo bue abbocca. Roma è peggiorata proprio per il proliferare di questi posti che hanno preso il posto del Billionaire come pacchianeria.
Ignorateli, se fate così li fate arricchire, la qualità decadrà ancora di più, e arriveremo ai licheni anche in Italia.
Pensate: è da preferire Bonci, lo nomino io per voi.
Ho una domanda per gli estensori del 3D… Come si mangia? Che mi dite del club sandwich? Dell’hamburger? Della cacio e pepe? del poolletto? Dei cocktail di fantasia ma richiamati ai classici? Dell’offerta di bollicie? Perché alla fine quello vorrei leggere non del fatto che sia dichiaratamente il clone di Balthazar… Se è buono se e parla, se no si tace…
Ciao A
A proposito di assaggiare e parlare, mi permetto di consigliare a tutti un ristorantino che sta proprio a due passi da Settembrini, in via Ciro Menotti, e del quale colpevolmente si parla troppo poco: Tastevin. Atmosfera serena, bei prodotti, ottima mano sul pesce, grande carta dei vini e prezzi onesti.
Si autodefiniscono una “enoteca con cucina”. Ma secondo me peccano di un eccesso di modestia
Assolutamente d’accordo con te Antonio… A dire il vero io ne parlai tempo fa!
p.s. Propongono un plin da sballo
come non concordare!
anche io ne ho parlato
credo proprio in un commento su questo blog un paio di mesi fa
Ecco la marchetta. Abbiamo riempito un altro ripiano. Adesso Scuteri si offende. Bannatemi, come l’altra volta, dai!
Io spero che non lo facciano. Perchè privarci della gioia di vedere uno che rosica.
questo nuovo non lo conosco.
Gusto proprio no.
In qualsiasi declinazione.
Settembrini non ci vado da un po’, al ristorante.
Che era un minimo ondivago ma comunque buono e sopra la media.
Il bar per l’aperitivo, sempre di settembrini, è uno dei pochi frequentabili nell’orribile panorama romano.
Il barman è ottimo, sempre che sia rimasto lo stesso.
mi sembra ci fosse Pino Mondello, uno dei più bravi a Roma a fare il Martini
almeno così dicono, a me il Martini non piace e non lo prendo mai
tu che sei un martinofilo, se non ricordo male, magari ti sei perso il fondamentale articolo di Mazzella:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/mitologia-martini-perfetto-2/239230/
E chi è sto mazzella?
E perchè dovrebbe essere fondamentale?
Mi pare manco sappia come si fa.
dov’è che sbaglia?
A parlare.
visto che il Martini è una tua passione, una volta tanto ti avevo preso sul serio
Gusto è stato un locale importante per Roma, forse il primo con questo tipo di approccio. All’inizio non era male, la parte ristorante ha tenuto con un minimo di continuità e aveva un’ottima carta dei vini. Dopo qualche anno hanno perso il cntrollo e il locale è andato alla deriva. Analisi a parte meriterebbe la getione e il trattamento del personale, ma questa non è la sede adatta.
Settembrini ristorante è un ottimo posto se c’è lo chef, buono quando non c’è, la parte bar per quanto mi riguarda ha esaurito tutte le possibilità di dimostrare di valere qualcosa. Alla 5 volta che ci sono stato mi sono arreso all’evidenza che il servizio non sappiano cosa sia e che a volte abbiano delle amnesie anche sulla qualità.
Propaganda è passato dalla fase “scusate abbiamo appena aperto” a quella “scusate abbiamo appena cambiato lo chef” che tra parentesi ora è il terzo in meno di un anno.
Baccano non pervenuto.
Non mi ricordo chi una volta disse che a Gusto con la direzione di Dario Laurenzi évstato importante perchrana rappresentato in Italia il primo esempio di buon rapporto qualita’/quantità, inteso come quantità di avventori giornalieri che entravano in contatto con la struttura.
….. É stato importante perché ha rappresentato
Caffè Propaganda è la storia di un tormentone.Leggendola sui blog ,e su uno in particolare,è una montagna russa.Non è passato nemmeno un anno dall’apertura,ed ha deluso più di uno,compresi Antonio e Fabrizio,che stimo.E che qui hanno rivisto in basso la valutazione.Eppure alle spalle hanno uno cuoco tra i migliori di Roma.
Perchè?
Non mi è facile rispondere ,anche perchè non li conosco da vicino.
Ma forse la risposta sta anche nelle righe di Lorenza Fumelli,che non deve prendere lezioni da nessuno.
Le storie di questa tipologia di locale , non specializzati e che vogliono mettere insieme più cose ,dimostra che non è facile gestire un’organizzazione
così complessa.
Caffè Propaganda ,a meno di un anno dall’apertura , è a confermarlo.
Anche se ha dietro un bravissimo chef e
lo spingimento di blog amico.
Conosco bene l’enoteca Baccano (ci abito di fronte) ed è un bel posto a cui sono affezionata. Però penso non sia confrontabile con le tipologie di locale polifunzionale di cui si discute qui…Sono stata a cena da Baccano ( il ristorante in centro) proprio venerdì scorso…ne avevo sentito parlare e per provare ho deciso di portarci mio padre. Onestamente mi sono trovata molto bene: location mozzafiato, atmosfera affascinante e cibo all’altezza delle aspettative ( segnalo il filetto di tonno in crosta di agrumi…). Ho trovato il servizio sempre presente e molto cortese, anche se si nota ancora un pò di confusione..probabilmente dovuta alla recente apertura e al poco rodaggio. Comunque: da provare…fosse solo per riappropriarsi del rione Trevi!!
Da visitare ad Arezzo il Porcavacca. http://www.porcavacca.net