ristoranti

All’Oro di Riccardo di Giacinto, sottotitolo: empatia col cliente (quasi) totale

IMG_1389

Ci sono posti nei quali si arriva con un’unica apprensione: “Speriamo sia all’altezza delle aspettative”. Nessuno è esente dal dubbio, neanche lo chef Riccardo Di Giacinto, benché al riparo da sbavature di giudizio e prontamente gallonato dalla guida Michelin. Seguo la suggestione “capannello di persone” e quasi sbaglio entrata, non esistono stellati con la coda di questi tempi, tanto meno con QUELLA coda. Per chi non lo sapesse, accanto all’ingresso di All’Oro c’è una gelateria di quartiere. Quartiere Parioli, ma non sembra.

Dentro va in scena un contesto diverso, 30 posti raccolti e modernamente arredati, sobrietà, distinzione, stile. Ma è un posto SORPRENDENTEMENTE piccolo, lo viviseziono in un colpo d’occhio, privacy questa sconosciuta.

Accoglienza assuefatta alla gentilezza, lettura della carta facilitata: poche voci per paragrafo, menu degustazione fai-da-te a 68 euro se di 4 portate, a 85 se di 6. In sintonia la carta del vini, breve e incisiva, con i prezzi invitanti del paragrafo “Ultime bottiglie”.

Inizio a mangiare e sparisce la diffidenza. Il tiramisù di baccalà e patate con lardo di Cinta senese non traballa, promosso a pieni voti. Svelti di gusto i cappelletti ripieni di brodo, con spuma di parmigiano e pistilli di zafferano, sottotitolo: empatia col cliente. Quaglia congegnata con la precisione di un orafo. Morbido petto ripieno di ciauscolo e coscia laccata con nduja e miele.

L’idilio finisce all’improvviso.

Ho chiesto la ricciola, c’è scritto proprio così: ricciola. Non vorrei farne carne di porco ma questo è Non è disponibile, mi portano un dentice, attrezzato con ricotta, melanzane e pomodoro ma sempre dentice. A parte questo il piatto non va. Se ne accorge il cameriere e lesto interviene. Spiego educatamente. Dall’altra parte un altrettanto educato silenzio.

Il soffice di ricotta e pere con cioccolato mi rieduca all’amore per questa cucina.

Anche se, scopro al momento di pagare, il piatto di pesce è stato conteggiato. Eppure avevo spiegato.

Batto in ritirata confermando che mangiare All’Oro è una “meravigliosa favola” come dicono tutti. Mi freno per non definire la gestione dei reclami del locale. Però la prossima volta voglio il “complaint book” come in America, il quaderno per scrivere le magagne.

3 portate escluso vini 75 euro.

[Crediti | Immagine: eRistorante]

Login with Facebook:
Login

 

31 commenti a All’Oro di Riccardo di Giacinto, sottotitolo: empatia col cliente (quasi) totale

  1. Beh, se dopo antipasto, un primo e un secondo avrebbe mangiato un altro secondo…le porzioni non devono essere troppo abbondanti, se non sbaglio.
    Non proprio con quello che si definisce un buon rapporto q-p

  2. Francamente, sarei stato più duro nella valutazione. E forse stavi per farlo, poi ti sei commosso vedendo che i 30 posti dello stellato erano vuoti. Ma gli stellati non meritano comprensione quando sbagliano.

  3. Mi spiace molto leggere di quest’incidente in quello che fin dall’apertura è stato uno dei miei ristoranti del cuore. Complice la ridotta distanza da casa mia l’ho sempre potuto seguire da vicino, ho visto Riccardo crescere e la sua cucina acquisire sempre più personalità. Una cucina che parte dagli ingredienti della tradizione, conserva un legame con il territorio, racconta emozioni ed elabora armonie. Una cucina che come impostazione, a mio avviso, va a percorrere territori non distanti da quelli di Massimo Bottura.

    Da qualche tempo sono solito dire che All’Oro sia, attualmente, il posto dove si mangi meglio a Roma, cosa di cui in cuor mio resto convinto; e l’unico ristorante dove quest’anno ho vissuto un’esperienza complessivamente superiore è stato il Pré Catalan.

  4. Visto che ti stimo,visto che sei amico di Riccardo,visto che c’è il vino di mezzo,visto che sono italiano,va a finire tutto a taralluccio e vino. :)))
    Ma così,abbiamo rovinato l’Italia!

  5. @Fabio Credo che si evinca dalla recensione che il ristorante ha tutte le carte in regola per essere considerato un locale interessante e da tenere sotto controllo, ma se un piatto è sbagliato va capito il motivo, da parte del cuoco. L’aspetto della gestione dei reclami fa parte del gioco, ignorarli rischia di vanificare il lavoro svolto

  6. Se scrivi ricciola e porti dentice, o lo DEVI comunicare al cliente.
    se il cliente vuole ricciola e non ce l’hai non gli mandi un altra cosa, a meno che non lo hai avvertito e gli proponi un alternativa che deve essere anche nel prezzo sul conto.
    E se non gli hai detto che cambiavi pesce, il cliente se ne accorge, tu fai pippa e poi gli fai trovare il piatto nel conto, allora sei fuori strada. Lo sei ancor di più se sei uno stellato.
    Stelle o non stelle, questo è un comportamento non in linea con le pretese del ristorante, quindi possiamo avere il dubbio che anche le altre cose scritte nel menù, non corrispondano poi a quello che c’è nel piatto?

  7. @lorenzo Chiedo venia nei tuoi confronti, ma dopo il tuo commento sono andato a rileggere l’articolo ed in effetti, dallo scritto che ho voluto sintetizzare in una battuta, viene fuori una ricostruzione che non sarebbe giusta nei confronti del ristoratore. Ho ordinato la ricciola e solo dopo l’ordinazione mi è stato detto che c’era il dentice al suo posto: quando ho accettato, sapevo già che il pesce era stato sostituito. La cosa più grave era proprio il pesce che è arrivato al tavolo, a livello qualitativo, ma questa è un’altra storia. Mi scuso ancora

  8. Ok, in tal caso gli equilibri cambiano e ciò che ho s critto si ridimensiona totalmente. Rimane solo la non eccellente qualità del prodotto. Che, certo non è poco, ma li diventa poi anche un parere soggettivo. Per lo chef il dentice era perfetto, per te no. I fattori successivi, come togliere il piatto dal conto, sono subordinati ad una serie di “attenzioni” che stanno alla proprietà del posto.
    Un piatto non perfetto, per il cliente, lo si può “sacrificare” in virtù di un immagine da mantenere. Però questi sono altri equilibri.
    Grazie per la puntualizzazione.

  9. allora….da dove comincio……innanzitutto dal fatto che per me il ristorante all’oro e’ uno dei pochi ristoranti dove si fa un viaggio gastronomico incredibile……e’ un locale dove si crea, si sperimenta, si creano piatti al di fuori dal comune…….ora per alcuni certi piatti possono non essere perfetti mentre per altri possono risultare sublimi….e’ una questione di gusti, di palati diversi…….cio’ che a me fa impazzire a mia moglie non piace per esempio……ma non mi sognerei mai di convincerla del contrario….. a me personalmente piacerebbe capire cosa c’era che non andava nel piatto…..avrei preferito una critica COSTRUTTIVA sul piatto non perfetto…..c’era qulacosa nel sapore del pesce???? negli elementi decorativi del piatto????? nel fatto che lo stesso pesce non legasse perfettamente con gli aaltri elementi del piatto???? era sbagliata la cottura del pesce??????
    se si HA IL POTERE DI SCRIVERE CIO’ CHE SI VUOLE sarebbe meglio essere chiari su cosa si scrive e sulle motivazioni che ci spingono a scrivere che c’e’ qualcosa che non va in un piatto di uno stellato ma solo per essere corretti e chiari con chi legge una recensione di questo tipo sicuramente positiva ma non completa…….e per rispondere al signore che scrive che gli stellati quando sbagliano non vanno capiti volevo chiedere…….lei e’ un mezzo meccanico infallibile o un essere umano che nel proprio bagaglio di esperienza ha almeno alle spalle un centinaio di errori (ed immagino che lei li abbia commessi sopratutto nello svolgimento delle proprie mansioni lavorative anche dopo anni di esperienza nel proprio settore) perche’ sa che c’e’ ????? anche chi cucina e’ un essere umano pieno di difetti che commette degli errori esattamente come lei …..e se non vuole essere crocefisso non lo faccia lei per primo……..
    inoltre poi commentare le dimensioni dei piatti di un ristorante stellato per poi scrivere che non c’e’ rapporto qualita’ prezzo non HA ALCUN SENSO……chi va a cena in un ristorante stellato SA GIA’ che non ricevera’ 150 grammi di pasta…ma ricevera’ la giusta quantita’ di cibo per poter mangiare tutte le portate del menu (antipasto primo, secondo e dolce) senza sentirsi troppo appesantito…….perche’ e’ una delle prorogative principali di chi fa questo tipo di ristorazione…..farvi arrivare alla fine di un viaggio che senza tutte le portate sarebbe incompleto…….
    se cercate il rapporto qualita’ prezzo ottimale….andate altrove…….magari in trattoria…………
    sono un po’ diretto lo so…ma sono un po’ stufo di leggere certe cose………..
    buona giornata a tutti

    • Sul fatto che le basi di qualità ci siano tutte e le abbia segnalate, penso si evinca facilmente dalla recensione generale. Riguardo al dentice il problema era un odore non corretto, che impediva, mescolandosi alle melanzane e alla ricotta, di essere mangiato.

      • buongiorno leonardo….volevo scusarmi se la mia risposta ti e’ sembrata troppo “arrabbiata”….ma la mia reazione e’ dovuta non alla tua recensione ma a quello che purtroppo alcune persone che neanche si firmano riescono a scrivere senza tener conto e senza ragionare su quello che fanno…..anche stamattina leggo frasi come ” al rogo” e purtroppo mi rendo conto che su un blog serio ed importante come il vostro che fa delle recensioni sul mondo della ristorazione bisognerebbe firmarsi con nome e cognome…..ci sarebbe un’attenzione maggiore su quello che si scrive…..sparare a zero e firmarsi “cimabue” e’ troppo facile e’ non e’ giusto nei confronti di chi come te e riccardo di giacinto mettono tutti i giorni nome cognome e faccia su tutto quello che “dicono” fanno o scrivono…….
        per il resto le critiche se giuste vanno fatte ed io non ha mai detto il contrario….
        certo della tua comprensione ti auguro una buona giornata…

    • “mezzo meccanico”
      Spero che i clienti che frequentano gli stellati non siano della tua taratura.
      Ogni tanto vada a farsi una bella mangiata in una bella ostaria romana,le farà bene.
      La critica esiste perchè va fatta e non nascosta.

      • mi permetta….innanzitutto come lei puo’ aver letto io le ho dato del lei e le sarei eternamente riconoscente se potesse fare altrettanto…io non la conosco…..come puo’ vedere io ho scritto nome e cognome……lei no…..ho scritto mezzo meccanico….non ho fatto commenti sul suo quoziente intellettivo…..lei fa dei commenti anche bruschi come quello sugli stellati e quello sulla mia “taratura”……ed e’ facile farlo firmandosi vincenz……io nonso chi lei sia e non mi permetto di esprimere commenti su di lei cosa che a lei invece riesce facile fare col prossimo……..la critica va fatta assolutamente ma deve essere costruttiva……..non distruttiva come fa lei…..e poi le posso assicurare che io non sono tarato…..ma taratissimo…….e mi sono firmato proprio perche’ molte persone che fanno parte del mondo della ristorazione sanno chi sono…..proprio per dare importanza a quello che mi sono permesso di scrivere………
        se ha il coraggio (ed ora mi abbasso al suo livello) cosa che a questo punto dubito fortemente , si firmi, con nome e cognome , e dia modo a tutti noi di capire da quale pozzo di scienza arrivano questi commenti……
        detto cio’ le ripeto se lei non si firma per me rimarra’ solo una persona anonima non degna di alcuna risposta ne da parte mia ne da parte di altre persone che fanno della ristorazione la loro vita…..

    • Ma dov’è scritto che in un ristorante stellato non si debbano avere delle porzioni diciamo “giuste” ??? conosco moltissimi posti dove si mangia in modo eccellente e spesso meglio di molti stellati e sopratutto con dosi corrette di cibo nelle varie portate senza appesantire affatto il proseguimento della cena o del pranzo.
      Il fatto che in un locale stellato il pesce sia stato servito senza rendersi conto che aveva un odore diciamo anomalo secondo me è un errore abbastanza grave.
      Poi ovviamente gli errori possono capitare ….

    • Il rapporto Q/P non ha nulla a che vedere col “Si mangia tanto e si spende poco”.
      Ed è proprio da uno stellato che ci si aspetta un numeratore più alto del denominatore, altrimenti si va dal Bolognese o da Giannino.

  10. Ciao Leonardo ,premetto che ti sto rispondendo non per polemizzare ma per prendermi,nel bene e nel male, le mie responsabilità, come faccio da 5 anni tutti i giorni con grande gioia e passione,per questo esco spesso in sala, proprio per confrontarmi con i clienti ,perche solo cosi si puo crescere e migliorere;diciamo quindi che a me piace metterci “la faccia” ed è proprio questo che mi dispiace in questo caso, il fatto cioè che quella sera non è stato possibile ,in quanto io e mia moglie Ramona ,che è la persona che meglio di tutti riesce a trasferirmi le sensazioni dei commensali, non c’eravamo e questo puoi confermarlo, ovviamente non è una giustificazione ma ritenevo giusto farti capire il perche non c’è stato il confronto o il chiarimento tra noi la sera stessa. Spero tornerai di nuovo a trovarci ed avere cosi il piacere di conoscerci di persona e con l’occasione chiarire l’accaduto.Un caro saluto Riccardo Di Giacinto

    • Io credo che la critica, a mio parere costruttiva ma poi lo devono dire i lettori, serva per capire le cose che non vanno o vanno bene. In questo caso l’esperienza, se non fossi stato un critico, sarebbe rimasta a metà, non avendo avuto la possibilità di chiarimento da parte del titolare. Ben felice di avere la possibilità di tornare!

  11. Ecco io quando leggo che gli chef non sono al ristorante ….

    è come se Alonso ogni tanto mandasse qualcun altro a cui ha insegnato a guidare a fare la gara, come farsi operare non dal primario ma dal suo studente (pagando ovviamente il prezzo del primario)….

    Per me è un’aggravante e non un’attenuante il non esserci.

  12. Parlo perché ci sono stato a cena. 203 euro in due vino incluso (Montepulciano d’Abruzzo). Menu 4 portate. Non vai per sfamarti, ovviamente. Le porzioni sono molto ridotte, degli assaggi. Motivo in più per cui dovrebbero stenderti. Ma le esplosioni in bocca non ci sono. Perfettino. Ristorante Muccino, parafrasando Andrea Scanzi, ma i piatti della vita sono altri. All’oro è un rosso californiano, non un pinot nero della Borgogna.

  13. Vai al ristorante stellato e IL PESCE PUZZA? Al rogo. Non deve succedere, mai, in nessun luogo. Altro che critica, e pagare un conto così. Si rimanda indietro, si fa una scenata, si rovescia il tavolo!

    • Enzo sei come bud spencer ? Ti chiamavano trinita’? Potrei sapere che lavoro fai, x farti capire i tanti motivi xke una persona potrebbe rovesciarti un tavolo? Magari nessuno lo farebbe….ma in tanti…..

  14. Leggere che lo chef non era presente non mi fa una bella impressione ma ovviamente puo’ capitare … trovo drammatico che i suoi collaboratori non siano in grado di capire quando una materia prima è all’altezza.

  15. Leggere che lo chef non era presente non mi fa una bella impressione ma ovviamente puo’ capitare … trovo drammatico che i suoi collaboratori non siano in grado di capire quando una materia prima è deteriorata.

  16. Ora chi commenta, per correttezza, deve presentarsi con nome civile, e la professione che svolge……criticare ed accettare critiche, cosi ci valutiamo tutti…..senno vi accetti….amo !!!
    grazie della collaborazione

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
accedi
3. Iscritto a dissapore