di Carmelita Cianci | mer 18 mag 2011 ore 13:43
Seduto in quel caffè | Torino: Mulassano vs Al Bicerin

Nei giorni scorsi ho fatto il mio bravo giro al Salone del Libro di Torino spiando perfino Scrittori verdi fritti, l’incontro organizzato da Dissapore. Ma non di soli libri si vive, e siccome Torino è per tutti la città dei Caffè, ho voluto mettere a confronto due santuari del genere: Mulassano e al Bicerin.

MULASSANO, Piazza Castello, 9 – Torino. Tel. 011 547.990.
Ore 10.30 domenica mattina. Bella giornata di sole, in giro non c’è tanta gente, l’aria è piacevole. Da Piazza Statuto prendo via Garibaldi, arrivo in Piazza Castello e sotto il portico, vicino la Galleria Sabauda, eccomi da Mulassano.
Entrando ho la sensazione di tornare indietro nel tempo, l’atmosfera tardo ottocentesca rievoca situazioni risorgimentali, tipo gli incontri tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, che si ritrovavano qui a sorseggiare del buon Vermouth.

Lo spazio è piccolo e lo stile decisamente liberty: boiserie, specchi e marmo dominano l’ambiente. Sul bancone centrale noto una vecchia fontanella, prendo un bicchier d’acqua e continuo a fissare il vaso antico che c’è sopra, dalle sfumature quasi coloniali.
Mi accomodo al tavolino in vetrina, prendo un cappuccino e un fragrante croissant al cioccolato. Mi faccio tentare dai “vicini di banco” che ordinano sandwich, anche perché Mulassano è famoso per i suoi tramezzini: leggenda vuole che siano stati inventati proprio qui agli inizi del novecento, e insomma, sono un po’ il simbolo del posto.

Le mie scelte: tramezzino all’aragosta e tramezzino con carpaccio di polpo. Più fresco e delicato il primo, buono anche l’altro.
Il servizio è efficiente, il personale formale e garbato.
Soddisfatta chiedo il conto (consumazione al tavolo) per un croissant (2 Euro), un cappuccino (3,50 Euro), due tramezzini (7 Euro): sono 12,50 Euro in totale.

AL BICERIN, Piazza della Consolata, 5 – Torino. Tel. 011 436.93.25.
Ore 17, lunedì pomeriggio, il cielo è grigio e in giro c’è un vociare politico: i risultati delle prime proiezioni danno Fassino sindaco. Da via Garibaldi, prendo via della Consolata, svolto nell’omonima piazza e arrivo al Bicerin, forse il Caffè più conosciuto di Torino.
Le origini risalgono a fine del settecento, mentre la popolarità è legata all’invenzione del Bicerin, evoluzione della bavareisa, un drink a base di caffè, cioccolato e crema di latte (servita in un grande bicchiere) che i torinesi erano soliti bere a colazione. Il nome deriva dal bicchierino in vetro con supporto e manico di metallo, contenitore della bevanda.

Visto che è comunque caldo potrei approfittare dei tavolini all’aperto ma preferisco sedermi dentro.
L’ambiente è piccolo ed elegante, ricorda i vecchi Caffè parigini: tavolini in marmo, pareti di specchio e legno, candele e luci soffuse. Fa un certo effetto pensare di essere seduti dove un tempo sedevano il Conte di Cavour e altri personaggi storici, tutti fedeli al bicerin.
Accanto all’area Caffè c’è anche uno spazio dedicato alla vendita delle pastiglie Leone, dolci e tipicità piemontesi.

Ordino un Bicerin dal sapore intenso e cioccolatoso, e un toast croccante ripieno di morbida crema di cioccolato: godimento a camionate.
Da provare anche la torta di nocciole di Langa servita con cioccolato caldo fuso.
Il personale è cordiale e discreto. Ottimo il servizio.
Il conto per un Bicerin (5 Euro) e un toast al cioccolato (4,50) è di 9,50 Euro.

Mulassano e Al Bicerin sono due Caffè che hanno fatto la storia di Torino, centralissimi, stilisticamente simili con un leggero vantaggio per il secondo, più sobrio e classico. Entrambi pionieri di prodotti innovativi, da Mulassano è nato il tramezzino, al Bicerin l’omonima bevanda, il primo è il posto ideale per un aperitivo o per una colazione brioche e cappuccino; il secondo è più un luogo da meditazione, dove farsi contagiare un drink unico nel suo genere, la cui ricetta è ancora top secret.
I prezzi sono nella media dei Caffè storici torinesi, tutt’altro che eccessivi vista l’atmosfera e il calibro delle proposte.
I Versus di Dissapore. Roma: Caffè Settembrini vs Cristalli di Zucchero. Pizzerie di Roma: La gatta mangiona vs La Fucina. La spesa: Mercato del contadino vs Supermercato. Amburgherie di Torino: La Granda vs M..Bun. Pizze a nord del 45° parallelo: I Tigli di San Bonifacio (VR) vs Tric Trac di Legnano (Mi).
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17 commenti a Seduto in quel caffè | Torino: Mulassano vs Al Bicerin
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A me…posso dirlo?…il Bicerin non è che piaccia un granché!
In compenso Mulassano è il mio caffé storico preferito…si vota anche qui?
Carmelita (forse Carmela?), dimentica che il Mulassano è un tempio del Milano-Torino, anzi, in questo caso del Torino-Milano
Mi spiace deluderti Camillo, ma io mi chiamo Carmelita!
Sicuro non “Carmela”?
SICURISSIMA!!!
Sono stato a Torino qualche mese fa e ho provato molti cafè cittadini.
Mulassano mi ha letteralmente conquistato per la bontà dei suoi tramezzini. Penso di averne sbafati senza ritengo almeno un 5-6.
Il Bicerin lo vedo un cafè più “invernale” dove rinfrancarsi con l’omonima bevanda o un fantastico zabaione.
Ho trovato molto deludente (come ho già scritto sul blog della brava Carmelita) il super famoso Baratti e Milano con prezzi decisamente eccessivi.
Platti, invece, mi è piaciuto assai per la bellezza della sua fastosa sala dagli stucchi durati.
PS: al ballottaggio, comunque, voterei Mulassano.
ottimo lo zabaione al Bicerin!! la volta che l’ho ordinato sentivo sbattere le fruste nel retrobottega!!
ottimi anche i prezzi ovunque…qui a Firenze al tavolo di un caffè storico si spenderebbe per lo meno il triplo (e cibo e bevande non sarebbero all’altezza di quelli torinesi)
I tramezzini di Mulassano saranno quasi insuperabili (per me il campione a livello regionale è Converso a Bra), ma per assaporare un bicerin come si deve Piazza della Consolata resta l’unico indirizzo valido in città.
Io sono rimasto folgorato da quello di Eataly, a Torino, ovviamente. Provalo e dimmi
Ehi Une visite…conoscendo i tuoi gusti mi aspettavo prendessi un croissant alla crema!
…Sto perdendo anche le ultime certezze!
Infatti avevo chiesto un cornetto alla crema, purtroppo l’ultimo l’ha preso il tipo che mi era davanti…per un momento avevo anche pensato di scippare la ghiotta brioche dalle sue mani, poi mi sono guardata un attimo intorno, e mi sono ricomposta!
ah ecco! phew…meno male certe cose non cambiano!
Il Mulassano è una tappa obbligata a ogni mia sortita a Torino.
Il Bicerin mi manca, questo weekend mi ero ripromessa di andarci, ma non ci sono riuscita.
In compenso ho provato sia il Venier che il Pfatisch, seguendo i dissapor-consigli e trovandomi moooolto bene, in particolare con il secondo.
Ogni volta che entro in un caffè torinese mi sembra di tornare negli anni ’60, questo non è necessariamente un male, ma colto dalla malinconia affretto il rientro a Milano.
Bell’articolo, complimenti, non conoscevo i locali.
Cosa ne pensate di un bel post sui tost a regola d’arte, quello con pseudo-nutella non ci avevo pensato.
Ciao Camillo!
Del bar di Eataly mi dispiace un pò lo spazio troppo stretto, quasi sempre troppo affollato… e la calca della gente alle spalle che ti mette fretta nella consumazione…
Comunque proverò il loro bicerin e ti farò sapere![img]undefined[/img]
Molto bella questa doppia visita e recensione.
Siamo felici di trovare conferme sul fatto che la città offra ottimi prodotti e ottimi bar e caffè.
Complimenti e buon lavoro!