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Senza una classifica dei lettori sul carciofo alla romana piango come una fontana

Quando si parla di mangiare romano qui su Dissapore siamo groupie dentro. Come si fa ora con l’iPad 2, abbiamo dato un rene (metaforico) per trattorie e botteghe, ristoranti + enoteche  + salumerie, cacio e pepe + carbonare + amatriciane, okay, ma i carciofi? Tranquilli, non infierisco su quelli che “i carciofi figli di un Dio minore”, maccavolo, chiedo pari dignità. A me i carciofi tirano più del Carfagnagate ammesso ieri da Bocchino a Che tempo che fa. Ci viene in soccorso il blog 06, che ha appena approntato la Top Ten del carciofo alla Giudia. Ci sono Giggetto al Portico d’Ottavia (evabbè), Al Pompiere (mica male), Nonna Betta, Sora Margherita e altri, guardate, la classifica finale si trova qui (stravince Giggetto). Ma io ve lo dico, senza un elenco dei lettori di Dissapore, perché e percome compresi, piango come una fontana.

Dopo di chè, noi che sappiamo come funziona, spieghiamocelo al mondo com’è che i carciofi romani son tanto speciali.

[Crediti | Link: Dissapore, Giggetto, Al Pompiere, Nonna Betta, Sora Margherita, 06 Blog. Immagine: Massimo Bernardi]

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10 commenti a Senza una classifica dei lettori sul carciofo alla romana piango come una fontana

  1. No, calma… qui mancano posti certi e garantiti da anni, di quelli che hanno i carciofi solo in stagione e non con la pillola o di serra, e che eccellono in tutte e due le varianti, alla Romana e alla Giudia.

    Su tutti io metto Da Marco al Ragno D’Oro a via Silla, in Prati. Mai sbagliato, sempre apprezzato al punto di farsene quattro o cinque e mangiare solo quelli, insieme al loro antipasto che è veramente particolare.

    Per il resto, vedo la solita foto elencante posti più o meno noti per il turismo che per il gusto di noi Romani.

    Se poi proprio me devo fare male di carciofi, vado direttamente Alle Pagliete in Via Monti Dall’Ara a Maccarese / confine Torreinpietra, della famiglia (madre e padre) di Esterino Montino, dove hanno la trattoria campagnola con azienda agricola annessa e casa propria, tutto rigorosamente colonico e di Bonifica del Duce (ironia della sorte…), dove il Carciofo Cimarolo, tipico del Nord del Lazio, inizia in questo periodo e te fai proprio del male, ma male fisico… alla fine te vie’ il gambo pure a te, e a prezzi commoventi per quello che mangi e quanto!!!!

  2. la fama di Gigetto è assolutamente immeritata. ormai ci vanno solo i turisti.
    spocchia a sporte e rapporto felicità/prezzo assurdo.
    col Pompiere non c’è gara. mi domando chi ha compilato quella classifica…

  3. al suono delle prime foglie che si spezzano con un rumore secco segue il fruscio delle altre che volano via dal coltellino appuntito mentre il carciofo gira vorticosamente su se stesso e la lama disegna una spirale che elimina l’eliminabile. da questo movimento antico di secoli esce fuori un bocciolo di rosa che si bagna una prima volta nell’olio caldo e una seconda nell’olio bollente. riemerge bellissimo e dorato un fiore sbocciato dalle foglie sensibili alle quali è difficile rimanere insensibili.

  4. Il Pompiere, davvero un posto che avevo dimenticato..ma sono certo che ancora si mangi bene (almeno il carciofo). Mio padre era un fanatico di Piperno a Piazza Cenci (quando era di Giorgio Piperno, poi è passato di mano a famiglie non ebree)oggi chissà…Al Ragno d’Oro ci butto un’occhio, fidandomi di Marco..ma ce n’era uno sul Lungotevere specializzato in carciofi….subito dopo l’angolo di via Arenula…Evangelista mi pare si chiami..una volta era tra i King del carciofo. Adesso?

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