Sopraccigliando sulla guida del Guardian agli indirizzi culinari più risolutivi di Roma
La lista delle cose che bisogna essere in due per fare è lunga. Così insospettabilmente lunga che si deve essere in 2 — noi e voi — anche per commentare la guida del Guardian ai più risolutivi indirizzi culinari della capitale. Capita che ieri, per la serie: “Quando siete a Roma fate come i romani”, il quotidiano britannico decida di elencare 10 modi per mangiare bene a Roma dalla colazione all’aperitivo passando per il gelato, la pizza, la cucina romana… Siccome stendere il bucato sul sito e lamentarsi se chi passa nota che i calzini sono sporchi non è da loro, i giornalisti del Guardian non se la prendernno per il nostro sopraccigliare. Seguono i (non molto originali) consigli del giornale inglese divisi per argomento: diteci cosa ne pensate e quali sono le migliori alternative all’indirizzario.
IL CAFFE’ DEL MATTINO.
“Per un espresso o una granita al caffè non c’è niente di meglio del Caffè Sant’Eustachio“, scrive il Guardian. Guidato da Roberto e Raimondo Ricci dal 1999, Sant’Eustachio propone caffè biologico, equo e solidale perché comprato da organizzazioni no profit. Alternative?
PRANZO.
Saltimbocca e altri classici della cucina romana offerti a prezzi ragionevoli. Per questo e per certe specialità tipo la pasta fatta in casa con il ragù di tartufo, bisogna andare alla Taverna dei Fori Imperiali, nel rione Monti, vicino al Colosseo, la cui cucina è stata descritta come “sensazionale” dall’ex plenipotenziario della critica americana, Frank Bruni. Non conosco il locale di Alessio Liberatore, qualcuno ne sa di più?
Alternative?
GELATERIA.
I romani discutono per ore su quale sia la gelateria migliore in città. La carta giocata dal Guardian è strana: Ciampini, in Piazza San Lorenzo in Lucina. Ehm…
Alternative?
DOLCI E TIRAMISU
Pompi. Sempre Pompi. Fortissimamente Pompi. Anche per il giornale inglese Pompi è la pasticceria dove tutti i romani vanno a mangiare i cremosi tiramisu alla banana, fragola o classico. Anche perché, caso raro a Roma, Pompi non chiude fino all’1:30, cosa che ne fa il posto ideale per uno snack notturno.
Alternative?
APERITIVO.
La follia collettiva dell’aperitivo ha contagiato Roma meno di altre città italiane, secondo il Guardian, tranne che per Freni & Frizioni, bar ambientato in un’ex carrozzeria di Trastevere dove la meglio gioventù capitolina va per sorseggiare impareggiabili mojito.
Alternative?
CUCINA ROMANA
Una più che dignitosa Carbonara per 8 euro, che è un po’ come dire piatti classici a prezzi abbordabili. Ecco il motivo per cui andare al Pommidoro, Piazza dei Sanniti 44, nel rione San Lorenzo, condotto dalla stessa famiglia di oggi già nel 1926. Pappardelle, pajata e via classicheggiando senza sentire lingue diverse dal romanesco dall’italiano.
Alternative?
PASTA.
Cacio e pepe da Roma Sparita? Confesso di non conoscere il locale di Piazza Santa Cecilia a Trastevere, e mi chiedo come mai. Che sia uno dei segreti meglio-tenuti di Roma culinaria, praticamente sconosciuto ai turisti, come dice il Guardian, o è perché sono altri i ristoranti dove si mangia la pasta più definitiva della città.
Alternative?
CUCINA REGIONALE.
Per il quotidiano britannico niente è maglio della raffinata Enoteca Palatium di Via Frattina per apprezzare la cucina regionale romana.
Alternative?
PIZZERIA.
Da Baffetto o La Montecarlo vanno bene, ma per la pizza (al piatto) migliore della città, sottile, croccante, economica, 6 euro per una Capricciosa, bisogna andare al Formula Uno in via degli Equi 13 nel rione San Lorenzo. Disclaimer: mai sentita prima.
Alternative?
WINE BAR.
La scelta del Guardian, Il Goccetto, si trova proprio dietro Campo de’ Fiori, in via dei Banchi Vecchi. Atmosfera intima e rilassata in un palazzo disegnato da Antonio da Sangallo, con affreschi del 1700. Secondo Anna Sbarro, la proprietaria, in carta ci sono più 300 etichette.
Alternative?
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beh direi che è un po’ sparare sulla croce rossa, mettere i commenti a questo post.. la più scandalosa in assoluto mi sembra la sezione pizzeria, formula 1 indirizzo men che mediocre. si salvano le segnalazioni per caffé sant’eustachio ed enoteca palatium.
e il Goccetto ovviamente, almeno spero.
Oh my god!
la formula uno?????? :O
Se il principio è “quando siete a Roma fate come i romani”
Pompi, formula uno, freni e frizioni sono certamente indirizzi giusti.
Ci sono molti più romani che vanno alla formula uno che da sforno, ci sono molti più romani che vanno da freni e frizioni che romani che vanno da roscioli…… mi sembra chiaro che per questa persone il prodotto di questi posti è ottimo.
Mi piacerebbe sapere che target aveva in mente il Guardian. Diciamo che se i romani in questione hanno tra i 15 e i 25 anni la maggior parte di questi posti da “romani” vanno più che bene. Le cose cambiano quando si cresce un po’ e ci si avvicina alla ricerca di un altro tipo di gusto, più formato e curioso.
Lancerei più che altro una riflessione: la cosa più agghiacciante dell’articolo inglese non è quali locali hanno messo…è che nessuno di questi locali è recente…l’immobilismo di Roma è spaventoso e le novità veramente poche. Alternative?
In realtà il target sono i turisti che vengono a Roma, non i gourmet e i gastrofanatici
E la massa di turisti ovviamente preferirà mille volte sedersi a mangiare il gelato da Ciampini nella splendida San Lorenzo in Lucina piuttosto che andare allo sprofondo per mangiare lo straordinario gelato del Mio gelato naturale
Come sedersi a tavola in una piazza di Trastevere o di fronte al Colosseo ha decisamente più fascino che andare in una pur ottima trattoria tra le vie dell’Esquilino
Del resto già il 95 per cento dei romani (di tutte le età) fanno così le loro scelte, figurarsi i turisti. Ma ve la vedete la famigliola di turisti americani o irlandesi che nel loro week end romano si prendono la metropolitana per andare a mangiare una pizza da Sforno, nella periferia più estrema?
concordo con Antonio. più che altro mi sembra che il giornalista del guardian si sia ispirato a quello che fanno la massa dei turisti. Quelli che quando se ne tornano a casa posso avere difficoltà a spiegare ai loro connazionali la differenza della qualità italiana del cibo “come si deve”. E’ molto più semplice far vedere ai propri cari una foto con Campo de fiori o il Colosseo, che spiegare i sapori al palato di una pizza come quella della Fucina o di Bonci.
“Ci sono molti più romani che vanno alla formula uno che da sforno, ci sono molti più romani che vanno da freni e frizioni che romani che vanno da roscioli…… mi sembra chiaro che per questa persone il prodotto di questi posti è ottimo.”
Ci dispiace per loro!
A parte il Goccetto, la mia ‘osteria’ preferita per amicizia e qualità della mescita (ieri sera chi entrava poteva festeggiare a champagne il compleanno di Anna), e Palatium, insieme all’enoteca Provinciale di palazzo Valentini un banco di prova della produzione enogastronomica laziale, il resto è FUFFA come si dice a Milano perchè chi seleziona questi locali, specialmente per giornali stranieri, generalmente ricicla altri articoli (vedi ‘Italia’ magazine in inglese fatto a Londra) o cita posti già citati da guide. E comunque la linea è seguire un percorso già tracciato con una o due novità perchè il lettore angloamericano ha bisogno di conferme e tovaglie e quadretti. Pommidoro sarà sempre un must perchè conserva l’ultimo assegno firmato da Pasolino ed è il ristorante romano preferito da Almodovar. Formula uno da cinquant’anni è la pizzeria più economica di San Lorenzo (la capricciosa faceva i capricci nello stomaco)dove si andava da studenti dopo il collettivo a via dei Volsci in alternativa a Franco (il pesce più ecomico e si sentiva..).Roma sparita ha una location strepitosa sulla piazza pedonale e spesso deserta accanto alla chiesa di Santa Cecilia a Trastevere. Ci sono andata un paio di volte per i tavoli all’aperto e perchè mio figlio poteva scorrazzare liberamente tra una portata e l’altra. Per i turisti fa scena la cacio e pepe servita nella crosta di parmigiano (nessuno gli ha detto di Felice a Testaccio e dell’Osteria Pistoia). Comunque cucina meno che mediocre. Freni e frizioni è un puttanaio dove si va soprattutto per l’economico buffet dell’aperitivo e perchè sul piazzale antistante, al buio, può succedere di tutto.
Meravigliosa
ehm avrebbero potuto chiedere ad un romano un aiuto..mi sembra che a parte 2-3 indirizzi gli altri son tutt’altro che il meglio..che tristezza
Cose horror e cose condivisibili (nel senso che si tratta di buoni indirizzi nelle rispettive categorie, anche se non necessariamente i migliori in assoluto)
Per me del secondo gruppo fanno parte
- Il Goccetto
- Enoteca Palatium
- Pommidoro
e, per molti aspetti, anche il Sant’Eustachio
Comunque rilancerei così.
Il caffè del mattino (bene accompagnato): Nonna Carla
Pranzo: Danilo
Gelateria: Il mio gelato naturale
Dolci: Cristalli di Zucchero
Aperitivo: Remigio
Cucina romana: Arcangelo
Pasta: Roscioli
Cucina regionale: Checchino dal 1887
Pizzeria: Sforno/Pizzarium
Wine Bar: qui posso concordare sul Goccetto
senza contare che siamo tra le migliori città al mondo come proposta birraria: Macche, 4.20, Bir&Fud…
Anche giuda ballerino può star tra questi.
Beh, Formula Uno è una istituzione, almeno per gli universitari romani. Non è la migliore pizza al piatto? Forse si, ma costa poco ed è a San Lorenzo, posto tipico, diciamo così.
Su alcuni ristoranti meglio sorvolare.
Il fatto che Pompi sia presente è, per me, come consigliare ad uno che ama le auto da corsa di non andare a visitare Maranello ma la fabbrica della Zaz in Russia, se ancora esiste… d’altronde se piace quella cosa da lor definita tiramisù mica è colpa del Guardian, no?
Dunque…
Gelato: ‘Il Gelato’ di Claudio Torcé (via dell’Aeronautica e viale Aventino) senza ALCUN dubbio!
Aperitivo: ‘Il Pasticciccio’ in Via Merulana o il Wine Bar di Gusto
Pizza: ‘Formula Uno’ a me piace
Cucina Romana: Trattoria da Teo in Via dei Vascellari
Dissapore ha la colpa di far rimbalzare da noi questi articoli insulsi per pubblico ignorante – che ignora – o fighetto.
I romani con gusto, tranne un paio di eccezioni, vanno altrove.
E’ uguale alla mania del Chiantishire, conosci il filone?
Non ci sono dubbi direttore ma i romani con gusto sono evidentemente la minoranza
… Finche’ ci saranno le licenze a 130.000 euro e’ difficile avere novità in centro…
In effetti l’articolo del Guardian si presta a facili critiche…già molte ne sono state scritte e tante altre pensiamo animeranno la discussione. Proviamo quindi ad andare “controcorrente”:
- abbiamo gradito la suddivisione in 10 modi di mangiare che accompagnano la giornata…grave dimenticanza però la pizza a taglio se si parla di mangiare a Roma! Pizzarium e 00100 solo per fare 2 nomi al “top”
- apprezzabile lo sforzo di non includere solo posti famosi e turistici, anche se non del tutto riuscito a nostro avviso
Inoltre concordiamo con Antonio Scuteri…quando si pensa alle alternative non si può non tenere a mente che il target di questo articolo rimangono i turisti, tipicamente interessati a mangiare limitando le spese, in zone della città comode da raggiungere, meglio se direttamente sul “cammino” di visita e in luoghi suggestivi.
Roma rimane una città con molte “trappole per turisti” e a volte diventa difficile trovare il locale giusto che risponda a certi requisiti di prezzo, veracità-romanità e qualità.
Infine una proposta: perchè come Dissapore non pubblicate un articolo in risposta che riassuma i consigli delle 2 parti (voi e i vostri lettori)? Magari in inglese così da essere d’aiuto anche a stranieri in cerca di un buon rapporto qualità/prezzo per mangiare nella nostra città lungo percorsi turistici.
Se non altro per dare la possibilità di “sopraccigliare” anche ai giornalisti del Guardian
Concordo. Una contraproposta ci vuole
M acredo che la pizzeria scelta dagli inglesi sia piu per il prezzo che per la qualita. Pizzarium vende una margherita a 6 euro ?
Scusate se mi ripeto ma la scelta del Guardian non e’ filosofica ma solo cialtrona! Dettata solo dalla necessita’ di compilare una lista tra il trendy e la tovaglia a quadretti perché romani e’ sempre sinonimo di pittoresco e perché comunque per quello che si viene pagati – anche all’estero – e’ piu’ facile scopiazzare indirizzi collaudati che andare incontro a noie inserendone di nuovi o meno conosciuti. E inoltre: avete mai letto articoli come questo su Londra e Parigi ecc su quotidiani italiani?
Ok, conosco MOLTO bene Roma sparita a Trastevere… pe’ carità altro che “pasta definitiva”!! Ci vorrebbe Totò….
Questa la mia lista:
Pranzo: fra vari indirizzi validi, io direi Rosticcerì a Testaccio
Gelateria: Torcè sicuramente, non male neanche la gelateria dei Gracchi o RivaReno
Cucina romana: Felice
Pizzeria: Pizzarium/Gatta mangiona
il Goccetto è una meraviglia! Guai chi me lo tocca!

Un mito nella roma da bere… mica micio micio bau bau
Anna è la moglie di Serio Ceccarelli anima e oste di valore assoluto in Italia…
Le 300 etichette in carta, secondo me sono anche poche, a parte la mia cantina lì collocata, ce ne sono di più
Solo quelle in mescita secondo me superano le 50 e cambiano spessissimo…
La formula 1 ci manco da decenni, ma durante la mia oramai lontana carriera universitaria ci andavo spesso, come pommidoro… Credo che siano ancora decenti, nulla più!
Il caffè a sant’estacchio è un classico, come un pezzo del quartetto Cetra
per il resto meglio tacere…
Ciao A
a roma vado per lavoro. tranne tre o quattro ristornati c’è poco o nulla.
locali sporchi servizio scadente cucina “bollita” e scontata. roba da turisti ma stranieri.
confronto a milano sono ancora al’abc.
come zozzeria peggio di firenze il che è tutto dire.
infatti a volte mi fermo (a firenze) per un panino al lampredotto e a roma vado zona Prati per farmi un cannolo o un arancino. ristoranti niet (a meno di spendere una follia)
amen
Quindi Roma varrebbe solo per un arancino o cannolo da Mondo Arancina a via Marcantonio Colonna.
Se questi sono i presupposti, lascia stare: non mangiarci proprio, a Roma.
Come dire che gli zingari rubano i bambini e i calabresi sono sporchi e i siciliani mafiosi
vabbè, ma voi seriamente volete mandare uno di Brixton a mangiare il trapizzino di 00100 o la pizza da Sforno? Volete mandarlo sulla Tuscolana da Giuda Ballerino?!? Se sono di Birmingham e mi portano all’Asino d’oro, gli faccio causa. Certo, poi mangio e, se non sono un asino resto più che soddisfatto, ma mica tutti vogliono mangiare sopraffino, un ristorante per il turista è un insieme di piaceri, quello del gusto è compreso ma non è l’unico.
Tutti posti ottimi quelli di cui sopra, ma gli viene un accidente al povero britannico se si guarda intorno. Un inglese o americano medio vuole sentirsi a Roma se è a Roma, nella Roma tipica (capisco che qualche snob può dire che Roma è anche il Laurentino 38, ma mica fanno gli urbanisti i poveri turisti). Se si siedono a Trastevere saranno un po’ più felici. Il problema è che il Guardian ha fatto confusione. Poteva dividere per categorie e tipologia di clienti. Volete posti tipici, folkloristici, romantici dove riconoscerete la roma che avete sempre sognato? Benissimo Roma Sparita, Baffetto, Montecarlo etc. A patto di spiegare che il cibo è accettabile o poco meno e che se invece vogliono mangiare davvero bene è meglio spostarsi da Roscioli, Arcangelo, Settembrini etc. Come coniugare tipicità e buon mangiare? Non facile, ma nemmeno difficile. La Taverna Trilussa è un ottimo compromesso: Trastevere, bel dehor, atmosfera splendida, ottimi primi e cibo più che passabile. Altro esempio? Testaccio, da Felice o da Flavio al Velavevo detto. Ristorante in zona via Veneto dove mangiar bene, senza dover soldi alla ‘ndrangheta, si spera? Otto e mezzo. Bar carino per aperitivo? Benissimo Freni e Frizione se siete ventenni o meno, ottimo il Baretto in via Garibaldi se siete trenta-quarantenni, altrimenti una bella seratina a Villa Celimontana metterà d’accordo tutti, tra parco, cocktal e musica. Insomma, alcune scelte sono stravaganti, vedi Taverna dei Fori imperiali (va bene, ma devi essere preparato a quel che trovi). Per il resto, a parte la confusione di cui sopra, non mi pare poi così scandalosa.
si che poi il successo di Baffetto e della Montecarlo è per me un mistero assoluto
si mangia male, ti trattano male, fai la fila per ore e poi sei costretto a mangiare in 8 secondi netti, è carissimo.
ormai va bene solo per i fighetti parioli wannabe ZeroAssoluto/Moccia che per una sera voglion fare la gita simpatica
Mi aspettavo questi commenti, e direi che in linea di massima avete ragione, senonché sul Sant’Eustachio non ho proprio niente da obiettare.
Io si eccome…il miglior caffè è alla tazza d’oro a poche decine di metri da sant’eusatchio dove di esagerato c’è dolo la folla!
Sperando che le guide proposte dai nostri giornali, sulla ristorazione Londinese, siano migliori di quella stilata dal quotidiano Inglese, anche se ne dubito, l’articolo ci chiedeva un alternativa ecco le mie
Il caffè del mattino: sant’eustachio
Pranzo: Bar Necci dal 1924
Gelateria: San Crispino
Dolci: Said dal 1923 – se solo per il tiramisù pompi
Aperitivo: Remigio
Cucina romana: Osteria del velodromo vecchio
Pasta: Roscioli
Cucina regionale: Da Felice
Pizzeria: Sforno
Wine Bar: goccetto/Baladin
il gelato migliore di Roma è Tony a viale dei colli portuensi (Monteverde nuovo) è lì dalla fine degli anni ‘60 e la sua crema è veramente fantastica.
La panna non esce da una macchinetta, e c’è sempre la fila anche d’inverno
no, dai, Tony non se pò sentì!!! avrà la fila, ma se per questo la fila c’è anche all’old bridge di piazza risorgimento dove giusto i turisti accaldati…
Alberto,
Pompi fa “quella cosa da lor definita tiramisù”, il gelato di Tony “non se po’ sentì”.
Dicci tu allora…
IMHO Tony ha sempre fatto un signor gelato, forse non il più buono di Roma ma certamente degno di segnalazione.
E comunque concordo con Antonio Scuteri, ce lo vedete il Guardian spiegare dove diavolo si trova la gelateria di Ermanno Di Pomponio?
Kilgore, certo che rispondo! Io ammetto di essere un nostalgico di Pellacchia/Pignotti, ora chiuso. Ma ti dico che Manassei ai Gracchi fa un ottimo gelato, come è buono Torcè (prima era meglio) e su certi gusti Vice e Settimo Gelo. E’ buono pure quello di Fatamorgana, si difendono certi gusti di Giolitti a Campo Marzio e per me potrà essere una buona sopresa Mo’s, appena aperto a Cola di Rienzo. Ti dico, ne provo tanti, per passione, diciamo così…
Poi forse a me piace il gelato cremoso alla torinese, come lo definisce qualcuno, ed è per quello che ne boccio tanti nella mia hit parade. Però come vedi tanti ne ho provati e tanti ne so, Tony incluso (che per molti è numero uno, non discuto).
Pompi, scusa se lo dico, ma è marketing puro: il tiramisù è altra cosa da quello che vendono più o meno congelato, e di certo non può avere le fragole. Sarò talebano ma è così.
Concludo dicendoti che qui abbiamo dirazzato dal Guardian che, ovviamente e giustamente, non può mandare un inglese a prendere il gelato a viale dell’Aereonautica o a via Vodice. Che rimangano giustamente in centro e prendano quel che c’è a portata di giro turistico.
Spero di essere stato chiaro…
Per le gelaterie il suggerimento del Guardian per chi è romano non ha bisogno di commenti…
Come alternative in buona parte ci ritroviamo nelle preferenze di Alberto. Noi nei “top” abbiamo (l’ordine è casuale e non di gradimento):
- Gelateria de’ Gracchi: pistacchio da lode
- Il Gelato di Claudio Torcè: impressionante varietà dolce e salata!
- Al Settimo Gelo: qualità e professionalità
- Giolitti: un riferimento nel centro storico
Apprezziamo molto anche Fatamorgana e Vice…e recentemente abbiamo scoperto Gori (da un’allieva di Torcè).
Siamo meno in “sintonia” invece su Pompi…anche se “Sottocasa” (zona Barberini) ci ha recentemente conquistato per la sua genuinità e il tiramisù espresso delle Tre Zucche per noi è difficile da superare!
Per me Tony (dove spesso vado perché ho un amica che ci abita vicino) non se po’ senti per un motivo: che segnali a fa’ ad un turista una gelateria normalissima (che cmq è molto meglio della mediocrità blue ice che ci circonda da tempo) che sta a monteverde nuovo? specie ora che Torcè sta anche a Viale Aventino tra piramide e circo massimo. BAH!
I posti selezionati e migliori staranno pure infrattati,,, ma Bir&Fud per la pizza sta a Trastevere mica in culandia, davanti c’è il Makke e non poco distante c’è il miglior pub d’Europa, la Brasserie 4:20, servito pure dall’8 e l’Open Baladin sta subito dopo il ponte, al capolinea. Per i lgelato, Torcè sta a Piramide, poco distante c’è (c’era?) Fatamorgana e V-Ice non è poi così lontano. Per la Pizza a taglio, quella del forno Roscioli non mi pare male, e siamo a pochi metri da Campo de’ Fiori, e c’è pure il filettaro che io farei provare come specialità romana. Un salto da Franchi per un arancino e da Castroni per un presente gastronomico (e siamo a due passi dal cuppolone). La mattina un caffè a Sant’Eustachio ci sta tutto, un cornetto da Panella, un biscotto al Ghetto, per cena sull’asse trastevere-campo de’ fiori (via dei Chiavari) c’è il mondo, senza scomodare Pommidoro. E io consiglierei pure Checchino o la Taverna del Ghetto.