di | mar 14 feb 2012 ore 11:49
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scoperte

Stoccolma low cost: quello che le polpettine Ikea non dicono della cucina svedese

Si arriva al ristorante Ikea quando ormai si è proprio alla frutta, in procinto di divorzio, con 4 borse gialle di inutili chiudi pacco, tovaglioli colorati, con le caviglie massacrate dai carrelli altrui. Ma ai morsi della fame o alla curiosità non si resiste. E si decide di approcciarsi alle inevitabili polpettine. Un’occhiata rapida al menù per fare finta che noi no, non mangeremo le polpettine accompagnate dalla confettura di mirtilli, noi al massimo assaggeremo il salmone, che quella sì è cosa dei nordici. E invece prendiamo le polpettine. Sempre.

Così anche quando si decide di andare a Stoccolma, spaventati dai ricordi che ci ha lasciato Ikea, ma consapevoli e informati che tutti i più grandi chef rivelazione degli ultimi anni vengono da lì, ci approcciamo alla cucina nordica con una curiosità piena di aspettative e allo stesso tempo timorosa. Come quando da piccoli ci siamo accesi la prima sigaretta rubata dal pacchetto di papà.

In parte non si è pronti a cotanta materia prima così diversa da quella a cui siamo abituati, diversa anche da quella che i nostri chef nostrani, anche i più estremi e sperimentatori, utilizzano.

Ed eccomi qui, di ritorno da Stoccolma, a tessere le lodi della cucina scandinava. Una sorpresa continua, anche se non si hanno il palato maturo e i danari esosi per permettersi i pluri stellati chef e non abbiamo cominciato la scoperta della cultura gastronomica nordica facendo un salto al Noma dall’imperatore Redzepi. Qui tesso le lodi della cucina svedese low cost, quella che ti fa immaginare loro, i bellissimi biondi nordici, intenti a studiare nelle infinite ore buie la loro terra e il loro mare.

Li distingue da noi, l’autentica e vera ricerca continua, per la quale ti trovi nel piatto una grattugiata di renna essiccata, gli aghi di pino, i muschi e licheni più strani, spolverate di terra che sì, si può mangiare, germogli mai visti prima, gamberi, aringhe e salmoni di cui non conoscevi il sapore.

Vi consiglio quindi due tappe fondamentali per sperimentare la Stoccolma che costa poco e che vi lascerà stupefatti.

Il mercato di Östermalms Saluhall, vero tempio di carni frollate per mesi e mesi, esposte in tutto il loro splendore hard al pubblico, piramidi di gamberi a decorare una innocente tartina e milioni di varietà di salmoni che vi faranno dire davvero di non averlo mai assaggiato prima. Una struttura di mattoni rossi all’esterno, all’interno i banchi più belli che io abbia mai visto prima con la possibilità di sedersi nelle vecchie sedie di legno a lato e mangiare ogni cosa che si vede esposta.

Volt, (Kommendorsgatan 16 | SE-114 48, Stoccolma) il ristorante di quattro giovani chef, che in barba alle tovaglie bianche e ai camerieri che si inchinano, è un senz’altro ottimo inizio per noi sbarbatelli poco abbienti viaggiatori gourmet. 7 piatti nell’intelligente menù, di cui si può scegliere la degustazione di tre, cinque o tutti e sette. È qui che ho scoperto la carne di renna, accompagnata da mirtilli e abete rosso, il maiale accostato al cavolo rosso, con tartufo nero e topinambur, la lingua di agnello con carciofo croccante e salsa di mele disidratate e per finire il blue cheese con yogurt di pecora e malto sbriciolato.

Qui ho visto 4 giovani chef che con un ristorante piccolo così, lampadari ricavati da vecchie bottiglie di vetro, pareti spoglie e un locale reso accogliente e morbido con il solo uso delle luci, vanno incontro ai loro sogni e sfidano a suon di ricerca e sperimentazione i loro mentori che dalla guida pneumatica ricevono una stella via l’altra.

Qui mi sono spogliata dei ricordi di polpettina Ikea e mi sono affacciata ad una cucina che merita tutta l’attenzione che ha e tutti i nostri viaggi.

[Crediti | Immagini: Flickr/scousevulture, Visit Stockholm blog]

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32 commenti a Stoccolma low cost: quello che le polpettine Ikea non dicono della cucina svedese

  1. avatar piombino

    Ma la vera domanda è: la prossima volta che andrai all’Ikea riuscirai a resistere alla tentazione delle Polpettine ? Io un’idea ce l’ho…(NO ovviamente)

  2. avatar gianluca

    no le polpette dell’ikea per me è troppo, anche nei momenti di profonda disperazione

  3. avatar costanza

    Sn stata l’altro giorno a pranzo in un piccolo localino in viale bligny 42…si chiama MUD…la proprietaria è svedese, i panini sono ricercati e ottimi, i dolci insuperabili. Nn sarà Stoccolma nè tantomeno Volt, ma almeno nn è l’ikea! :D
    https://www.facebook.com/pages/MUD-Art-Caf%C3%A9/165114033507070?sk=info

  4. avatar watanabe

    i chiudipacco sono tutt’altro che inutili… una genialata invece direi… io preferisco il brutale hot dog del bar alle casse

  5. Io non sono mai stato all’Ikea, però vorrei andare a Stoccolma. Purtroppo i voli sono tuttaltro che low-cost. Mi sa che andrò all’Ikea. :(

  6. sono curiosa di provarla. e poi basta con sta cucina giappo e cinese.mi butto sulla cucina svedese!
    cmq io all’ikea mangio solo i biscotti allo zenzero che vendono al market…le polpette mi fanno paura

  7. avatar Dadda

    eh solo un piccolo appunto il Noma è a Copenaghen dove in effetti si trovano altri famosi chef stellati :-)
    Per il resto da una che frequenta il nord la cucina scandinava danese o svedese che sia è sorprendente e non lascia mai delusi, anche le polpettine mangiate in qualche ristorante non sono male ;)

  8. Il ristorante svedese BLA KONGO, a Roma, l’ha provato qualcuno?

  9. Per la cronaca, segnalo il buonissimo Skanörs Fiskrögeri
    http://www.rogeriet.se/
    Pesce da maestri.

  10. tornata da un paio di settimane, io mi sono trovata benissimo qui:
    http://www.grandhotel.se/en/explore/mathias-dahlgren/matbaren (da non confondere con il 2 stelle michelin a fianco!); come mercato, ho preferito di gran lunga quello di Hotorget, più popolare, vero e meno costoso.

  11. avatar Marco

    Sono stato a Stoccolma prima di Natale, e stò ancora cercando di riprendermi dal giro al Saluhall dove per un paio di crostini con salmone marinato (ottimo eh!) e una birra media ho speso 25 euro, mentre al ristorante gastro-chic nella carta dei vini avrei potuto scegliere una fantastica bottiglia di asti cinzano a 82 euro… ^___^ In effetti la renna in umido con mirtilli (o erano ribes..?) e abete rosso è fantastica.. Ma consiglio anche il panino locale con aringa fritta da Nystekt Strömming, è un fondamentale, almeno quanto l’hamburger da Shake Shack quando si và a NY

  12. avatar franco

    I magnifici 7 di Volt mi hanno conquistato.
    Cristina,cosa significa low cost a Stoccolma?
    In altre parole,per un menù completo ce la facciamo con 30 euro?
    In rete non sono riuscito a saperlo.
    Ciao

    • Anche a me hai fatto venir voglia di VOLT

    • avatar Marti

      Esatto, anche a me piacerebbe molto sapere quanto è stato speso per la degustazione da Volt!
      Perchè quest’estate ho fatto 10 giorni itineranti in Svezia, e vi approvo la renna, ribes (oh sì, nella mia c’era ribes!) e abete rosso su tutta la linea; ed il salmone alla griglia con l’aneto e le aringhe marinate in mille modi (ma non con la soda…) o fritte nei mercati del pasce, il caviale rosso, i tortini patate e formaggio, i gamberi rossi (comprati e fatti nella pasta, all’italiana)…
      Ma il buon mercato, il fantomatico low cost per come lo intendo io, non l’ho mai trovato!

  13. Ho un’idea: apriamo un ristorante concorrente.
    Lo chiamiamo WATT.

    • avatar franco

      Ho in mente,da tempo,un progetto.
      Un locale “esclusivo”.
      Nel senso che c’è un solo tavolo con quattro sedie.
      Nel senso che puoi sostare per 1/2 ora al massimo.
      Nel senso che puoi ordinare solo tre piatti.
      Che non trovi da nessuno.
      64 coperti al giorno.
      20 euro a testa.
      Ora so anche come chiamarlo: milliamper

  14. avatar serena

    A proposito del reparto food di Ikea, c’è questo corto animato GENIALE, mi sono schiantata dalle risate: http://goo.gl/BVFQ0

  15. Dritte giuste. Volt non lo conoscevo ed attira parecchio: ho appena prenotato. :) Altro posto imperdibile per un caffè, per fare colazione o solo per perdere tempo è lo String, un bar a Sofo che vorrei idealmente riprodotto sotto casa mia. Un posto del cuore.

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