
triti: esp :)
gianluca: la critica non è mai nè costru
Piero De Giosa: Ragazzi nessuno ha news sulle
La Penisola Sorrentina io d’inverno la preferisco. Quel suo malinconico andante rallenta i tempi. I lidi arrampicati sugli scogli sembrano zattere sbattute dal mare. E il mare, se manca il sole, è color lavagna. L’ho guardato spesso durante il pranzo alla Torre del Saracino. Così ce l’avevo negli occhi e in bocca. Perchè da Gennaro Esposito – da molti chiamato ironicamente e affettuosamente Gennarino – si va per il pesce. Volevo che fosse un pranzo con cognizione di causa e così mi sono letta un pò di cose nostre e di altri. Ne vien fuori un ritratto luci e ombre: grandi entusiasmi e tristi delusioni. E così la curiosità è aumentata, ma anche la consapevolezza che uno scontento potesse essere dietro l’angolo.
Minestra Maritata: piatto tipico delle feste natalizie in Campania. Ne esistono centinaia di versioni. Quella proposta da Gennaro si potrebbe definire “light” (manca la cotica di maiale, ad esempio). Piatto delicato, corroborante nelle giornate fredde, ma manca un po’ di quella grassezza sulla quale si è disposti a chiudere un occhio nei pranzi natalizi. Io la trovo una ricetta “commovente”: la preparazione inizia giorni prima con l’acquisto di tante verdure diverse e la scelta attenta delle foglie. Una preparazione così laboriosa è un gesto di generosità.
Minestra di pasta mista di Gragnano con crostacei e piccoli pesci di scoglio. Il mio piatto della giornata: 10 tipi di pasta diversi, tutti ben cotti ma con diverse consistenze al palato. E poi il mare, ma tanto. Uno di quei piatti che ti lascia credere che le acque del Golfo di Napoli siano ancora cristalline. Una sapidità ben calibrata dalla tendenza dolce della pasta e dei crostacei. Un brodetto gustoso stuzzicato dai pomodorini San Marzano. Un gusto familiare che suona come un complimento, almeno per chi è stato abituato bene con la cucina di casa. (Prova della bontà del piatto è nella foto scattata a cucchiaiate già iniziate: non riuscivo a resistere all’odore).
Spaghetti con Pesce Bandiera dorato, con Finocchio Arrostito e Limone: questo è , invece, il piatto di Gennarino. Quelle che lui, in questo momento, predilige. Il naso è davvero gradevole: da terrazza con limoneto annesso dove arrivano sventolate di pesce fresco. Trovo il “sugo” un po’ troppo mollicoso, dove il finocchio si amalgama al pesce bandiera, a scapito della cottura della carne. Avrei preferito masticare di più e non solo gli spaghetti. Lo chef mi dice, però, che è esattamente quello che cercava, creare un tutt’uno tra il finocchio e il pesce bandiera, senza badare troppo alle consistenze del condimento.
Spigola cotta e cruda con sua emulsione al profumo di Limone: mi rituffo nelle acque limpide (?) del “Mare Meum”. Minimale senza dubbio: hai la spigola come mamma l’ha fatta e poi la versione avanzata. Piatto impossibile senza la grandezza della materia prima, che qui c’è. Cosa aspettarsi da una portata così? Poco o molto. Dipende dai gusti. Qui vai all’essenza della cucina di mare. E’ un po’ come naufragare su un’isola deserta e iniziare a procacciarsi il cibo. Una volta beccato un pesce, te lo prapari semplice semplice. Hai solo due regole, pulirlo bene e curare la cottura se hai trovato della legna.
Gennaro Esposito è lo “chef giovane”. Lo è da tempo e lo sarà ancora per tanto, ma l’età anagrafica in un un paese gerontocratico come il nostro conta fine a un certo punto. Ha già raccolto tanti successi e oggi sembra non suscitare un consenso trasversale. Difficile una “prima volta” alla Torre del Saracino dopo aver saputo e letto tanto. Insomma, non è stato il pranzo della vita e direi neanche dell’anno, però la voglia di tornarci e assaggiare nuovi piatti è tanta. Perchè anche una come me, che mangia per mandar giù meglio il vino, è andata oltre l’intuizione che il Sud a tavola vanta un grande maestro.
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Splendida recensione; mi fai aumentare la voglia di andarci per constatare luci e ombre, sperando che non ce ne siano.
Vedo che con le foto, nessun problema
E poi la costiera d’inverno, senza tuta la pressione turistica dell’estate … un’altro mondo.
Fabrizio
Grande Gennaro! Francesca, grazie per questo articolo
Anch’io ci sono stata in inverno, bellissimo
Confermo che da Esposito non hanno alcun problema per le foto.
Io l’ho provato a maggio 2007 e mi sono trovato benissimo in tutto e per tutto. Credo che la qualifica di miglior ristorante d’Italia che il Gambero gli aveva dato l’anno scorso abbia fatto più male che bene: grande voglia di massacrarlo da parte degli altri…
Concordo. Quando si riscuote un grande successo si stimola la ricerca dei difetti e si innesca la critica (spesso ingiustificata).
“una come me, che mangia per mandar giù meglio il vino”: spero non sia vero, altrimenti è meglio non andar per ristoranti
per esperienza personale, se tutte le persone a tavola che “mangiano per mandar giù il vino” fossero come la Francesca, al ristorante converrebbe andarci tutti i giorni!
Tzè, la Franci magna ma è come me: non si vede..
Il titolo non l’ho capito neanche io, ma se Francesca Ciancio non fa nemmeno un accenno al vino, al servizio, all’ambiente, ai prezzi, vuol dire che mette lo chef e la sua cucina in primissimo piano.
Anche se la recensione non è completata, fa bene, secondo me, mi ha fatto venire voglia di provarlo.
Niente dolci, Francesca?
Dolce sì, si chiama “Passeggiata Vicana”: non avevo delle foto pubblicabili e così ho lasciato perdere e poi faccio davvero fatica a recensire i dolci e – per ragioni diciamo deontologiche – non mi sembra molto corretto parlare di cose di cui capisci troppo poco
Il vino: bevuto e come: Chateneauf du Pape blanc Chateau Rayas 2005. Una delle cose migliori bevute nel 2009. Il prezzo non mi è dato saperlo perchè …è stato un regalo!!!! Credo intorno ai 170 euro,.E’ un vino mito della Cote du Rhone meridionale. Esperienza sensoriale da mille e una notte, come direbbe Veroneii, quasi da meditazione. Magari vi rimando a Intravino
io non ci sono mai stato ma i piatti di gennarino si mangiano con gli occhi. se dovessi capitare in campania andrei sicuramente da lui e da iannone.
comunque…inizia a mangiare la minestra, fermarsi!, prendere la macchinetta, fare la foto e poi ricominciare (magari dopo 2-3 tentativi) mi sembra una cosa folle.
Mi spiace essere l’unica voce fuori dal coro, ma la mia unica esperienza da Gennaro Esposito è stata catastrofica: fra le tante note stonate, la più grande è stata quella che pur avendo prenotato ed avvertito con largo anticipo che mia moglie non avrebbe mangiato pesce, ed avendo avuto ampie rassicurazioni su un’ampia scelta di piatti alternativi, ci siamo ritrovati un piatto di pasta “burro e parmigiano” ed una ricca insalata mista!
Per non parlare del servizio e dei tempi lunghissimi. Unica nota positiva dei dolci buonissimi! Ma vista l’unanimità dei consensi tornerò volentieri!
Capisco il fastidio per i disguidi.
Però posso dire che per una persona che non mangia nessun tipo di pesce, la Torre del Saracino è una scelta un po’ strana?
E’ quasi come essere vegetariani e scegliere – non perché ci si finisce per caso, ma prenotando con largo anticipo – un ristorante con specialità selvaggina!
anche secondo me la scelta del ristorante ha inciso molto. a questi livelli chiedere a un ristorante di escludere completamente il loro cibo principale è un pò come tirarsi la zappa sui piedi da soli.
Secondo me non è una scelta particolarmente strana: può accadere che in un gruppo di persone ci sia qualcuno che non mangi pesce, e non per questo venga precluso a tutti di andare lì a mangiare. E nessuno pretende piatti alternativi particolarmente sofisticati, ma da lì a non avere alcuna alternativa ai piatti sopra citati ce ne corre! Soprattutto se si ha la pretesa di essere un grande ristorante.
effettivamente un’offerta più vasta non farebbe male. continuo a dire che però la vostra scelta è stata un pò infelice in partenza.
un conto è dire allo chef non mangio “qualcosa”, un conto è non mangiare completamente pesce in un ristorante che fa quasi solo quello.
Beh, ma se è vero che il ristorante era stato avvertito con ampio anticipo, quel che è successo non depone a favore della professionalità di tutto lo staff.
io, abitando molto vicino, ho mangiato alla torre centinaia e centinaia di volte (direi dal primo giorno) ed una sola volta non mi sono (ri) stupito anche di piatti che conoscevo a menadito; però è vero i recenti successi non li ha ancora elaborati.