di | mar 18 dic 2012 ore 19:50
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Trita, Milano, hamburger, esterno
sartorialità

Trita polemica sull’hamburger a Milano: il prezzo è giusto?

Come ha fatto Trita: “tailor made burgers”, a far parlare di sé più della previsione dei Maya sulla fine del mondo, guadagnando a pochi mesi dall’apertura la menzione della guida Foodies 2013, in una scena congestionata come quella delle hamburgherie di Milano? I molti clienti in zona ticinese citerebbero la possibilità di personalizzare al massimo ogni panino: alla cassa si scelgono subito il tipo di pane, carne, salsa, verdura o formaggio. Poi si prendono le bibite nel frigo e in attesa di essere chiamati per ritirare il panino attraverso l’apertura che dà sulla cucina si paga il conto.

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Il locale luminoso, total-white, con grandi cartelli sulle pareti che “raccontano” gli ingredienti aiutando i clienti ad assemblare il panino, adotta la formula della vendita di alimenti a libero servizio ovvero, una specie di take-away con alcuni posti a sedere. Per questo mancano i servizi igienici e di conseguenza, ci si lava le mani con le salviettine imbustate reperibili sui tavoli.

La scelta è tra quattro tipi di carne, bufalo campano a 6,50/8,50 €, limousine padana a 7,50/8,75€, black angus a 8/10€ e wagyu, la razza giapponese conosciuta come manzo di Kobe, a 18€. Tutte in due diverse pezzature (200 o 250 grammi), tritate e pesate al momento sulla bilancia, mentre le verdure, ovvero lattuga, pomodoro, cipolla e cetriolo sono gratuite. Pagabili a parte come supplemento bacon, funghi, melanzane, avocado, zucchine e jalapenos, formaggi (cheddar, gorgonzola, brie, caprino a 0,75€) e salse (mayo, chetchup, curry, bbq, senape, speciale a 0,50 l’una tranne quella della casa, in omaggio).

trita milano hamburger panino

Il gioco è divertente: nel nome della massima personalizzazione ognuno crea il suo hamburger perfetto, ma occhio, facendosi prendere la mano i prezzi lievitano. Anche la sartorialità ha un prezzo. Accanto ai panini si possono ordinare patate fritte a 3,50 €, bibite classiche o birre in bottiglia scegliendo tra Menabrea, Tennent’s super o Corona a 4€ l’una.

Supero l’indecisione che provoca tanta abbondanza e scelgo un black angus da 200grammi con cheddar, bacon, insalata, pomodoro e ketchup in un panino al sesamo. Abbinato a non indimenticabili patate fritte dal taglio a bastoncino largo (surgelate?) nell’apposito involucro di cartone, con le salse servite a parte, bevendoci sopra una classica Menabrea nella versione migliore, etichettata G. Menabrea E Figli, imbottigliata ancora a Biella.

trita milano hamburger morso

Con tutte le variabili possibili non è facile giudicare i panini di Trita. Restando al mio, generosamente farcito, non lo includerei nel kit di sopravvivenza per la fine del mondo: la carne lascia un ricordo tutt’altro che indelebile, poco saporiti anche formaggio e bacon, il cui gusto ho percepito a fatica. Meglio il pane, declinato in tre varianti, liscio, sesamo e semi di papavero, largo, ben masticabile e con una leggera nota dolce.

trita milano hamburger patatone fritte

Da riprovare, magari facendosi tentare dall’hamburger con il manzo di Kobe, i cui capi prima di tirare le cuoia verranno anche massaggiati con la birra massaggiati con guanti di crine di cavallo e bevono birra, ma che se non squisiti, costando 18 €, ci costringerebbero a sbugiardare la guida Foodies 2013 e scacciare dal paradiso delle hamburgherie Trita l’impostore.

Trita,
piazza XXIV maggio 6 – Milano
.

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Andrea Soban]

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68 commenti a Trita polemica sull’hamburger a Milano: il prezzo è giusto?

  1. Vai, si aprano le lamentele sentite mille volte.

    • Siamo in libero mercato e il prezzo è data dall’incontro dell’offerta e della domanda. Se matto un hamburger a 50 euro e trovo qualcuno (un matto) che lo compra, allora il prezzo va bene, altrimenti o abbasso i prezzi oppure fallisco.
      Non esiste un prezzo giusto o morale o etico, questo è il libero mercato, altrimenti rifugiatevi nei paesi a economia socialista.

  2. A Milano stanno aumentando a macchia d’olio queste hamburgherie gastrofighette come questa e lasciatemelo dire che essere disposti a pagare 18 euro per un hamburger (in un posto ne ho visto uno da 22!!!!) è assurdo e al limite dell’immoralità. Quanto dovrebbero farci pagare allora un risotto? Non da Cracco o Marchesi ma nella ristorazione normale visto che di certo un hamburgher non può essere paragonato all’alta cucina fosse anche fatto con carne di marziano. Milano e i suoi abitanti ormai accettano di buon grado ogni fesseria gastronomica in nome del dio evento e della dea moda (io sono milanese doc e posso dirlo senza offendere nessuno tranne me) e si è persa la lucidità su certe cose. Dopo anni di finto sushi senza arte ne parte cucinato da cinesi cantonesi ecco arrivato il finto hamburher per finti gourmand. Buon appetito e ve le meritate le tasse alte se spendete certe cifre per uno street food qualunque.

    • Guarda che non è inusuale pagare il Kobe intorno ai 90 € al kg. I prezzi delle altre tipologie mi sembrano decisamente più contenuti.

      • Il problema è se è vero kobe.C‘è chi non sa distinguere una costata da una lombata

        • Il problema è che macinato è indistinguibile.

          • Anche intero molti non ci capiscono.Basta la parola kobe.

  3. avatar Ci

    L’hamburger vale i soldi che hai speso? A leggere la recensione non sembra.
    Io dico che uno se vuole può anche spendere 200 dollari per un hamburger. Ma il suddetto panino deve essere all’altezza dei 200 dollari.

    Però 50 centesimi per un po’ di ketchup è voler essere un poco str..zi!

  4. Ho mangiato il Wagyu a Kobe nel lontano 2007 (quando con lo yen conveniente era una spesa affrontabile) in un signor ristorante, è stata un’esperienza unica e a leggere l’articolo l’unica domanda a cui davvero non so rispondere è: ma come puo’ venir in mente di tritare un Kobe e farci un hambuger??

    • Brava, la verità è che macinare questa pregiatissima carne (le qualità della stessa si apprezzano proprio sotto forma di bistecca) è una bestemmia. Ho mangiato il mio primo e unico hamburger di Wagyu a Boston quest’estate. E’ stato come mangiare un ottimo macinato qualsiasi, ma almeno l’ho pagato quindici dollari.

      • d’accordissimo, non ha senso per me macinare una carne così costosa, anche perchè l’hamburger ti permette di usare tagli che difficilmente mangeresti a bistecca e che solitamente costano anche molto meno (e nell’hamburger risultano quasi sempre migliori, soprattutto se sono grassi).
        con la carne giapponese io ci farei una succulenta tagliata, bella arrostita fuori e al sangue dentro.

        • Ahemmmm …… non è che ‘sto manzo sia carissimo perché è tutto filetto …. ergo, ci saranno anche qui tagli da fare sulla griglia e pezzi da brasare o, eventualmente, macinare, no ?

          • sicuramente ha, come tutti i bovini e gli animali, parti meno pregiate ma visto la morbidezza della carne anche quei tagli hanno “una marcia in piu’” rispetto ai manzi normali ed è quindi piuttosto insulso tritare questa carne e infilarla in un ipercostoso panino perchè appunto se ne perdono le caratteristiche e diventa come diceva Cristian un macinato come un altro anche se di qualita’.

            • Il tritato,proprio perchè tritato,può essere più facilmente manipolato e migliorato nuovi estratti all’umami.

  5. a me sta moda degli hamburger ha già stufato. costano un botto (non sto a discutere se il prezzo sia giustificato o meno), spesso sono mediocri e generalmente tra salse che colano carne che esce etc finisce che li spazzi in pochi bocconi con una soddisfazione complessiva bassa se rapportata al prezzo.
    un conto è fiocinarmi un double wooper da burger king a pochi talleri in mezzo ai latinos che ballano la salsa, un conto è portare la ganza al posto fighetto e grufolare in tre secondi un fighettoburgher con conto complessivo da 50neuri,

    dixi

    • non da sottovalutare questo effetto che le salse ti forzano a strafocarti, non ci avevo mai pensato ma in effetti e’ spesso cosi’

  6. ora dite pure che non si può giudicare dalle foto, e sono d’accordo, ma quelle patatine non mi convincono per nulla. e manco il cheddar.

  7. ma è “legale” non avere i servizi igienici?
    se la formula è take away con alcuni posti a sedere, è così anche in tanti kebabbari, ma spesso i servizi igienici ci sono.

    • penso di si. qui da me tutte le piadinerie sono takeaway con possibilità di consumo all’interno (panchine e seggioloni) ma nessuna ha il bagno pubblico, ed escludo che siano tutte illegali.
      non so dirti però quale sia la normativa di riferimento.

  8. Ottimo. Una volta sì, li vale.

  9. Ogni volta che da qualche parte trovate la wagyu beef a meno di 15/20 euro l’etto state mangiando una carne qualsiasi di origine giapponese. La kobe sta tra i 110 e i 200 euro al kg, quella buona, e un hamburger fatto con quella carne e non fatto con gli scarti non può costare meno di 40 euro quanto io lo ho pagato a new york.
    Wagyu significa carne giapponese e facile giocarci intorno.

  10. quando i milanesi si stuferanno della moda dell’hamburger mi chiedo tutti questi nuovi locali che fine faranno.
    ma soprattutto mi chiedo quanti cavolo di hamburger si sta mangiando andrea soban :-)

    • Novello Morgan Spurlock, almeno una volta su due mangio, e bevo, davvero bene

  11. Da quando si è accorto che li cita anche il corsera…..
    Comunque io mi sono stufato,
    come già dicevo nel post su Mc se Hamburger deve essere che sia junk & cheap per mangiare carne buona mangio altro (magari un hamburger a casa) condivido anche quanto detto da misticanza spendere come per una serata e dopo 20 minuti uscire mi sembra senza senso. (Immagintate che rotazione hanno altro che doppio o triplo turno…).

  12. Non comprendo proprio questi commenti in cui sembra che l’hamburger debba sapere di cartone pressato perchè si mangia in poco tempo, mi sembra una gran cavolata! Mangiare un buon burger intorno ai 10/12€ come succede da Trita significa passare una piacevole pausa pranzo o una cena veloce come si deve.
    Le patatine sono sicuramente surgelate e non consigliabili ma il mio panino con black angus, pane al sesamo, brie e salsa della casa era assolutamente delizioso!

    • io ne faccio un discorso di costi/benefici ovviamente rapportato alla mia personale esperienza, alle aspettative e al mio modo di fruire della “ristorazione” in senso ampio.

      per una pausa pranzo con quel budget vado al ristorante (e oramai, con menù fissi a Milano mangi molto bene), se vado di fretta preferisco un panino.

      poi oh, just my 2 cents

  13. 1) È una “moda”gastronomica.E quindi prima o poi il fenomeno si sgonfierà.
    2) È una moda che ha del patologico:1) un’ottima amburger non è difficile da fare a casa.Anzi è una c. farla.La mia amburger, che ho descritto,non ha rivali fra quelle
    che fin qui(non sappiamo quando si fermerà) Andrea ci ha fatto vedere.Quando volete vi faccio le foto.
    2) è patologica per i prezzi assurdi a cui è arrivata una polpetta schiacciata.
    3) è patologica perchè deriva dal fenomeno McD che non è una moda ma un fenomeno consolidato mondiale.
    4)

    • Io non la trova una moda patologica. A fronte di ennemila McD, che ci sia una piccola minoranza (sempre più numerosa, ma sempre piccola) che fa hamburger dal decente all’ottimo, mi pare cosa buona e giusta.
      Sui prezzi ho già detto la mia tante volte. Per farla breve, un buon hamburger che va da sei euro a dodici euro a seconda degli ingredienti mi sembra un prezzo corretto, sopra dodici euro se ne può discutere.

      • L’hai detto fratello, ma anche con 10 euro a bun, parliamone ….di qualità’

        @vincenz, sfido a non trovare qualcuno che fa non faccia una pizza/pasta/dolce/gelato migliore di quelle che trovi in giro…poi magari trovi anche chi le fa migliori di te perché riesce a procurarsi ingredienti o attrezzature che un privato a difficoltà a comprare ( come prezzo) o reperire

        • Andrea ,sai quanto ti stimo,ma mi sembra che fare il gelato,fare un panettone,la pizza, fare tante altre cose in cucina sia molto più difficile.
          E poi non volevo criticarti era un modo simpatico per colloquiare.
          Tu mi hai fatto conoscere una realtà(una moda) che richiede attenzione.
          Spero che vai a provare Umami e ci racconti.Ciao

          • ma figurati, mica la consideravo una critica…intendevo solo che non penso che tu a casa ti metti a preparare l’impasto della carne, cuocerti il pane, e crearti anche le salse (se lo fai, complimenti :D )

            io, per hamburger gourmet, intendo un locale dove l’esperienza gustativa è superiore a quella serializzata delle catene, e più difficilmente (per vari motivi) replicabile a casa..altrimenti è logico che non sarebbe giustificato un prezzo così alto.
            Posto che gli ingredienti di qualità li paghi anche tu per fartelo a casa, e quindi anche il tuo costerà sempre più di un McDo

  14. Hamburger,birra, patatine: 20 euro.
    accessori: niente bagno, fila e sgabello per mangiare.
    per i ragazzetti che frequentano il MC mi sembra un pò caro,
    per le famiglie con bambini che al MC trovano “ricchi premi e cotilons”, mi sembra non adatto.
    per chi lavora, spendere 20 euro in pausa pranzo tutti i giorni , mi sembra un attimino troppo caro.
    per chi a cena cerca anche la convivialità non mi sembra certo adatto,
    si vede che comunque per un certo trend di persone va bene

  15. 50 centesimi per il ketchup..questo gesto si quantifica da solo

    • Con 50 centesimi in più, invece del ketchup, posso avere la panna che pago come supplemento alla gelateria di Eataly?

  16. Io mi concentrerei sulle carni prodotte in Italia. Sono di altissimo livello e soprattutto provengono da bestiame allevato secondo le regole sanitarie italiane. Certo, quelle straniere hanno nomi d’effetto ma non sempre possono competere ad esempio con la nostra razza piemontese.
    Detto questo, l’hamburger è un panino che piace, penso che in Italia avremo nei prossimi anni le migliori hamburgerie del mondo. Al recente salone del gusto quelli preparati dall’hamburgeria di Eataly erano eccellenti.
    Accettate però un mio consiglio, per un hamburger da sogno niente salse ma olio extra vergine di oliva.

  17. A me l’hamburger di Trita non dispiace anche se non è il mio preferito a Milano, ma è comunque nella parte alta della mia personalissima classifica. Prediligo quello con la carne di razza Limousine. Ovvio che qui il prezzo non è dato solo dalla qualità dei prodotti, si torna ad un vecchio discorso… La birra citata è meglio di altre ma potrebbero proporre di meglio, se possibile qualcosa che non si trovi anche nella grande distribuzione.

  18. Una domanda, perche’ sono davvero curioso e perplesso, Andrea: vedo la scritta nei cartelli fotografati, e lo riporti in fondo all’articolo. Ma siamo sicuri che il manzo di Kobe sia massaggiato con la birra? Io l’ho sempre conosciuto (dal ’95, quando colloquiavo con gente che lavorava in Giappone), come un manzo massaggiato a mano, che “beve” birra. Non un manzo che viene “massaggiato con”. Se si cerca in rete, la cosa viene definita talvolta come leggenda metropolitana, e non ho voglia di approfondire. Mi suona davvero singolare l’idea del massaggiare (gia’ l’idea che un manzo beva la birra al posto mio non mi fa impazzire, peraltro…) :)

    • se le galline che fanno le uova di parisi bevono il latte, un bel manzetto che si fa una birra ti sembra tanto strano????

    • opssss……massaggiati con guanti di crine di cavallo e bevono birra (la vera tradizione nipponica, non leggenda metropolitana)….refuso :D

      anche in Italia c’è un progetto per introdurre la razza wagyu, ma noi, più pratici, li massaggeremo con dei macchinari per marmorizzare la carne

      • Ecco, ora “mi contano i torni”, o mi tornano i conti, se preferisci… :)
        Non e’ un tuo refuso: gli e’ che il cartello fotografato recepisce pedissequamente quella che wikipedia stesa definisce “una probabile leggenda metropolitana”.
        Per quanto riguarda il progetto di introduzione in Italia, e’ un progetto gia’ realizzato, esistente da tempo. Massaggio automatico, giustamente, niente addetti alla giapponese. La carne la trovi in vendita (l’allevamento e’ di quelle parti) alla LEM carni di Imola, anzi, per la precisione, di Toscanella di Dozza Imolese. Cotanto ti dovevo, per la precisione, appunto :)
        @Viola: non mi sembra strano che bevano birra. E’ quello che ho sempre saputo, e che ho scritto. Quello che suona strano, se non te ne sei accorta, e’ che da Trita dicono “massaggiati con la birra”, non “abbeverati a birra” :)

      • Non so se è quello di cui parli ma in zona Bologna c’è un grande ingrosso carni che ha anche il Wagyu “tipo Kobe” perchè allevato con le metodiche usate in Giappone ma massaggiato con un macchinario ideato da questa azienda in collaborazione con la facolta’ di veterinaria di Bologna.
        Volevamo acchiapparne qualche fetta per Capodanno e vedere com’è.

        • E’ quello, Claudia. Direzione Imola, lo spaccio e’ sulla via Emilia, ben visibile. Non dimenticare, una volta che sei arrivata li’, di girare a destra verso la collina, e fermarti all’enoteca regionale dell’Emilia-Romagna, per un paio di acquisti :)

    • avatar Andrea

      Io sapevo che beveva birra (probabilmente una piccola parte mescolata all’acqua?) e veniva massaggiato col sake…

  19. la storia della birra è affascinante (per vendere, anche) ma la correlazione tra birra e carne buona sarebbe poi tutta da dimostrare (e magari non esiste)

    • Mi ritrovo sempre quando esprimi il miglior “scetticismo gastronomico”.
      Che è cosa diversa dal “cinismo gastronomico”.Io ai bambini prescriverei
      ricostituenti a base di scetticismo gastronomico.Crescerebbero più liberi.

  20. bevono birra, vengono massaggiate con la birra, bevono altro…, confusione da leggenda?

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