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Guida monoindirizzo alla Venezia imperdibile: Vecio Fritolin

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“Mio caro, niente di quello che ho sentito di Venezia può evocare la sua magnifica e stupenda realtà. Le immagini più fantastiche delle Mille e una notte non sono nulla in confronto a Piazza San Marco e all’impressione che si prova una volta entrati nella chiesa. La reale magnificenza di Venezia va oltre la più stravagante fantasia di un sognatore. L’oppio non riuscirebbe a creare il sogno di un luogo simile, e nessuna suggestione potrebbe creare le sembianze altrettanto incantevoli. Tutto quello che avevo sentito, letto o fantasticato su Venezia è lontano mille miglia. Sai che quando le aspettative sono alte tendo restare deluso, ma Venezia è superlativa, è oltre, è al di fuori dell’immaginazione umana. Non è mai stata considerata a sufficienza. Solo a vederla piangeresti”. È una lettera di Charles Dickens, scritta da Venezia il 12 novembre 1844.

Lo scrittore, già celebre e ricco, viaggiava con cuoco e camerieri al seguito, e certamente non aveva bisogno di andare per bacari, fritolini, ristoranti. Ma noi sì. Non mancano mai motivi per visitare Venezia – in questi giorni potrebbero essere la Biennale Architettura e la nuova mostra della Fondazione Prada – ma tra tanti stimoli dell’intelletto, di solito non ne abbiamo di gastronomici. Orde turistiche e qualità dell’offerta culinaria difficilmente vanno a braccetto.

Vecio Fritolin, venezia, ristorante

Un’eccezione, a due passi da Rialto (e da qualsivoglia museo, fondazione, chiesa), è il Vecio Fritolin, che nell’aspetto è un’osteria, nei fatti un ristorante di qualità. Anziché eseguire col pilota automatico le ricette della tradizione, la patronessa Irina Freguglia e lo chef Daniele Zennaro dedicano il loro estro alle materie prime, alle nuove tecniche, alla stagionalità degli ingredienti. Pane e grissini sono fatti in casa, così come la pasta con trafila di bronzo; il pesce alla griglia è cotto sulla brace e non su una plancia untuosa, come ormai si fa quasi ovunque; le moeche, quand’è stagione (autunno e primavera), non mancano e sono fritte divinamente. Al Vecio Fritolin trovate il miglior baccalà, gli gnocchi di patate, i canestrelli e le seppioline con quadrotti di polenta bianca abbrustoliti, e una squisita misticanza di insalate, erbe e fiori dell’isola delle Vignole.

Della tradizione ormai secolare di friggitoria, resta la possibilità di entrare e portarsi via il fritto da passeggio, cioè lo scartosso di pesce, verdura e polenta.

Il Vecio Fritolin è molto frequentato da artisti, e proprio così l’ha scoperto François Pinault, che, innamoratosene, gli ha affidato l’apertura delle caffetterie di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana. Si spendono 40/60 euro. Il menu, non serializzato ma ispirato alla stagione, cambia ogni mese.

Vecio Fritolin Osteria da Irina, Calle della Regina (Rialto) 2262 – tel. 041 5222881.

[Crediti | Dalla rubrica "Cibo e Oltre" di Camilla Baresani su Sette, inserto del Corriere della Sera]

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18 commenti a Guida monoindirizzo alla Venezia imperdibile: Vecio Fritolin

    • Beh, non esageriamo. Il menu degustazione costa 55 euro, e una cena completa alla carta antipasto-primo-secondo-dolce costa 65 euro circa. Con antipasto, primo e dolce si spendono 40 euro. Con antipasto, secondo e dolce 50. E’ sicuramente un po’ caro, ma dire che con 40-60 euro si fa uno spuntino spaventa i lettori :-D

      • Mi sembrano prezzi ottimistici. Ho guardato sul sito, c’è solo il menu di maggio, ma non penso che i prezzi da allora siano scesi. Antipasto 17/18 euro, primo a 16, secondo a 25, dessert 9/10 siamo sui 68 euro, più la service charge del 10%, più acqua e vino. Se si vuole anche il caffè si sta sui 90 euro cada cranio. E a giudicare dalle foto, le porzioni sembrano piuttosto ridotte.

        • I prezzi si danno sempre bevande escluse, ovviamente. Sennò prendiamo una bella bottiglia di Sassicaia ’85 e diciamo che il ristorante costa 1068 euro a persona. E il sito l”ho visto anche io, i prezzi li ho presi da lì. e appunto scegliendo i piatti più costosi si spendono 68 euro. Con menù degustazione da quattro portate si resta a 55. Dire che con 60 euro si fa uno spuntino continua a sembrarmi, e essere, un’esagerazione, visto che per 3 portate si spendono 40 euro, e già tre portate non mi sembrano uno spuntino. Sarebbe più corretto dire che si spende più di quanto indicato nella recensione. Ma non esageriamo. Per quanto riguarda le porzioni, a giudicate dalle foto mi sembrano normalissime, anzi decisamente abbondanti, soprattutto i primi. A meno che per porzione normale non si intendano 200 grammi di pasta a persona :-D

          • Vedo che lei non conteggia la service charge, pure riportata nel menù. So bene che nelle guide e nelle recensioni si indicano i prezzi bevande escluse, ma chi scrive “con 40/60 euro ti fai al massimo uno spuntino”, IMHO, vuole significare che “lasciando giù” una carta da cinquanta, quello ottieni. Sulle quantità, sei alici o tre moeche fritte non mi sembrano porzioni abbondanti; quanto ai primi, facendo la proporzione tra le olive taggiasche (notoriamente piccole) e le linguine della foto 8, per me la porzione è composta da un paio di forchettate, tre al massimo. E la prego, non faccia commenti sulle dimensioni della mia bocca :-)

  1. Il Vecio Fritolin è una garanzia, si mangia bene ma concordo con chi dice che 50-60 € è il minimo indispensabile da spendere. No, senza Sassicaia ’85.
    Comunque dire che a Venezia c’è solo tal posto, è molto riduttivo. E’ una leggenda metropolitana che in questa splendida città si mangi male, basta saper scegliere ed evitare i ristoranti turistici. Anche a Roma, se mangi sotto al Colosseo nei ristoranti con i tavoli all’aperto sotto l’ombrellone della Peroni mangi male…Da qui a dire che a Roma per mangiar bene devi andare solo da Arcangelo Dandini ce ne passa no?
    Ad esempio a Venezia un gran bel posto è “Vini da Gigio”, un’enoteca fornitissima dove regna la cucina veneta tradizionale. Mangiai un’anguilla alla griglia ottima.
    E poi altri posti che ora non mi sovvengono, ma se avete da spendere si può forse non citare la terrazza del Danieli? O l’Harry’s Bar? o il Caffè Quadri sotto la gestione Alajmo? O la conveniente trattoria Busa alla Torre sull’isola di Murano? Parliamo di grandi posti…Venezia è BELLA e BUONA. basta saper navigare bene fra quei canali…

    • Vini da Gigio è il mio preferito. E poi l’Osteria di Santa Marina, lo conosci? Il problema di Venezia non è la qualità del cibo, ma i prezzi folli. E infatti stiamo sempre a indicare come buon rapporto qualità prezzo ristoranti da 60-70 euro!!

      • Misconosciuto ma centralissimo (dietro San Marco, zona pessima per ristoranti) il Ridotto è decisamente sopra la media per quanto riguarda servizio e qualità. Senza coperto e service charge, poco più caro del Vecio Fritolin che tra poco sarà citato anche sulla Gazzetta dello Sport :-)

        Ricordo a chi scrive che i prezzi sono alti che a Venezia possono sempre mangiare al McDonalds (poco più caro degli altri 33.000) o all’osannato (chissà perchè?) Hard Rock Cafè dove si spende per due caxxatine come un pranzo in trattoria ;-)

      • mi mancava questa osteria di santa marina, buono a sapersi per la prossima volta nella città lagunare! comunque il problema è duplice, prezzi molto alti per una qualità non sempre ai massimi. è proprio per questo che tocca saper scegliere, visto che si paga comunque tanto che si vada in posti buoni! che ce ne sono….

  2. Vecio Fritolin e’ sempre una garanzia, concordo non a buon mercato, a me piace tanto anche la Mascareta di Mauro Lorenzon garanzia di grandi risate e grandi bevute!

  3. Non so come fosse prima ma adesso è caro, pretenzioso, e soprattutto mediocre. Ho prenotato con largo anticipo ispirato da questa pagina e commenti entusiasti. baccalà e sarde in saor buoni (come in qualsiasi bacaro). Primi sedicenti creativi e del tutto insignificanti. fritto molto medio. Moeche insapori. Grande delusione.

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