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Alemanno: essere sceriffi oggi, no al bivacco e al panino romano

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Non esiste sindaco che non ami le ordinanze. Già pronunciare il termine dà un certo brivido di potere, rigore e fermezza. Scandite e sentite come suona: o-r-d-i-n-a-n-z-a. Perché non la chiamano “ora fate come dico io”, sarebbe più efficace. Ad Alemanno poi le ordinanze piacciono proprio (ricordate quelle sulla prostituzione, l’alcool fuori dai locali, e i giocolieri di strada, sì i giocolieri).

Piace meno la sua conduzione che è uno dei pochi casi di sentire comune e trasversale nella capitale italiana, solitamente spezzata in due tra la sua anima popolare e anti-fascista (a Roma è un termine che si usa ancora molto) e un diffuso pensare di destra.

L’ultima ordinanza ci interessa in particolar modo perché vieta il bivacco. Cioè? Non puoi mangiare in giro. La satira nasce spontanea come un’asfissiante domanda di Lubrano, ed ecco che un po’ ovunque si parla di ordinanza anti-panino, anti-tramezzino ed epiteti vari.

Ora per quanto sia sempre brutto “sporcare” una bella storia ad alto potenziale comico con la verità, va aggiunto, per sano dovere di cronaca, che l’ordinanza riguarda delle specifiche aree “di particolare pregio storico, artistico, architettonico e culturale ricomprese nel perimetro della Città Storica di Roma”. Le altre zone di Roma si possono sporcare con crasso disinteresse, il centro no, almeno fino al 31 dicembre, termine dell’ordinanza. Ma soprattutto l’ordinanza esisteva già dal 30 marzo 2012 ed è scaduta il 30 settembre, ma pare non se ne sia accorto nessuno.

Non è chiaro se sia o no un segno dei tempi ma la politica sembra fare ogni giorno qualcosa per ridicolizzare se stessa. Poteva mai Alemanno resistere al desiderio di lasciare il suo segno definitivo nell’amministrazione con un’ altra perla assoluta? Per essere chiari: che il bivacco romano sia alquanto invasivo non è in discussione, ma che una città coi problemi di Roma in termini di servizi, urbanistica, debiti, appalti, corruzione, sanità, raccolta differenziata e criminalità si metta a dare la caccia ai mangiatori indomiti di panini genera momenti di vera ilarità.

Infine una piccola curiosità giuridica: trovo sempre un po’ deliranti i range sanzionali nei provvedimenti. Ma cosa vuol dire “chi trasgredirà dovrà pagare una multa che va dai 25 euro ai 500”?

500 euro se sfoggi una porchetta dentro i fori imperiali, 25 euro al toast di basso profilo accovacciato su te stesso? E quanto hanno preso di multa Mario Staderini e Angelo Bonelli, rispettivamente segretario dei Radicali e presidente dei Verdi per il loro panino indignato mangiato al Pantheon?

Occhio che (notizia vera) sabato 6 ottobre si terrà una braciolata serale organizzata nella centralissima piazza San Callisto. Dalle sanzioni ci si aspetta il risanamento della capitale.

[Crediti | Link: Dissapore, Lettera 43, immagine: Corriere Roma, elaborazione Antonio Tomacelli]

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39 commenti a Alemanno: essere sceriffi oggi, no al bivacco e al panino romano

  1. Piccolo, personalissimo appunto. Partiamo da quello in negativo: non mi piace (non lo mando mai giu’), il ragionamento “maaltrista”. Quello dell’inciso: ” una città coi problemi di Roma in termini di servizi, urbanistica, debiti, appalti, corruzione, sanità, raccolta differenziata e criminalità si metta a dare la caccia ai mangiatori indomiti di panini”. Abbiamo avuto il “maanchismo”, potremmo, quando non necessario, risparmiarci il “maaltrismo”? E’ talmente brutto ragionare in questa maniera, che anche quell’eroe che ha bucato le gomme dell’auto di un disabile (dirigente di importante ente pubblico lombardo), ha frignato “ma altri fanno peggio di me e non gli succde nulla”.
    Ragionamento di cui il tuo ottimo pezzo non aveva bisogno, visto che appena sopra avevi puntato al cuore della questione: “soprattutto l’ordinanza esisteva già dal 30 marzo 2012 ed è scaduta il 30 settembre, ma pare non se ne sia accorto nessuno.”
    Ecco, questo e’ il punto dei ns. sindaci-sceriffi. E’ vero, l’ORDINANZA gli piace tanto, mentre sarebbe da mettere in rilievo l’efficacia di tali ordinanze, cioe’ la capacita’ di raggiungere l’obiettivo dichiarato.
    E questa efficacia e’ appunto ZERO nella maggior parte dei casi, sia che si tratti di raccolta differenziata, trasporto pubblico, che di decoro urbano, panini o cartacce per terra che siano.

    • Il benaltrismo probabilmente lo pratica Alemagno: quando prende provvedimento inutili, che però hanno vasta eco e cercano di far dimenticare ai Romani gli aspetti più rilevanti della sua (dis)amministrazione. Mi ricorda le ronde padane o i ministeri a Monza. Cose assolutamente irreali, che però tengono buoni i pupi per un po’ e tentano (volutamente) di far dimenticare i nodi veri.

  2. la cosa assurda di questa ordinanza è che è stato vietato “sostare per consumare cibo e bevande”, quindi in pratica se mangi camminando puoi farlo, se invece ti fermi per bere un sorso d’acqua sei già in multa.
    e poi è stato vietato “bivaccare e sistemare giacigli”, tenendo conto che il bivacco è un accampamento e i giacigli sono cumuli di paglia e foglie secche, mi chiedo ma a roma c’è gente che costruisce accampamenti di paglia a trinità dei monti, oppure alemanno ha qualche problema con l’italiano?

    • L’ordinanza prescrive che se stai mangiando un gelato o un suppli e ti fermi al semaforo sei passibile di multa perche’ sostavi :=)- se non fosse che Alemanno e’ ridicolo per l’appartenenza al partito dei ladri e farabutti verrebbe da piangere. P.S. Ma a Campo de’ Fiori e a Piazza Trilussa e’ vietato lo stesso oppure in questo caso i vigili sorvoleranno? E i ristoranti che hanno l’autorizzazione ad avere tavolini all’aperto nel centro storico violano l’ordinanza oppure no? E se bevo dai nasoni e quindi sosto davanti alla fontanella mi possono multare? Attenti a rispondere no, controllate l’ordinanza. Di fatto VIETA qualsiasi sosta per mangiare o bere, ergo multa a chi beve o mangia anche ai tavoli all’aperto (bar e ristoranti) se fosse veramente applicata alla lettera.

      • esatto. probabilmente in italiano alemanno c’aveva 2.
        ma ti diro di più, non parla neanche di divieto “all’aria aperta”, quindi per assurdo, interpretandola alla lettera, non potresti sostare per mangiare o bere neanche all’interno di un locale che si trova nelle aree descritte.
        povera italia, la capitale è nelle mani di un sindaco che non sa nemmeno scrivere.

    • Però in centro di romani a spasso in calzoncini corti ce ne sono pochi….. i turisti sono altrettanto zozzoni. Direi che difficilmente ho visto un vigile urbano intervenire davanti a quelli che sbrodolano di pomodoro della pizza la Scalinata di Trinità dei Monti (dove peraltro esiste un divieto specifico a mettersi seduti sugli scalini)

    • Io devo ancora trovare una megalopoli da 4 milioni di abitanti in su che non sia complessivamente lercia e problematica.
      Non è colpa degli amministratori recenti, ma nemmeno dei cittadini. L’inurbamento massivo e forzoso degli ultimi 40 anni, senza piani regolatori, infrastrutture e servizi adeguati, non poteva che portare degrado.
      Sarebbe come aprire un tratto di costa gioiello al turismo di massa senza dotarlo di collegamenti pubblici, bagni, bidoni per l’immondizia e personale per la sicurezza. Anzi, no: è già accaduto.

        • 1) Londra, Parigi, New York sono sporche e problematiche quanto e più di Roma. Ed esprimiti bene: “Roma è un letamaio” è diverso da “Il centro di Roma è un letamaio”.
          2) Ma perchè, in caso di inurbamento massivo, agli inurbati è precluso l’accesso al centro? 4 milioni di abitanti confinati dentro ai propri ghetti e quindi la colpa di tutto sarebbe solo dei residenti romani del centro storico.
          Lascia perdere, dai…

  3. Di certo il problema del bivacco nel centro c’è e deve essere affrontato, senza nascondersi dietro la solita esterofilia ipocrita che fa finta di non vedere i turisti che pisciano, sputano e sporcano in giro, addossando tutte le colpe ai romani (e qui ci sarebbe pure da chiedersi soprattutto nel centro chi sono questi “romani”, ma poi uno viene tacciato di leghismo nei confronti dei connazionali).
    Comunque le varie amministrazioni romane non hanno tanto da ragionare su un’ipotetica scaletta di problemi da affrontare, ci sono solo due grandi categorie: i gravissimi e i marginali.
    Fa rabbia vedere un sindaco perdersi dietro quest’ultimi per poter mostrare degli impegni di facciata.

    ps: ah, antifascista è un termine che si usa ancora molto giusto in due tre quartierucci su tutta Roma.

  4. AleDanno continua a mostrare il peggio di sé, come se ce ne fosse bisogno.
    Un incapace, inetto, fascista (ma questo sarebbe quasi il meno…) che si è ritrovato a fare il Sindaco per l’insipienza (e vorrei dire anche l’arroganza) di chi gli ha candidato contro il Cicoria alle elezioni, altrimenti mai ce l’avrebbe fatta.
    E’ totalmente inutile fare ordinanze senza PRE-disporre un sistema adeguato di controlli e la certezza della pena: contate quante persone su 10 guidano parlando al telefonino, che siano in auto o addirittura in motorino……
    Se la nostra meravigliosa città è sporca in maniera a volte intollerabile, la colpa è solo nostra, di noi Romani. Punto.

  5. uno dei ricordi più belli legati a Roma, come città, è legato a un grande banchetto organizzato per strada.
    La Roma (la squadra di calcio) aveva vinto lo scudetto, dietro casa mia (tra piazza Bologna e Tiburtina) i romani avevano bloccato una strada al traffico, l’avevano riempita di tavoli da giardino, tovaglie di carta e tanto, tanto cibo e vino.
    Tutti potevano sedersi e mangiare.
    “Oggi niente macchine, si festeggia”.
    E mentre ero lì con un bicchiere di vino dei castelli e una salsiccia alla griglia nel piatto, la città si colorava d’oro e di porpora.
    Bambini, anziani, vicini mai visti e passanti, tutti lì a mangiare insieme.
    Certo, ci è voluto uno scudetto, ma non ho mai visto Roma più bella.

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