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Giorgia Cannarella | mer 20 feb 2013 ore 19:38
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Carne di cavallo: fateci smettere di mangiare menzogne
La carne di cavallo veniva prescritta, dai medici voglio dire, ai malati di anemia sino a tutti gli anni Novanta. Perché allora tutta questa baruffa per le tracce di DNA equino nei Ravioli di Brasato Buitoni e nei Tortellini di Carne, piatti pronti che Nestlè, proprietaria del marchio Buitoni, ha ritirato volontariamente dai supermercati italiani? A parte il fatto che spacciare cavalli per manzi è reato.
La parola da mandare a memoria è fenilbutazone. Complicata? Forse, ma la spiegazione non lo è.
“Il fenilbutazone è un farmaco antidolorifico e antinfiammatorio molto utilizzato per i cavalli sportivi e da corsa, la cui carne non deve assolutamente finire nel circuito alimentare”.
Il problema è un sospetto, e si teme molto esteso, giro di macellazione illegale dei cavalli sportivi. Arrivato a fine carriera, all’età di 8-9 anni, il cavallo sportivo non può essere né abbattuto né tantomeno macellato per uso alimentare, lo vieta un legge europea che prevede pene severe per i trasgressori. La causa sono i massicci trattamenti farmacologici che ha subito.
Ma le autorità sanitarie temono che i cavalli vengano spediti nell’Europa dell’Est, in particolare in Romania, per essere macellati illegalmente e rientrare (anche in Italia) sotto forma di carne di manzo, facendosi beffe dell’anagrafe equina e di un sistema di tracciabilità delle carni piuttosto aleatorio e poco strutturato.
Ecco, quando sorridiamo per le tracce di Dna equino nei prodotti Buitoni, che superano di poco l’1%, e ci chiediamo sorpresi perché dovremmo scandalizzarci per la presenza di carni pregiate e costose come quella di cavallo, proviamo a ricordarci di quella parola complicata, feniltabulazone fenilbutazone. Non si tratta di fare gli schizzinosi, ma ci piacerebbe smettere di mangiare menzogne.
[Crediti | Link: Il Fatto Alimentare, Panorama]
Dal film Oscar L’uomo che sussurrava ai cavalli di Robert Redford del 1998
“Un milione di anni prima dell’uomo pascolavano sulle vaste praterie solitarie vivendo di voci che solo loro riuscivano ad ascoltare. Conobbero l’uomo come la preda conosce il cacciatore, perché prima di usare i cavalli per il suo lavoro, l’uomo li uccideva per la carne.
L’alleanza con l’uomo sarebbe stata sempre fragile perché il timore che egli aveva instillato nei loro cuori era troppo profondo per poterlo rimuovere.
Sin da quel primo momento del Neolitico in cui un cavallo venne imbrigliato ci furono alcuni uomini che l’avevano intuito. Essi potevano vedere nell’anima di quelle creature e lenire le ferite che vi trovavano. I segreti bisbigliati dolcemente nelle orecchie turbate: questi uomini erano conosciuti come I SUSSURATORI.”
Sentiamo un gran bisogno di uomini che amino i cavalli (e gli animali) e che
parimenti amino gli uomini e sappiano sussurrare alle loro anime.
Abbiamo avuto però anche molte donne che amavano e sussurravano ai cavalli parole dolci…. Mi ricordo una su tutte… Ilona Staller!
Non credo che in Romania abbiano così tanti cavalli “sportivi” (leggono la Gazzetta?) e così tanti soldi da comprare il fenilbutazone. Ma forse in UK..
ma i cavalli non costano di più che i manzi? non capisco….
“Fateci smettere di mangiare menzogne” è una bella richiesta che andrebbe inoltrata all’unione europea che evidentemente in merito a scandali alimentari non è ancora sazia.
Magari evitiamo il di mangiare queste “schifezze” confezionate tutte uguali…
Il sito EFoodAlert segnala tutti i prodotti ritirati in Europa. E’ una fonte preziosa per segnarsi le marche che fanno queste schifezze e poi …non comprarle più.
http://www.eatpiemonte.com/search/label/Horse%20meat%20scandal
Ok che è complicata sta parola, però sbagliarla proprio nell’articolo che dovrebbe spiegarcela… (quindi: fenilbutazone o feniltabulazone?)
Si sta creando,come accade in questi casi,confusione alimentare e mentale.Si dice “c’è la rete se uno vuole approfondire” ,ma non è semplice come può sembrare e se ne può uscire ancora più confusi.
Tutta la carne di cavallo in commercio nelle macellerie e nei centri commerciali com’è? È buona?È buona quanto quella di manzo?Quanto costa al kilo il cavallo? Ed il cavallino? È vero che contiene percentuali ridicole di grasso rispetto alla bovina?
E che una volta la davano agli anemici perchè ricca di ferro? È vero che in alcuni posti uno dei piatti più richiesti nelle macellerie-bracerie è il carpaccio di cavallo?
E la falda ( o diaframma) ,è vero che uno dei pezzi più buoni per un buongustaio?
Come farebbero i “baresi’ a vivere senza le loro “brasciole de cavadde”?
La ricetta è sempre la stessa: no piatti pronti; comprare solo materie prime, meglio se si è in grado di controllare di persona la provenienza e saltare la filiera. Altra ricetta non c’è.
Anche Burger King ha avuto problemi… ippici…
http://aht.seriouseats.com/archives/2013/02/burger-king-cuts-off-horse-dna-contaminated-beef-supplier.html?ref=title