Nuove aperture

Le cronache del ghiaccio: A Roma apre Otaleg!, la gelateria-acquario di cui tutti parleranno

gelateria, otaleg, frutta, roma

Roma capitale del gelato, su questo non ci piove. E a parte la scheggia impazzita Ermanno di Pomponio, la cui bottega Neve di Latte continua a essere il tempio del gelato in Urbe, il merito è di Claudio Torcè, che dal sua negozio/laboratorio all’Eur in via dell’Aeronautica ha tirato fuori grandi gelati e grandi gelatai.

Maria Agnese Spagnuolo della gelateria Fatamorgana guida la fila, ma i progressi di Francesca Gori di GoriGelato a Montesacro sono quelli di un’allieva ormai non inferiore ai maestri.

Marco Radicioni, otaleg

Bene, da un paio di settimane un altro dei Torcè Boys, Marco Radicioni, ha aperto il suo laboratorio a Roma. Un’apertura col botto. La cosa peggiore è il nome, Otaleg! Che altro non è se non “gelato” al contrario, un calembour che ritroviamo nel gusto Ai No Dec Am e (fortunatamente) da nessun’altra parte. Otaleg! Si definisce “Gelateria Acquario”. Tutto è a vista, non solo il laboratorio, anche i frigoriferi da cui possiamo vedere gli ingredienti.

Macchina, gelato, Caltabriga

Tutto fresco, tutto espresso, nessun trucco e nessun inganno. Macchina per il gelato eroica, da stakanovisti al confine col masochismo: una Cattabriga verticale, tutto meccanico, tutto a mano. La lavorazione verticale permette di minimizzare la presenza di aria nel gelato, che sarà particolarmente compatto. L’olio di gomito è il combustibile che permette di produrre ben sei chili di gelato l’ora, equivalenti a due vaschette. Daje de pala, daje de tajo, daje de punta.

Capitolo ingredienti. Il latte è della fattoria Latte Sano, il cioccolato Valrhona, per la frutta Radicioni si avvale di un abile scout che scandaglia i mercati romani, e arriva con quello che dice lui. L’unico addensante utilizzato è la farina di carrube, il che implica una temperatura minima di pastorizzazione di 85°C che può salire per alcuni gusti.

macchina, gelato, panna

La panna montata con la planetaria, è, diciamolo subito, gratis.

otaleg, gelateria, roma, prezzi

Il resto si fa pagare abbastanza caro, prevedibilmente, vista l’intensità del processo produttivo.

I gusti sono “un massimo di 60”, la disponibilità è variabile anche se i capisaldi (nocciola, pistacchio, crema eccetera) non mancano mai, altri vengono prodotti una e una sola volta. Poiché la produzione è continua, capita il meccanismo tipico delle pizzerie al taglio: clienti che si sporgono chiedendo cosa stia per uscire, ed eventualmente attendono.

coppetta, otaleg, gelateria, roma

Fin qui le parole, di seguito gli assaggi. Parto con il pistacchio per testare gli ingredienti, lo zabaione perché mi ispira, e il cioccolato Tainori 64% perché ci sta bene e perché un cioccolato bisogna sempre provarlo.

Il pistacchio scelto è turco, ha un bell’aspetto con nette sfumature violacee e, anche se non incisivo come il vero Bronte, di cui non è facile approvvigionarsi, ha un sapore deciso. La tessitura è compatta, con una nota tattile arricchita dal pistacchio tritato non così finemente. Il gusto convince.

Lo zabaione è fatto con il Marsala Florio Targa Riserva 1840, di cui viene consumata un’intera bottiglia ogni due vaschette. Assieme alla crema, è il gusto che riposa più a lungo. Se avete in mente lo zabaione del mitico Cucciolone, dimenticatelo: questo è un gusto per adulti, che ha quasi la consistenza di un patè, un’intensità e una persistenza formidabili. Da solo il viaggio, come si dice.

Valido anche il Tainori, ma i gelatieri ci hanno abituato al cioccolato di livello.

Ho anche assaggiato la frutta. Strepitosa l’albicocca senza compromessi, altro gusto “per adulti” che parte da frutti non belli da vedere ma con un sapore fresco e incisivo, polpa e acidità al potere. In questi gusti c’è generalmente poco o pochissimo zucchero, ogni ingrediente è lasciato libero di esprimersi al meglio, di sprigionare la sua personalità.

Fantastico il lampone, sembra davvero di mangiare dei lamponi tenuti qualche ora in freezer. E poi il mango, pakistano non americano, assai polposo. Anche se il vero problema dei mango caraibici è che vengono colti con un mese di anticipo, ve lo dice chi si è nutrito per settimane di sorbetto a base di mango comprati dagli ambulanti per strada.

Infine, un fiordilatte (fatto col mascarpone) senza effetti speciali ma facilmente abbinabile, e un sorbetto al sedano rinfrescante ma troppo zuccherato e troppo poco erbaceo. Mentre leggerete, probabilmente ci sarà anche la liquirizia, uno dei gusti del cuore di Radicioni, che, da bravo allievo di Torcè, punta anche alla creazione di gusti salati.

otaleg, roma, gelateria, ingresso

Siamo solo all’inizio, ma Otaleg! Ha già scavato un posticino nel mio cuore, e certamente lo seguirò da vicino. Il laboratorio è in Via dei Colli Portuensi 594, in una zona che si è rivalutata tantissimo dal punto di vista gastronomico. Non distante da Eataly Roma, per dire.

[Crediti | Link: Claudio Torcé, Fata Morgana, GoriGelato, immagini: Fabio Cagnetti]

Login with Facebook:
Login

 

69 commenti a Le cronache del ghiaccio: A Roma apre Otaleg!, la gelateria-acquario di cui tutti parleranno

  1. Davvero bell’articolo, Fabio.
    Generalmente,il laboratorio non è a vista.Questa novità è apprezzabile.
    La qualità si sente dalle tue parole e si vede.
    Un pò altino il prezzo al kg.
    Ma ame me piace.

    • Oh gesù, e a roma siamo abituati a non pagare la panna, e a roma siamo abituati ai tre gusti, questi qui sono proprio degli insurrezionalisti che fanno due o quattro gusti, eh!

  2. sono sempre più ammaricato da questo apparire a tutti i costi:roma sembra una scatola dalla quale puoi offrire qualunque cosa con qualunque aspettativa e avere successo.a parte che se è un allievo di torcè probabilmente usa questo-http://web.tiscali.it/ilgelatodiclaudiotor/-cioè una base pronta.e poi il pistacchio estero…suvvia…il siciliano è ottimo e ha un rapporto qualità prezzo veramente interessante, non è difficile da trovare e non costa poi così tanto..vorrete pagare cifre così per un turco o siriano???volete veramente pagare 25€/kg per un gelato che vale come gli altri?solo perchè ogni gusto viene pastorizzato a sè?anche se fosse chiedete a uno che lo fa da tre anni quanto costa questo modo di lavorare,e quanto incide sul costo della miscela.in quanto al marsala…se usasse un marsala più economico ne basterebbe meno che una bottiglia ogni due vaschette(ma …cristo…325 gr di marsala sono un sacco di alcool e zucchero in un gelato..ma la bilanciatura quest’uomo la conosce?)ci vuole il giusto prodotto per la ricetta giusta.sono amareggiato da questa apparire che sembra meglio dell’essere

    • Il gelato è buono anzi buonissimo…è leggero e dopo averlo degustato in bocca ti rimane il gusto delle materie prime non del glucosio….è bilanciato in tutte le sue parti senza eccedere nello zucchero…è delicato ma di sostanza….non si risparmia di certo nel mettere ingredienti di base anche i più costosi…..nella stracciatella ci sono dei meravigliosi tocchi di fondente…lo zabaione è spettacolare davvero…e la nocciolina salata…libidinosa….insomma il nostro Marco fa un gran bel prodotto…troppe 25 euro…meglio mangiarlo una volta di meno piuttosto che fare il pieno di zucchero!!!!!io dico 10 e lode!!!

      • dipende dal gusto, i “normali” sono a 25, il Chuao di Amedei arrivava a 80 se ben ricordo. Ma vai a comprare il Chuao di Amedei, il Blue Mountain in grani o il Bas Armagnac 1959 Hine (utilizzato nella crema assieme alle uova di Parisi), vedi quanto costano e fatti due conti.

        • il chuao di amedei costava all’ingrosso 17€/kg di listino(ho un conoscente che vende amedei ho guardato di persona)fino a 3 mesi fa e non credo sia rincarato più di tanto.non tanto comunque quanto un crù valrhona.rimango del parere che sia un furto vendere il gelato di cioccolato a quei prezzi.il costo di materia prima del gelato varia da un minimo(indicativo)del limone a poco più di 1€/kg(anche se usassi lo sfusato di amalfi costerebbe all’incirca così)ai 7€/kg del pistacchio(anche se usassi un bronte purissimo, cosa quasi impossibile). generalmente il prezzo del gelato al kg tiene conto del prezzo medio e si accetta comunemente.far pagare di più per alcuni gusti lo ritengo bruttissimo.

  3. dopo essermi intossicato l’altro giorno per il cioccolato di tony a pza san giovanni di Dio, saluto con felicità questa nuova realtà monteverdina.
    ps. ma dissapore è pieno di monteverdini?

    • si per fortuna! stasera corro a provarlo!
      concordo sul costo, un po’ caro ma va bene per me che non posso mangiarlo quasi mai e allora quando me lo concedo anche se costa di più lo considero un regalo!

      • Gelato eccezionale. Costa un po’ ma è davvero buono buono e ne vale la pena! Altro che Grom…

        Ah segnalo che sempre sui Colli Portuensi, ha appena aperto un’altra gelateria, mi pare si chiami La Mucca Bianca!

  4. Bravo Cagnetti, assaggiato qualche giorno fa e sostanzialmente ci troviamo sul giudizio. Solo qualche perplessità sul retrogusto del Tainori 64%, caramello? tabacco?

    @Babbarrosto Neve di Latte costa ancora 25€/kg. Inizialmente aveva proposto 4-5 gusti speciali al doppio del prezzo ma le ultime volte non li abbiamo più trovati.

  5. Che splendida cosa che è la vita, permette di trovarti di fronte a delle coincidenze che lasciano a bocca aperta. Una gelateria appena aperta e ti entra un blogger di uno dei blog più seguiti in ambito alimentare, una cuccagna per dei gastrofanatici. Anzi più di un blogger, di monteverde, ebbene si @giovanni a monteverde sono molti i gastrofanatici forse perché la condizione economico sociale delle persone che la abitano è un poco più elevata della media, quasi appartenessero alla condizione di gauche caviar. Si ma io ci sono nato a monteverde, pure vecchio, e cavoli la mia famiglia ci abita dal 1933, ma perché sono così acido che ancora ci vivo? Forse perché un blog da me molto apprezzato, sembra e dico sembra, essere scivolato sopra ad una marchetta :-( ragazzi il latte della latte Sano non può essere citato ad esempio, almeno fosse alta qualità ed il Cattabriga mix 7 non è che sia sta meraviglia di modernità e tecnologia, però prepara le miscele singolarmente……. E cacchio se usi Valrhona almeno usa le masse di cacao puro che il Tainori lo fai al 72, al 85 o tutti i numeri percentuali che preferisci visto che non è neanche il più costoso.
    @Nkikkoome
    Mi sa che io una recensione così bella non la otterrò mai, però a te vanno i miei complimenti perché almeno sai leggere quello che viene scritto e giustamente ne trai le conseguenze senza farti indottrinare. Se vuoi sulla medesima fonte vai a leggere la sua definizione di gelato, poi controlla wikipedia e fatti due grasse risate :-)

    Giuseppe Bassanelli

    P.s. Metterei anche il nome del mio locale ma sembrerebbe pubblicità, tanto i blogger lo conoscono

    @ Giovanni guarda che Tony a p.zza San Giovanni di Dio è di Claudio Desideri della pasticceria di via Carini che dai blogger monteverdini è considerato un must, quindi pentiti di ciò che hai scritto:-)))))))))))))))))))

    • Una delle accuse di marchetta meno circostanziate mai lette, su questo fronte ritengo di non dover dimostrare niente a nessuno.

      E comunque.

      Adesso parlano tutti di Otaleg! ma la sua scoperta a pochi giorni dall’apertura è stata una circostanza di quelle che capitano con una certa frequenza se hai un network di appassionati di cibo con cui ti confronti spesso. Per la cronaca abito a più di dieci chilometri da Monteverde, ma frequento abbastanza la zona sia perché ci abitano diversi amici, sia soprattutto perché c’è un’innegabile concentrazione di locali di qualità in più categorie.

      Riguardo gli ingredienti, rileggi il paragrafo e controlla se oltre all’elenco ci sono giudizi di merito. Il latte è, in ogni caso, l’Alta Qualità linea bar, come può verificare chiunque giacché i frigoriferi sono a vista. C’era una foto ma ho preferito non pubblicarla perché quando hai la luce di mezzogiorno su una superficie riflettente anche i miracoli che puoi fare con una reflex digitale entry level e Photoshop hanno i loro limiti.

      (e sì, il tuo locale lo conosco, in ogni caso basta googlare il tuo nome)

      • La mia non vuole essere una critica al diritto di esprimere la propria opinione, ma semplicemente, come fatto notare anche da @Nkikkoome, che ormai sempre più spesso, i “blogger” siano diventati più “realisti” del re. Per cui basta indicare due o tre cliché, che ti aspetti in un locale di qualità che automaticamente quel locale sarà indicato come di qualità. Qualità più percepita che reale, insomma come il cartello di Guzzanti per la mucca pazza…. So bboni tutti a mette ‘n cartello:-)
        @Massimo Bernardi se mi parli di Ermanno Pomponio, Andrea Soban, Giuseppe Scaringella o chi per loro sono il primo ad ascoltarti se invece si tessono lodi automatiche a delle, pur bravissime persone, le quali hanno il merito di essere “allievi”, “sponsorizzati”, “indirizzati” da questo o quello allora ho più difficoltà a seguirti nel ragionamento. Magari dopo dieci anni di attività e tonnellate di gelato ascolterei più volentieri.
        @Fabio Cagnetti sono abituato a firmare, sempre, con nome e cognome, ma se ciò può essere scambiato per bisogno di essere più noto al web nei prossimi post userò uno pseudonimo, tanto voi saprete che sono io dalla email.
        Grazie dell’attenzione

        Arsenio Lupin:-)

        • Su questo c’è un malinteso: personalmente ho una predilezione verso chi si firma con nome e cognome invece di ricorrere a uno pseudonimo.

          Le lodi non sono automatiche, sono andato a provare di mia iniziativa, ho ritenuto il locale sufficientemente interessante da meritare una copertura di questo tipo e la copertura è arrivata. Non si parla di sponsorizzazioni, nepotismi o che, ma negare che la scuola di Claudio Torcè abbia sfornato numerosi gelatai di livello nella Capitale è negare l’evidenza. Qualcuno si ricorda com’era la situazione delle gelaterie romane dieci anni fa?

          • Ti ringrazio per il fatto che possa firmare con il mio nome, sono sempre abituato a metterci la faccia peró non voglio far passare i miei interventi per auto celebrativi.
            Relativamente alla situazione delle gelaterie romane di dieci anni fa ti invito a ricordare quella di trenta anni fa. Una volta non si parlava di km 0, di latte regionale, di frutta stagionale o quanto altro venga utilizzato oggi come criterio di qualità e sai perché? C’era solo quello, nel senso migliore del concetto, non ti arrivava la panna Centrale del latte di Roma prodotta in Emilia, la frutta la compravi al mercato sotto casa e solo quando il buon Dio voleva, le galline erano ruspanti e le uova venivano automaticamente biologiche. C’erano gli artigiani, poi sono arrivati gli imprenditori, hanno drogato il mercato “de monnezza” , hanno propinato colori, additivi e distrutto un mondo. Poi dopo che hanno fatto tabula rasa si sono reinventati e creato paroloni per vendere, alla web generation, “il gelato come una volta”, tanto almeno l’ottanta percento di chi legge una volta non c’era. Sapessi quanto mi manca Armeni a via quattro venti, aveva si e no quattro cinque gusti e lo crema era fatta con le uova….. Sigh adesso quando c’é scritto crema non é obbligatorio che ci siano le uova….magia della mancanza di regole.
            Torcé avrà avuto qualche maestro da seguire?

            Giuseppe Bassanelli

    • Ma Desideri non sta a via Barrili? E poi c’è quell’altro a via Ozanam.
      E in ogni caso, la pasticceria must dei monteverdini non era Cristalli di Zucchero?
      Oddio…mi manca solo di dire “Bonci” e per oggi ho fatto l’enplein degli stereogastrotipi. 8-)

        • In origine era quello di p.zza San Giovanni di Dio, precedentemente sito sulla circonvallazione Gianicolense, poi i locali cambiano proprietà e filosofia, ma almeno vent’anni campano di fama. Tony era fino agli anni ottanta del Papá dell’attuale proprietario di quello ai colli, poi è passato in mano ad un membro di una famosa famiglia di pasticceri toscani per poi dopo 30anni essere ceduta a Claudio Desideri.

      • Si scusa mio refuso, comunque di pasticcerie Desideri credo ce ne siano 5 o 6 nella zona, tra cui una anche a San Paolo ed una a p.zza Fermi, più qualche bar e pizzeria. Sono due fratelli molto laboriosi:-)

        Arsenio Lupin

    • La pasticceria di Claudio è un must anche per me. Una delle poche, tra l’altro, a sfornare pastarelle di dimensioni “consone” che mi riportano all’infanzia quando i mignon nemmeno esistevano e il rito della pastarella domenicale era quasi sacro. I gelati non mi piacevano prima nè ora che ha rilevato Tony: Prova il cioccolato (fondente) poi mi dici: l’altra sera sembrava sciolto con acqua e con una dose decisamente eccessiva di zucchero.

  6. Per non incorrere nel “rischio” della «marchetta» c’è solo un modo : non scrivere.
    Recensire un film,un programma tv,un libro, un ristorante,un bar, una gelateria,tutto è a rischio marchetta.

    Valutare nel “tempo” la serietà, l’onesta,
    la credibilità di chi scrive.

    E,con tutti i limiti che ogni cosa di questo mondo ha, credo nell’onestà di chi ha creato e dirige Dissapore e dei suoi collaboratori.

  7. A proposito di marchette, di tavole romane e dei mannari, a me me viè da ride.
    Tra l’altro, provato due volte, è a un passo da casa dei miei, non l’ho trovato niente di che. Fatamorgana su un’altro piano, imparagonabile, persino Torcè che non mi entusiasma per i suoi troppi alti e bassi, è a un altro livello.
    Domani proverò questo otaleg.

  8. @Fabrizio Giorgi
    Relativamente a quella che tu chiami “marchetta” di Tavole romane, è stato un contest, aperto al pubblico.
    Se infatti leggi la loro recensione ti accorgerai come sia stata scarna di complimenti e come altrettanto critica sia stata la mia risposta. Non cerco pubblicità, altrimenti non sarei così non in linea con quello, che a volte, viene scritto. Otterrei di più se fossi web-style? Forse ma non sarei me stesso.
    La fortuna è che le opinioni come i gusti sono personali.
    Arsenio Lupin:-)

    • Difficile non ricordare i richiami ricorrenti di Tavole Romane alla Sua gelateria, non solamente nel loro sito, prima, durante e dopo il contest. Il pezzo di Tavole Romane è sempre in evidenza nella home page, costantemente, da due anni.
      Non ci sarebbe niente di male, ma al suo posto sarei più cauto prima di additare gli altri come “marchettari”.

      Mi ripropongo di riprovare a breve il pistacchio, devo dire non mi aveva colpito, ho letto però che avete fatto dei cambiamenti. L’ultima mia visita risale alla fine di luglio dell’anno scorso, spero di trovare una persona più reattiva al banco, quella ci servì solo dopo la nostra preghiera, inspiegabilmente. Tra l’altro ero reduce da un brutto infortunio alla spalla e alla scapola, avevo un tutore che immobilizzava il tutto e non potevo rimanere in piedi per più di qualche minuto senza cominciare a sentir dolore.

      • Allora cominciamo dalla fine.
        Spero che si sia ripreso dal suo infortunio e che se vorrà farci visita si faccia riconoscere in maniera tale che possa darle tutte le informazioni che desidera per trasformare in un momento più piacevole il mangiare il mio gelato. Detto ciò, per quello che riguarda il personale essendo delle persone possono avere dei momenti di fatica o difficoltà, così come magari possono avere problemi o paturnie i clienti, non é sempre così semplice il contatto con il pubblico, che, posso assicurare é in molte occasioni estremamente irritante. Comunque mi dispiace se non ha ricevuto un servizio ritenuto sufficiente, perché é un problema, per chi come me, si trova a gestire più dipendenti, anche se costantemente invitati a modi garbati ed efficienti.
        Passiamo ora a Tavole Romane, credo sinceramente che se avessero saputo quanto rompi io sia, mai mi avrebbero inserito nella lista del contest, ricordo aperto al pubblico. Certamente sarebbero sembrati più in linea con tale contest se mi avessero recensito in maniera più benevola, credo 6,5 al gelato di creme e NC a quello di frutta perché non provato, o se avessero aggiornato tale recensione visto che il locale é stato completamente ristrutturato a febbraio 2011, non sono neanche tra gli intoccabili. Quindi mi creda se avessi dovuto pagar dazio l’avrei fatto sicuramente meglio e con maggior sforzo di denari. Forse proprio per che non faccio uso di questi mezzi, non ho il PR, e cerco di curare personalmente la clientela che pago dazio nella web notorietà. E se seguo Dissapore o Tavole Romane é perché reputo onesti i Blog, i blogger e chi commenta, anche se ricevo critiche. Lei immagini che quando una nota rivista del settore si trovava in una via dalle parti di Porta Portese fui selezionato da loro come nuova realtà, furono scattate tante foto dal loro fotografo, preparato un pezzo e mi fu comunicata la data di uscita. Mai si seppe più nulla. “Ipoteticamente” se avessi incontrato un uccellino, questo mi avrebbe detto che qualcuno molto caro al web “avrebbe” aiutato con una “donazione” lo spostamento a data da definire di questo articolo. Forse per far spazio al suo pupillo. Ma come dire sono solo “illazioni” e non creano motivo di querela.

        Giuseppe Bassanelli
        Gelateria i mannari

        P.s
        Stavolta ho firmato con il mio nome perché precedentemente citato nel testo.

  9. ho visto l’intervista del nostro amico mastro gelataio sul sito del gambero rosso, e raccontava che la sua macchina verticale, produce due gusti l’ora ( ci credo perché ho esperienza sul campo), allora mi chiedo come mai farà a produrre 60 gusti di gelato diversi. Facendo un banalissimo calcolo ci vogliono 30 ore.
    Problema per casa : come fará il nostro mastro gelataio?

    • quella macchina produce, stando di braccina corta, 20kili l’ora (lo so perchè le uso da quando ero bimbo). Altro discorso se devi prima preparare i gusti e mantecare vasche solo da 3 kili
      Non penso di dire un eresia affermando che avendo 60 gusti in banco, non tutti vengono esauriti tutti i giorni (ovviamente quelli + particolari)

  10. Grazie per la risposta.

    Fortunatamente la spalla è a posto, il recupero è stato lungo, un’intera estate e una parte di autunno.
    Per esattezza in quella visita eravamo gli unici clienti presenti e la persona che ha tardato a servirci non è stata affatto scortese, per niente, solo poco attenta e poco reattiva.
    Il fastidio, diciamo il dolore, alla spalla sicuramente ha ridotto la mia tolleranza e la pazienza, in quei giorni avevo un’autonomia nella condizione eretta molto limitata, cinque minuti e cominciavo a veder le stelle.

  11. Fabio non ha sicuramente bisogno delle mie difese, ma onor del vero bisogna dire che spesso capita , per vari motivi (e cortocircuiti mediatici), che un locale nuovo, sia sulla bocca di tutti. Otaleg appare anche in un post del Gambero, per dire.
    Così come a Milano in contemporanea tanti parlano del nuovo Artico nel quartiere Isola. Dai su…le marchette si capiscono quando vengono fatte….

    Però non si può mai affermare, secondo me, con sicurezza (se non te lo dice lui…) come un gelatiere lavora. Screditi una persona sulla s-fiducia. Se il tuo maestro preparava basi, mica è detto che anche tu le usi. Così come non è detto che il mio gelato fatto con massa sia migliore del tuo fatto con copertura: l’unica cosa che cambia di sicuro è il costo della materia prima. E qui veniamo al prezzo finale di vendita: se il cliente lo reputa giusto (per servizio, gusto, modo di produzione, ingredienti, locale, location, marketing, e via dicendo) hai ragione tu

    Ps: grazie mille, ma l’essere accostato a Scaringella e Di Pomponio mi pare esagerato

  12. Viene da ridere a noi leggendo queste accuse di marchette…
    Comunque sul legame presunto con I Mannari ha già risposto puntualmente Bassanelli ed evitiamo di tediare oltre i lettori di Dissapore.  Permettici solo di aggiungere che e’ presente frequentemente in home page perché’ va tra i post più letti e quelli di certo non li scegliamo noi.
    Libero di fare tutte le illazioni possibili…per noi resta sempre lo stesso l’intento: essere tra quelli che nel web cercano di dire la propria con onestà e di rendersi utili a pochi o tanti lettori che siano.
    C’è chi ci mette un volto come Cagnetti chi semplicemente un “nome” come noi, ma la sostanza non cambia.

  13. A proposito di Monteverde….. Ma possibile che nessuno parli della Gourmandise a V Cavallotti???
    A due passi da Desideri, ma siamo veramente su mondi diversi.
    Gelato fantastico, materia prima eccellente, gusti anche con connubi particolari.
    Fantastico!

    • E nessuno cita mai l’ottima gelateria davanti alla parrocchia di S.Pancrazio.
      Siamo un quartiere frizzante ma alle periferia dell’Impero, se un qualsiasi Tonelli si può permettere di collocarci extra moenias, ubi sunt leones. 8-)

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
accedi
3. Iscritto a dissapore