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Missing (in Facebook) non vuole dire morto. Vuole dire “sparito.”
ma nooooooooooo !! che notizia del caxxo!! ero affezionato ai suoi commenti, sempre precisi e puntuali! ma quanti anni aveva!? spero almeno sia stato per vecchiaia… RIP
Mi sono più volte chiesto, perchè Dissapore non dedica due parole ad Ermanno.
Tanti lo avevano fatto .E mi aveva sorpreso il fatto che ne avevano afferato
i tratti inconfondibili.
Dissapore non è solo un piacevole passatempo.
È qualcosa di più.
Grazie Ricbrig.
Senza retorica, ricordiamoci l’importanza della gentilezza, anche solo in uno commento.
Troppo spesso la dimentichiamo .
Gentilezza, competenza, garbo, ironia, qualità rare. Tutte insieme, quasi uniche. Ovunque sia Ermanno, gli auguro tanto serenità, di quella serenità che traspariva in tutti i sui commenti, anche quando veniva criticato.
Un caro saluto
Volevo scrivere esattamente le stesse cose. Mi spiace davvero tanto, pur non avendolo mai incontrato. Che il Dio dei gourmet lo abbia in gloria.
Condivido il pensiero di Jade, i commenti di Ermanno erano gentili ed educati, sempre. É una vero dispiacere perdere una persona così colta in materia e garbata nello stesso tempo. Grazie per averlo ricordato con questo post.
Un saluto commosso e una prece (per chi ci crede) .
Forse più che l’etichetta (OBITUARY) molto anglosassone ma poco “concreta”, ai lettori di Dissapore avrebbe fatto piacere avere qualche “dato in più” sulla Persona. Addio. Ci mancherai.
gentile, educato, ma soprattutto preparato, in poche righe ti spiegava le cose lasciandoti intravvedere un universo di conoscenze (e mi incuriosiva sapere esattamente chi fosse).
Ogni suo commento non era mai scontato e arricchiva la discussione e dissapore…mi mancherà
La cosa mi era sfuggita… sono molto dispiaciuto, era un gran Signore!
Sono uno di quelli che aveva beneficiato di una fitta corrispondenza privata con Ermanno (‘Nino’). Oltre ad una sterminata cultura del cibo (ma non e’nessario esagerare le sue qualifiche, non aveva un PhD ma un Master, Ermanno amava essere preciso sui fatti), la cosa che mi colpiva era la sua cultura delle persone: conosceva personalmente la gran parte dei personaggi chiave della ristorazione londinese. Ogni volta che andavo a mangiare in qualche famoso ristorante e gli chiedevo un parere, lui se ne usciva con qualche aneddoto o qualche gustoso retroscena sullo chef. Con lui se n’e’ andato un vero patrimonio di conoscenza.
Un aspetto della sua personalita’che vorrei ricordare era il personalissimo senso dell’umorismo, a meta’ fra anglosassone e italiano, che trovava la sua manifestazione piu’ brillante nelle ‘newsletters’ mensili che mandava ai membri del suo club e ad altri amici.
Era gravemente malato negli ultimi mesi ma non si era mai lamentato -- una sola volta mi aveva accennato ai suoi problemi, e solo dopo che io gli avevo accennato ai miei: venendo da un paese di piagnoni, lo ammiravo ancor di piu’ per questo.