Caffè per moka: Prova d’assaggio

Siamo così abitudinari nell’acquisto del caffè per la moka che la varietà di marche allineate sugli scaffali del supermercato neanche la notiamo. Eppure sono lì, al loro posto, ma noi ci ostiniamo a comprare la solita confortante miscela, abitudinari come al bar.

Attenzione però, sul caffè casalingo abbiamo un potere decisionale che va oltre il macchiato caldo o la tazzina in vetro, e se non vi siete ancora convertiti alle capsule questa Prova d’assaggio fa per voi.

Abbiamo riempito il carrello con 10 dei più noti caffè italiani, scegliendo le linee classiche di ogni azienda. Per essere chiari: sono miscele che si possono confrontare tra loro.

prova d'assaggio caffè

Una volta a casa, acceso il fornello più piccolo del piano cottura, non ci siamo più fermati per un intero pomeriggio. La sentenza è stata ardua ma non anticipiamo troppo: buona lettura, noi nel frattempo proviamo a prendere sonno.

10. KIMBO

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Non è andata bene con Kimbo. Aroma e corpo (da intendersi come contrario di acquoso) si sono rivelati modesti, e pensare che appena bagnate le labbra il sapore acidulo ci aveva ben impressionati.

Temendo di essere stati sbrigativi, abbiamo portato di nuovo la tazzina al naso e sentito per un breve momento il profumo di liquirizia. Ma anche il secondo assaggio si è rivelato avaro di soddisfazioni.

E se vi chiedete cosa vuole dirci l’etichetta di questa miscela classica –70% arabica e 30% robusta– con la dicitura “Dolce e aromatico” (dolce in che senso?), pare che “dolce” sia il termine commerciale spesso usato in contrapposizione ad aspro. Prezzo conveniente, ma questo lo sanno tutti.

Prezzo al chilo: 10,74 euro

VOTO: 5

9. CAFFÈ MAURO

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Le miscele dei caffè che beviamo al bar sono spesso composte da una maggiore percentuale di arabica, per compiacere il gusto a cui siamo abituati, e una minore di robusta; di norma le percentuali sono intorno a 80% e 20%.

Invece, in barba all’ostentazione del 100% arabica, Caffè Mauro si fa rispettare con una miscela per il 70% robusta, in genere considerata di serie B perché meno delicata e aromatica.

Ebbene, questo caffè poco pretenzioso ci è parso accettabile, con un gradevole sentore di frutta secca al palato e il giusto livello di astringenza (quella sensazione di secchezza che si sente sulle gengive). Stiamo ancora parlando di un caffè con poco corpo, ma andiamo meglio.

Prezzo: 10,89 euro

VOTO: 6

8. SPLENDID

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Provate a immaginare il pacchetto di caffè Splendid senza la tazzina disegnata: è o non è una confezione di frutta secca?

Ad ogni modo, ci è parso ben tostato e dal retrogusto piacevolmente acidulo, mancano le note dolci per essere bilanciato. Il sapore è riconoscibile, ci si può anche affezionare. Sempre che, appunto, piaccia la persistente nota acida.

Ma qui ci fermiamo, niente di più. Il difetto è la piattezza, eccessiva per essere una grande caffè.

Prezzo al chilo: 9,96 euro

VOTO: 6.3

7. CAFFÈ MOTTA

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Si distingue per una tostatura marcata. L’intensità dei profumi che ci ha illusi all’apertura del pacchetto un po’ anonimo, si è persa con l’estrazione.

Non si può parlare di ruota aromatica (lo schema a cerchi concentrici usato dai degustatori per distinguere gli aromi), ma il corpo c’è, bisogna dargliene atto. Equilibrato, nel suo essere ruffiano. Impossibile non tenere conto del rapporto qualità-prezzo, davvero notevole.

Prezzo: 7.98 euro al chilo

VOTO: 6.5

6. SEGAFREDO

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La classica miscela domestica Segafredo, composta da arabica e robusta, ci fa entrare nella sfera dei caffè da supermercato degni di nota.

Morbida al naso e decisa in bocca, con una punta acida che spicca sul finale amaro. Un sapore che si potrebbe definire senza fronzoli, ma con un’accezione positiva: il gusto è franco e diretto, con poche sfumature.

Il più economico, almeno tra i marchi celebri.

Prezzo al chilo: 7,18 euro

VOTO: 7

5. PELLINI

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La cara vecchia latta di caffè sprigiona profumi tanto intensi da portare le nostre aspettative alle stelle.

Non sarà la tazzina dei sogni, ma rilascia forti sentori di cioccolato fondente che in bocca si vanno ammorbidendo; un buon equilibrio per questa 100% arabica. Peccato sia poco persistente.

Insomma ci siamo illusi. Intendiamoci, è stato bello e intenso. Ma breve.

Prezzo al chilo: 15.96 euro

VOTO: 7.2

4. VERGNANO

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Per qualsiasi nota gustativa sull’assaggio vedere alla posizione precedente.

Ma nel caso di Vergano, probabilmente uno dei marchi più diffusi tra i banconi dei bar italiani, tutto viene intensificato; il richiamo si sposta sul cioccolato fondente, fino quasi a ricordare la fava di cacao, ben stemperato da una chiara nota acida.

Il gusto riempie la bocca e permane a lungo, proprio come vorrebbe chiunque non beva il caffè solo per darsi una svegliata. Saliamo decisamente di prezzo.

Prezzo al chilo: 15.96

VOTO: 7.5

3. ALCE NERO

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Il caffè del commercio equo e solidale meriterebbe un punto in più solo per il fatto di essere reperibile tra gli scaffali di un normale supermercato. Cerchiamo di precisare fornendovi un dato: tra quindici alternative presenti al Bennet, dove abbiamo fatto la spesa per la Prova d’assaggio, questo era l’unico caffè con la certificazione Fairtrade.

Ciò detto, la miscela per moka di Alce Nero è una 100% arabica proveniente dall’America Centrale, biologica. La tostatura è molto sensibile, ma non offusca un piacevole sentore floreale. Limpida l’acidità finale con un retrogusto dolce, da biscotto al miele.

Non molto corposo e come prevedibile manco economico.

Prezzo al chilo: 19,6 euro

VOTO: 8

2. ILLY

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Il cilindro di latta Illy riesce a farsi notare nei negozi di specialità dei centri storici cittadini, figuriamoci se non fa la differenza al supermercato. Anche per il prezzo, tuttavia, una spanna sopra gli altri.

Tornando al gusto, seppure nella versione per la moka –non di certo la più raffinata– Illy si esprime in una complessità di aromi sorprendente: una miscela di nove varietà di arabica.

Avvertiamo note di frutta secca, identificabili con la noce, una speziatura simile al cumino e, per finire, pepe verde. L’amaro riempie la bocca prima della sferzata di acidità finale; un bel gioco di equilibri.

Prezzo al chilo: 21,65 euro

VOTO: 8.5

1. LAVAZZA

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Tutto è classico e familiare, specie il pacchetto dorato che si nota sette scaffali più in là. Non paradisiaco come lo spot vorrebbe farci credere, ma di sicuro il meglio reperibile al supermercato se consideriamo il prezzo.

Lievemente speziato, tostato e molto rotondo, con una lieve punta di acidità: la miscela qualità Oro ha il sapore pieno che ci piacerebbe ottenere dall’estrazione casalinga con la moka, senza spendere un capitale e senza spremere le papille gustative per sentire qualcosa che non sia amaro e basta.

Una miscela 100% arabica equilibratissima.

Prezzo al chilo: 16 euro

VOTO: 9

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

commenti (28)

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  1. Si chiama Segafredo, con la “R”.
    Avete scritto Segafedo sia nell’articolo e sia sul pezzo di carta nella prima foto.

  2. Ma i contadini del terzo mondo che raccolgono il caffè in modo equo e solidale per Alce Nero, per costare il doppio ricevono il doppio di stipendio rispetto a quelli che raccolgono il caffè per Segafredo e Pellini? Ci confermate? 😀

    1. Tranquillo, ricevono più del doppio.
      Evita battute che non fanno ridere nessuno.

    2. Non ho ancora provato il caffè Alce Nero, però i loro prodotti provati finora si sono rivelati tutti eccellenti, valevano ogni centesimo speso.

    3. Esimio dott.ing. LuBe, sono sicuro che ha dei link dove si possono riscontrare dati numerici chiari e precisi a sostegno della sua frase.
      Sarebbe così cortese da mostrarceli?

  3. E’ apprezzabile l’intento di stabilire una graduatoria tra queste marche.
    Temo però che siano in tanti a non accettare questa classifica del gusto.
    Personalmente ho assaggiato quasi tutte queste marche e mi limito a sottolineare di essere davvero sorpreso delle risultanze suddette.
    Se fosse dipeso da me avrei quasi capovolto l’ordine proposto.
    Mi piace il caffè, tuttavia non sono un esperto e mi rimetto al lavoro svolto dai competenti.

  4. Come si fanno a paragonare caffe di miscele diverse? Boh.
    Che riferimenti si prendono per dire che uno è meglio dell’ altro? Consiglio la prossima volta di fare la prova pallottoliere con abbinamento casuale della recensione.

    1. Alce Nero ?
      No grazie.
      Mi pare che Alce nero etichetti di tutto, senza nulla produrre: dalla pasta , ai derivati del pomodoro, fino allo scatolame vario oltre caffè ed altro.
      A prezzi, molto spesso, proibitivi a parità di qualità medio-alta.

    1. confermo.
      la linea origini della segafredo è a mio parere tra il meglio reperibile fuori da una torrefazione.

  5. Bell’articolo…mi sarebbe solo piaciuto vedere anche Paulista fra i concorrenti… secondo il mio gusto, uno fra i più azzeccati per la moka…

  6. non è proprio da Supermercato ma per me il caffè Giovannacci ha una marcia in piu’…nelle eccellenze equosolidali, ma sul serio, Tatawelo…

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