Confetture chic: Prova d’assaggio

Intere mezzorate spese a confrontare succhi d’arancia, cartoni di latte e pacchi di fette biscottate in 3×2. Anche l’incontentabile lettore di Dissapore, a volte, soffre del complesso di sintomi che obbliga alla ricerca del prezzo più basso tra le corsie del supermercato.

Per contro, esistono le zone franche. Non è questione di voler spendere più degli altri, ma è come se per certi alimenti la calcolatrice mentale, perennemente in funzione, si spegnesse all’improvviso.

A qualcuno succede con le tisane chic. Ma chic possono essere anche le confetture, specie se vogliono chiamarsi composte (percentuale di frutta impiegata superiore all’ottanta per cento).

Oggi la tendenza le vuole più avare di zucchero che in passato, focalizzate sull’ingrediente primario, il più possibile integro e auspicabilmente bio. Patinate e ruvide allo stesso tempo, si presentano nella confezione fighetta ma con la scorza del frutto che occhieggia dal barattolo trasparente.

Tra i gusti ricorrenti negli scaffali dei vari Eataly, NaturaSì, Esselunga e Peck, spicca il mirtillo, che un copione ormai consolidato preferisce selvatico.

Ecco allora una nuova Prova d’assaggio di Dissapore dedicata alle confetture chic (o meglio, composte), a cui partecipano le marche più diffuse nella vendita al dettaglio di qualità.

Contendenti:

Agrimontana
Achillea
Alce Nero
Baule Volante
Cascina Rosa

5. Achillea

Confettura extra di mirtillo

A vederla così sembra un Fruttino (cioè confettura avvolta in un piccolo parallelepipedo di plastica trasparente, la merenda preferita da molti bambini degli anni ’60). Stessa consistenza solida, a tratti grumosa, ma in questo caso siamo nella sfera del biologico.

La confettura Achillea è in confezione da 310 grammi, piuttosto generosa per alimenti di questo genere.

L’intensità del profumo si spegne via via in un sapore che non esalta; leggermente spento anche il colore: insiste più sul rosa scuro che sul violaceo. Non è neanche tra le meno caloriche della sua categoria, con 50,1 grammi di zucchero e 223 calorie ogni 100 grammi. Buona la percentuale di frutta impiegata, il 100%.

INGREDIENTI: purea di mirtilli selvatici di bosco bio, zucchero di canna bio.

PREZZO: 5,98 euro al vasetto, 19,29 euro al chilo.

VOTO: 6.5

Alce Nero

Confettura extra di mirtillo

Giochiamo a “scopri le differenze” tra la composta Achillea e la cugina (per appartenenza biologica) Alce Nero.

La versione del mastodonte bolognese è simile per densità, seppur lievemente meno compatta. Anche meno granulosa e in definitiva, complice un bel colore vivace, più accattivante della precedente. Più “piaciona”.

Del resto, la confettura Alce Nero, nel suo riconoscibilissimo barattolo da 270 grammi, è obbligata a piacere: la trovate ovunque, nei normali ipermercati come nei negozi specializzati.

Nel confronto con Achillea tutti i numeri, anche se di poco, sono a favore di Alce Nero: l’apporto calorico limitato a 192 calorie; la percentuale di zuccheri ferma al 44% e quella lievemente maggiore di mirtilli (102 grammi su 100). L’impiego di zucchero d’uva fa il resto nell’assegnare ad Alce Nero una posizione in più.

INGREDIENTI: mirtilli, zucchero d’uva.

PREZZO: 5,80 al vasetto, 21,48 euro al chilo.

VOTO: 7

Baule Volante

Frutta spalmabile

Non vi sorprendente se inseriamo in terza posizione una vera “marmellata”. Tra virgolette, ovviamente, perché per la legge italiana è marmellata solo quella ottenuta da agrumi.

Si dà il caso che Baule Volante, altro generalista del biologico (produce di tutto, dalla farina di kamut alla cicoria solubile) faccia questa “frutta spalmabile” gelatinosa, pur con qualche mirtillo intero qui e là.

 

Sapore non troppo intenso, siamo a 70 grammi di mirtilli impiegati su 100 di prodotto, ma semplice e gustoso, dalla facile palatabilità, come dicono quelli che ne sanno. Si percepisce nitidamente la purea di mele impiegata nel vasetto da 280 grammi per stemperare il mirtillo nero in maniera gentile, senza sovrastarlo.

Calorie e zuccheri ridotti rispettivamente a 146 per cento grammi e 30,6 grammi. Da mangiare a cucchiaiate sul pane, come si faceva una volta.

INGREDIENTI: mirtilli neri bio, sciroppo d’agave bio (32 grammi su 100), purea di mele bio (31 grammi su 100), gelificante: pectina di agrumi bio. tutto bio. calorie: 146

PREZZO: 4,25 euro al vasetto, 15,18 euro al chilo.

VOTO: 8

Cascina rosa

Composta di mirtilli selvatici

Il colore più seducente tra i diversi contendenti: un viola melanzana lucido che nel piatto pare una pennellata di colore a olio.

Si tratta della composta di mirtilli selvatici Cascina Rosa, azienda agricola che abbiamo già incontrato tra i prodotti migliori in vendita da Natura Sì. Abbinare questa densa salsa a base di mosto d’uva piemontese con un formaggio invecchiato che amate è un piacere da concedersi, prima o poi.

La concentrazione di mirtilli selvatici, totalmente integri, è abbastanza impressionante: 150 grammi per ogni etto di prodotto, il massimo per questa Prova d’assaggio. Di conseguenza la complessità del sapore è in grado di soddisfare, come si dice, i palati più esigenti. Il formato, pure quello, sembra invitare all’accostamento gastronomico; solo 200 grammi di vasetto.

Quanto alle calorie, supponiamo siano poche data la ricetta. Si sono dimenticati di scriverle però, ahi-ahi.

INGREDIENTI: mirtilli selvatici di montagna bio, sciroppo di riso bio (10%).

PREZZO: 4,98 euro al vasetto, 24,9 euro al chilo.

VOTO: 8.5

1. Agrimontana

Confettura extra – Mirtilli selvatici

L’idea di dolcificare la confettura con sciroppo d’agave e di riso bio fa risaltare il sapore dei mirtilli. Bravi tutti: in questa prova d’assaggio nessuno ha deluso le aspettative.

E tuttavia, il sapore più convincente appartiene a una ricetta che prevede soltanto mirtilli e zucchero di canna, con aggiunta di limone a stemperare l’eccesso di dolcezza. La profumata ricetta Agrimontana, le cui confetture vengono spesso impiegate nelle pasticcerie di livello per farcire i croissant.

Il formato è da 350 grammi e costa caro.

Sessanta grammi di zuccheri su 100 non sono pochi (non sono poche neanche 260 calorie all’etto), ma il sapore è proprio buono. E vi piacerà la densità di questa confettura, bella anche da vedersi, con i mirtilli quasi interi nel proprio liquido.

L’unico prodotto non certificato bio di questa Prova d’assaggio, manco a farlo apposta.

INGREDIENTI: mirtilli selvatici, zucchero di canna, succo di limone.

PREZZO: 7,90 euro al vasetto, 22,57 euro al chilo.

VOTO: 9

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

29 maggio 2017

commenti (15)

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  1. Sicuramente ottime (Provate tutte) ma anni luce indietro a quella che posso trovare al mercatino dei contadini a Parma di una piccola azienda agricola dell’appennino Parmense (Querzola)

    https://tinyurl.com/querzola

  2. Forse perchè la marmellata si fa con frutta e zucchero, e tutte le storie sullo sciroppo d’agave, di riso, gli zuccheri non aggiunti, etc, sono cavolate.
    Da sempre compro “marmellate” vere, con zucchero e frutta (in buona percentuale), e lascio sullo scaffale tutte quelle pseudo-marmellate che fingono di avere meno zucchero, ma in realtà ce l’hanno lo stesso, solo che ha un sapore diverso (agave, riso, mela concentrata, chiamatelo un po’ come vi pare, sempre lì si arriva.

    Basta mangiarne meno e il risultato è raggiunto comunque. Nessuno credo sia mai morto per un cucchiaino di marmellata spalmata sul pane la mattina a colazione (p.s. pane fatto bene, non quello industriale con conservanti e varie altre).

    1. Alcune marmellate “vere” possono anche non aver zucchero.
      Penso che la differenza la faccia la materia prima : mirtilli. Se sono naturali davvero e maturi al punto giusto lo zucchero lo puoi anche usare per altri dolci ma non per le confetture (non in tutti i cssi ovviamente). Io noto differenza dove si usa zucchero o altri composti. Queste che ho indicato sopra a me piacciono molto e sono andato a vedere dove raccolgono i mirtilli. Non di certo per l’alga o il riso 😉

    2. Marco, la marmellata (o confettura) di solito si fa con 50/50 (zucchero e frutta), con frutta buona, come diceva la nonna. Poi se la frutta è molto dolce e matura si può diminuire lo zucchero, ma sotto una certa soglia può essere buonissima ma…NON è marmellata! è composta, è mousse, è quello che vuoi, ma il tenore di zuccheri per chiamarla marmellata, e per averne la consistenza, durata, caratteristiche, è diverso.
      Poi uno può preferire la composta. o mangiarsi i mirtilli da soli. Ma è un discorso di gusti, non di “migliore marmellata”.
      Peraltro nell’articolo si confrontano confetture e composte, che – a mio avviso – non sono comparabili, perchè è come comparare, non so, il pane e la focaccia- Simili ma molto diversi

  3. Buonissima l’agrimontana, forse un po’ eccessivo il prezzo, personalmente mi rifornisco di confetture oltre confine , andando spesso in Germania. Esiste una piccola azienda che realizza prodotti strepitosi con prezzi “normali” tipo 10/11 €uro al chilo e con contenuto di zuccheri di 52/55 grammi.
    La prova mi suggerisce un pensiero malevolo, magari la materia prima biologica in partenza potrebbe essere più buona, ma se parliamo di prodotti finiti, bisogna anche essere capaci di produrli buoni….

  4. Mi spiegate come fa ALCE NERO a 21,48/kg ad essere meno cara di ACHILLEA a 19,29/kg
    Se il confronto sul prezzo del vasetto, non vado avanti a leggere il “dotto confronto”.

  5. Perdono, ci sono due punti che mi sono rimasti oscuri.

    1. In Cascina Rosa c’è del mosto d’uva o no?
    2. Alce nero costa meno o di più di Achillea?

    Mi sembra che nel testo ci siano informazioni contrastanti.

  6. Ehm…prima scrivete che Achillea costa 19,29 €/kg e Alce Nero 21,48 €/kg e poi nel commentare il prodotto Alce Nero dite che ha un prezzo inferiore rispetto ad Achillea.

    C’è qualquadra che non cosa…

  7. Provate fruttopuro di achillea ! è solo frutta messa in barattolo cotta a basse temperature, 0 zuccheri o pseudo zuccheri.
    Costa di più ma quando posso prendo solo questa online, neanche più rigoni che, come queste, a zuccheri vari..

  8. GENTILISSIMA Chiara Cavalleris,

    Perchè non è possibile fare motivate considerazioni su ALCE NERO ?

    Ragioni di opportunità o di merito ?

    1. Ciao Rosgalus, diciamo che è scorretto denigrare un’azienda lasciando a noi (Dissapore) l’onere di una causa legale

  9. Dr. Bernardi La ringrazio per la Sua precisazione.

    Tuttavia, non penso di avere mai denigrato questa Azienda: me ne guarderei bene non avendone titolo alcuno e men che meno qualsiasi interesse.

    Ritengo, invece, che qualsiasi consumatore possa esprimere liberamente i propri giudizi sia sulla qualità percepita dall’utilizzo dei prodotti sia sui prezzi praticati dalle Aziende.

    Attenendomi a questi principi, reputo censurabile l’operato dell’articolista che ha dato giudizi di valore errati su quelle che erano le mie effetive intenzioni nel valutare i prodotti in parola.

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