Ora, ditemi voi se questo è uno spazio degno del gelato Grom

Alla fine eccolo lì, lo “spazio gourmet”, l’angolo esclusivo destinato al gelato griffato Grom all’interno della grande distribuzione: un mestissimo mobile-frigo verticale, di dimensioni ridotte e pure dotato di mortificanti rotelle, a guisa di carretto, per essere trasportato di volta in volta là dove ritenuto più opportuno.

Così, senza neanche il privilegio di una sede fissa e individuabile, anzi, con l’ulteriore onta di un tristissimo cartello –scritto rigorosamente a mano, come quelli delle patate al mercato– dove con il pennarello si indica a caratteri cubitali il prezzo del gelato fino a poco tempo fa più blasonato del Paese, simbolo indiscusso di bontà e genuinità.

Quello mostrato dalla pagina Facebook del sito Eat Piemonte sarebbe  infatti proprio  il “fine posizionamento” dedicato al nuovo gelato Grom in barattolo nei supermercati Carrefour.

Questa la promozione minuziosamente studiata per lanciare quel gelato partito quasi quindici anni fa come “fatto come una volta”, ovvero artigianale, unico, e ora approdato in un anonimo e ben poco elegante spazio nel supermercato sotto casa.

gelati confezionati grom carrefour

Non possiamo sapere se fosse proprio questo che intendeva Guido Martinetti quando affermava orgoglioso che “Grom potrebbe arrivare anche all’estero, nei principali store dedicati al food tipo Harrods o le Galerie Lafayette, contesti gastronomici straordinari”.

Resta il fatto che passare in un paio d’anni dalle eleganti gelaterie con marchio proprio nelle principali città italiane e straniere, con arredi à la page e comunicazione raffinata, a un più anonimo posizionamento in banco-frigo, tra panna da cucina e cereali per la colazione, non sembra indice di una strategia di marketing particolarmente centrata su esclusività e ricercatezza.

Certo, sicuramente il livello qualitativo dei gelati Grom non sarà  compromesso da un posizionamento infelice in poco eleganti “angoli gourmet” a rotelle all’interno dei supermercati Carrefour, ma certamente  l’immagine proiettata all’esterno non si può certo dire che rimandi a un prodotto esclusivo, nonostante l’elegante barattolo trasparente o il packaging accattivante.

Sic transit gloria mundi.

[Crediti | Link e immagini: EatPiemonte, Andrea Bragato]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

13 giugno 2017

commenti (45)

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  1. Tutto questo inginocchiarsi di fronte al gelato “più blasonato del Paese, simbolo indiscusso di genuinità” mi fa ridere, essendo il nostro paese strapieno di grandiose gelaterie veramente artigianali.

    1. Beato te Ciro, dalle mie parti proprio “strapieno”di gelaterie artigianali “grandiose”non e’ …
      Qualcosa comunque si trova, cosi’ come si trovano dei gelati nella GDO che non sono malaccio.
      Penso alla linea Gelato madre, ad esempio .
      O ad Haagen-Dazs (O Dasz, boh, faccio sempre confusione con questo nome ostrogoto !)

    2. Bah, dire che Haagen-Dazs sia un gelato buono e di qualità la vedo un’affermazione a dir poco azzardata. Sono tutti bravi a farcire un gelato di dolci, zucchero, cioccolato ed altri prodotti ipercalorici, senza un minimo di ritegno in quanto a gusto originale e genuinità.. Haagen-Dazs non è un gelato, ma un tipico prodotto dell’industria dolciaria del nord europa, che fortunatamente agli italiani – portatori di “un’altra” cultura alimentare – non piace gran che.

  2. E’ UNO SCANDALO CHE VENGA TRATTATO COSI’ UN PRODOTTO ARTIGIANALE ITALIANO DI QUALITA INDISCUSSA, RIDOTTO AD UNO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE. FATE BENE A METTERE IN EVIDENZA QUESTE COSE, GRAZIE DISSAPORE!!

    1. Ti si è bloccato il caps lock, controlla…
      Sull’artigianale lasciamo perdere.

    2. Scusa Carlotta ma a quale prodotto artigianalke di qualita’ ti riferisci ?
      Di che marca e’ il frigo ?;)

    3. E’ un accordo di marketing con Grom, non vedo lo scandalo. La GDO fa il suo mestiere.

  3. Ma stiamo parlando di quel Grom? Proprio quello che spacciava il suo gelato per artigianale quando non lo era? E dove dovrebbe stare scusate un gelato prodotto a livello industriale se non in un frigo al supermercato?

  4. Mi sembra di notare delle rotelline sotto al frigo. Chissà forse ci sono più espositori all’interno del punto vendita. Se così nn fosse effettivamente sarebbe un po’ triste ,

  5. Totale “ignoranza ” espositiva del punto vendita in oggetto. Dilettanti allo sbaraglio…

    1. Per non parlare poi dell’ignoranza di quelli che lo considerano prodotto artigianale.

    2. Ne sei proprio sicuro, gentile omonimo?
      Proprio tu dovresti saperlo meglio di ogni comune mortale: il posizionamento nel punto vendita dipende _anche_ dalle scelte (=esborso) del marchio.
      Testa o metà corsia, altezza occhi o altezza watussi, ecc…

    3. Aldilà di quello che paga l’azienda, la catena il prodotto lo deve vendere. E il posizionamento di un prodotto da 7€ non è quello . Per quanto riguarda l’artigianalitá del prodotto, mi scappa da ridere, non conosco gli ingredienti dei mastellini Grom, ma quelli di Gelato Madre si, e posso garantire che la maggior parte di gelaterie “artigianali” che conosco né utilizzano molti di più e fanno un gelato decisamente peggiore….

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