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Sicilia sprecona: nessuno batte l’Isola quando si tratta di bere e mangiare

Raffaele lombardo, sicilia, default, crisi, fallimento

Premessa: ne parliamo con leggerezza per non metterci a piangere. E anche perché di tutte le sprecopoli questa siciliana è di gran lunga la più stravagante. Ce n’eravamo accorti tutti qualche giorno fa quando il governatore Lombardo aveva assunto alla Regione un detenuto, tal Eugenio Trafficante (la realtà supera sempre la fantasia).

E cosa dire di Zelkova, una pianta così rara che per essere studiata richiede un consulente regionale ad hoc, retribuito con 150.000 euro. Ed ecco inventata una nuova figura professionale: il personal training vegetale.

Ma nessuno batte la Sicilia quando si tratta di bere e mangiare. Tra il 2010 e il 2011 l’erario ha offerto oltre 400 tra aperitivi e rinfreschi più cene e colazioni. Praticamente ogni giorno, a palazzo dei Normanni c’è stata una tavola imbandita:

“6000 euro per fare pasteggiare i membri dell’assemblea dei veterinari, 5000 euro per il buffet dei chirurghi articolari, 5900 euro per un cocktail rinforzato in onore del concorso mondiale enologico (che però s’è svolto a Bruxelles), in tutto, si sono mangiati 363.000 euro”.

Peraltro smaltiti con 11 milioni di euro destinati dalla Regione all’attività sportiva, compreso wushu kung fu, il kumite e il twirling, una specie di ginnastica ritmica.
[Il Messaggero]

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8 commenti a Sicilia sprecona: nessuno batte l’Isola quando si tratta di bere e mangiare

  1. Non si può che concordare sull’allegro impiego di denaro pubblico.
    Però i 363.000 euro indicati divisi per 400 eventi fanno di media circa 900 euro ad evento (ergo se ci sono stati quelli da 5-6000 ce ne saranno stati diversi da 100-200).
    Non che questo sposti il punto della questione che è un altro. I fornitori della “real Regione” da domani dovranno trovarsi un altro cliente.
    Non ci dimentichiamo che ogni euro NON speso dallo Stato è un euro NON guadagnato da chi allo Stato forniva merci e servizi. Nel caso specifico rinfreschi, ma vale anche per beni e funzioni piu’ essenziali. E, in ogni caso, quei fornitori che hanno perso il cliente, forse dovranno uscire dal mercato.

  2. La cosa che fa più incazzare è sentire il presidente siciliano difendere coi denti l’autonomia dell’isola. Che autonomia è se i soldi che butti a mare sono quelli che ti passa lo stato centrale e l’Unione Europea? I siciliani che vanno in giro coi forconi per il prezzo del carburante quando andranno a votare li manderanno a casa o siccome un cugino di terzo grado vuole essere assunto in un qualche comune sprecone, li riconfermeranno? Che schifo…

  3. Mi sembra un gatto che si morde la coda… se ogni euro NON speso dallo Stato vuol dire un euro NON guadagnato da chi ecc.ecc,allora è lo stesso discorso per la riduzione degli statali, province ed enti vari. Quei lavoratori dove vanno a sbarcare il lunario??

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