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Come va Eataly Roma? 80 nuove assunzioni sono una risposta convincente

“Come sta andando Eataly Roma? C’è gente, spende, i prezzi non sono eccessivi? E comunque, se Oscar Farinetti pensa che i romani si mettano in fila per fare la spesa da Eataly si sbaglia di grosso”. Curiosità, congetture, ipotesi e, a detta di tutti, una cospicua invasione di questa arcadia del cibo, esempio di contaminazione tra “open market” e megastore aperta il 24 giugno all’ex Air Teminal della stazione Ostiense.

E dunque, come sta andando?

Una risposta è arrivata venerdì scorso con l’inserto “Lavoro” del Corriere della Sera. Che in prima pagina faceva vedere questo annuncio:

“Eataly, quasi 80 persone per la gastronomia. L’agenzia per il lavoro … seleziona per Eataly a Roma Ostiense: camerieri da sala, cuochi, cassieri, baristi, adetti alla salumeria e alla pescheria, panificatori, un magazziniere di Gdo, e alcuni scaffalisti. Indispensabile una seppur breve esperienza e la disponibilità a lavorare 24/30 ore alla settimana, anche nei festivi”.

Argomento più convincente di 80 nuove assunzioni Farinetti non poteva usare.
[Corriere]

Prisca Sacchetti

commenti (86)

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    1. Adecco è un’agenzia di selezione del personale. Che poi le aziende gli girino solo selezioni per contratti di lavoro iterinale/cococo/coccodè non è colpa loro.

  1. Sono molto stupito dall’incredibile notizia che un supermercato assuma commessi, magazziniere e cassieri. Sarebbe bello sapere, entro un anno o due, quante botteghe, bancarelle e negozi saranno chiusi grazie ad Eataly e quante persone libere e con la propria attività saranno diventati precari della grande distribuzione.

    1. E invece di sapere quanti ragazzi disoccupati avranno un lavoro non ti interessa? Ma dove vuole andare un paese in cui si ragiona così..

    2. Certo che mi interessa, quello che dico è che non sono lavori in più, ma lavori diversi e con tutta probabilità di qualità inferiore e che la diversità di offerta è un valore che andrebbe tutelato e che la grande distribuzione distrugge, guarda cosa è successo alle librerie indipendenti.

    3. notevole il tuo contributo alla discussione. Comunque sì molto probabilmente è meglio farsi assumere dal verduriere con la prospettiva di imparare un mestiere e aprire prima o poi una propria attività, che lavorare nel reparto verdure di un supermercato, per quanto figo.

    4. forse per te è meglio lavorare a bottega dove se ti va bene ti fanno un part time farlocco, e se va come è la norma è tutto in nero, senza contributi.

      io penso che sia meglio un’organizzazione seria, con i dipendenti in regola, dove si può imparare a fare veramente un mestiere in maniera professionale.

      per me,cittadino, crea più ricchezza e prosperità una organizzazione come Eataly che non mille bottegucce dove per la gran parte ci si arrabatta e si vive con una prospettiva non più lunga del mese.

    5. Quarda che a torino dicevano la stessa cosa, non solo hanno chiuso ma sono stati aperti nuovi locali ed i vecchi hanno migliorato la loro offerta

    6. ” non solo NON hanno chiuso”
      Non è la mia giornata……

  2. Non è minimamente detto né che non siano in più, né che siano di qualità inferiore. A naso saranno posti di lavoro in più e di qualità superiore. La ricchezza ovunque nel mondo si crea con le economie di scala, con le grandi iniziative imprenditoriali, con il grande retail, con gli investimenti in marketing e comunicazione, non con la botteguccia di quartiere (sotto padrone, magari in nero). Il fetish per il “piccolo è bello” è una idiosincrasia dell’Italia, non a caso un paese sempre più distaccato dal resto dell’occidente in tutte le classifiche di reddito, occupazione e ricchezza.

    1. Teorie in totale contrasto con qualunque principio di economia di mercato. La concentrazione della ricchezza è alla base del capitalismo. Una grande azienda assume, investe, guadagna, reinveste. Il consumatore gode di prezzi più bassi, il rivenditore di maggior profitti, il lavoratore di migliori condizioni. E via così in un circolo virtuoso. Non mi stupisce che questi principi siano ritenuti l’abcd dello sviluppo dei paesi più prosperi al mondo e vengano invece visti come fumo negli occhi in repubblichette mediterranee sull’orlo del collasso.

    2. La base delle economie di mercato è la libertà di impresa, non la concentrazione di capitale, infatti le economie capitalistiche sane hanno rigide norme antiturst. Il capitale deve allocarsi verso le iniziative migliori, non concentrarsi in poche mani dove diventa strumento di corruzione e non è usato efficientemente. I diritti dei lavoratori storicamente non sono certo migliorati grazie alla concentrazione di capitale, che infatti vuole libertà di emigrare verso paesi a bassi controlli ambientali e scarse garanzie sociali e salariali. un esempio sotto gli occhi di tutti del potere devastante delle grandi concentrazioni di capitale è quello che sta succedendo all’Europa in seguito alla dissennata concentrazione del sistema bancario che si è agevolata negli ultimi 15 anni in nome dell’efficienza

    3. “A naso”. Davanti a tanta certezza non posso che sperare lei sia almeno sommelier…

  3. Ma solo io ho notato che le assssunzioni sono limitate a 24/30 ore settimanali??

    Quindi assunzioni part-time con relativo stipendio ridotto … se tutto va bene si porteranno a casa tra 600 e 800 euro al mese … e, ancora una volta, con queste propettive, quali programmi potranno avere i giovani (e non) neoassunti??

    Pure Farinetti mi sembra di capire, non offre opportunitàa largo respiro :( tristezza!

    1. e i gelati in meno di 18 minuti…

      a parte tutto. dai, di sti tempi un lavoro da 800 euro e 24 ore a settimana, per tantissimi ragazzi è comunque qualcosa. ben venga. perché polemizzare?
      ci andrei io la sera se mi prendessero, ma mi sa che son vecchia.

    2. jade, non so se il tuo commento era rivolto a me, comunque charisco il mio pensiero …
      Certo che non si sputa su 800 eurini, però con un orario ridotto, che certamente sarà a “rotazione” nell’arco della settimana, e che quindi non permetterà di arrotondare con un altro lavoro mi dici che progetti può fare un giovane con 600/800 euro al mese? Può progettare un futuro, dei figli, un affitto? Scusa se mi scaldo un tantino ma parlo perchè ho un’esperienza diretta con mia figlia che si trova proprio in queste condizioni e che si deve ritenere pure fortunata ( … di ‘sti tempi) ad avercelo un lavoro da 7/8000 euro all’anno!

    3. Oddio. Meglio disoccupati ?
      Senza contare che uno inizia a entrare nel mondo del lavoro e matura esperienza
      Il lavoro part-time permette di continuare a studiare, di fare corsi di aggiornamento e di vivere in coppia.
      Meglio due part-time da 800 al mese o uno solo che lavora a tempo pieno per 1200 ?

    4. Credo che l’offerta sia rivolta ai giovani con (relativamente) meno pretese di un ragazzo che magari vuole mettere su famiglia. In ogni caso, un inizio è sempre meglio di niente. Io per lo meno da giovanissimo ragionavo così.

      Comunque -anche ora- per ottenere qualsiasi lavoro bisogna lottare piuttosto duramente e fare una marea di gavetta. Devozione, impegno e magari una gran botta di fortuna (che non fa mai male).

      Non credo che siano nati tutti direttori generali

  4. Bisognerebbe chiederlo ai ristoranti vicini a Eataly, che cosa ne pensano di quest’apertura. Parlo di quelli dove puoi prenotare, dove non fai le file, dove stai seduto tranquillo, senza essere circondati da un rumore di aeroporto, dove insomma la serata si passa in modo normale, e dove non sisono cartelli con scritto “Ao, se sò magnati tutto!”, perchè qualcuno ha fatto la spesa in modo previdente. Non sono un ristoratore della zona, ma basta farsi un giro.

    1. Sono stato lì in zona per lavoro diversi mesi, cercando locali ‘decenti’, non chiedevo molto….ma almeno decenti. Ce n’erano un paio, il resto dei ristoranti finché gli è parso hanno fatto il bello e il cattivo tempo, vorrà dire che ora si metteranno a lavorare.

    2. se lo chiedevano anche a torino, eppure dopo 5 anni sono ancora tutti vivi.E pure migliorati

  5. Penso che la concorrenza fra ristoranti preesistenti, non mancava neanche prima, e di conseguenza non devono mettersi a lavorare adesso. E poi come si fa a dire che a Torino sono migliorati, quando quello che c’era prima, che adesso non c’è neanche più, va diviso con chi arriva, con dimensioni come quelle di Eataly. Io mi auguro che siano vivi, ovviamente, ma migliorati… Basta vedere che cosa succede quando aprono i centri commerciali, ma lì porti a spasso i pupi, ci sono i clown, c’è il cantante della hit parade di quartiere, e alla fine avremo tutti la coppetta di Seletti. Il sistema Mc Donald, che viene tanto bistrattato, non ce se accorge, ma ormai ci ha…Vi ha inglobato.

    1. i negozi sono migliorati, alla grande, idem certi ristoranti. Esempio stupido che ho notato alcune sera fa in una trattoria in centro di torino, erano anni che non andavo, mi ricordavo certe bottiglie di olio improponibili, ora tengono un signor olio.

    1. Ma sì, basta ignorare, si troveranno a parlar da soli come i vecchietti in casa di riposo. 😀

    2. L’invidia non è mai verso chi ha successo, ma verso chi ha inspiegabilmente successo.

    3. Io dico in generale.
      Se c’è qualcosa/qualcuno di cui non sono assolutamente invidioso è Eataly, francamente se chiude domani o fra mille anni non me ne può fregare di meno.

    4. liquidare una discussione in questo modo è veramente un po’ troppo semplicistico. Nessuno dice che Farinetti non sia un imprenditore capace e bravo. Aggiungo che a me Eataly piace e ogni tanto ci vado quando mi capita di essere a Torino o a Milano, ciò non toglie che si tratti di grande distribuzione e non si può ignorare l’impatto ambientale e sociale della grande distribuzione, per quanto fighetta. Poi se uno si sente più protetto ad andare a fare la spesa sempre in un posto uguale indipendentemente da dove si trova, a comprare i libri sempre alla feltrinelli, a mangiare i gelati sempre de grom, a farsi l’hamburger sempre da mcdonald, faccia pure, io ritengo che avere più varietà di offerta sia un’opportunità di arricchimento sia per il consumatore che per il lavoratore, altrimenti ci ritroveremo tutti a vivere nei tristissimi non-luoghi tutti uguali a se stessi, di cui i grandi aeroporti internazionali sono l’esempio più lampante.

  6. Non è invidia nè livore, è una constatazione normalissima, basta vedere i precedenti, anche in altri campi del commercio. Una concorrenza che arriva con le dimensioni di Eataly e dei centri commerciali, crea dei grossi scompensi, e le attività commerciali di piccole dimensioni n e pagano le conseguenze. Non ci vuole tanto per capirlo. Poi se tutto questo serve a far arrivare il signor olio, ben venga, ma non si può liquidare un problema di dimensione nazionale, dicendo che è invidia e livore.

  7. io parlo per torino che conosco bene, ripeto, degli scompensi di cui parli, li sentivo già 5 anni fa qui, eppure tutte le piccole botteghe hanno migliorato l”offerta. Poi se si vuole dite il contrario, va bene lo stesso.