Nuovi lussi

L’estate delle aragoste salvate dai ristoranti e liberate in mare

aragosta

Cresce la coscienza ambientalista, e quest’estate abbonda di clienti di ristoranti che salvano crostacei, specie le aragoste, dalla lessatura degli chef.

Erano i primi caldissimi giorni di luglio quando una coppia di turisti tedeschi a cena al ristorante Mama Latina di Cala di Volpe, in Costa Smeralda, chiedeva al titolare di mettere in un contenitore aragoste ed astici esposti nell’acquario, costi quel che costi (500 euro). Obiettivo: liberarli in mare.

La scena si è ripetuta l’altro giorno a Waterford, nel Connecticut, dove il ristorante The Dock si era assicurato un vistoso esemplare da 17 libbre (poco meno di 8 chili) confidenzialmente battezzato Larry. Lo ha comprato un uomo, Don MacKenzie, per il solito motivo: riconsegnarlo al mare.

“Sapevo che Larry aveva almeno 80 anni, e si meritava di vivere, ha visto la I Guerra Mondiale, la II Guerra Mondiale, l’uomo sulla luna. Non doveva finire in pentola”.

Il gesto di liberare “Lucky Larry” è indubbiamente nobile, resta da capire, come nel caso dei turisti tedeschi in costa Smeralda, se nel passaggio dall’acquario al mare i crostacei riescono a sopravvivere allo sbalzo termico.
[Corriere.it]

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4 commenti a L’estate delle aragoste salvate dai ristoranti e liberate in mare

  1. Non solo c’è il problema dello sbalzo termico, ma anche il problema dello stress che subisce un animale catturato e tenuto in cattività per poi essere liberato. Probabilmente queste aragoste moriranno comunque, non solo, è una logica idiota e anche fastidiosamente radical-chic quella di applicare la psicologia umana sugli animali: un’aragosta non sa nulla di Armstrong e di Hitler, non è una testimone dei nostri tempi, per Dio! (quando ce vo ce vo).
    Poi bella storia quella di strapparsi le vesti per due aragoste o per un pezzetto di foie gras (altra storia grottesca quella californiana) e non spendere invece le energie contro l’inquinamento delle grandi multinazionali, nè contro l’allevamento intensivo di bovini usati per gli hamburger dei vari fastfood o contro, ad esempio, le stragi perpetrate dai loro soldati in iraq o afghanistan, o le sovvenzioni a israele nel massacro dei palestinesi, o contro la loro stessa storia fatta col sangue dei nativi, per non parlare del loro sistema sanitario che uccide milioni di poveri cristi senza assicurazione… Il tanto civile, progressista, ambientalista, popolo americano prima di fomentarsi per due crostacei e un paio d’oche, pensasse a sistemare sè stesso… Falsi, ipocriti, finti sensibili. Idem dicesi per chi non è americano e fa di queste dimostrazioni alquanto inutili, sono pronto a scommettere che sono degli idioti ipocriti comunque.

  2. Nelle mani di Gordon Ramsay ,Larry sarebbe diventata degli ottomi
    ” Ravioli di Aragosta” dicono il piatto più celebre (o fra i più celebri)
    del grande chef mediatico.
    La formazione di alta cucina francese(Robuchon),ne fanno un fanno
    un grande interprete della cucina classica internazionale ,con innovazioni
    che tendono alla salubrità ed alla leggerezza dei piatti.
    Lontanissimo da Adrià e da Redzepi,sul quale in un’intervista sorvola.
    http://www.google.it/url?q=http://www.marieclaire.it/Cucina/intervista-a-gordon-ramsay-tra-cucina-e-tv&sa=U&ei=T6MSUOXhPKaj4gSE34G4DA&ved=0CBIQFjAA&usg=AFQjCNEKGCdRHtCfkg3bGt2Nol4lZfgCVg

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