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Disastro Twitter, hamburger truccati e divise in stile Mad Men: succede solo da McDonald’s

Nuove divise, McDonald's, Olimpiadi Londra, Mad men

Capitolo marketing e comunicazione, a McDonald’s non mancano fantasia e spirito d’iniziativa. Peccato che non siano sempre idee brillanti specie se riguardano i nuovi media.

Poco tempo fa si sono presi una discreta dose di insulti su Twitter. Il loro hastag #McDStories, creato a pagameno per consentire ai clienti di raccontare storie legate ai loro ristoranti, si è trasformato in una Waterloo. Dal trattamento del personale alla sporcizia del ristoranti, dall’igiene alimentare ai problemi di salute che causano Big Mac e famiglia. La multinazionale ha prontamente cambiato rotta, sospesa l’hashtag e ammesso l’errore.

Non so che voto dare alla decisione presa da Hope Bagozzi, direttrice marketing di McDonald’s Canada, che ieri ha messo in rete un video per rispondere alla domanda di una cliente. Perché i panini sono più belli nelle pubblicità che quando li compri? Risposta: gli hamburgher fotografati vengono realizzati passo passo, il ketchup scivola sul pane attraverso una siringa, le fette di cetriolo deposte una ad una, il formaggio sciolto con un colpo di phon.

Nulla di nuovo sotto il sole. O meglio, di nuovo ci sono le uniformi che i dipendenti McDonald’s di Londra indosseranno durante le prossime Olimpiadi. Nuove e ispirate alla celebre serie Tv Mad men con colori sgargianti, dal giallo senape al verde cetriolo, e berretti da fantino very british. Forse questa volta ne hanno combinata una giusta.

[Corriere, YouTube, Eater]

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5 commenti a Disastro Twitter, hamburger truccati e divise in stile Mad Men: succede solo da McDonald’s

  1. Sulle foto avete dimenticato di dire anche che sono pure photoshoppate, come accade nella moda con le indossatrici già pesantemente truccate.
    P.s: se la Hope faceva di cognome Bigazzi ci si poteva aspettare hamburger di gatto ?!? :-D

  2. E’ una questione di interpretazioni.
    L’italico macchinoso e dietrologo legge il filmato come una manipolazione della realtà. L’hamburger solo se “truccato” ha quell’aspetto.
    Il target del messaggio è chi comprende che NON è che è stato utilizzato un hamburger speciale (o di plastica) per fare lo spot: si tratta esattamente delle stesse materie prime, solo gestite da un professionista dell’immagine.
    E’ come osservare la Jolie in un film (truccata) o appena sveglia. Ma la “materia prima” è sempre la stessa …

    • L’ultima volta, 2 o 3 anni fa, che ho aperto la scatola di un Big Mac ho avuto la tentazione di buttarlo subito nella pattumiera. Perchè era completamente diverso da come me lo aspettavo. Diverse le dimensioni, diverso il colore del panino e della carne, sbiaditi gli altri ingredienti. Poi all’assaggio, consistenza e sapore hanno confermato la prima impressione visiva, e il resto del panino ha fatto la fine che meritava, un tuffo nella pattumiera. E chiusa lì.
      Eppure ricordo che, molti, anni fa in America ma anche qui da noi, il prodotto acquistato non era così deludente. Certo non possiamo pretendere che negli spot prendano un panino dalla “catena di preparazione”, ma che non sia tutta un’altra cosa si.

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