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Prodigi del gelato salato: sdoganare l’Aperigelato

Claudio Torcè, Aperigelato

Ci sono punti fermi nella vita di ogni patito del gelato, certezze che vanno conservate. Tipo tenersi lontani dalle mode improbabili. L’Aperigelato, per dire. Eppure, questa condotta di basilare saggezza gelatomane, a volte può negarci scoperte piacevoli.

“A Roma, in Circonvallazione Trionfale, 11/13 — zona Cipro, è nato un nuovo modo di gustare il gelato firmato Claudio Torcè: Il Gelato Bistrò. Forti di una lunga esperienza sul fronte del gelato salato, il nuovo team che offre il gelato di Torcè propone questa particolare formula aperitivo, tutti i giovedì, che combina gelato e appetizer, in un interessantissimo mix dolce salato”.

Di come il gelato salato sia diventato il più notiziabile dell’estate abbiamo già detto, ma le segnalazioni  per quello al sedano o al gorgonzola con bottoncini alle noci del maestro Claudio Torcé, colui che con le sue gelaterie ha rivoluzionato il mondo del gelato a Roma, si susseguono senza interruzione . E il gelato alla scamorza con crostino alla crema di funghi e speck, fin dal nome, si candida a essere un possibile antidoto contro scatti di nervi, liti da caldo, persino delitti estivi.

Ogni “menu” dell’aperitivo, bevanda inclusa, costa 7 euro e comprende 3 gelati e 3 appetizer. In alternativa c’è un menu “cena fredda” a 10 euro.
[Via dei Gourmet]

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5 commenti a Prodigi del gelato salato: sdoganare l’Aperigelato

  1. Per me il gelato resta un dessert , ‘na cosa doce.
    Mi pare che tu ne abbia già parlato.Ognuno,poi, mangia ciò che gli piace.
    Insieme a te lo sto conoscendo meglio,il gelato.
    In certi dibattiti importanti ,hai sempre espresso il tuo pensiero in modo autonomo ed indipendente,anche controcorrente.
    Ma da Torcè non ci vado a cena.
    Un saluto,Andrea Soban.

    • io invece da Torcè passerò, quantomeno per la curiosità di scoprire quanto si spinge oltre questa proposta ;)
      anch’io identifico il gelato con il dolce, ma un gorgonzola A.Croce gelato è la fine del mondo
      ricordo con affetto mio nonno che non concepiva assolutamente l’insalata di riso, perchè per lui un piatto doveva essere caldo
      ci sarebbe infine un altra considerazione (più estrema): da tempo si studiano le possibili proprietà nutraceutiche del gelato (semplificando, un alimento che porta con sé benefici funzionali all’organismo e proprietà curative)
      in questo campo un gelato è perfetto per le persone anziane, che con il gran caldo soffrono di inappetenza, oppure per i pazienti affetti da gravi malattie o dall’impossibilità di assumere solidi
      il gelato salato sarebbe una valida alternativa per variare la loro dieta
      ovviamente dolci o salati, purché gelati fatti a regola d’arte con ingredienti di qualità!
      ricambio cordialmente, vincenz

  2. trovo che sia un’idea FIGA e che a Roma si stia facendo innovazione, secondo me gente come lui e altri nella scena della gastronomia romana sono i nuovi artisti che l’Italia può sfornare. Quindi perchè snobbare le nostre novità? Perchè non va bene il gelato con il salato come aperitivo o cena se le proposte sono originali e il prodotto di alto livello?
    E perchè non si parla di questo personaggio in inglese sul web?
    scrivo torcè ice cream sul motore di ricerca e nelle prime tre pagine di google esce fuori solo un articolo in inglese (http://www.globalpost.com/dispatch/news/regions/europe/120727/italy-ice-cream-gelato) e 4-5 commenti/post su blog stranieri.
    Scrivo questo commento perchè mi piacerebbe vedere all’estero idee e prodotti italiani di questo livello in termini di qualità e di idee..forse se non si pensasse solo a criticare ma a promuovere potremmo davvero essere avanti, considerando che la tendenza è quella della qualità per tutti, quella dello street food e che la gente vuole assaggiare cose nuove, che gli chef prime donne se non si inventano qualcosa iniziano a rompere i .., che gli artigiani e gli artisti possono non essere imprenditori e quindi vanno lanciati.
    A volte trovo il mondo italiano (qualificato) della comunicazione del food&bev un po’ chiuso in sè stesso come se non si volesse davvero comunicare ma solo farsi leggere dagli altri del gruppo e lanciare dibattiti a porte chiuse. Spero che quanto scritto venga preso come uno spunto costruttivo perchè questo è l’intento, io non sono una critica, vivo all’estero e vorrei farmi una cena dolce e salata come si deve

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