Casa Vitiello vs. Pepe in Grani: Campionato della Pizza 2017

Il Campionato della Pizza 2017 è una produzione Dissapore con Clai Salumi e Molino Dallagiovanna. Se volete informazioni sullo svolgimento delle sfide cercatele in questo post.

Casa Vitiello

Via Parrocchia, Tuoro (CE) – Pagina Facebook

Per conto nostro, la pizza di Casa Vitiello è tra le migliori della Campania. Unisce il tono del cornicione aereo, rigonfio e croccante delle pizze casertane alla base che si scioglie facilmente in bocca richiesta dalla tradizione napoletana.

Il centro propulsore della pizzeria è il forno rotante a 380°, omologato sia per la legna che per il gas, che ha permesso all’enfant prodige Ciccio Vitiello –uno che a 9 anni aveva già con le mani in pasta– di confezionare pizze dallo stile originale, senza sconfessare i suoi maestri come Franco Pepe (contro cui oggi, ironia della sorte, si trova contro).

Il mondo sta cambiando, la pizza non può restare sempre uguale, si è detto il 25enne pizzaiolo, che oggi ha sul menu oltre al suo impasto classico, lievitato per 36 ore, ben 7 alternative, dalla canapa al grano arso, dalla curcuma alla multicereali, tutte in grado, malgrado diversi ingredienti e lavorazioni, di mantenere il carattere della pizza di casa.

Il resto è basato sul culto del local, del buono e se possibile Slow, come dimostrano le 20 pizze sul menu.

Da provare la “Napoletana”, con aglio della valle d’Ufita, capperi di Salina, acciughe di Cetara, olive caiazzane, origano e San Marzano Dop, o la splendida “Pappacella”, con crema di pappacella napoletana (un peperone locale presidio Slow Food), salsiccia fresca di pelatello grigio (che invece è una razza suina casertana), e ancora “Piennolo”, con pomodoro del Piennolo e caciocavallo matese. C’è perfino la pizza dolce impastata con il cacao.

I prezzi sono impensabili al di fuori della regione, ma leggermente sopra la media per la Campania Felix della pizza. La “Margherita” costa 5 euro, mentre i già citati impasti alternativi avvicinano il costo della pizza ai 10 euro.

AMBIENTE: 8/10

IMPASTO E CONDIMENTI: 8,5/10

PREZZI: 8/10

TOTALE: 24,5

In precedenza: Casa Vitiello vs. La Notizia

Pepe in Grani

Vico S. Giovanni Battista, 3 Caiazzo (CE) – Pagina Facebook

Il Campionato della Pizza 2017 di Dissapore, per disgrazia di chi ci capita sotto i polpastrelli, ha parametri alti e uno di questi si chiama Pepe in Grani, a Caiazzo, 30 minuti d’auto dalla Reggia di Caserta: non la migliore pizza d’Italia –o forse sì–, ma una pizza che tende alla perfezione, coerente con il posto in cui nasce, senza disarmonie.

Se le pizzerie di Caserta si somigliano un po’ tutte (spartane, affidabili, convenienti), nessuna somiglia a Pepe in Grani.

E non solo perché quelle sono pizzerie e questo invece sembra un ristorante stellato, con menu degustazione, ampia carta dei vini, dehors, privé su prenotazione, terrazza panoramica e perfino due camere di design con ogni comfort.

Il punto è che in questa ottava meraviglia della ristorazione dove l’impasto è fatto a mano si prodigano una trentina di addetti alle singole sezioni della pizza (impasto, stesura, condimento e cottura, con il controllo qualità prima dell’arrivo in tavola: le pizze con una bruciatura di troppo si buttano).

pepe in grani, sala, franco pepedegustazione di pizze, Franco PepePepe in grani, terrazza

E a guidarli c’è quello che tra i pizzaioli italiani è sicuramente il migliore architetto dei sapori.

Prendete “Margherita Sbagliata”: impasto e mozzarella in forno, all’uscita condimento con riduzione di pomodoro riccio di Caiazzo e di basilico. Oppure “Sensazioni di Costiera”, pizza fritta, prezzemolo, peperoncino, aglio disidratato, pomodoro, acciughe e buccia di limone, e ancora “Memento”, cottura con crema di cipolla dolce di Alife e aggiunta fuori dal forno di cicoria selvatica e crema di ceci delle colline di Caiazzo, o per finire “Alletterata”, con tonno alletterato (una specie di tonno), mozzarella di bufala, sedano e crema di cipolla.

Pizza ceci lonza e scarola di Franco PepePizza ripiena con la scarola di Franco Pepe

E nonostante tutto, anche da Pepe in Grani, come in quasi tutte le pizzerie campane, continua il miracolo dei prezzi: “Margherita” 5 euro, “Margherita Sbagliata” 8 euro, “Memento” 8 euro, “Alletterata” 10 euro.

AMBIENTE: 8,5/10

IMPASTO E CONDIMENTI: 9/10

PREZZI: 8/10

TOTALE: 25,5

In precedenza: 10 Diego Vitagliano vs. Pepe in Grani

Ciccio Vitiello lascia strabiliati per tecnica e inventiva, specie considerando che ha solo 25 anni. Rimangono soprattutto il ricordo dello splendido forno a vista con cui il pizzaiolo-nerd coltiva un rapporto quasi spirituale, e il ritmo delle sue continue proposte capaci di ravvivare le anonime curve che da Caserta conducono a Tuoro (provate l’impasto con la curcuma).

E mentre Vitiello continua a crescere, Franco Pepe è arrivato alla perfezione della pizza filologica-casertana che ha portato l’anonima Caiazzo a essere l’epicentro di un movimento. Quello che negli ultimi anni ha cambiato il nostro modo di intendere le pizzerie. Da Pepe in Grani ormai la pizza è un “really state of mind”: impasto, maturazione, cottura, condimenti all’insegna della qualità assemblati con la sensibilità di uno chef.

Per queste ragioni, al termine di una sfida molto tirata, è Franco Pepe che vince.

Passa il turno: Pepe in Grani

Il tabellone aggiornato

Se non siete d’accordo o volete dire la vostra, fatevi sotto con i commenti. E ricordate che alle 19 ci sarà la votazione dei lettori sulla pagina Facebook di Dissapore.

[Link: Dissapore | Immagini: Rossella Neiadin, Antonio Fucito]

Antonio Fucito Antonio Fucito Pizzaholic, Sommelier Pelé(r).

4 luglio 2017

commenti (3)

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  1. Da Casertano “emigrato” conosco entrambi e posso affermare che ci troviamo davanti a due fuoriclasse dell’impasto che sanno valorizzare i prodotti del territorio (quello casertano) che per quanto vicino a Napoli si distingue per alcune eccellenze agroalimentari.
    Mi sembra sensata la scelta finale anche perchè Ciccio Vitiello ha ampi margini di crescita mentre Franco Pepe quotidianamente conferma le vette dell’eccellenza. A chi arriva a Caiazzo, peraltro, e non riesce a sedersi da “Pepe in grani” consiglio di visitare l’Antica Osteria Pepe gestita dal fratello di Franco e dove quest’ultimo ha appreso i segreti da papà Stefano. La mia famiglia è cliente da decenni dell’Osteria (serve anche specialità caserecce oltre che la sublime pizza) e non siamo mai rimasti delusi.

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