10 pizzerie che hanno reso il 2016 di Milano un anno incredibile per la pizza

Milano è la città delle mode. Milano centrifuga, trangugia, anticipa i tempi. Milano ha 100 hamburgherie e i mixologist di grido. E poi braciolerie messinesi, tramezzinari veneziani, trattorie abruzzesi, arancinerie, bistrot finto poveri e ristoranti multifunzionali.

Ma nel calendario nelle mode gastronomiche meneghine il 2016 è stato l’anno della  pizza.

Niente più pastrami, prosecco col sambuco o sushi bar, quest’anno il tasso di milanesità si è misurato a botte di acciughe di Cetara, farine macinate a pietra e ultra-lievitazioni.

Con risultati inattesi e sorprendenti in particolare sull’asse Napoli-Milano e conseguente buona pace dei puristi, quelli che “l’acqua usata per l’impasto non sarà mai la stessa”.

Dissapore non poteva perdere l’occasione, a fine anno, di scegliere e mettere in classifica i capofila di questa singolare “pizza-invasion” che ha portato all’ombra della Madunina formidabili pizze napoletane o “gourmet” che dir si voglia (8 fette con uno spessore più alto e una diversa consistenza).

— Per farlo siamo stati in ogni pizzeria eleggibile al titolo di numero 1.
— Provando tutte le pizze più significative sul menu.
— Stilando infine con teutonica pignoleria questa classifica.

Leggetela fino a consumarla: mangiare una signora pizza a Milano non è mai stato così facile.

10. Briscola

via Antonio Fogazzaro, 9 – via Piero Della Francesca, 31

briscola; pizza milano

— Farine: di tipo 0, Molino Dallagiovanna
— Lievitazione: 24 ore
— Forno: a gas
— Tipo: napoletana (con qualche licenza)
— Prezzi: 7-10 euro
— Pizza più rappresentativa: la Briscola

briscola; pizza milanobriscola; pizza milano

Ci prendiamo la licenza di mettere in graduatoria una catena. Ma sia chiaro, parliamo di catena non perché Briscola abbia decine di punti vendita, sono soltanto tre –due a Milano e uno a Firenze– anche se aperti molto rapidamente.

E’ il formato a essere lo stesso: nessun capo pizzaiolo a identificare le sedi (ma i dipendenti tengono parecchio al progetto, c’è chi si è fatto tatuare il logo), lievitazione abbastanza rapida, ordini alla cassa e non al tavolo, marchio in evidenza, dalle scatole di cartone per l’asporto alle bustine di zucchero.

Infine birra industriale alla spina e una sola artigianale in bottiglia.

briscola; pizza milano

Ciò detto, la pizza è molto buona. Abbiamo provato una “Pere” (gorgo, noci e pere) e una “Zucca”, con fiordilatte e salsiccia.

Contrasti riusciti, cornicione ben alveolato, base leggiadra e l’ormai immancabile olio a crudo per evitare il punto di fumo.

Sapete cosa? L’idea di replicare in serie questa versione della napoletana con una catena di pizzerie più strutturata non fa poi tanto ridere.

briscola; pizza milanobriscola; pizza milano

— Pizza: 27/35
— Ricerca sulla materia prima: 10/15
— Menu: 9/10
— Bevande: 6/10
— Rapporto qualità-prezzo: 10/10
— Ambiente: 7/10
— Servizio: 7/10
— Totale: 76

9. PIZ

Via Torino, 34

piz; Milano

— Farine: tipo “00” e Manitoba
— Lievitazione: 48 ore
— Forno: a legna
— Tipo: napoletana sbagliata
— Prezzi: 7- 9,5 euro
— Pizza più rappresentativa: Delicata Bianca Special (con erba cipollina)

piz; Milanopiz; Milano

Pasquale Pometto, capo-pizzaiolo nonché gestore, e pure proprietario di Pizza AM, sempre a Milano, fa un po’ come vuole lui.  Sta nel centro storico, ma con un gusto singolare che supera di slancio i neo-barocchismi, i giardini d’inverno, le carte da parati damascate.

Il suo Piz è il non plus ultra del pacchiano consapevole, con tanto di prosecchino di benvenuto, insomma uno sberleffo allo stile milanese che si è imposto nel 2016.

E personale Pometto lo è anche nella pizza, non esattamente “napoletana” a causa del cornicione basso e vagamente biscottato. E’ lui a dire che la sua è “Come la napoletana, ma massaggiata invece che schiaffeggiata”.

Gli integralisti non se la prendano, lasciatevi prendere per la gola, in questo Piz è secondo a pochi.

piz; milanopiz; Milano

Siete in una pizzeria o in un centro sociale degli anni Ottanta?

Non fate i sofistici, orsù, dopo cena tutto vi apparirà più digeribile, perfino l’aglio a pezzi grossi di “Una Gustosa Marinara DOP”, una delle tre pizze proposte.

piz; Milano

— Pizza: 30/35
— Ricerca sulla materia prima: 11/15
— Menu: 5/10
— Bevanda: 6/10
— Rapporto qualità-prezzo: 8/10
— Ambiente: 8/10
— Servizio: 9/10
— Totale: 77

8. Dry

via Solferino, 33

dry; milano

— Farine: tipo 0 e tipo 1
— Lievitazione: 48 ore
— Forno: sia elettrico che a legna
— Tipo: simil-napoletana e gourmet
— Prezzi: dai 5 euro in su
— Pizza più rappresentativa: Focaccia stracciatella e Crudo dolce d’Osvaldo

dry; milanodry; milano

Antesignano della pizza buona a Milano, ma forse più noto come cocktail bar, Dry inanella un’overdose di varianti per accontentare un po’ tutti.

Sia chi predilige la pizza gourmet (qui in realtà focacce a lunga lievitazione, divise a spicchi e servite con buone pietanze) che i tradizionalisti.

Brutta sorpresa dalle pizze classiche, una sfilza di “basi” (marinara, bianca con mozzarella…) dal prezzo accettabile, cui si suggerisce di aggiungere condimenti a prezzi esagerati.

Per farla breve, una margherita con tonno, o meglio: buzzonaglia di tonno del Mediterraneo servita a parte in un vasetto, costa 14 euro. Scegliere due ingredienti da aggiungere alla pizza standard, buona, ma non eccezionale, porta il prezzo a 20 euro.

Posto sempre affascinante ma spazi ridotti e rumore esagerato per chi vuole semplicemente mangiare la pizza.

Consiglio finale: state sulle focacce o datevi alle pizze “dello chef”, che hanno farciture ben calibrate, evitando di farvi venire troppa sete.

dry; milano dry; milano

dry; milano

— Pizza: 30/35
— Ricerca sulla materia prima: 12/15
— Menu: 9/10
— Bevande: 10/10
— Rapporto qualità-prezzo: 4/10
— Ambiente: 5/10
— Servizio: 6/10
— Totale: 76

7. Davide Longoni

Piazza Santa Maria del Suffragio, 2

davide longoni; pizza milano; suffragio; pizza al piatto
— Farine: a pietra biologiche di tipo 2
— Lievitazione: dalle 30 alle 48 ore con lievito madre
— Forno: elettrico
— Tipo: simil-napoletana
— Prezzi: 6,5 – 13 euro
— Pizza più rappresentativa: una qualsiasi tra le “stagionali”.

davide longoni; pizza milano; suffragio; pizza al piatto

Eataly ha aiutato la moda di mangiare la pizza in un grande magazzino a diffondersi. Consapevoli del nuovo dogma gastronomico abbiamo esplorato la pizza del Mercato del Suffragio di Milano.

Versione al piatto e serale delle pizze griffate Davide Longoni, che di giorno si trovano soltanto al taglio.

L’amato panificatore, da noi inserito tra i 10 migliori d’Italia, è affiancato da un grande esperto di lievito madre come Fabio Venturini, che dai vari banchi del mercato –in milanese imbruttito “corner– preleva gli ingredienti per le farciture, tutto buonissimi, specie il pecorino di fossa.

davide longoni; pizza milano; suffragio; pizza al piattodavide longoni; pizza milano; suffragio; pizza al piatto

Abbiamo provato la pizza “Radicchio e pancetta”, un magma di taleggio con crosta edibile –perché le croste sono importanti– sonnecchiante sotto il radicchio tardivo sormontato dalla pancetta.

Fatto con i rebbi della forchetta il classico gesto “scansa-rucola”, ci abbiamo visto chiaro: alveolatura perfetta del cornicione e una base leggermente biscottata per essere una pizza pseudo-napoletana. Me le definizioni non sono importanti.

L’olio abbinato in base alla pizza scelta è invece una vera sciccheria, come le birre artigianali alla spina, proposte in gran numero e a rotazione.

davide longoni; pizza milano; suffragio; pizza al piattodavide longoni; pizza milano; suffragio; pizza al piatto

— Pizza: 30/35
— Ricerca sulla materia prima: 13/15
— Menu: 7/10
— Bevande: 9/10
— Rapporto qualità-prezzo: 8/10
— Ambiente: 6/10
— Servizio: 6/10
— Totale: 79

6. Lievito madre

Largo Corsia dei Servi, 11

lievito madre; sorbillo

— Farine: tipo 0, con il 10% di integrale. Moligni Figna.
— Lievitazione: 24 ore
— Forno: a legna
— Tipo: napoletana
— Prezzi: 7.80-11 euro
— Pizza più rappresentativa: Margherita bufala DOP

lievito madre; milano

Se fate la somma dei voti scoprite che sono gli stessi ricevuti dal Mercato del Suffragio, ma va premiato lo sforzo fatto da Gino Sorbillo, icona della pizza napoletana di via dei Tribunali, per portare la buona pizza a Milano (oltre a Lievito Madre ha aperto anche Olio a Crudo e Zia Esterina al Duomo).

In cucina a dirigere i lavori della pizzeria a pochi passi dal Duomo, dove non è possibile prenotare, c’è Gennaro Rapido: chissà se è per fare onore al suo cognome che la pasta del bordo era poco cotta.

Noi abbiamo provato la “Margherita Gialla Massimo Bottura” (“dedicata allo Chef dopo che l’ha assaggiata”). Combinazione di ingredienti perfetta: provola misto bufala, e Conciato romano oltre ai mitici pomodorini gialli, ma risultato migliorabile.

Buona o molto buona la pizza Margherita, da segnalare le chicca gastronomica come il tarallo napoletano, pepato e con le mandorle, che forse a Milano non si è visto spesso, oltre a una valanga di Presìdi Slow Food.

lievito madre; sorbillolievito madre; sorbillo
Apprezzate le dimensioni extra-large della pizza e il prezzo, imbattibile per tutta la concorrenza del circondario.

Se cercate quiete e silenzio andate altrove, i tavoli sono molto ravvicinati e, con la pizza non ancora finita, noterete lo sguardo da lucertola di chi attende un tavolo posarsi su di voi.

lievito madre; milanomilano; lievito madre

— Pizza: 27/35
— Ricerca sulla materia prima: 14/15
— Menu: 8/10
— Bevande: 7/10
— Rapporto qualità-prezzo: 9/10
— Ambiente: 7/10
— Servizio: 7/10
— Totale: 79

5. Starita

Via Giovanni Gherardini 1

starita; milano

— Farine: “00” di Molino Iaquone
— Lievitazione: dalle 10 ore in su, con lievito di birra
— Forno: a legna
— Tipo: napoletana
— Prezzi: 3,5 – 15 euro
— Pizza più rappresentativa: Montanara

starita; milano

Che la succursale milanese della pizzeria aperta a Napoli da 115 anni nella poco turistica zona di Materdei, tra le più rinomate al mondo, è stata inaugurata soltanto a giugno 2016 si nota dall’arredamento impomatato. Ma la coda c’è già, anche a mezzogiorno, e le ragioni sono lampanti.

A parte l’impossibilità di prenotare, all’ombra della Madonnina manco ci provano a fare concorrenza a prezzi del genere.

Poi c’è la pizza: vera pizza napoletana.

Il menu è identico a quello della sede storica di Materdei, così i prezzi (incredibile!), c’è perfino la pizza panna, mais e prosciutto.

Anche il personale è napoletano, capo-chef è il nipote del leggendario pizzaiolo partenopeo Antonio Starita, Gennaro Campitelli.

starita; milanostarita; milano

Non perdete tempo a scorrere le ennemila voci della carta: la Montanara, fritta e poi cotta in forno è imperdibile.

Il formaggio resta morbido e non si raggruma durante il raffreddamento, la salsa, una ricetta di famiglia cotta nel forno a legna, condisce la pizza in modo delizioso.

starita; milanostarita; milano

— Pizza: 32/35
— Ricerca sulla materia prima: 11/15
— Menu: 5/10
— Bevande: 6/10
— Rapporto qualità-prezzo: 10/10
— Ambiente: 7/10
— Servizio: 9/10
— Totale: 80

4. Berberé

via Sebenico 21

berberé; milano

— Farine: Alce Nero di tipo 1, macinata a pietra. Gli impasti a disposizione sono classico (semintegrale), speciale (farro), idrolisi
— Lievitazione: 24 ore
— Forno: a pietra (a legna negli altri punti vendita)
— Tipo: napoletana gourmet
— Prezzi: 6,50 – 13,50
— Pizza più rappresentativa: Prosciutto crudo S.Daniele, fiordilatte, bufala, olio all’arancia.

berberé; milano berberé; milano

Sfacciatamente snob ma senza darlo a vedere. Parete di vetro, tripudio di murales e luci a cascata. Stop. Ah sì, tavoli e sedie in stile scuola primaria, per aggiungere la quota radical chic ma sempre dissimulata.

Effettivamente è bella Berberè, tanto che nessuno la prenderebbe per una catena (termine un po’ riduttivo, ma l’azienda inaugurata nel 2010 conta già cinque sedi: Castelmaggiore (BO), Bologna, Firenze e Torino, oltre a Milano)

Trait d’union è Alce Nero, azienda bolognese di prodotti bio che assicura farine e salsa di pomodoro alle cinque pizzerie, facendosi al contempo garanzia di buona qualità.

berberé; milano berberé; milano

Sfogliando il menù, stagionale, e con attenzione particolare alle verdure, abbiamo scoperto che la pizza Acciughe di Cetara e quella ai Capperi di Salina funzionano benissimo, sapori delicati e molto amati, altroché “doppia mozzarella”.

La nostra scelta è caduta sull’imperdibile pizza crudo, stracciatella e fiordilatte, che si distingue per l’infusione di olio all’arancia fatto in casa: bordo alto con alveoli perfettamente regolari, corpo morbido e scioglievole, alla napoletana insomma.

Nota di merito per i vini serviti alla mescita.

berberé; milano

— Pizza: 30/35
— Ricerca sulla materia prima: 10/15
— Menu: 9/10
— Bevande: 10/10
— Rapporto qualità-prezzo: 9/10
— Ambiente: 10/10
— Servizio: 9/10
— Totale: 87

3. Marghe

via Cadore, 26 – via Plinio, 6

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— Farine: Petra, tipo 1
— Lievitazione: 36 ore, con lievito di birra
— Forno: a legna
— Tipo: napoletana
— Prezzi: 8-12 euro
— Pizza più rappresentativa: Pizza Teo

 

Quasi fossimo a un concorso di bellezza le prime tre classificate vincono un premio a sé, che nel nostro caso va all’ambiente.

Tornando in noi, abbiamo provato la pizza Teo, con doppio datterino: giallo, dolcissimo, quasi a comporre una confettura, e rosso, più croccante invece. Con il sapido del pecorino a insaporire il tutto.

Elastica, per nulla gommosa, con cornicione da manuale di panificazione e perfetta umidità.

Bravo Francesco Filippelli (primo pizzaiolo, che ha preso il posto di Matteo Mevio, autore delle ricette di Marghe, scomparso a soli 28 anni dopo un incidente).

Perde qualche punto sulle bevande.

dsc_0832marghe; pizza milanomarghe; pizza milano

— Pizza: 33/35
— Ricerca sulla materia prima: 13/15
— Menu: 9/10
— Beverage: 7/10
— Rapporto qualità-prezzo: 10/10
— Ambiente: 10/10
— Servizio: 10/10
— Totale: 92

2. Taverna gourmet

Via Maffei, 12

taverna gourmet; milano

— Farine: Petra, Mulino Quaglia. Di base usano la tipo 1, ma gli impasti sono tanti.
— Lievitazione: 48 ore, lievito madre
— Forno: a legna
— Tipo: napoletana in variazione gourmet
— Prezzi: 14-32 eur0
— Pizza più rappresentativa: Scampi, cacio e pepe.

taverna gourmet; milano

Okay, siete autorizzati a riversare su di noi la rabbia repressa per questo mondo rovesciato, in cui anche il piatto popolare per eccellenza arriva a costare come una manovra economica.

Ma sta di fatto che la pizza gourmet, quella alta, con il topping posato sul piedistallo di focaccia neanche fosse un gioiello, fa parte ormai delle pizze italiane, accanto allo stile napoletano e agli altri.

Anche da Taverna Gourmet la base della pizza è composta dai fatidici 8 spicchi; su cui poggiano nel caso della Pizza degustazione ingredienti molto raffinati (35 euro, ma ve la consigliamo lo stesso).

Come comprensibile visti i prezzi, l’ambiente non potrebbe essere più distante da quello della pizzeria al taglio sotto casa.

taverna gourmet, milanotaverna gourmet; milano

Eleganza a profusione ma niente di troppo formale, tra colori freddi e luci calde, cucina a vista con gli chef-pizzaioli, Vincenzo Masi e Leonardo Giannico (sotto la gestione di Davide Iannaco), piuttosto giovani e sorridenti, oltre a una perfetta insonorizzazione delle pareti che mantiene il rumore sotto la soglia di guardia nonostante i pienoni.

C’è piaciuta davvero molto la pizza “Grano saraceno, provola dolce, tartare di fassona e foie gras pepe nero e champagne”

Bella la carta vini. Però, seriamente: il secchiello del ghiaccio non è fatto per la birra.

taverna gourmet; milanotaverna gourmet; milano

— Pizza: 35/35
— Ricerca sulla materia prima: 14/15
— Menu: 8/10
— Bevande: 9/10
— Rapporto qualità-prezzo: 8/10
— Ambiente: 10/10
— Servizio: 10/10
— Totale: 94

1. Lievità

via Carlo Ravizza, 11 – Via P. Sottocorno, 17

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Farine: Petra numero 3 (la domenica è disponibile anche l’impasto integrale)
Lievitazione: dalle 36 alle 48 ore, con doppio lievito
Forno: a legna
Tipo: napoletana in versione gourmet
Prezzi: 10-18 euro, escludendo la “pizza del mese”
Pizza più rappresentativa: “Miracolo”

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La nostra pizza milanese numero uno, quella di Lievità, due locali aperti in città a poca distanza uno dall’altro, ha le fattezze dal casertano Giorgio Caruso, classe ‘83, (attenzione, come vi abbiamo raccontato, al momento Caserta per una fortunata congiunzione astrale è l’unica città italiana che può mettere in discussione la supremazia di Napoli).

Cornicione alto, sposa nel corpo lo stile napoletano ma attenzione, meno fondente, più asciutto, quel tanto che basta a renderlo divisibile a fette ben delineate sul tagliere.

Gli ingredienti meritano un paragrafo a parte.

Ci siamo innamorati delle alici, se piacciono anche a voi cercate nel menu la pizza “Miracolo” e ci darete ragione. Poi abbiamo provato la pizza Crema salata di finocchi, fiordilatte di Agerola e salmone affumicato codanera”, che detta così sembrerebbe un paciocco stucchevole.

Invece l’equilibrio è disarmante. Quando tre ingredienti così eccentrici permettono di arrivare ancora con la voglia all’ultima fetta, significa che in cucina qualcuno sa il fatto suo, e non ha timore di osare.

Sorprendenti, a segnalare che la ricerca non è appannaggio esclusivo dei grandi chef, le nove versioni diverse della Margherita gourmet, veri virtuosismi a base di conserve e formaggio.

Per fare un esempio, lì dove il pomodoro è più acido, per esempio il pomodoro del Piennolo, va la mozzarella di bufala, più dolce.

livieta_pizzeria_milano_alicilivieta_pizzeria_milano_cornicionelievità; milanolievità; milano

Pizza: 35/35
Ricerca sulla materia prima: 15/15
Menù: 10/10
Bevande: 9/10
Rapporto qualità-prezzo: 9/10
Ambiente: 10/10
Servizio: 9/10
Totale: 97

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Chiara Cavalleris; Andrea Soban]

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

commenti (19)

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  1. Dico soltanto questo: non citare Vincenzo di Rossopomodoro in Porta Romana in un articolo del genere equivale a dimostrare di non conoscere nulla, e ripeto nulla, sull’evoluzione recente della pizza napoletana di qualità nel contesto milanese.

    E ignorare Luigi Capuano, che da 40 anni fa questo mestiere e ha issato molto prima di Sorbillo la bandiera della pizza fritta a Milano, fa nascere il sospetto che deliberatamente si ignori qualcosa pur di infarcire l’articolo dei bei nomi cari al vostro target di gastrofighetti.

    Saluti

    1. Secondo me se tu che non conosci proprio nulla incominciamo col dire che la pizza fritta esiste da secoli a Napoli dal film della loren poi se vuoi proprio sapere allora chi ha inventato la pizza fritta ed e il top ma non si spreca nemmeno ad uscire sui forum ecc si chiamano le figliole a forcella o la Masardona nelle case nuove quindi ne Sorbillo ne sto amene e cozze che ha Napoli sul lungomare e fallito e a milano non fa un coperto poi di chi vuoi parlare di rosso pomodoro che usa i prodotti uguale agli altri ma mette il suo nome e prende per il culo la gente ma solo la forza di chiamare Caputo e dire scaricami un tir e quindi grande Vincenzo capuano grande rosso pomodoro perché pagano perché no. Organizzate un evento a porte chiuse dove la gente con telecamere per strada intervistate dove si dimostra che non è gente comprata dove non sanno dietro a quelle pizze chi c’è assaggiano le varie pizze di questi ristoranti napoletani che hanno aperto a milano poi vediamo se la classifica e come dite voi fate questo chiamate Sorbillo rosso pomodoro i nomi che avete messo qui sopra e i vari su altri articoli donna Sophia dal 1931 Starita ecc chiudeteli in uno stend dove la gente non sappia chi sia a fare le pizze fate uscire fuori fate giudicare a gente non comprata e vediamo poi la realtà delle cose la prima cosa organizzatelo a Napoli dove la pizza e nata e vediamo se i napoletani si trovano con i nomi che avete fatto oppure fatelo a milano e fate giudicare alla gente che passa con dei piatti Bianchi senza il logo di nessuno con le telecamere presenti prendendo gente di passaggio

    2. Scusa Mario, ma la tua religione non ammette la punteggiatura e gli accenti?

    3. Mario, a parte che non si riesce a leggere quello che scrivi visto che sarebbe gradita, come detto, la punteggiatura e l’ortografia corretta.
      Ma da quel poco che sono riuscita a capire, vorrei ricordarti che l’articolo è PIZZA A MILANO, non a Napoli.

  2. Beh, beh…
    Non sarà fighetto con la barba e i risvoltini ma Rossopomodoro ha aperto la strada alla pizza napoletana, almeno da Firenze in su.
    🙂

  3. In soli 10 posti difficile riassumere un fenomeno tale: a Milano è esplosa la pizza (come esplose l’hamburger, più o meno gourmet).
    Per Ezio: mancano tra i nuovi anche Condurro e Olio a crudo.
    Per Rossopomodoro LAB, non saprei: in una top ten, io non lo metterei. A oggi, Lievità, Marghe e Berberè (in primis), Pometto e Sorbillo valgono molto di più.

  4. Sono in totale conflitto di interessi avendo anche io una pizzeria a Milano ma…cosa ci trovate tutti di così buono nella pizza di Briscola?

    1. Ciao. A me piace la pasta, la trovo invitante e digeribile. La scelta dei topping é sfiziosa. L’ambiente informale. Col diametro ridotto hanno azzardato, sdoganando la condivisione. La nuova sede a conferma del loro successo (almeno in termini di pubblico). Ma quando mi viene voglia di pizza, vado altrove.

    2. Infatti Andrea, io la trovo una napoletana standard senza particolari guizzi, meglio Rossopomodoro Lab, Anema e Cozze Orseolo, Leone ecc se si cerca una napoletana ben eseguita e stop, diametro a parte

    3. Questione di gusti. Se ora ho voglia di pizza, penso a Lievità, Piz, Marghe, Sorbillo, Berberè. Rossopomodoro Lab, Anema e Cozze Orseolo anche NO.

    4. Briscola (e Berberé): mah! Sono il 4° ed il 5° mistero di Fatima.

  5. Neanche io metterei Rossopomodoro nella top ten . Ottimo articolo, anche se ….briscola non sta nella mia top ten, e il servizio è 0….dato che paghi te alla cassa quando ordini, prima di mangiare. Tipo fast food
    Lievitá ….il servizio voto 2
    Non si capisce chi sono i camerieri, nessuna divisa o segno di riconoscimento
    Il fatto che la sera non si possa prenotare fa parte del servizio secondo me
    La “caposala” una volta mi ha letteralmente ruttato in faccia e continuava a ridere
    Il rapporto qualità prezzo ….ok….ci può stare, ma una bottiglia d’acqua 3,5€….è davvero esagerato
    Inoltre quando tagliano loro la pizza, sono molto ma molto approssimativi.
    Berberè ha un menù stagionale che riesce a rispettare sempre, da Lievitá manca sempre qualche pizza
    Per non parlare della lievitazione
    Bisogna dire che il servizio di berberè a Milano purtroppo è molto più scadente rispetto a quello della sede in via Petroni a Bologna

  6. Senza polemica, ma Bonci e Longoni son come il prezzemolo. Si mettono un po’ ovunque.

  7. Ma la voce ‘Lievitazione’ include anche i tempi di maturazione?

  8. Non entro nel merito della classifica o delle valutazioni personali, ma… cosa ti ha fatto di male l’italiano per giustificare i maltrattamenti ai quali lo sottoponi?

  9. Ma per favore, recensite solo gli ultimi locali aperti o quelli più alla moda quando ci sono pizzerie storiche decisamente migliori. Che senso ha citare un cocktail bar in via Solferino che fa anche pizze solo per dire che costano tanto? sai che scoperta, in quella zona evito accuratamente di andare a mangiare (tranne al Carslberg che almeno è una birreria, si presenta come tale e non delude). Il Berberè? Pizza mediocre a prezzi alti con poche fette già tagliate (12 euro è troppo) e servizio terribile con camerieri inadeguati che ci mettono una vita anche solo a portarti un menu.

    1. De gustibus: se ti piace andare al Carlsberg non stupisce non ti piaccia Berberè

  10. Io la pizza più buona di Milano non la vedo tra queste dieci, però non ve lo dico qual è, altrimenti poi ci vanno tutti e a me non la fanno più così buona, perchè si sa che per fare le cose bene ci va un po’ di lentezza e non voglio che mi si “milanesizzino”.

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