5 alle 8: strilli quotidiani


5 alle 81. Per un nuovo miracolo italiano: “Uscite dai call center, andate nei campi!”. [Carlo Petrini/Repubblica]
2. Finalmente! Consigli autorevoli sui vini da bere con la pizza. [Eric Asimov/The Pour]
3. Le (sexy) vegetariane della porta accanto. [Emily McCombs/Blogs]
4. McDonald’s, Reggio Emilia [3.7] [Stefano Caffarri/Appunti di gola]
5. Mamme, non comprate ai vostri bambini le uova di Topolino! [Ashley Colpaart/US Food Policy]




21 commenti a “5 alle 8: strilli quotidiani”

  1. bucanero bucanero commenta:

    A parer mio Petrini ci mette la solita foga da letterato…certo che andare a fare gli agricoltori per vedersi poi sottopagare i propri prodotti…

  2. Bacco Bacco commenta:

    Certo, prodotti sottopagati…come le uova di Parisi…o i polli di Viustino….dipende come ci vai in campagna…se fai della qualità verrai ripagato certamente…ovvio che se uno si mette a fare del mais….in mezzo ettaro…non ci campa

  3. Fante Fante commenta:

    Ho come però il vago sospetto che fare il contadino sia un lavoro molto duro.
    Insomma ho più una immagine da albero degli zoccoli che non da piccola heidi.

  4. Andrea Gori commenta:

    mi attirerò antipatie ma una donna che non si attacca ad un osso di bistecca non mi attizza neachè un pò, neanche fosse Gwyneth

  5. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    1. A parte un piccolissimo accenno agli ogm, come non essere d’accordo con Carlin Petrini? Anche perchè non sono più giovane. Mi piace la frase “Propongo di guardarlo in faccia il “made in Italy” del cibo, e di guardargli anche le mani, le scarpe, le rughe, le aziende”: storie, tradizioni, lavoro e territorio. Servono corsi che insegnino e vecchi che raccontino: non si può pensare che un giovane prenda e si metta a coltivare pomodori, così, come sul balcone. Insomma ci vuole una programmazione consapevole, se vogliamo anche per i giovani abruzzesi del dopo terremoto.
    3. D’accordo con Andrea Gori…aggiungerei anche un bel bicchiere di rosso, che fa sangue.
    4. Bisognerebbe fare una comparativa tra il panino fotografato e addentato da Caffarri e quello delle foto pubblicitarie: sarebbe come confrontare un pallone nuovo con uno sgonfio. Per non parlare di quello, il panino intendo, “asslurpato” dalla Padma, ma è di un’altra marca ( azz.. le “marche” di panini, come le macchine: non depone bene per la categoria)

  6. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Aggiungo
    2. Mi piacerebbe sapere se ad Asimov hanno servito il Montevertine a 17-18 gradi. Se ci sono riusciti, almeno. Perchè sono convinto che se lo chiedessi in Italia mi porterebbero la bottiglia che stava sullo scaffale accanto al forno, a temperature intorno ai 25 gradi e mi direbbero che il vino rosso si serve a temperatura “ambiente”. Qualunque essa sia, e qualunque sia il vino, dal lambrusco al brunello.

  7. PENETRONE PENETRONE commenta:

    Ma Caffari che è stato separato alla nascita da Sararlo non scriveva qui? Vi lodade e sbrodolate tra voi quattro cippe alate? Ma andare a lavorare? Troppa fatica.
    N’C lo’A'S tà.

  8. antonio antonio commenta:

    Petrini parla parla, e si fa anche leggere dalla gente che lo legge e diventiamo tutti filosofi del made in Italy, la qualita’ sopra la quantita’, quant’e’ bella la campagna, anche Obama ha l’orto dietro casa.

    Io mi chiedo, ma ci stiamo prendendo per il culo? Fare il contadino e’ un bucio di culo pazzesco, e il motivo per cui la gente fa l’impiegato e’ perche’ si guadagna di piu’ a fare l’impiegato con poco sforzo.

    Facciamo agricoltura biologca, niente ogm, niente pesticidi, niente concime se non lo stallatico, cosi’ siamo tutti un po’ slow food, poi arriva un parassita, ci distrugge la coltura e se ne parla l’anno prossimo. Eh no, ci sono i metodi biologici per rimuovere i parassiti, praticamente metti altri animali che li mangiano, etc etc, si’ si’. Ma stiamo parlando della stessa cosa?

    Petrini perche’ non da il buon esempio e si ritira dalle scene per andare a zappare per un anno, giudicheremo dai suoi prodotti dopo un anno, e soprattutto da quanta qualita’ e’ venuta fuori.

    Al signor Bacco, che dice che “se fai qualita’ vieni ripagato certamente” avrei tante storie da raccontare di contadini che qualita’ la fanno sul serio e ripagati certamente non lo sono; non credo sia giusto prendere come esempio le uova del signor Parisi (magari c’e’ l’articolo sul gambero rosso o l’abbiamo letto da qualche parte), quando il resto del mondo agricolo che fa qualita’ se la prende nel di dietro.

    Get real.

  9. antonio antonio commenta:

    mio dio ho visto solo adesso la pubblicita’ delle uova di topolino

  10. Bacco Bacco commenta:

    non oggi Bucanero…oggi siamo in un mondo virtuale e fatto di comunicazione e se prendi in mano solo la zappa quella ti si ritorce contro…almeno, quelli che ho visto io (e ne ho visti…) ci stanno dentro.
    CHe poi magari si aggiunga anche un ridimensionamento dei reali bisogni, non guasta.

  11. bucanero bucanero commenta:

    @Bacco
    Nessun problema…l’importante è ricordarsi che è facile parlare davanti ad un PC…poi è leggermente diverso quando ti trovi davanti al campo da lavorare…

  12. grazia Borgna -Levi grazia Borgna -Levi commenta:

    ho letto l’articolo di carlin petrini su repubblica che invita i giovani a lasciare i call center e tornare alla terra ebbene mio figlio silvio levi (info@cantinaleviti.it) l’ha fatto abbiamo affittato un’impresa vitivinicola a dogliani la terra dei suoi nonni produce due dolcetti doc e due vini di uve di brachetto tutti lo incoraggiano e gli fanno i complimenti per l’ottima qualità del vino e vengono a degustare ma le spese sono insostenibili anche per partecipare alle varie manifestazioni ci vogliono tanto soldi e un giovane che comincia da zero non li ha e quindi è destinato a lasciare la terra non ci sono promozioni per i giovani che scelgono di tornare alla terra e quindi le parole di carlin petrini sono illusorie ci dica piuttosto quali agevolazioni fa slowfood ai giovani imprenditori per partecipare alle manifestazioni di bra e alba


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