
Daniele: Parlo perché ci sono stato a c
delmer: Rosenberger...sorry!
Tommaso Farina: Iddio ti ringrazio, non si è a
delmer: in Austria e Germania (Baviera
1. Il ministro Zaia dice al Vinitaly che con 2 bicchieri non si può essere ubriachi (difficile che lì dicesse il contrario). WebWineFood riprende l’argomento. Un commento: Porto a pranzo un cliente, beviamo due bicchieri e ci levano la patente, mentre in discoteca c’e’ piu’ coca che polvere in terra. [Francesco Arrigoni/Corriere.it]
2. “Ehi tu, che compri il PREZZEMOLO TAGLIATO e chiuso in cellofan a 6 euro l’etto, te la meriti questa crisi, anzi sei questa crisi”. [Paola Dl/Friendfeed]
3. Enrico Bartolini di Pavia, Francesco Sposito di Napoli, Carmine Calò di Ascoli Piceno e altri cuochi salgono sul Frecciarossa Roma-Milano delle 12:30. [Paolo Marchi/Marchi di Gola]
4. Il fast-food all’italiana? Mac Dario, l’ultima del macellaio-poeta, Dario Cecchini. [Kamin Mohammadi/Guardian]
5. Il cucoco Davide Scabin spacca [Alifewortheating/Forum del Gambero Rosso]
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Pevò…
Chiaro (?) che Zaia non poteva dire diversamente, ma è anche interessante quello che ha aggiunto poi
“per risolvere il problema della sicurezza stradale non basta dimezzare il tasso alcolemico consentito. Quello che serve è un’ampia rieducazione alla vita, alla quale siano estranee compagne ideologiche che penalizzano solamente i cittadini”
Pur concedendo che se uno appartiene alla Lega non dice mai cose intelligenti, postulato assolutamente inconfutabile, specialmente se pronunciato in infradito etnico e borsetta di corda della fiera di sinigallia, direi che le parole di Zaia non sono poi così stupide
1. Continuo a sostenere che chi guida non deve bere, specie tra i ragazzi. E non importa che sia scritto o meno, che sia legge o meno, che sia centellinato o meno: è capacità di decidere, libertà di scegliere, assunzione di responsabilità. Educazione alla vita, dice Zaia. Sono d’accordo.
4. Mi fa specie che le iniziative di Dario Cecchini siano riprese dalla stampa straniera (mi sembra che su queste pagine se ne sia già parlato a proposito di un articolo americano). Mi chiedo se sono gli italiani che sono invidiosi e ciechi, o se il Cecchini è tutto fumo e niente arrosto ( o niente ciccia).
5. Qui mi incavolo (invidioso). Cacchio che Scabin non fosse più scienziato pazzo, alchimista del packaging, lo si sapeva da anni. Ma questo signore, beato lui, ha avuto bisogno di tre cene tre, in breve tempo, per rendersene conto. O è duro di comprendonio, o è uno schiaffo alla miseria.
Il vero fast food italiano e’ il cibo di strada, diverso da regione a regione, anzi quasi da citta’ a citta’. Da Cecchini, nella stanza ricavata sopra la macelleria di Panzano, si mangia il fast food all’italiana come pensano che sia gli americani
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mentre Bartolini, Sposito e Calò salgono sul Frecciarossa (e va alla grande, eh!)
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