Al mio via scatenate l’inferno: abolire coperto e servizio dai ristoranti italiani
Mancherà del prerequisito non avendo gli occhi blu di un Civati, ma sono molti a inquadrare Matteo Renzi, sindaco di Firenze, come leader a venire del PD. Non per recitare il de profundis sulla sua carriera, ma Renzi (la giunta) non farà mai cose più importanti di quella che sta facendo ora. Vuole abolire coperto e servizio dai ristoranti italiani fiorentini. Andiamo con ordine, la prossima settimana comincia a Firenze “Tavolini fuori”, in pratica, si cena all’aria aperta in 18 strade della città, incluse Via Calzaiuoli, Piazza Santa Croce, Piazza Strozzi, tra animazione, lumi di candele, allestimenti particolari. E fin qui.
Ma la vera novità è il protocollo d’intesa firmato da Comune e Provincia. Per diventare “Amico Restaurant” con tanto di pecetta all’ingresso dei locali, la condizione non negoziabile è abolire coperto e servizio. Meglio se tutti e due, ma uno di sicuro, visto che in ogni caso non sarà possibile avere entrambe le voci nel menù.
Retaggi medievali del tutto estinti in Europa, ecco cosa sono coperto e servizio. Tasse da corporazione, anomalie impossibili da spiegare agli stranieri, se prendete 3 piatti e una bottiglia di birra a Londra, per dire, il conto sarà di 4 voci, lo stesso conto in Italia ne avrà 6, ma si può? Non so qual è la spiegazione, nessuno la sa, forse perché una spiegazione non c’è. Le scuse accampate dai ristoratori sono ridicole, tipo quella del cliente che blocca il tavolo tutta la sera per un’insalata.
Badate, nessuno dice che i conti dei ristoranti europei siano più leggeri dei nostri, ma all’estero hanno capito che per evitare l’effetto coperto e servizio, vero braccio armato di chi denigra l’Italia, è meglio distribuirli nei prezzi dei singoli piatti. “I ristoranti”, dicono a Firenze – “sono una componente importante dell’immagine di una città nel mondo”. Appunto.
Una domanda rivolta ai lettori di Dissapore, per finire, e un’altra per i lettori-ristoratori.
1) Voi avete capito perché coperto e servizio non sono mai spariti dai ristoranti italiani? Beh, se sì, dovete dircelo.
2) Qualcuno che ci legge ha eliminato coperto e servizio dal suo ristorante? Avete avuto dei benefici, e quali? E chi se la sente di fare un passo indietro eliminando finalmente dal suo menù gli orrendi balzelli?
[Fonti: Corriere Fiorentino]










se i costi di coperto e servizio, li togli per ridistribuirli nei costi di ogni singolo piatto, allora mi chiedo cosa cambia.
è solo marketing
esatto. lo stavo scrivendo anch’io.
be’ è anche chiarezza.
Ma scusa è chiarezza sapere che paghi 2 euro fissi per il coperto qualsiasi cosa mangi, oppure 14 Euro per un sottofiletto che prima dello spalmo costava 12??
In efeftti qualcosa cambia, ma in peggio. Perchè? Semplice, mettetevi nei panni di un ristoratore. Se dovete coprire quei costi “spalmandoli” sul prezzo del piatto è molto più facile che i ricarichi siano maggiori di quanto lo è in realtà il costo del coperto stesso. Vi siete mai chiesti perchè in un 3 stelle michelin un riso mozzarella e pomodoro costi 70€ ? E poi è facile comfrontare sempre Italia e Germania due regimi fiscali diversi.
questo può essere vero, ma è poi il cliente a decidere se “quel” ristorante (che ha distribuito i costi in un certo modo) ha il giusto rapporto qualità/prezzo.
Almeno però si parte da un prezzo per portata chiaro e inequivocabile
Quindi è meglio pagare di più, ma che si chiara la cifra, che pagare meno e dover fare un calcolo?
Per il ristoratore si, ovvio. Contenti e cornuti ….
Ma certo che no, non sia mai!
Mi spiego. A mio avviso l’aspetto “chiarezza” sui prezzi e l’aspetto “prezzo” sono totalmente distinti.
Non mi sembra particolarmente complesso distribuire i costi del servizio/coperto sui costi delle portate in maniera equa.
Se poi questo porta qualche (e non tutti) ristoratore ad un arrotondamento per eccesso, sarà comunque il cliente a decidere se il rapporto qualità/prezzo del ristorante è corretto o meno.
Ma almeno così non si trova in conto voci che non ha ordinato.
Michelangelo, il tuo punto di vista è corretto, perchè la vedi da cliente
E’ anche vero, che, se passi davanti un ristorante e vedi un menù dove magari i prezzi sono comprensivi di coperto e altri no, è facile essere attirati dai prezzi più bassi. (Sono leggi di mercato, non lo dico io). Questo non deve essere una fregatura per quando entri ti siedi, mangi e poi paghi e scopri solamente dopo aver consumato il costo del coperto, ma è una strategia per attirare più gente possibile. Ovvio che il prezzo del coperto deve essere esposto al pubblico sia sul menù esterno che sul menù interno. Dopo aver consumato, potrai scegliere veramente quel’è il ristorante con il miglior rapporto qualità prezzo, con coperto o senza coperto. Tutte le aziende sulla faccia della terra hanno delle strategie di marketing, il ristoratore non può sempre fare beneficenza.:-)
Dite al nostro “caro” (in tutti i sensi) sindaco Matteo renzi, che diminuisca (o almeno non rincari) le tasse, queli l’Ici, la tarsu, il suolo pubblico, ecc….e allora sarebbe più facile per noi ristoratori praticare prezzi più ragionavoli.
Mica tutti possono permettersi di andare a cena fuori e al momento del pagamento esibire la carta prima della Provincia e ora del Comune??
Renziiiiiii svegliaaaaaaa
Ma al 5,20 € dell’ espresso nessuno ci ha fatto caso?
e vi lamentate del coperto????
Dunque in Italia abbiamo menù alla carta dove scegli tu cosa mangiare e quanto spendere ogni portata ha il suo prezzo, coperto compreso.
La nostra non è la cultura del fast food e nemmeno del piatto unico, semmai del cibo slow, dove ti siedi ad un tavolo apparecchiato in un certo modo, tovaglie tovaglioli e coprimacchia di stoffa, doppio bicchiere, doppia posata, pane a richiesta e grissini, le diverse portate ti vengono servite al tavolo, scegli tu cosa mangiare e quindi quanto spendere. Se per questo devo pagare un coperto di 2 euro, beh posso anche fare lo sforzo di capire che quanto mi viene offerto ha un costo impossibile da ripartire sulle diverse portate.
Mentre è differente se ho un menù fisso, anche qui in Italia li abbiamo e sono sicura che non troverete su quel tipo di menù il prezzo del coperto da pagare a parte.
Non credo sia una cosa così difficile da capire e nemmeno scandalosa anzi.
Per dire, c’è un posto dove ogni tanto vado a farmi una pizza. Sta sul Garda e, come tutte le pizzerie dell’Alto Garda, è presa d’assalto dai germanici. Apri il menù e dici però, care queste pizze. Poi finisce che mangi, bevi e al momento del conto ti accorgi che hai speso meno di quanto spendi nelle pizzerie per non germanici. Allora ci pensi un po’ su, ti rigiri la ricevuta tra le dita e capisci. Non ti hanno fatto pagare il balzello. Roba di civiltà che allarga i polmoni.
In compenso però in molti stati c’è la mancia obbligatoria…
sicuramente non in germania e in francia
secondo, i soldi del servizio se l’intasca il cameriere? no giusto per sapere cosí la prossima volta la mancia me la risparmio
si anche io non ho più coperto tanto lo ricarichi nei piatti e nessuno se ne accorge ,ma togli quella brutta voce che tanto da fastidio .
La gente non vuol vederlo scritto perchè è una voce in più che il ristoratore ti impone ……togliendola sono tutti più contenti
Sinceramente non so che benefici possa portare averlo eliminato!!!
Bottura ad esempio non mi avrebbe perso, come cliente…
Io ti avevo suggerito di sostituire la voce “pane e coperto” con “noleggio sedia e ingombro volumetrico del MIO spazio”.
Così, tanto per variare.
Aria respirata ?
manco io capisco questa avversione sul coperto, mi pare meglio pagare 2 euro il coperto (a coprire tovaglia, tovagliolo, lavaggio, pane) piuttosto che aggiungerli ad una portata.
Preferite pagare una ribollita 8,50 comprensiva di coperto o 6,5 la ribollita e 2 euro di coperto?
fortuna che Burde non è in centro…;-)
In realtà non andrebbe aggiunta la quota del coperto a UNA singola portata, bensì redistribuita (forse, è solo una valutazione…) su una media di 4 portate… così facendo dovremmo aggiungere circa 50 centesimi a portata. L’amico che prende solo la ribollita avrà un conto di 7 euro, a differenza delle 8.50 date da prezzo della ribollita + coperto. Chiaramente è tutto approssimativo, in quanto chi prenderà più di 4 portate avrà un costo maggiore di quello col coperto (e qui ci “guadagna” il gestore…) così come chi prenderà meno di 4 portate ne beneficerà (ai danni del gestore…).
Insomma non so, forse sarà utopico, ma per far si che funzioni andrebbe ELIMINATO del tutto, senza ritocchi agli altri prezzi…
toglierlo è semplice, il problema è un altro, toglierlo senza spalmarlo sul resto del menù, magari aumentandolo di fatto !
io trovo più scandaloso ancora del coperto pagare una volgare bottiglia di acqua minerale di quelle che trovi anche ll’ard discount da 3 a 10 euro con ricarichi di gran lunga superiori a quelli del vino !
Sono appena stato a New York: provate a lasciare il ristorante senza avere lasciato il 15% del conto come mancia.
)
Provate, italiani gourmet
Già.. la prima volta a NYC venni rincorso da un incaxxatissimo cameriere fin sulla strada
A me in Canada invece mi ha guardato e detto: “Europeo vero?”…;))
a questo punto…..meglio pagare il coperto
@gianluca, @kali, ecc.
buon per voi che non avete mai fatto i camerieri… non vorrete mica farci credere che il coperto intascato dal gestore equivale alla mancia obbligatoria ad un ragazzetto che tira su due lire durante gli studi spero.
Beh, ormai in US se il tavolo è per più di 4-5 persone il 15% di servizio è aggiunto d’ufficio al conto
15%? ragazzi, fidatevi di me che sono americano. Come avete detto, la mancia è obligatoria in America e quelli che lasciano il 15% o sono vecchi e non capiscono che 15% è poco o sono tirchi e non apprezzano il servizio offerto. La norma per tutti gli altri è lasciare il 20%.
per la cronaca ci ho provato e sono comunque uscito sano e salvo…:-)
Comunque da questo punto di vista (e non solo, sulla ristorazione) gli USA sono un pessimo esempio da non prendere in considerazione.
provate piuttosto a confrontare un cameriere medio di new york, sidney, vancouver o tel aviv ecc la strafottenza di uno medio in Italia. Proprio l’altra sera ero in fila a trastevere aspettando il tavolo quando il proprietario ha deciso di lasciar sfilare davanti a me un gruppo di suoi conoscenti. Hai voglia a lamentarti.
Al cameriere che ti si presenta con il nome e ti serve sorridendo lascio volentieri il 10%.
cosi’ come mi e’ capitato all’estero di non lasciare nulla facendo notare che il servizio non era stato di mio gradimento. e nessuno mi ha rincorso.
Certo sono generalizzazioni, ma non molto lontane dalla relta’.
Posso tranquillamente affermare che nella mia Osteria
il servizio non è mai sato pagato
il coperto è stato eliminato da oltre un anno (senza averlo spalmato sul costo dei piatti)
nel menù è indicata a costo zero (Euro = 0) la possibilità di ottenere al tavolo una caraffa d’acqua di rubinetto
Ciao
.
questo è onorevole e giusto da parte tua , anche io nel mio ristorante non ho mai fatto pagare coperto e servizio ne il pane che faccio da me in svariati modi usando una farina biologica da 1,70 euro per kg , però la scorsa estate ho cenato da Uliassi quindi un grande ristorante con prezzi adeguati e alla fine su 360 euro di conto c’erano 13 euro di coperto, allora mi sonodomandato se sono io lo stupido che vendo i miei piatti ad una media di 12 euro non facendo pagare il balzello avendo tra l’altro gli stessi costi di lavanderia di Uliassi usando tovaglie di lino che mia moglie ristira tutti i giorni sul tavolo , quindi comincino “i cavalieri della tavola rotonda” a dare il buon esempio che poi anche noi comuni mortali seguiremo la strada
…ma non stiamo parlando del fatto se sia giusto o meno pagare costi di servizio e gestione…stiamo parlando di una loro cattiva (o ingiustificata) distribuzione: perché immagino che il ristoratore paghi tovaglieria, personale, ecc. anche sul piatto di spaghetti o sulla bistecchina, mica solo sulla voce “coperto, pane, servizio”.
Perciò a me pare poco chiaro quello che sto pagando, soprattutto se mi siedo per consumare solo un primo e un bicchiere di vino… oppure vogliamo mettere un tetto alle spese del cliente??
Argomento complesso.
Anche a me da fastidio quella voce nel conto ma facciamo due calcoli: per un ristorante che fa 15.000 coperti l’anno a €2.00 sono 30.000€.
Ed ora come la mettiamo?
Ci rinuncio? Li regalo?
Oppure li spalmo sui piatti che penso di vendere e niente cambierà!?
Anzi…. il cliente buono che al mio tavolo consuma 4 piatti finirà x pagare molto di più di uno che viene x mangiare un solo piatto…. io normalmente faccio il contrario…. a chi consuma bene offro il caffè e tolgo il coperto!!
Credo che potremmo discutere x giorni ma chi toglierà il coperto nn rinuncerà mai a quei 25, 40 o 50.000€!!!!
concordo in pieno. Credo che questa politica sia praticata da molti
In Spagna, dove vivo da diversi anni, non ci sono queste voci ma i prezzi nel menù sono sempre al netto del 7% di IVA … quindi forse è ancora più caro che i 2€ del coperto italiano.
Come sempre noi italiani vogliamo fare le riforme guardando all’estero ma poi facciamo le cose all’italiana(vedi presidenzialismo). Il famigerato scontrino di Caffarri riportato in fotografia è sconvolgente se uno non sa che in Germania è “obbligatorio” lasciare il 10-15% di trinkgeld (pur boire, mancia)che quindi avrebbe fatto lievitare il conto di circa 15 euri.
Ovviamente ci sarebbe da discutere se è giusto che quei soldi vadano al personale(mancia) piuttosto che ai ristoratori(coperto e servizio), ma questa è più che altro una questione sindacale.
Io comunque preferirei pagare la mancia, così almeno si potrebbe dare un apprezzamento misurabile alla gentilezza di chi ci ha servito e alla bontà del cibo senza che questa cosa sia avvertita come un balzello.
Non vorrei tirare in ballo Raspelli ma quello che io trovo mediamente schifoso in italia sono i metri quadri e il livello igienico dei bagni dei locali pubblici.
Obbligatorio? Allora nelle mie ultime tre vacanze in tre anni in Germania sono stato un fuorilegge, visto che non ho mai pagato questa obbligatoria percentuale. Ho lasciato la mancia, certo, ma di sicuro non il 15 per cento
L’ho scritto tra virgolette apposta
. Io ci ho vissuto un pò di anni in D e credimi non lasciarla è considerata una grave scortesia.
Buono a sapersi, grazie
frequentato a lungo la germania e la mancia non è affatto obbligatoria, del 15% poi. certo arrotondare il conto è segno di cortesia ma se non lo fai la volta successiva ti trattano alla stessa maniera. sarà forse perchè in germania anche i camerieri percepiscono uno stipendio decente?
Preferisco un trinkgeld più o meno obbligatorio, commisurata alla gentilezza e qualità del servizio (non per niente negli US i camerieri sono gentilissimi e solerti. Rileggete un vecchio libro di Andrea De Carlo, credo treno di panna, dove si descrive il sistema) piuttosto che pagare 5 euro di coperto più 15% di servizio in un ristorante di Capri, per cibo mediocre e servizio pessimo. Lo so, sono stupido.
era ora, il coperto è un costume troglodita della cucina italiana, risalente alle bettole dell’ottocento. molto meglio il servizio!
solo che nella ristorazione fiorentina ormai è l’ultimo dei problemi…
Il servizio, espresso come percentuale del conto, è una porcata immane.
Ad esempio a Roma ce ne sta uno amatissimo, quotatissimo e recensitissimo (e abilissimo nelle pr, aggiungo) che il servizio lo fa pagare.
Incredibile che nelle innumerevoli recensioni lette (su forum, blog e altrove) nessuno si sia mai lamentato di questa ingiustificata gabella.
“Te lo meriti Alberto Sordi, te lo meriti Alberto Sordi!” (cit.)
Ciao Betulla,
accidenti, mi hai fatto tornare in mente questo episodio!
Avevo visto sul menù la percentuale del servizio, senza però poi ritrovarla nel conto finale. Mi era rimasta la perplessità – ma come funziona?
Poi diciamo anche che se in un’osteria / trattoria è un peccato veniale è meno perdonabile (e comprensibile) nei ristoranti di alto livello dove il prezzo dei piatti contiene già molti aspetti “intangible”. o no?
“ce ne sta uno…” di ristorante.
Sorry.
nome e cognome please
Nome cognome e indirizzo:
http://www.viamichelin.it/web/Ristorante/Roma-00193-L_Arcangelo-237488-41102
CVD
“Te lo meriti Alberto Sordi!” (cit.)
io non lo sapevo e ne ho preso nota
Salve io l’ho tolto a furia di sentire le lamentele su dissapore senza spalmarlo sul menu’. Facendo 6-8 tipi di pane piatto di ben venuto,alcune volte anche il pre dessert gratis,ma a fine serata mi tocca lavare i piatti.
Per fortuna, dare da mangiare ai clienti sui piatti sporchi non sarebbe proprio il massimo.
Io sono andato una volta a cena e ho scoperto che qualcuno aveva pagato il coperto al posto mio.
Preferivo un appartamento di fronte al colosseo, ma si sa che a caval donato…
si eliminiamo questa gabella inutile, anche perché mi sono rotta di pagare il coperto in posti dove traventano un pezzo di carta paglia facendotela passare per cosa chic, sopra ad una bella spugnata del tavolo a mo’ di pulizia (mi direte ma che è una bettola? no no.. fior fior di enoteche!).
.. aggiungerei.. visto che il sindaco di Firenze sta facendo qualcosa, potrebbe fare di più anche per difendere la nostra gastronomia: a Firenze ho visto servire spaghetti con il ketchup (non so nemmeno se si scrive così) alle 4.00 del pomeriggio orario non stop.
Il cibo è cultura, la cultura è ciò che viene invidiato nel bel paese, bene, allora facciamo che venga rispettata da operatori e turisti anche e soprattutto nel cibo!
Si, ma la cultura non la si può imporre per Legge…
Oltre al coperto, c’e’ anche di peggio; in certi Stati sta diventando obbligatorio indicare, oltre al prezzo, anche il valore calorico (possibilmente in kJ).
Altro malvezzo insopportabile: il prezzo indicato in funzione del “peso”.
su lprezzo indicato in funzione del peso non sono proprio d’accordo… come si può quotare, ad esempio, una bistecca? facciamo pagare lo stesso prezzo sia per 300 grammi di carne e che per 700?
O un aragosta o degli scampi?
Questa discussione mi fa venire in mente le riparazioni per un abito, una giacca o un pantalone nel mondo dell’abbigliamento. Nel mio negozio per politica abbiamo deciso di includere le riparazioni nel capo di abbigliamento. Il prezzo indicato è il prezzo “finito”, incluse tutte le riparazioni. Poi su quel prezzo spesso applichiamo eventualmente uno sconto, ma sempre prezzo finale è. Personalmente parlando trovo antipatico acquistare un abito a 700 Euro e poi dover aggiungere altri 30 o 40 euro per stringere di qui ed accorciare di là. Ovviamente non è per i 30 o 40 euro, ma per il principio. Il ristorante, a mio modo di vedere, non si dovrebbe discostare da questo principio.
si… in un ristorante dove si spendono 100 – 150 euro per un menù degustazione sono d’accordo.
Mah, Luca, in realtà secondo me lo stesso discorso dovrebbe valere anche per un ristorante in cui si spende meno.
Proseguendo nel mio paragone, noi anche sugli abiti meno costosi usiamo la stessa regola, così come su un normalissimo pantalone grigio pulito pulito. Personalmente lo trovo più elegante ma, ribadisco, si tratta di pareri molto personali.
argomento difficile da generalizzare… la possibilità di eliminare questo tipo di costi aggiuntivi credo dipenda anche dai volumi di vendita e dai ricarichi che si posso applicare sui prodotti. Non conosco i costi di gestione di un negozio di abbigliamento/sartoria ma le assicuro che quelli della ristorazione sono molto alti e, come diceva un lettore qualche commento fa, è molto difficile rinunciare ad una forma di introito
Da quando abbiamo aperto il Ratanà abbiamo eliminato coperto e servizio: per evitare di doverlo “spalmare” sul menu abbiamo optato per un tovagliato più sobrio, cioè tovagliette di lino quadrate invece dei drappeggi del passato.
Il beneficio è uno e grande: non siamo più costretti a ricorrere a spiegazioni da azzeccagarbugli per chiarire “what’s koperto” agli stranieri!
Devo dire anche che non siamo affatto soli in questa tendenza: a memoria, cito due altri ristoranti milanesi di apertura relativamente recente, Manna e Ad Maiora. On a side note, il servizio a 0 euri è solo uno dei molti loro pregi!
Da quando abbiamo aperto il Ratanà abbiamo eliminato coperto e servizio: per evitare di doverlo “spalmare” sul menu abbiamo optato per un tovagliato più sobrio, cioè tovagliette di lino quadrate invece dei drappeggi del passato.
Il beneficio è uno e grande: non siamo più costretti a ricorrere a spiegazioni da azzeccagarbugli per chiarire “what’s koperto” agli stranieri!
Devo dire anche che non siamo affatto soli in questa tendenza: a memoria, cito due altri ristoranti milanesi di apertura relativamente recente, Manna e Ad Maiora. On a side note, il servizio a 0 euri è solo uno dei molti loro pregi!
Ho mangiato (ottimamente) da voi sabato sera e ho notato con piacere l’assenza di questi vetusti balzelli dal conto.
Bene, bravi, bis.
Saluti
Giacomo
thebigfood
Ma grazie, che gentile – siamo molto contenti che siate stati bene!
E’ da un pezzo che i ristoratori più attenti hanno abolito S.+ C.
Ho partecipato ad un forum organizzato dal centro studi turistici di Firenze con alcuni ristoratori fiorentini della Confesercenti ed, ovviamente, la questione coperto è saltata fuori. Per anni sono stato un assertore convinto dell’abolizione del coperto ma alcune parole dei ristoratori mi hanno messo qualche pulce nell’orecchio: due esempi, olio e formaggio. Se metti una formaggiera su un tavolo di turisti stranieri questa ti viene terminata perchè il parmigiano viene versato anche sul pane e mangiato a mo’ di stuzzichino.Non parliamo dell’olio, con il quale vengono fatte ampie fettunte. Provate fare la stessa cosa in altri stati e vedrete la vostra considerazione..Quindi, a mio avviso, l’abolizione del coperto è un’ottima politica di comunicazione all’estero, visto che come noi capiamo che in altri paesi deve versare il 15% obbligatorio, gli altri potrebbero capire il coperto.Il costo del coperto, comunque, sarà evidentemente spalmato sul resto dei piatti oppure comparirà, come a Roma, la dizione pane sul menu. E’ chiaro che sto parlando di locali estremamente turistici, posti in centro città. Sulla percentuale di servizio il discorso è semplice: da quando il CCNL ha abolito il lavoro ” a percentuale” per i camerieri”, il 15% del servizio viene percepito direttamente dal ristoratore(e non potrebbe essere altrimenti per legge!) Come poi lo utilizza sta alla sua discrezione, ma certo che, se in Italia troviamo sempre persone poco disposte a fare il cameriere un motivo ci sarà..in USA e in Inghilterra, la percentuale fa vivere benissimo camerieri che possono lavorare part time e mantenersi un lavoro creativo come pittore, fotografo, scultore, ecc. Sul discorso del peso, la storia è antica e nessuno la vuole risolvere: basterebbe fare come succede per il tartufo, bilancia a vista, peso mostrato al cliente e il gioco si risolve. A Firenze un solo ristorante attua questa politica, per il resto si sta al buon cuore..decine di alunni che hanno lavorato nei ristoranti fiorentini mi hanno spiegato come il peso è una “variabile convulsa”:-)). Ma anche per i ristoranti di pesce basteerbbe fare la stessa cosa..
Conosco un gestore di Piazza Signoria…
Anche lui mi raccontava spesso dei turisti che ordinavano un insalata e uno spaghetto e poi stavano al tavolo due ore a mirare le bellezze li intorno, consumando un cestino di pane (spesso chiedendone un altro) e vuotando oliera e formaggera…
In questi casi è difficile dargli torto… anche se 12 euro uno spaghettino al pomodoro e 8 euro un insalata…
in italia in cambio del coperto ti danno pane e tovaglia pulita.
in inghilterra un pezzo di pane te lo fanno pagare 2 pound.
anzi, il pane non te lo portano da nessuna parte. coperto forever, se include un bel cestino di pane.
la cosa schifosa, orrenda, scandalosa, raccapricciante, e’ che in italia non ti danno mai acqua del rubinetto. e se la chiedi, ti portano la depurata a 2 euro. oppure neanche quella.
in inghilterra di mancia si da’ il 10%.
in germania si arrotonda, o almeno a berlino (di solito max 5-10%), poi se kapakkio viveva in una banca di francoforte o faceva sempre il gransignore, beh, allora date pure il 15, 20 o 50%, a discrezione…
Forse io vivevo in una banca di Francoforte e tu invece frequentavi quello spilorcio di zio Paperone ma tra 10-15% per cento e il tuo 5-10% non mi sembra ci sia questa differenza. Comunque uno può fare sempre il turista e far finta di non saperlo ma un tedesco una mancia attorno al 10% la lascia sempre poi se è l’8, il 11,5 non mi sembra un fatto fondamentale è chiaro che si arrotonda.
Trovo singolare invece che si faccia una polemica sulla mancia metre si pagano semai percentuali superiori e obbligatoriamente come servizio e coperto senza batter ciglio. Personalmente preferisco la mancia perchè così si può esprimere un gradimento per il servizio ricevuto.
Giusto per farsi capire una volta per tutte, visto che con le mance avete tutti questi problemi: per lo scontrino tedesco nella foto io avrei arrotondato a 130 (lasciando 12,80 di mancia che sono un pò più del 10%) a sinistra sullo scontrino italiano come si può facilmente vedere avete pagato senza la soddisfazione di fare i gransignori 12 euri di coperto e 9 di acqua.
Meditate gente, meditate.
ma quale soddisfazione.
se l’usanza del posto è la mancia obbligata, non fai assolutamente il gransignore, visto che lo fanno tutti.
Su un conto di 100 euro, una mancia del 5-10% vale un costo aggiunto che sta tra 5 e 10 euro; una mancia del 10-15% vale tra 10 e 15 euro. Siccome la matematica non è un opinione, la differenza c’è eccome e viaggia tra il 100% in più (10-5/5) e il 50% in più (15-10/10). In media, se vogliamo, un 75% in più.
Se per te non fa differenza… forse è davvero una banca di Francoforte che ti pagava i conti del ristorante.
La mancia, nella nostra cultura, esprime quantitativamente un apprezzamento soggettivo rispetto alla qualità del servizio prestato; il coperto è invece il rimborso di un costo fisso oggettivo non spalmato sul numero di portate medie ordinate dal cliente tipo.
Anche qui la differenza è notevole, mi pare.
Grazie per il brillante calcolo matematico.
1- in Germania tutti lasciano una mancia. (e non simbolica!!!)
2- in Germania su tutti i pasti si paga il 19% di tasse.
cena da 100 euro = 119 più mancia
Nel prezzo è già inclusa l’iva del 19% come si evince chiaramente dallo scontrino sulla destra, solo che a differenza dell’Italia la voce iva viene specificata nel conto finale.
Secondo me c’è un principio fondamentale: quando mi siedo ad un ristorante (pizzeria/taverna/fate voi) devo sapere quanto spenderò. Punto e basta. Personalmente non ho alcuna difficoltà con il coperto, a patto che sia indicato nel menù. Ma se gli stranieri non lo conoscono, pur vedendolo nel menù non lo “metteranno in conto”, e quindi sarà per loro una spesa inaspettata alla fine del pasto (e quindi è logico che la troveranno poco corretta). Visto che siamo un paese turistico, mi sembra questo un motivo più che sufficiente per indurre a levare il costo del coperto (spalmandolo sul costo dei piatti, certo): rispettiamo i nostri ospiti.
Se il coperto può avere un senso (“premia” chi consuma di più a discapito di chi prende un solo piatto), trovo privo di senso il servizio. Non c’è veramente nessun motivo per non caricarne il costo sui singoli piatti.
I problemi veri (dal punto di vista del consumatore) mi sembrano però altri… Un plauso a chi accennava alla questione delle acque: in molti ristoranti ho osservato il diffondersi dell’abitudine di vendere l’acqua microfiltrata allo stesso costo a cui prima era offerta la minerale. Al di là degli indubbi benefici ambientali, trovo che sia semplicemente scandaloso: non posso credere che la microfiltrata costi al ristoratore quanto la minerale. Ed ancor più scandaloso nei luoghi in cui l’acqua del rubinetto non solo è potabile, ma di gusto complessivamente più che accettabile.
Se dovessi indicare 3 “obblighi” che imporre volentieri ai ristoratori sono:
1) acqua del rubinetto gratis o a costo simbolico;
2) menù esposto all’esterno e portato al tavolo;
3) bilancia in sala per qualsiasi cosa “a peso”.
Il coperto mi sembra meno urgente…
I nostri cugini d’oltralpe su queste tre cose ci insegnano molto.
Per quanto riguarda l’acqua microfiltrata: anche io ho difficoltà a credere che costi quanto quella in bottiglia. Però molti ristoratori mi hanno spiegato che, in realtà, a loro non costa uguale: costa di più. E che il vantaggio di avere la microfiltrata è solo logistico, di non avere necessità di stoccaggio e rifornimenti
scusate ma l’acqua del rubinetto uno se la beve a casa.
magari va bene per le pizzerie.
ma al ristorante voglio solo acqua in bottiglia di vetro, grazie. e se possibile anche la carta delle acque, così scelgo, in base a ciò che mangio.
Perché non fare chiudere tutti i ristornati cari?:-))
E vietare la vendita di auto che non hanno la vernice metallizzata compresa nel prezzo?
E poi eliminare le tasse delle guerre puniche che ci sono ancora sulla benzina?
E poi, e poi, e poi…
scusate, ma in pratica, secondo voi come si farebbe a suddividere il coperto sul costo dei singoli piatti?
cioè se il coperto è 5 euro, su 3 piatti come fai a dividerlo?
1,33 euro a piatto. avremo i paccheri che costano 16,33 euro.
non fa ridere?
in realtà si arrotonderebbe. e siamo in italia. indovinate come si arrotonderebbe?
io dico teniamoci il coperto, altrimenti alla fine spendiamo sicuramente di più.
e le mancie obbligate sono squallide. perchè la mancia o è elevata, oppure può anche essere offensiva (tipo chi lascia 2 euro al cameriere…..manco fosse un lavavetri)
ops….scusate per il mio brillantissimo calcolo.
volevo dire 1,66
L’incidenza del “coperto e servizio” sul conto totale di cui sopra è di circa l’8.5%. Tolto il vino crescerebbe al 10.8%.
Quante più portate ordini, tanto inferiore sarà l’incidenza sul tuo conto finale di quella voce e viceversa.
Il ristoratore è sicuramente in grado di calcolare l’incidenza media delle voci “coperto” sull’incasso medio giornaliero, mensile, ecc.
Il punto è che alla fin fine dovrebbe aumentare tutti i prezzi a listino di quella percentuale media (+/- arrotondando).
Se ipotizziamo in 35 euro il costo di un pasto tipo/persona in un ristorante medio, vediamo che 3/35 fa appunto all’incirca l’8.6%.
E’ ovvio che tovaglia, tovaglioli, pane, ecc. per il ristoratore costituiscono un costo fisso che è invariante rispetto al numero di portate ordinate dal cliente.
In realtà inserirle come voci separate è più corretto.
Inoltre consente di tenere i prezzi a listino più bassi mediamente dell’ 8-12% e in termini di “marketing” ciò è sicuramente preferibile ( = maggiore propensione a spendere per il cliente).
Dopodiché sarebbe da discutere appunto se sia preferibile o meno spalmare la maggiore incidenza del costo “coperto” di coloro che spendono meno sulle spalle di coloro che spendono maggiormente ordinando un numero superiore di portate.
Dal punto di vista del ristoratore è sicuramente preferibile trattare “meglio” chi più spende. O no?
Ma col caiser. Così 3 euro di coperto spalmato su quattro pezzi diventano 0.75 centesimi l’uno _OVVERO_ 1 un euro. Please don’t feed the troll.
[...] La recente notizia secondo la quale il sindaco di Firenze vorrebbe abolire servizio e coperto dei ristoranti ha riproposto l’annosa questione, puntualmente affrontata dall’articolo di Massimo Bernardi. [...]
[...] “making of” potete suggerire i vostri. 4 – Dove osa Matteo Renzi, sindaco di Firenze. Abolire coperto e servizio dai ristoranti. 5 – Barilla annuncia perdite, evitata la legnata grazie a biscotti e merendine. Ed [...]