Alle italiane piace palpare. I muffin
Volete avvitarvi dal ridere? Leggete questa storia. —Premessa— Agli inglesi piacciono i muffin, soffici dolcetti da forno che di solito stanno nel palmo di una mano. —Fine premessa—. Scena prima | Siamo in un punto vendita dei supermercati Tesco, a Exeter, nella contea di Devon. Nel reparto pasticceria due studentesse diciassettenni stanno per comprare un muffin al mirtillo. ATTENZIONE. Le due giovani sono italiane, capito? ITALIANE. Palpano il primo muffin per sentire se è fresco. Um, no. Ne provano un altro. Nemmeno. Il terzo va bene, lo comprano. Fanno per uscire dal negozio ma vengono fermate da uno sbraitante addetto alla sicurezza. Sono state filmate dalle telecamere a circuito chiuso.
Scena seconda | Le due italiane sono ora nel seminterrato di Tesco. In una stanza qualcuno le sta avvertendo che potrebbero essere processate e condannate. PROCESSATE? CONDANNATE??? Che reato hanno commesso? “Food contamination”, contaminazione del cibo. Nel foglio che stanno leggendo, c’è scritto che sarebbe meglio se contattassero un avvocato.
Colin Gott, l’uomo che le ospita, racconta ai giornali che le ragazze sono sconvolte. E aggiunge che gli italiani hanno un approccio molto più manuale con il cibo che comprano, ma questo non significa contaminare qualcosa.
Ora, cosa vuol dire che abbiamo un approccio più manuale con il cibo rispetto ad altri popoli? Avete ragione se rispondete che la nostra venerazione per il cibo ci ha reso esigenti, più esperti. Ma come la mettiamo con il cliente in fila dietro di noi? E poi, lo chiedo agli esperti, si può parlare seriamente di contaminazione per due toccatine ai muffin?
Immagine: Daily Mail












Ennesima conferma del differente approccio con il cibo tra italiani e inglesi. Per gli inglesi il cibo è della roba da buttar giù per stare in piedi. Per Noi è la vita. in soccorso delle due povere ragazze dovrebbe intervenire l’Ambasciata Italiana e proteggerle dalle robe che gli inglesi chiamano food. Povere ragazze italiane.
io odio le persone che toccano, tastano, annusano e poi non comprano quello che hanno toccato. lo fanno con tutto. tastano i meloni, il pane, i dolci. é la generazione che quando compra qualcosa non prende la prima, no, prende quella più dietro, quella in fondo che scade dopo 14 settimane, manco si dovesse rifornire i previsione di un attacco atomico. non sono per la denuncia… via le manine come fanno in arabia.
Ci credo.
ma i simpatici sacchettini in cui il muffin poi deve essere inserito (come quelli per la frutta nei nostri supermarket) era troppo difficile usarli? eppure sono li’ accanto, in tutti i tesco del mondo…
(perche’ comunque le fanciulle avevano ragione a dubitare della freschezza dei tesco-muffin, contesto la modalita’ di controllo, ecco)
io direi di si
))
ma sopratutto lo dice l’ufficio di igiene che con le nuove norme HACCP pretende un igiene maniacale
Giusto! Le due ragazze non hanno colpa di niente, è il super market che ha la colpa di non fornire i giusti mezzi HACCP per tastare i molloni ai mirtilli (che forse sono di gomma).
Contaminazione del cibo?
Beh, dipende da cosa hanno fatto le fanciulle con le manine prima di toccare il muffin. Del resto, se le ragazze hanno peccato in educazione, anche il Tesco poteva avvilupparli in qualcosa ’sti muffn, per proteggerli da eventali mosche o da involontari spruzzi di starnuti con pericolosi bacillli suini.
Che mondo di mezze calzette, comunque.
Io da piccola mangiavo le cacche di gallina sull’aia e sono grande, grossa e con le ossa piene di calcio( si’, di calcio) , mentre tanta gioventu’ di oggi per un acaro nel materasso va in tilt.
cosa vuol dire che abbiamo un approccio molto più manuale con il cibo rispetto ad altri popoli?
la venerazione per il cibo ci ha reso esigenti, ma come la mettiamo col cliente in fila dietro noi?
gli autoparlanti diffondono Dvorak, trio Dumky (IV parte)
Due studentesse diciassettenni commettono food contamination: filmate da telecamere a circuito chiuso, sul foglio si consiglia di contattare un avvocato… non sarebbe stato più giusto offrir loro uno scampo, inducendole a comprare tutti e tre i muffin tastati? Proprio vero che gli italiani esportano tutto, tranne il comune buonsenso.
@ gratt pall – le lattaie non hanno generazione
mica solo in Inghilterra…
http://archiviostorico.corriere.it/2009/giugno/21/frutta_palpata_clienti_co_7_090621020.shtml
Questo si che poteve essere un buon deterrente !
Ma si sa che gli inglesi non hanno il nostro sense of humor.
Saluti.
L’italiano medio potrà esercitare e conservare la tradizione di un fantastico, plastico ed erotico rapporto manipolatorio col cibo, ma a casa sua, o nel suo piatto; invece in un mercato pubblico, con ciò che potrà essere venduto e consumato da chi, ignaro, viene dopo di te, il comportamento di queste italiche cultrici della flagrante fragranza del muffin può essere tranquillamente definito come quello di due comuni zozzone.
La testimonianza della telecamera a circuito chiuso rende immediatamente corresponsabile del difetto il venditore, perchè non ha provveduto ad un più efficace ed immediato controllo sul posto, magari tramite addetti muniti di robusto cucchiarellame in legno, del rispetto delle regole igieniche correnti.
Il taglio delle mani è la più mite punizione che posso concepire, vista la gggiovane età delle sprovvedute.
Ma a chi mi tocca il monitor del PC per meglio evidenziare ciò che tutti vedono, lordando di lardo umano rancido lo schermo, nessuna pietà: impalamento lento e senza vaselina.
Il venditore! il difetto?
Ma per una volta che in modo indiscreto, si puo (tramite la tecnologia) osservere la clientela ed i prodotti che si accingono ad analizzare ed acquistare, si dimostra che l’organizzazione funziona e che il controllore ha fatto attentamente il suo lavoro.
Le mani sono il veicolo di contaminazione piu pericoloso che c’è.
Si toccano soldi, le si passano tra i capelli naso e bocca.
E non trascendere piu in basso.
Sicuramente la punizione è sproporzionata, ma se serve per educarne altri mille allora si.
Se il controllo non fosse stato efficente chiunque altro potrebbe aver acquistato il muffin palpato.
E cosa significa che non succede nulla, nemmeno se cadesse sopra un’escremento essicatto succederebbe nulla.
La maleducazione non ha limiti.
Evviva il sistema quando funziona.
In italia sono migliaia i forni che ti danno il pane senza utilizzare il guanto, e poi maneggiano il denaro.
Ma se i dolcetti sono già alla portata delle palpate di chiunque, c’è già un problema; e se non c’è un responsabile del reparto che scoraggi gli smaneggioni, c’è un secondo problema. Le telecamere sono un brutto sistema, utile per chi reprime, ma la prevenzione è sempre meglio.
scusate ma dei muffin “aperti” alla portata di tutti, anche se non vengono toccati, che livello di igiene possono avere? passa uno e starnutisce ed è ancora peggio che toccarli.
il supermercato dovrebbe quanto meno sigillarli…..e poi se nei supermercati non ci fosse roba marcia e fregature sempre dietro l’angolo, nessuno avrebbe bisogno di toccare la merce….
per esempio quando compri la frutta al supermercato devi toccarla e annusarla per forza, altrimenti ti rifilano di quelle fregature……..e poi comunque la frutta si lava e poi chissà quante mani l’hanno già toccata prima che arrivi sul bancone di vendita….