di | mar 25 mag 2010 ore 13:35
54
boicottaggi?

Alt di Coop e Conad ai prodotti delle colonie israeliane | Letture scorrette e ipocritamente corrette

Aggiornamento delle 18,50. La Conad ci ha appena scritto per smentire quanto riportato oggi dal Corriere della Sera e dal Giornale. “Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di informazione, Conad non ha mai sospeso forniture di prodotti da Israele.”

Da dove vogliamo cominciare? Dagli starnazzamenti sulla superiorità della razza ebraica di Fiamma Nirenstein (Il Giornale) o dalla domanda di legalità pret-a-porter di Furio Colombo (Corriere della sera)? No, meglio iniziare dalla notizia: Coop e Conad hanno rimosso dagli scaffali i prodotti a marchio Agrexco perchè provengono dalla Cisgiordania. Così provocando la memorabile incazzatura dell’opinione pubblica che si è subito scagliata contro le due catene, accusandole di boicottaggio delle merci israeliane.

Ragioni del boicottaggio? La prima è che i prodotti provengono dalla Cisgiordania, territorio occupato durante la guerra dei sei giorni dall’esercito Israeliano e mai più restituito al popolo palestinese. Per tutti, dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite alla Corte Internazionale di Giustizia, la Cisgiordania è un “territorio occupato” da Israele.

La seconda è una conseguenza. Come è possibile importare qualcosa da uno stato non riconosciuto e che in buona sostanza non esiste?

Qui entra in campo la “tracciabilità“. È il termine che definisce la provenienza di un prodotto, non nel senso dei pomodori che arrivano da Napoli piuttosto che dalla Cina. Qui si parla di prodotti non etichettabili legalmente perchè provenienti da un “paese che non c’è”. Ve la immaginate un’etichetta senza il luogo di produzione? Ma ora fate attenzione, e abbiate la compiacenza di seguirmi nella lettura delle parole di Fiamma Nirestein.

“Non ha importanza che per coltivare frutta e verdura da 60 anni gli israeliani si sono spaccati la schiena, che hanno insegnato al mondo come irrigare a goccia, dando lezioni su come coltivare prodotti indispensabili persino nel deserto. Che importa di fronte a un mostro detto colono che a Gaza lasciò le serre piene di fiori e pomodori ciliegia, poi consegnate ai palestinesi e subito fatte a pezzi dalla rabbia di Hamas. Per la Coop, i coltivatori della Striscia di Gaza devono crepare di fame con le loro famiglie come i contadini ucraini ai tempi di Stalin.”

Ora, ringraziato senza ironie il popolo israeliano per il contributo all’umanità, ricordiamo sommessamente alla Nirenstein come i coloni siano gli stessi che per vendetta hanno bruciato migliaia di olivi palestinesi. Vergognosa poi l’accusa di affamare il popolo israeliano: qui se c’è qualcuno che sta vivendo una crisi umanitaria senza precedenti è il popolo palestinese, cui il blocco di Gaza impedisce l’importazione di medicinali e cibo, per tacere le condizioni di vita della popolazione civile.

Io te lo dico, ardente Fiamma: con la legge del taglione si va avanti all’infinito senza concludere niente. E per questo che l’umanità ha sostituito le tavole della legge con il diritto internazionale sancito dall’ONU. Può darsi che non l’abbia scritto Mosè, ma grazie a Dio, nemmeno Maometto.

[Fonti: Il Giornale, Corriere della Sera, immagine: Life]

Spedisci via email

54 commenti a Alt di Coop e Conad ai prodotti delle colonie israeliane | Letture scorrette e ipocritamente corrette

  1. avatar enrico

    L’ ONU? L’organizzazione più demenziale mai esistita. Avete presente la lista dei paesi membri? Diritto internazionale una cippa! E poi basta con sta solfa di “io sto con gli israeliani” e “io sto con i palestinesi”………

    • avatar up

      rispondo qui perché per qualche motivo non riesco a farlo nel luogo deputato, qualche post più in basso. incollo l’ultima risposta del signor antonio.

      Se cominciamo con il giochino “ll mio popolo è più intelligente del tuo” finiamo dritti nelle barzellette tipo “C’è un inglese, un francese e un italiano”. Dopodichè potrei citare il contributo degli arabi alla matematica e all’astronomia, l’invenzione degli spaghetti fatta dai cinesi e la pietra focaia scoperta da un mio lontano parente. Fermiamoci alla razza umana, vi prego…

      se fosse stato il mio popolo è più intelligente l’elenco sarebbe cominciato con i premi nobel, con freud, einstein e marx e la solita noiosa pappardella.

      ribadisco che la nirenstein stava parlando del contributo degli israeliani, che sono ebrei e non ebrei, mentre gli ebrei non sono tutti israeliani. facile facile, ma questa confusione continuano a farla in tanti e non è mai un buon segno. inoltre è una confusione che autorizza quelli che vogliono usare strumentalmente l’argomentazione antisionismo uguale antisemitismo (argomentazione che io condivido ma che non uso strumentalmente) per difendere israele a tutti i costi.

  2. Fiamma Hamas a parte, non vedo proprio perché si dovrebbe tollerare qualcosa da Israele che qui in Italia comporterebbe la chiusura di aziende e sequestro dei prodotti dagli scaffali.

    • avatar MAurizio

      Mi sembra comunque una storia a dir poco ipocrita.
      Ammesso che il boicottaggio esista (visto l’alternarsi di comunicati e link contraddittori) bisognerebbe avere il coraggio di dire apertamente “Boicotto Israele e tutto ciò che rappresenta” senza nascondersi dietro il dito della provenienza, indicata o meno, di un prodotto dai territori occupati. Mi sembra un distinguo degno dei migliori bizanteismi o, se preferite, gesuitismi. Perchè se un pompelmo è di Jaffa (e forse qualcuno ricorderà la storia dei pompelmi avvelenati, per questo li cito) per la Coop è kosher, se è di Hebron non lo è più ?
      E se per caso gli esportatori marchiassero davvero i pompelmi in questo modo, sareste felici che i contadini della Cisgiordania occupata NON potessero esportare più niente ?

  3. Notizia? Sicuri? Avete letto la risposta di Coop ai pacifinti di StopAgrexo che dichiarano “…COOP e Nordiconad, hanno dichiarato la sospensione della vendita dei prodotti Agrexco…”?

    E’ qui:

    http://stopagrexcoitalia.org/images/stories/pdfs/18_05__risposta_coalizione_stop_agrexco.pdf

    e dice: “Abbiamo ritenuto doveroso chiedere informazioni anche ad Agrexco, che ha accettato di rispondere, pur non essendo un nostro fornitore e non avendo nei nostri confronti nessun legame contrattuale.”

    Come fanno a sparire dei prodotti che negli scaffali non ci sono mai stati?

  4. avatar gianluca

    mi sembra un post politico un pò troppo complesso per essere affrontato senza divagare su un portale che parla di cibo

    • avatar Antonio Tomacelli

      L’acquisto di cibo e beni materiali è l’unico atto politico che valga la pena di essere vissuto.

      • avatar marcomriva

        Concordo,
        Per questo esistono i GAS e tutti i gruppi che parlano di consumo critico.
        Però questo della Palestina, in effetti … non è un tema risolvibile proprio in due parole.

  5. avatar Corrado

    Non sono abbastanza informato per avere un’opinione sull’argomento specifico. Però due riflessioni si possono fare a prescindere:

    1 la Coop è libera di scegliere i fornitori che preferisce, per i motivi che preferisce ed anche di boicottare prodotti o aziende se crede. I clienti sono liberi di andare a comprare altrove se cio non garba loro.

    2 la signora Nirenstein dovrebbe riflettere sul fatto che io, completamente disinformato dei fatti, sono comunque contento della decisione della Coop perchè so che la decisione l’ha fatta imbestialire.
    Credo anche altri siamo come me:
    la signora sembra una caricatura uscita dagli opuscoli propagandisti antisemiti di Goebbels. Se un giorno si scoprisse che è un’impostore pagata dagli hezbolla per screditare l’immagine degli ebrei non mi stupirei affatto.

    PS
    Ma “impostore” al femminile come fa?

  6. Nel mio inutile piccolo sto provando olio extra palestinese … che non e’ malaccio.
    Che si abbassi un pochino la Fiamma please.

  7. Pingback: www.blog-news.it

  8. avatar up

    caro antonio, uno la può pensare come vuole, ammesso che quell’uno riesca a formarsi una propria opinione sulla base delle notizie che i vari media ci propinano.

    trovo però che sia da evitare sempre e comunque ogni riferimento alla “razza” parlando di ebrei. come disse einstein a proposito del suo documento d’identità: alla voce razza lui avrebbe scritto “umana”. non esiste biologicmente una razza ebraica se non nella mente tormentata dei razzisti e degli antisemiti di ogni colore.

    fermo restando, che io la penso abbastanza così come giorgio gomel che scrive:

    Israele – I motivi di JCall

    Ragione, ragionevolezza. Amos Oz, nelle sue Lezioni all’Università di Tubinga contro il fanatismo di qualche anno fa, elogiava il compromesso e la moderazione, come antidoti contro il fanatismo che è all’opposto unilaterale, estremo, negatore delle opinioni dell’altro. Questo è il motivo ispiratore di un appello – detto JCALL -, fratello di Jstreet, un importante movimento d’opinione e di pressione animato da ebrei americani in sostegno di una soluzione di pace fra Israele e i palestinesi.
    L’appello è stato redatto da diversi gruppi ebraici europei, in sintonia con i movimenti che in Israele sostengono l’esigenza di un negoziato con i palestinesi in vista di una soluzione basata sul principio di “due Stati per due popoli.” In Italia se ne è fatto promotore il Gruppo Martin Buber-Ebrei per la Pace, che da anni propugna queste idee. L’appello, presentato il 3 maggio scorso al Parlamento europeo, è stato sottoscritto a oggi da oltre seimila ebrei in Francia, Belgio, Svizzera, Italia, Olanda, Svezia, Gran Bretagna, Germania, ecc.
    Quali i contenuti e i propositi di JCALL? Perché chiedo, a nome dei promotori, agli ebrei italiani di aderirvi e di appoggiare le iniziative concrete che stiamo organizzando?
    Intanto non è una petizione come tante altre rivolta a raccogliere banalmente adesioni, rincorrendo firme, illustri o meno, come altri sguaiatamente tendono a fare. Vuole essere, invece, un momento di aggregazione intorno ad alcuni principi fondamentali sulla base dei quali dare corpo a un movimento ebraico europeo che faccia da contrappeso alle istituzioni e organizzazioni ebraiche che appoggiano acriticamente il governo di Israele e che possa così interagire in Europa con gruppi e movimenti che in Israele e negli Stati Uniti operano con gli stessi intenti. Questo aspetto è stato colto con chiarezza dalla stampa in Israele, come in diversi paesi europei. E’ un qualcosa di nuovo, dal punto di vista organizzativo: per le particolarità dell’Europa, le diversità nazionali, la frammentazione dell’ebraismo europeo, la sua stessa debolezza, non vi era nulla simile prima della fondazione di JCALL, anche se le idee ispiratrici, cioè il sostegno al dialogo di pace fra israeliani e palestinesi al fine di giungere ad un accordo basato sulla formula di “due Stati per due popoli”, con confini riconosciuti, Gerusalemme capitale dei due Stati, e Israele e Palestina in rapporti di buon vicinato in un Medio Oriente pacificato, risalgono a battaglie condotte da molti anni.
    Nella posizione di JCALL è molto esplicito ed importante – io ritengo, dal punto di vista etico-politico – il rivendicare con forza il diritto/dovere di ebrei della Diaspora di criticare i governi di Israele per la dissennata espansione degli insediamenti ebraici e la mancanza di una strategia coerente volta a porre fine all’occupazione e a giungere ad una soluzione negoziata di pace, che spartisca quella terra – Eretz Israel o Palestina – contesa fra due popoli con pari diritti nazionali e consenta a Israele di sopravvivere in futuro come Stato democratico degli ebrei.

    Giorgio Gomel

    • avatar Antonio Tomacelli

      Non lo dica a me. Giri piuttosto la sua risposta alla signora Nirenstein che utilizza gli stessi stereotipi che userebbe un Mengele qualunque. Al contrario però.

      • avatar up

        la signora nirenstein non ha usato la locuzione “razza ebraica” questo lo ha scritto lei.

        • avatar up

          anzi è lei che ha parlato di “superiorità della razza ebraica”. mi scusi se insisto ma questi svarioni sono molto pericolosi. come diceva nanni moretti in suo film “le parole sono importanti”.

          • “Oltretutto boicottare coerentemente Israele significa buttare alla spazzatura una valanga di invenzioni indispensabili. Chi ha il coraggio, per restare alle scoperte recenti, butti quella dell’esame del sangue che classifica per curarla la sclerosi multipla, il congegno che ristora l’uso di arti paralizzati, la nuova invenzione che aiuta i bambini con disturbi gravi a respirare nel sonno, le recenti cure dell’Alzheimer, la riparazione del Dna, l’eliminazione delle manifestazioni del Parkinson. Se si vuole boicottare Israele con coerenza bisogna eliminare il telefonino, i cui moderni miglioramenti sono figli della sede israeliana della Motorola, e anche il computer, i cui stupefacenti sviluppi sono stati pensati dalla Intel in Israele… e questo è un piccolo spicchio della realtà..”

            Questo elenco della Nirenstein cosa vuole dimostrare, secondo lei?

          • avatar up

            lei si sta dando la zappa sui piedi! la nirenstein ha parlato di contributo degli israeliani e lei ha “decodificato” superiorità della razza ebraica: faccia un po’ lei…

          • Se cominciamo con il giochino “ll mio popolo è più intelligente del tuo” finiamo dritti nelle barzellette tipo “C’è un inglese, un francese e un italiano”. Dopodichè potrei citare il contributo degli arabi alla matematica e all’astronomia, l’invenzione degli spaghetti fatta dai cinesi e la pietra focaia scoperta da un mio lontano parente. Fermiamoci alla razza umana, vi prego…

    • avatar Niccolò D.

      Non è questo il punto secondo me. Il problema non riguarda l’etnia ebraica, e da come l’ha posto la Nierestein si capisce bene qual’è la natura del ricatto: quello che dice è che se uno vuole tutte quelle cose, deve essere a favore dell’esistenza di Israele. Ma per essere a favore dell’esistenza di Israele, bisogna per forza accettare in blocco tutte le porcate di quella occupazione. Se tu boicotti i prodotti che vengono da una zona occupata da Israele, non sei contro all’occupazione, sei contro a Israele. è un gioco a somma zero per cui può campare solo l’Occupazione (e quindi Israele) o Hamas (e quindi la Palestina).Ma Israele, per fortuna non è solo l’occupazione e la Palestina non sono solo autobus che esplodono. Quindi, a meno che per l’agricoltura a goccia, i computer e i telefonini non ci fosse per forza bisogno di cacciare i palestinesi dalla striscia di Gaza, questo è fare pressione e non voler far scomparire Israele dalle carte geografiche.

      • avatar up

        si ripete anche qui un errore di percezione sul quale sarebbe opportuno interrogarsi (domanda da fare a se stessi: perché penso che gaza sia occupata dagli israeliani?) israele si è ritirata da gaza e l’ha restituita già da qualche anno, da qui non è arrivata la pace ma i razzi che quotidianamente precipitano su sderot.

        gaza è in mano palestinese, per la precisione è governata da hamas, dopo una guerra civile violenta e sanguinosa. i capi di hamas – segnalazione imbarazzata di un giornalista di sinistra – è utile saperlo, vivono in ville lussuose con piscina, sì con piscina, alla faccia della mancanza d’acqua.

        mi sembra anche scorrettto il ragionamento per cui accettare l’esistenza d’israele equivale ad accettare anche l’occupazione. chi la imposta così forse non è favorevole all’esistenza dello stato d’israele.

        diciamolo una volta per tutte. dal 1948 il mondo arabo rifiuta l’esistenza dello stato d’israele. nel 1967 israele ha conquistato dei territori – in parte restituiti – che, si può essere più o meno d’accordo, sono considerati merce di scambio per una eventuale pace e riconoscimento da parte del mondo arabo.

        crede davvero che i rifiuti da parte araba (diciamo anche questo, che i palestinesi non hanno nessun potere decisionale e che la questione palestinese è tenuta in vita strumentalmente) siano dovuti a qualche migliaio di mq?

        • avatar N. Donati

          ammetto che non conosco bene la questione su Gaza e non Gaza. Ma non capisco perchè, per come ho impostato il discorso, dovrei essere contro l’esistenza dello Stato d’Israele. Io non mangerei la roba che viene da quelle regioni d’Israele perché sono contro ad un aspetto delle sue politiche su quelle regioni, non contro la sua esistenza.Più in particolare, se sono prodotti che vengono da territori che non dovrebbero essere suoi, non ci vedo niente di male a non mangiarli. E’ come boicottare roba della nike; sono contro alle condizioni in cui viene prodotta, quindi lo trovo giusto. Allargare il discorso a “embargo” invece è sbagliato, in questo caso si che è un discorso contro lo Stato d’Israele. Trovo una forma di pressione indebita e vagamente razzista quella per cui tutto quello che viene prodotto in Israele è colpevole delle politiche del paese. E chi propugna forme simili di boicottaggio per me è un..lasciamo perdere.

  9. avatar AJK

    Gentile Tomacelli, la sua mi sembra una ricostruzione dei fatti parziale e faziosa, tanto quanto quella della Nirenstein.
    Sarebbe interessante sapere da Coop, apparentemente paladina dei diritti civili, se abbia mai boicottato prodotti cinesi o di qualsiasi altro paese nella top 10 delle violazioni dei diritti civili di amnesty international.

    • avatar Drachen

      certi commenti fanno cadere le braccia.
      1) prima di tutto voglio sapere la provenienza del cibo, non mi basta la “bandiera” della zona doganale.
      se non si riesce a capire il prodotto, per quel che mi riguarda,
      resta sullo scaffale.
      2) delirante, veramente delirante, disonesto intellettualmente e becero il paragone tra Gaza e Cisgiordania con Corsica, Sud Tirolo, ecc. che ho letto su DanyLog.
      come se nel Sud Tirolo ci fossero macerie, carri armati, segregazione e leggi discriminatorie per il cittadino.
      ci sarebbe da chiedersi se i soldi spesi per le mele Melinda vanno a Roma o nel Sud Tirolo e se quelli per i pompelmi vanno
      a Tel Aviv o a contadini palestinesi.

      d’accordo con Tomacelli. l’unica politica attiva è il consumo critico. è meglio essere ipocrita e bizantino che ragionare con una arroganza da viziati individualisti del liberal-capitalismo.
      tra l’altro la Coop è una cooperativa e se i soci-clienti espongono una posizione “idiota” è giusto e lecito che la Coop
      ne prenda atto.

      • avatar up

        drachen, a dimostrazione di quanto siano complicate le cose in quell’area geografica, devo segnalarti l’errore di accomunare la cisgiordani e gaza. gaza è completamente in mano palestinese, è gestita da hamas, israele ha restituito quel territorio evacuando gli insediamenti esistenti senza incidenti alcuni anni fa e dal giorno stesso dell’evacuazione sono iniziati da gaza i lanci di razzi verso israele.

        fino ad ora israele ha restituito territori in cambio di pace. che non è arrivata né dal sud del libano, né da gaza. dalla restituzione del sinai è venuta fuori una pseudo pace con l’egitto che è sempre meglio di niente.

        oggi israele non deve dimostrare di essere disposta alla restituzione ma deve dimostrare di non avere intenzione di annettersi i territori occupati. per cui stop agli insediamenti nelle aree in discussione e segni di buona volontà da parte palestinese.

        la mia personalissima opinione comunque è che i palestinesi non decidano niente per se stessi e che a decidere siano i dittatori siriani, iraniani o libici che hanno i loro interessi e i loro problemi interni da cui distrarre i loro cittadini con il comodo capro espiatorio israeliano di tutti i mali.

        se riesci a collegarti cmq dai un’occhiata qui a proposito della situazione disperata a gaza.

        http://www.facebook.com/upavoncello#!/note.php?note_id=450340462387&id=791403207

  10. Appoggio pienamente tutto quello che dice Giorgio “Up” Gomel. Ma, si sa, io sono uno “sporco sionista amico degli ebrei”.

    • avatar dink

      E perché mai se è d’accordo nel criticare Israele?

      up:”io la penso abbastanza così come giorgio gomel che scrive: (…)Nella posizione di JCALL è molto esplicito ed importante – io ritengo, dal punto di vista etico-politico – il rivendicare con forza il diritto/dovere di ebrei della Diaspora di criticare i governi di Israele per la dissennata espansione degli insediamenti ebraici e la mancanza di una strategia coerente volta a porre fine all’occupazione e a giungere ad una soluzione negoziata di pace, che spartisca quella terra – Eretz Israel o Palestina – contesa fra due popoli con pari diritti nazionali e consenta a Israele di sopravvivere in futuro come Stato democratico degli ebrei.”

      • dlink: sembra assurdo (sarcasmo), ma molti tra quelli che supportano pienamente Israele sono contrari alla crescita degli insediamenti e al ritiro dai territori – ma possono essere contrari rispetto a molto altro, eh?

        Esempio: io, come suppongo anche Lei, supporto pienamente l’Unione Europea. Se l’UE dovesse, domani, approvare una direttiva che permetta agli ISP di violare i principî di net neutrality, sarei molto contrario a quella legge.

        La politica di Israele sui Territori è molto criticata anche dall’interno, sa? Un po’ come per qualunque altro stato.

  11. avatar Nico aka tenente Drogo

    Tomacelli tradisce il suo antisemitismo latente con un piccolo lapsus commentando Fiamma Nirenstein (che peraltro non sopporto neanche io).
    “Razza ebraica” …. come no

    • Ho già risposto sopra e comunque la mia storia non ha latenze di nessun genere. È semmai la Nirenstein che tiene a sottolineare l’intelligenza superiore del popolo ebraico è questo è razzismo. Non esistono popoli più intelligenti degli altri, io credo solo nell’intelligenza delle singole persone. Ma questo è un dono che la Nirenstein non ha avuto.

      • avatar up

        le rispndo anche qua, hai visto mai…

        se fosse stato il mio popolo è più intelligente l’elenco sarebbe cominciato con i premi nobel, con freud, einstein e marx e la solita noiosa pappardella.

        ribadisco che la nirenstein stava parlando del contributo degli israeliani, che sono ebrei e non ebrei, mentre gli ebrei non sono tutti israeliani. facile facile, ma questa confusione continuano a farla in tanti e non è mai un buon segno. inoltre è una confusione che autorizza quelli che vogliono usare strumentalmente l’argomentazione antisionismo uguale antisemitismo (argomentazione che io condivido ma che non uso strumentalmente) per difendere israele a tutti i costi.

      • avatar AJK

        Tomacelli quoto il suo primo intervento “Da dove vogliamo cominciare? Dagli starnazzamenti sulla superiorità della razza ebraica di Fiamma Nirenstein”
        Queste sono sue parole. Per le quali da ebreo rabbrividisco. Sentire ancora parlare nel 2010 di razza ebraica è triste. specie in un ambito “culturale” cioè dove meno te lo aspetti.
        La Nirenstein, come più volte altri hanno provato a spiegare, ha scritto “È uscito da poco un libro che spiace non sia stato ancora tradotto in italiano: si chiama The Israeli Test e l’autore, George Gilder, sofisticato economista che gode di fama internazionale, spiega che il mondo deve a Israele in termini di scienza dell’agricoltura, medicina, software, una prodigiosa, inverosimile quantità di gratitudine. Il mondo sarebbe molto peggiore senza l’aiuto di questo piccolo Paese impegnato nella sua quotidiana lotta di sopravvivenza. C’è chi lo capisce, ed ha così superato l’Israeli test. Ma molti di più invece, poiché ottusi dall’ideologia, non sono in grado di superare l’esame”

        Possiamo discutere sull’eleganza, la supposta fama internazionale di Gilder ma in nessuna parte dell’articolo che lei cita appare una frase dove si parli di superiorità. Si parla di gratitudine per scoperte scientifiche disponibili, credo, a tutti.
        Non condivido la tesi e quindi non la supporto.
        Ma credo che lei debba un minimo di chiarezza ( stavo per scrivere scuse) per un “salto logico” del tutto gratuito.
        Gli ebrei non sono una razza. Gli ebrei non sono tutti israeliani. Gli israeliani non sono tutti ebrei.

        • A me il discorso della Nierestein (di cui spesso non condivido né opinioni né modi) risulta abbastanza comprensibile:

          Israele (non “gli ebrei”) sta dando al mondo un fottìo di cose belle (ad esempio le ricerche ed innovazioni di cui sopra, fatte *in Israele*, da ebrei e probabilmente anche gentili);
          Boicottando Israele (non “gli ebrei”), l’economia di Israele è triste;
          Se l’economia di Israele fosse triste (non “se gli ebrei sono più poveri”), sarebbe un problemino per queste ricerche ed innovazioni.

          “La razza ebraica” è un concetto che ha introdotto Lei, e al quale la Nierestein non ha accennato in nessun modo.

          Se Lei
          a) Parla di “razza ebraica”,
          b) Ritiene che Israele e “la razza ebraica” siano intercambiabili,
          Lei è un razzista. Punto.

          Se ne faccia una ragione.

  12. avatar Nico aka tenente Drogo

    COOP: raggiunto l’accordo con Agrexco per garantire ai soci e ai consumatori la completa informazione sull’origine dei prodotti.
    Coop e Agrexco, il principale esportatore di prodotti israeliani, hanno raggiunto un accordo che permetterà di vendere nei supermercati e negli ipermercati della principale catena distributiva italiana tutti i prodotti israeliani fornendo le informazioni relative alla tracciabilità.
    Lo annunciano, pienamente soddisfatti dell’accordo raggiunto, Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia, e Shimon Alchasov, Direttore Amministrativo di Agrexco Ltd.
    “Il problema della completezza dell’informazione c’era –afferma Vincenzo Tassinari- Abbiamo cercato e trovato un accordo come è nel nostro stile: non nascondere i problemi, ma affrontarli e risolverli positivamente. Questo dovrebbe confermare che non c’è stato nessun boicottaggio e chiudere una polemica che è stata fomentata strumentalmente e che francamente è andata ben oltre i confini della ragionevolezza e del giusto equilibrio”.

    • avatar MAurizio

      Ohh. Finalmente avremo il trionfo della giustizia !!!
      Il cliente politikamente korretto può finalmente boikottare in scienza e coscienza ogni tipo di bene proveniente dai territori okkupati
      Primo scenario. La ditta israeliana NON acquista piu’ niente nei territori (visto che non hanno mercato in Italia).
      I contadini locali prima di suicidarsi ringraziano la Coop e la Conad per la lungimiranza politica.
      Secondo scenario. La ditta israeliana acquista i beni nei territori ma li spaccia per provenienti da Haifa (visto che altrimenti non avrebbero mercato in Italia). Naturalmente ciò ha un costo che viene scaricato sui produttori okkupati.
      I contadini locali prima di suicidarsi ringraziano la Coop e la Conad per la lungimiranza politica.

      • avatar Corrado

        Io consiglierei anche di andare sempre con le mignotte slave perchè altrimenti c’è il rischio che il magnaccia le picchi, se non raccolgono abbastanza soldi. Per lo stesso motivo consiglio di dare sempre soldi agli zingarelli che fanno l’elemosina per strada. Sperando che non facciano prostituire gli zingarelli…

        Ho anche la cantina piena di mine antiuomo, se non le vendono corrono il rischio di rimanere senza lavoro gli operai poi le loro mogli finirebbero a battere o i loro figli a chiedere l’elemosina…ed io già devo pagare le mignotte slave e gli zingarelli.

    • avatar up

      che tristezza… dopo duemila anni ancora antisemitismo. dopo la shoà nessuno osa dichiararlo apertamente – tranne qualche minus habens frustrato e inconsapevole – e allora l’antisemitismo si presenta sotto altre forme. temo che non finirà mai, perché l’idea di un soggetto imputabile di tutti i mali del mondo compresi i propri è troppo allettante. il meccanismo del capro espiatorio è sociologicamente indispensabile a quanto pare.

  13. Pingback: La settimana che ci ha fatto predisporre lo scacchiere dello street-food italiano - Macchianera

  14. avatar L'Eternauta

    Commento moderato dallo staff di Dissapore

    • avatar up

      questo commento mi sembra molto molto razzista perche’ presuppone una ereditarieta’ iscritta nei geni con la cattiveria che si trasmette di padre in figlio. nella fattispecie e’ un commento antisemita perche’ riferito all’ebrea nirenstein a cui vengono suggerite due professioni di bassissimo livello. continuiamo cosi’…

      • avatar AJK

        mi chiedo dove sia la moderazione in questo sito. Tomacelli che tutt’ora non disconosce affermazioni razziste. Questo fantomatico Eternauta che non è da meno.
        bene. un lettore in meno lo avete di certo. non potrà fregarvene di meno. problema vostro

        • Il tema è geneticamente “a rischio”, temo. E i fatti degli ultimi giorni hanno esacerbato gli animi. Forse l’unico modo per discuterne senza sentirsi offesi è alzare la soglia della pazienza. Detto ciò, riconosco la violenza eccessiva del commnento di L’Eternauta, che provvediamo a escludere chiedendo scusa per la moderazione tardiva.

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
3. Iscritto a dissapore
Registrati/Login