Andreste a cena con Mussolini?
Ovvio che per evitare le polemiche dovevi percorrere un’altra strada. Al contario, se sei il centro di cultura gastronomica Casa Artusi di Forlimpopoli, e nel calendario di cene tematiche che incentri ognuna su un personaggio romagnolo, il quinto appuntamento, imminente—previsto per lunedì 15 marzo—lo dedichi a Benito Mussolini, qualcuno proprio bene non la prende. Dopodiché, gridare all’apologia del fascismo per un menù, un presentatore che introduce la serata, quattro chiacchiere ingessate, vuol dire non cogliere la sproporzione tra causa ed effetto.
Invece, fatalmente, è successo. Lo ha fatto Maurizio Viroli, professore all’università di Princeton, bollando come “cena della vergogna” l’appuntamento.
“Casa Artusi offre un prezioso aiuto alla banalità del male che non distingue fra il giusto e l’ingiusto, tra la tragedia e la commedia, e per questo è stata ed è il più solido sostegno del totalitarismo”.
Sul capo del fascismo gli animi si scaldano. “Parlare di Mussolini associandolo alla buona tavola, all’attrattiva turistica e, chissà, anche agli ammiccamenti elettorali, ci lascia veramente sconcertati”, ha scritto il Comitato in difesa della Costituzione di Ravenna (sì, ne esiste uno). “Pare un ennesimo episodio di banalizzazione della memoria”, hanno accusato i giovani del Pd. Anche Maurizio Ridolfi (Università della Tuscia) è intervenuto per deplorare.
Il presidente di Casa Artusi, che è Massimo Montanari, storico dell’alimentazione e docente a Bologna, ha cercato di riportare la calma assicurando che non c’è nessuna intenzione di celebrare ma si vuole riflettere sul personaggio, in quanto romagnolo e comunque esistito.
Ma la strada della cena conviviale sembra impercorribile sia a destra (siete i soliti comunisti) che a sinistra (in tempi di regime c’è poco da mangiarci sopra). Figurati quando si saprà il menù, può succedere di tutto. E magari si dimentica che Mussolini non sedeva al tavolo senza annodarsi al collo un mega tovagliolo, che mangiava carne solo sotto forma di arrosti marinati con abusi di maggiorana, e che insomma, non era esattamente quel che si dice un gurmé.
Ma la domanda è un’altra. Se qualcuno vi chiedesse di partecipare a questa bislacca cena lunedì 15 marzo, voi accettereste l’invito?
[Immagine: ViaEmilia.net]










Siamo in periodo di par condicio, quindi:
Ci ho provato, ufficialmente non so inserire le immagini, eccovi il link: http://4.bp.blogspot.com/__aTQ_fjFqAg/R–06A0ygzI/AAAAAAAAAFs/qZ-PLm2Yko0/s1600-h/RSTALIN+rgb+per+ansa.jpg
“Hitler, Mussolini, Che Guevara e Kennedy. Tutti in bella mostra sulle etichette di bottiglie di Merlot, Barbera e Cabernet Sauvignon vendute all’enoteca Redorta di Sonogno. Ma Hitler non è piaciuto ad alcuni turisti. Polemica servita. “Alcuni anziani turisti tedeschi e svizzerotedeschi si sono lamentati. Quindi toglieremo presto questa bottiglia dal mercato”, diceva stamane Ronnie Pelucca dalle colonne del Blick. Ed oggi dalle parole alla Redorta sono passati ai fatti”.
http://new.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=111099&rubrica=2
Anche su intravino, qualche mese fa, si parlava di un caso simile vicino a Varese. In quel caso a lamentrasi fu una turista francese.
Noi italiani siamo talmente abituati a sopportare i simboli e l’iconografia dei grandi totalitarismi del ‘900 (di destra e di sinistra) da non scandalizzarci neppure più.
Tuttalpiù ci fa un po’ pena chi li sfoggia con convinzione.
Bobo Vincenzi a Guglionesi ha un ristorante pieno di cimeli sovietici e cucina col Che Guevara sulla casacca. Se arrivavano i tedeschi e gli svizzeri lo facevano arrestare?
Chiedilo a loro!
A me non fa ne’caldo ne’freddo ne’ Bobo Vincenzi ne’ (per dire) Oscar a Milano…
Al massimo, come già detto, mi fanno un pò pena e mi suscitano un sorriso di compassione: come se vedessi oggi un paninaro con Moncler, Timberland e chili di gommina in Piazza S.Babila a Milano.
Comunque è vero che all’estero sull’argomento sono più sensibili, specie dove ‘certe cose’ non le hanno mai provate (vd. Svizzera per esempio).
Ma infatti non chiedevo a te, era una domanda (forse retorica) scaturita dalla vecchia notizia dei vini con quelle etichette.
Che poi la notizia esiziale non è quel che è disegnato sopra, sia esso nazi, comunista o simili, quanto piuttosto il fatto di comprare i vini SOLO per quell’immagine stampata, fottendosene del contenuto. Insomma, vino ridotto a puro pretesto.
Il MOncler nooooooooooooooo!
Altro che Oscar (che conosco, è a un passo da Libero)…
Quello non sarebbe tanto strano visto che sia i Moncler che gli scarponcini da boscaiolo sono di gran moda quest’anno.
Non mi direte che li vedo dappertutto solo io a Torino eh!
A Milano sono fuoVi modissima: sciatto!
non mi risulta che un paninaro abbia sterminato sei milioni di persone
si ma per par condicio la moglie ha un busto del duce in ufficio!
Conosco Casa Artusi e lavorano bene e con serietà.
Potrei essere interessata a un’occasione di conoscenza e discussione della ‘cultura’ gastronomica del periodo fascista, perchè anche questa potrebbe forse aiutarmi a capirlo.
Ma a questa cena proprio non posso/voglio andare, mi sarebbe indigesta (per quanto il ristorante di Casa Artusi sia ottimo).
Senza polemiche, però.
Visto le inesattezze ed imprecisioni apparse sulla stampa, ci corre l’obbligo di precisare:
“I Lunedì di Casa Artusi” (che peraltro incontrano grande partecipazione e gradimento da parte del pubblico) è una iniziativa promossa da Romagna Terra del Sangiovese, l’ Associazione che, nata per promuovere i prodotti tipici e le aziende del circuito enogastronomico di qualità del territorio romagnolo, ha sede in Casa Artusi.
Trattasi di serate di conoscenza e approfondimento, a cui quest’anno è stato abbinato un personaggio storico di Romagna . Ad esempio, con aziende e prodotti del riminese focus su Fellini, del cesenate su Secondo Casadei, del rubicone su Cesare…Per l’area predappiese ( V^ serata) era pressochè inevitabile pensare a Mussolini (lunedì sera saranno ospiti due cantine di Predappio ed un ristorante di Predappio Alta..).
I presentatori dei personaggi storici sono sempre testimonial informati, preparati, competenti (per Mussolini il sindaco di Predappio, per Fellini il direttore della cineteca di Rimini, per Pascoli la direttrice di Casa Pascoli, ecc.)
Quindi, si sottolinea :
a) non si celebra alcunché
b) fra i personaggi che un territorio esprime, ci sono personaggi positivi e personaggi negativi (oltre Mussolini, avremo serate con focus su Il Passatore e Caterina Sforza…). Benito Mussolini è nato in Romagna ( morto 65 anni fa) su cui la storia, il cinema, la letteratura ha già scritto tanto.
c) a parlare di Benito Mussolini è stato chiamato il sindaco di Predappio (città che vive da oltre sessant’anni la circostanza del tutto casuale di essere il luogo dove nacque ed è sepolto Mussolini) ; al Sindaco Giorgio Frassineti, di sicura fede democratica, va il merito di investire sul recupero dei “contenitori storici” cittadini e di progettare iniziative culturali su questi temi, incentivando il flusso di turisti curiosi ed amanti della storia, disincentivando quello (comunque in netto calo) dei torpedoni di reduci/nostalgici
d) l’ espressione «…il meglio che i lombi romagnoli abbiano mai partorito …“ , continua ad essere incomprensibilmente citata dal Prof. Viroli, pur sapendo che NON CI APPARTIENE ( è stato un libero commento redazionale di un giornalista )
Siamo convinti che vadano cercate anche forme nuove di conoscenza, che sappiano coniugare rigore e semplicità (non semplicismo, non banalizzazione). Occorre certo attenzione, ma sicuri della nostra fede democratica, quella che ancora ci fa vibrare i cuori quando ricordiamo racconti e memorie dei nostri padri, affrontiamo anche la serata del 15 con serenità e con chiara consapevolezza di ciò che è bene e ciò che è male.
Grazie per l’attenzione
Roy Berardi
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Roy Berardi
Giornalista – turismi emergenti – marketing territoriale
roybera@tin.it
Relazioni pubbliche e coordinatore
“Romagna Terra del Sangiovese”
Certo che accetterei, solo che non posso.
Viroli fa davvero sorridere. La prossima volta mi mangio un bortsch, così corro a nazionalizzare la terra e a deportare i kulaki. Oppure mi concedo un weisswurst e vado a invadere la Polonia.
Qual è meglio? Sono ambedue cibi da totalitarismo.
Adesso spero intervenga qualche antifascista militante anche qui a dire: “Buuuu! Buuuu! Cattivi! Abominevoli! Come osate! Vergogna! Infangate la Repubblica e la Costituzione! Non dovete permetterlo!!”.
Eccomi, sono un antifascista militante (che definizione curiosa). Posso dire che mi sembra una cazzatona, come l`iniziativa di qualche compagno testadura che ancora vende il rosso stalin?
Casomai, se volessi fare polemica sterile e gratuita, direi che una cena su Mussolini dovrebbe essere a base di Beef Jerky.
Enrico
Una cazzatona è un conto. Lì hanno detto che è tipo l’anticamera del totalitarismo e l’aiuto “alla banalità del male”… A momenti sembra stia scoppiando una guerra…
Ma la cena si è tenuta a Milano a Piazzale Loreto ???
Lo chiedo perchè sarebbe stato giusto farla nel terroir adatto…..
.
Ciao
In piazzale Loreto ci sono solo grandi palazzoni bruttissimi e un paio di bar. La cosa più vicina a un ristorante è la tavola calda della stazione metrò costruita sotto la piazza…
Hai ragione, troppo di lusso per quell’evento.
.
Ciao
Preferirei una serata dedicata alla cucina futurista… giusto per stare nello stesso periodo.
Certo che verrei…quando si tratta di cibo, non c’è destra né sinistra. Ma cos’è la Destra e cos’è la Sinistra? Che Princeton non guardi in bocca a Forlimpopoli, non sanno che il sindaco di Predappio è del PD? E che il socialista Mussolini ormai è storia rispetto al futurismo culinario che per fortuna non è più associato al fascismo.
Vorrei ricordare che:
- mangiare può essere un “atto politico”
- la storia non è “passata”, è la storia che ci ha creato
Sono invece curiosa di conoscere il menù della cena, sul sito di Casa Artusi non lo vedo.
il fascismo è storia, atroce, ma pur sempre storia.
non si possono cancellare quegli anni, per cui se ci sono iniziative per rivivere la storia e i vari periodi del secolo scorso, è normale che il fascismo ne faccia parte.
i moralizzatori-critici-proclamatori di scandali ci saranno sempre, sorvoliamo, amen.
E il Senatore Cappelli?
bisogna avvisare l’azienda Latini che sta facendo sostegno al totalitarismo
Oibò, aiutatemi perchè non capisco, per ignoranza mia, sia chiaro, l’attinenza del Senatore Cappelli con Mussolini: la pasta Latini si chiama così in onore all’omonimo senatore che insieme al fratello avviò le riforme agrarie in Puglia. Fra l’altro morì nel 1921, ben prima dell’avvento mussoliniano
ecco la spiegazione:
Il nome “Senatore Cappelli”ai più non dirà niente, ma molti ricorderanno il filmato storico in cui Benito Mussolini falciava e raccoglieva questo grano. Si chiama proprio così, in onore del Senatore abruzzese Raffaele Cappelli, promotore nei primi del ‘900 della riforma agraria che ha portato alla distinzione tra grani duri e teneri.
No, Gianluca, scusami ma non è una spiegazione.
So anch’io usare Google e conoscevo il senatore Cappelli anche senza cercarlo
le frasi che riporti fanno parte di scritti che circolano su vari siti web (come sai, uno scopiazza l’altro) e accostano il nome del politico a quello di Berl.. ahem, Mussolini solo per la famosa scena della falciatura del grano a petto nudo nei campi di grano Cappelli, appunto.
Ripeto, i fratelli Cappelli e nella fattispecie Raffaele, ministro degli esteri nel governo Rudinì, non hanno mai avuto niente a che fare con il fascismo.
Quindi possiamo mangiare la pasta del Cappelli tranquillamente?:-))
Io penso che tutti in quegli anni hanno avuto a che fare con il fascismo. Era una dittatura. Quindi…
Leonardo Ciomei: no scusami tu, ma credo che tu abbia perso il filo del discorso.
nessuno sta dicendo che il senatore cappelli abbia vissuto in quel periodo o fosse un senatore fascista.
qui stiamo parlando di cibo, non di senatori, e in particolare di un menu ispirato ai prodotti consumati nel periodo fascista.
ecco, durante quel periodo, proprio mussolini in prima persona, fu fotografato mentre raccoglieva, e quindi “promuoveva” il grano senatore cappelli.
quindi il grano senatore cappelli sicuramente potrebbe essere inserito in un menu ispirato ai prodotti di quel periodo, ma è chiaro che non sia solo ed esclusivamente di quel periodo, visto che si mangia tutt’ora.
da qui la mia osservazione-battuta “bisogna avvisare l’azienda Latini che sta facendo sostegno al totalitarismo”, visto che Latini appunto, lo utilizza tutt’ora.
forse così ti è più chiaro?
saluti
x Alfredo: fai torto alla tua intelligenza scrivendo
perchè come ho già sopra scritto il primo fratello Cappelli è morto nel 1902 e il secondo nel 1921 quando, come tu sai benissimo, Mussolini era rispettivamente maestro supplente e alleato di Giolitti.
x Gianluca: naturalmente è un pour parlez e mi piace incrociare pareri storici con persone competenti ma sei stato te a scrivere
non io accomunando Cappelli con la dittatura..
Leonardo: parlo del GRANO, non della persona. forse l’equivoco è tutto qui.
Signor Ciomei non pensi sempre male, con il fascismo tutti hanno avuto a che fare nel bene e nel male. Chi contro e chi dentro. Quelli neutrali non esistono nelle dittature.
Per andare (un pochino) fuori tema vi segnalo la mia partigianeria …
http://nimg.sulekha.com/Business/original700/mexico-maradona-beer-2009-10-26-22-11-52.jpg
Salute
Fabrizio
Sulla religione è un altro conto…
andreste a cena con Mussolini? a una cena su Mussolini?
no, ho nient’altro da sapere…
Gaber:
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i films che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po? di destra
ma portarle tutte sporche e un po? slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po’ di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po’ di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l’ossessione
della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.
Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra
la Nutella è ancora di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po’ degli anni ‘20, un po’ romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare
un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c’è
se c’è chissà dov’è, se c’é chissà dov’é.
Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente
è un po’ a sinistra
è il demonio che ora è andato a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
La risposta delle masse è di sinistra
con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po’ più di destra
ma un figone resta sempre un’attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!
Parole sante
A mangiare la cena tema-benito? se potevo ci andavo ovvio!
Alla fine quasi nessuno ha risposto alla domanda principale. “Accettereste l’invito?”
Io sì!
Non mi sembra tanto diverso da andare a vedere una mostra o visitare un palazzo appartenuto a qualche più o meno discusso personaggio storico, dittatore, sovrano, condottiero, inquisitore e chi più ne ha più ne metta!
Tra l’altro un amico di un mio amico americano è un grande collezionista di cimeli di Mussolini – ma di fascista non ha neanche un peletto della barba. La differenza, al limite, sta nelle intenzioni…
Il Presidente del CDA di Casa Artusi di Forlimpopoli non è Massimo Montanari, ma Giordano Conti, ex Sindaco del PD di Cesena, in procinto di diventare Assessore Regionale dell’Emilia-Romagna (se vince Errani…)
procuratevi una copia dell’esilarante “Quando c’era Lui, caro lei” con Gianni Cavina e Paolo Villaggio e le oniriche scenografie disegnate da Hugo Pratt
c’e’ una sfiziosissima partecipazione di Orietta Berti nel ruolo di donna Rachele che fa le tagliatelle per il duce
Si allegano i contenuti della V^ serata de I LUNEDI’ DI CASA ARTUSI,
Grazie per l’attenzione. Cordialmente
Roy Berardi
Rel. pubbliche Romagna Terra del Sangiovese
Il quinto appuntamento dei Lunedì in Casa Artusi, iniziativa organizzata dall’Associazione Romagna Terra del Sangiovese per far conoscere le aziende e i territori del circuito, è previsto per Lunedì 15 MARZO.
Il percorso di approfondimento e conoscenza è dedicato questa volta al territorio di Predappio e le aziende presenti sono: Cantina NICOLUCCI, Cantina ROCCA DELLE CAMINATE, Ristorante LA VECIA CANTENA D’LA PRE’, e CLAI per le carni (sul sito http://www.romagnaterradelsangiovese.it il menù della serata).
Come è noto, caratteristica peculiare di questa seconda edizione è la connotazione storica dei territori proposti tra Imola e Rimini, e per questo territorio la scelta non poteva essere che Benito Mussolini, perché Predappio, per un volere insondabile del destino, rappresenta ed è il luogo dove è nato e sepolto il Duce.
Sarà il Sindaco Giorgio Frassineti il testimonial della serata e, dopo la presentazione delle aziende, avrà il compito di illustrare ai presenti le difficoltà e i progetti di una città che quotidianamente deve fare i conti con una eredità opprimente, ma che, lontano da qualsiasi revisionismo storico, ha il diritto di cercare una strada di sviluppo culturale ed economico.
Il Sindaco intende raccontare come da anni le amministrazioni comunali di Predappio, di sinistra fin dal dopoguerra, si trovano a gestire il peso di una memoria ingombrante (dai pellegrinaggi dei «nuovi fascisti» alla tomba del Duce sino alla vendita dell’oggettistica più truce); e far chiarezza sulla Predappio dei nostalgici e quella storica, sull’eredità che si ritrova a vivere e la ricerca di darsi un futuro…
E parlare della volontà di trovare una via possibile per riconciliare le idee con il territorio, le nefandezze di un regime con ciò che resta della memoria di una comunità profondamente democratica, su ciò che è meglio sapere piuttosto che ignorare.
Da Predappio si ha la netta sensazione di un’Italia che stenta dopo più di sessanta anni a guardare la propria storia per combattere tutti i fascismi. Da Predappio è impossibile non riflettere sulla scorrettezza e la banalità con la quale quotidianamente si torna a disquisire su fascismo ed antifascismo, a stretto uso e consumo di chi non ha alcuna intenzione di meditare su ciò che è stato e non deve più essere.
Parlando di Predappio, il Sindaco fa riferimento alla città di Zenobia raccontata da Italo Calvino nelle sue “Città invisibili”. In sostanza Zenobia è Predappio. Calvino dice che è inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due categorie che ha senso dividere la città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati. In questo senso, il compito del Sindaco di Predappio è di rendere concreti i desideri della sua città e dei suoi cittadini e cha la sua città appartenga al primo tipo di città.
Ma la domanda è sempre la stessa: come si fa a compiere atti concreti ma allo stesso tempo evitare il rischio di scivolare su un territorio così infido come la memoria del ventennio fascista. Come si fa a sfilarsi da polemiche pretestuose?
Una strada che la città di Predappio, ad esempio, ha individuato con la creazione dell’Associazione nazionale delle Città di Fondazione del Novecento, con l’intento di salvaguardare e valorizzare il patrimonio architettonico razionalista, utilizzando la potenzialità di molti immobili, ora inutilizzati, a scopi scientifico-culturali. Il comitato scientifico, vale la pena di ricordarlo, è composto da docenti di cinque università italiane (Roma-La Sapienza, Firenze, Bologna, Venezia-Iuav, Cagliari), Istituto Luce e Fondazione Alinari.
Il Comune di Predappio sta programmando una serie di interventi tesi alla promozione di un distretto culturale senza eguali in Italia e nel mondo, lasciando la porta aperta a tutte le municipalità che possano portare testimonianze significative sul razionalismo in urbanistica e in architettura.
Su questi temi sarà incentrato il discorso del Sindaco Frassineti, rivolto a coloro che anche attraverso i Lunedì in Casa Artusi intendono sviluppare un percorso di conoscenza e approfondimento con vero spirito democratico e antifascista.
presentata così è un’occasione invitante
mi rifacessero la domanda cambierei la risposta, tuttavia troppe volte si paventa chissaché per poi stare a sentire le solite cose: esempio leggero, voglio dire che sembra un po’ impegnativo come excursus socio-culturale abbinato a una cena, forse troppo per essere vero
comunque auguri per la riuscita
[...] 1 – “Né io né mio marito scopi**o perché i vegan non scop**o ‘ché non hanno le forze né le proteine”, ha scritto questa settimana un’indomita guerriera vegana, citando come fonte i commentatori di Dissapore. Solo 164 commenti dopo, la lite tra gli onnivori e la scheggia impazzita dei vegetariani, sembra essersi calmata. 2 – Segnatevi la data: sabato 20 marzo è il D-Day di Roma (overbooked, ahinoi). 3 – La piazza contro la pizza. Questa settimana, tutti hanno agitato lo spettro della piazza contro la top ten della vera pizza napoletana compilata dalla rivista Dove. Smontata e ricomposta dai lettori di Dissapore. 4 – Anche per questo vi abbiamo proposto un esperimento: riconoscere la pizza più buona del mondo guardando una fotografia. E per finire, siamo andati nella migliore pizzeria di Napoli, che è come dire del mondo. 5 – Cos’è ’sta roba qui, questo Spigoloso di cui parlano tutti? 6 – Pasqua autarchica. Come farsi l’uovo di cioccolato in casa. 7 – Cose che è necessario io riesca a sapere prima di comprarne una. Esistono spigole “di allevamento”, “di mare” e “di allevamento di mare“. 8 – Questa settimana abbiamo immaginato che 100 anni fa se ne fosse uscito uno stevejobs ante-litteram dicendo: “Hey, ho tirato fuori l’iTunes delle ricette”. Che ricetta avreste voluto inventare? 9 – Il panino McItaly patrocinato dal ministro Zaia è andato così bene che il 21 marzo sparirà dai McDonald’s. 10 – Andreste a cena con Mussolini? [...]