Bagno di folla (con pizza)
Dimenticate lievito madre, bufala campana dop, pelati schiacciati con le mani. Per quelli ci sono il Pizzaiolo del Presidente, La Notizia, Da Michele, tutte pizzerie di Napoli. In alternativa Gatta Mangiona o Pizzarium di Roma. A Katy Perry, la bambolina pop di I Kissed a Girl, basta che sia pizza. Ne è così golosa da portarsela perfino in bagno. Come facciamo a saperlo? Che domande, andate alla sua pagina di Twitter.












Non è per essere pedante, ma siamo su un blog enogastronomico. La mozzarella di bufala non ha nulla a che vedere con la pizza napoletana per fare la quale si usa e si è sempre usato fior di latte di Agerola o di Vico Equense. E quindi latticini di pura vacca. L’aggiunta “bufala” serve solo a far pagare la pizza più cara ai milanesi.
Ad Majora
Non grido atrocità onta e ripulsa, Giovanni, perché la questione è controversa.
Però ti rimando a un testo sacro dal nome impossibile, il disciplinare per la definizione di standards internazionali per l’ottenimento del marchio pizza napoletana stg.
Che recita:
[...] per la «pizza Napoletana Margherita», la
mozzarella STG o fior di latte Appennino meridionale.
[...] per la «pizza Napoletana Margherita Extra», mozzarella di bufala campana DOP…
Eccolo qui
Caro Massimo, simpaticamente ti rispondo che questo orribile documento burocratico-ministeriale a cui fai riferimento nulla ha a che vedere con la pizza quella vera come si fa a Napoli.
Comunque per farla breve – visto che lo citi – è sufficiente che tu faccia una capatina sul sito della pizzeria Da Michele e legga alla voce ingredienti. O meglio ancora, che tu faccia un giro nelle pizzerie che citi a Napoli.
In linea generale, diciamo che la mozzarella di bufala, enorme patrimonio gastronomico in larga parte campano si mangia così come è.
Per cuocere e quindi per fare pizze al forno, calzoni ripieni, lasagne, parmigiana di melanzane, paste al forno ecc. ecc. si usano i meravigliosi fior di latte di Agerola e Vico Equense, altro grande orgoglio della casearia campana, che rilasciano in cottura miolto meno latte della mozzarella di bufala, (oltre a costare sensibilmente meno).
Ad Majora
Che poi ad agerola, vico e nel complesso la costiera sorrentina siano scomparse le vacche da latte, beh questo è un altro dato
Assolutamente un altro dato, qui parliamo di luoghi di trasformazione del prodotto.
Ad Majora
Se trasformi latte tedesco o francese a vico secondo te esce fiordilatte sorrentino o berlinese????
Giusto, confermo!!!
PS: c’è anche Sforno da segnalare a Roma tra quelle alla pala e 00100 tra quelle a taglio…
Però permettetemi di dire una cosa e spero di non scatenare una polemica: la migliore pizza tonda si mangia a Napoli ma quella a taglio solo a Roma!!!
Mmm non sono sicuro che sia proprio come dite
La cosa che mi disturba, al di là dell’aspetto della pizza, per il resto possiamo solo immaginare, la cosa che mi disturba, dicevo, sono il sale e il pepe, tra l’altro in polvere.
Invece ieri nelle varie immagini che accompagnano il calciomercato, sempre le stesse, ho visto Ciro Ferrara davanti alla sua pizzeria di Torino con una bella, davvero bella pizzona sul palmo della mano. Cosa se ne sa? Meglio lui o Chiambretti, con buona pace della Perry?
La mozzarella di bufala sulla pizza è come il limoncello. 25 anni fa iniziò a fare figo senza impegnare giù a piazza Dante. E il disciplinare della pizza non mi sembrava esistesse. Allora si discuteva se era migliore Brandi o Lombardi e quelli al vomero avevano Gorizia. Al mercato di Antignano il plus era rappresentato dal panetto di Agerola e dall’Auricchio piccante. La pomodorini e bufala con filo d’olio che fa chic è roba recente. A me non mi è mai venuto in mente di chiedere una margherita extra perchè si sarebbero messi a ridere tutti. E poi sono convinto che fatto il rapporto tra bufale e latte, la vedo dura che ci sia tutta la mozzarella di bufala che viene dichiarata.
scusate per l’erroraccio a me mi
> A Katy Perry, la bambolina pop di I Kissed a Girl, basta che sia pizza
Non ho la più pallida idea di chi sia,
’sta Katy Perry; ne consegue quindi, che l’immagine vasca + pizza non mi suscita interesse. Pazienza… quando smetti di essere curioso significa che sei morto, erudiamoci partendo da Wikipedia: Katy Perry (alias Katheryn Elizabeth Hudson; Santa Barbara, 25 ottobre 1984) è una cantautrice e attrice statunitense
ok… 2009 – 1984 = 25 anni, oOK
adesso cominciamo a ragionare: nel 2001 ottenne un contratto con la Red Hill Records, con cui pubblicò il suo primo CD; porta il suo vero nome, Katy Hudson, ed è un album di gospel cristiano
Buuu!
L’interesse scende così ai minimi storici! …anche se considerando il tema apertamente omofilo del singolo successivo, “I Kissed a Girl” del 2007 – «ho baciato una ragazza» e il testo continua «mi è piaciuto, sa di rossetto alla ciliegia» -, ha generato numerose controversie nella rappresentazione di sessualità, omosessualità e promiscuità.
torniamo di corsa a YouTube
…
OK, può interessare (cit.)
Approfondiamo la conoscenza: Katy Perry ha lavorato anche come attrice, nella soap opera Febbre d’amore. Vediamola in veste di attrice… deludente!! Donnino qualunque: senza cuscini sprimacciati e contorno di autoreggenti, sembrerebbe perdere di brutto. Ma concediamole una prova d’appello: in Italia si segnala al grande pubblico per la performance canora durante la prima serata del Festival di Sanremo il 17 febbraio 2009.
Un ultimo sforzo… se vi interessa il mio parere, la trovo ovviamente avulsa dal video lenzuoloso (MALE!). Oltretutto insipida, però, poco convinta: ieri davi moderato scandalo, oggi tenti già di castigarti? Se assumi il ruolo *del personaggio*, lo porti avanti oppure è noia… noia subito, e pertanto
> andate alla sua pagina di Twitter
ci sono andato:
ho scartabellato i post e trovato il sotto-link, diretto, all’immagine… che dire? Per nulla intrigato, rimarco il mio disinteresse quotando un certo mattyk50:
why do you need the salt and pepper, for a pizza?
Katy si puo’ permettere questo ed altro
viva la pizza nella vasca da bagno
(dissento e poi chiudo)
le donne tipo Marina Nudga, semmai, possono permettersi quello e molto altro: aggraziate, estremamente femminili ma soprattutto, sono sé stesse in quello che fanno. Troppo comodo, invece, destare scalpore per poi subito imbarazzarsi, non sapendo sostenere la parte…
Chi se ne frega del disciplinare per la pizza! E’ servito solo alla lobby dei produttori di mozzarella di bufala e basta. Chiunque abbia una conoscenza basilare di pizza napoletana, (escludo tranci romani e roba simile da rosticceria) sa che la bufala, cruda o cotta che sia, non ci azzecca, non c’e’ nulla di controverso..e’ cosi’! E concordo con Vincenzo: l’entrata in scena del cino-pachino e’ stato fatale, con tutta quell’acquiccia che lascia sull’impasto..
E l’olio?? dov’è la boccetta d’olio (nonmeglioidentificatomaspacciatoperextravergine) che mi portano sempre quando ordino la pizza?
Bah!
L.
Io posso essere d’accordo con voi su pizza e bufala.
Capisco pure che dando retta ai disciplinari si finisce col pretendere che il pizzaiolo, oltre che figlio d’arte, provenga tassativamente da Tramonti, il paesino nel napoletano che da 30 anni esporta quelli col pedigree. Però non possiamo allo stesso tempo evocarli e disfarcene quando dicono cose che non ci piacciono.
PS. L’idea di una lobby di produttori di bufala campana mi manda in sollucchero)
Per la verità Tramonti è in costiera amalfitana e formalmente è un paese della provincia di Salerno
))
Il famoso Luigi Giordano andò a Novara buoni 50 anni fa e da allora i pizzaioli tramontini sono andati ovunque.
Ma a rigore fanno la pizza salernitana e non napoletana!!! Infatti si utilizzava l’impasto del pane cui a volte si aggiungeva la sugna e anche qualche acciughetta salata. Quindi assomigliava più al pane pizza se vogliamo. Anche i pomodori erano quelli messi a seccare e il fiordilatte non esisteva.
Già il disciplinare farebbe acqua ahahhahahahhahahah
Hai ragione, sono sempre stata contro i disciplinari: mi e’ sempre sembrato palese che fossero pilotati da interessi economici. Piuttosto, si dovrebbe tenere sotto controllo la qualita’ degli ingredienti utilizzati in pizzerie napoletane e non. Per esempio, le date di scadenza: di frequente gli ingredienti base sono veramente ‘passati’. Si vada a controllare il ‘fior’ che galleggia sulle latte di passata di pomodoro, per dirne una, e non voglio pensare ai sott’olio e sott’aceto. Questo si’ sarebbe un ‘disciplinare’ intelligente da parte di chi vuole tutelare il marchio ‘pizza napoletana’.
Caro Vincenzo, io non sono a conoscenza di acquisizione di latte tedesco o francese per la produzione di fior di latte di Agerola. Se però il risultato è quello che è, beh, trattasi di gran buon latte!!!!!
Ad Majora
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