Barilla – Slow Food: a cena col nemico?
Vi ricordate Guido Barilla, lo “spacciatore internazionale di merendine” che una decina di giorni fa ha confessato a Sette del Corriere della Sera una voglia contronatura? Cenare “mille volte” con il migliore dei suoi nemici—Carlo Petrini di Slow Food—antimerendista finché volete, ma degno del massimo rispetto. Operazione di facciata o sincera ammirazione? Ce lo siamo chiesto in molti, anche se la vera domanda era un’altra. Slow Food accetterà l’invito di Barilla? Em, ecco, um… Dissapore glielo ha chiesto. Guardate il video per sapere cosa ha risposto Roberto Burdese, presidente di Slow Food. E occhio a non addormentarvi sul Bitto. Riprese Andrea Gori, montaggio Francesca Ciancio.










sì ma il minuto di barba sul Bitto è essenziale, per la riuscita della gag fina…
come non detto! bando ai commenti inutili, ecco di cosa stava dissertando:
vabbe burdese un pò noioso non è una novità….
ok vada per l’nvito a cena …ma chi cucina e cosa?
questo si è dimenticato di dire barilla!
se una sfida deve essere che lo sia in modo divertente e produttivo …per entrambi!
o no?
beh, direi che le scelte sarebbero quasi obbligate…
mh…
grafica poco chiara, meglio linkare qua
pare che di obbligato oggi giorno ci sia solo la penitenza di dover parlare di berlusconi in tutte le salse ,alla tv,sui giornali e altro.
il desiderio di FOODPOWER per il 2010 è di vedere petrini e barilla ad anno zero,ballarò, porta a porta che si sfidano a suon di merendine,ogm ,naturale e industriale!!!
basta!
FOODPOWER sogna di vedere sui giornali esteri non le escort, ma i prodotti di slow food che si sfidano con le merendine di barilla!!!
forse parlando e discutendo di cibo qualcosa cambia davvero.
il rito della convivialità.
dissapore faccia qualcosa !
Non ho capito in che modo l’industria deve avere interesse a che i piccoli produttori continuino la loro attività. Qual è la porta aperta?
Educazione del consumatore? Mantenimento della pluralità e diversità dei prodotti? Assistenza nell’apprendistato giovanile? Assimilazione? Annessione?
Qual è il filo che può unire un casaro che fa il Bitto in alpeggio e l’industria della bassa?
Mi basrerebbe che l’appoggio dell’industria consentisse al casaro di chiamare ancora Bitto il suo formaggio, ma ho come l’impressione che il tutto possa alla fine salvare l’originale per consentire di farne le copie. False e tante.
L’industria ha molto a cuore il mercato parcellizato e regionalizzato dei piccoli produttori, ci tiene talmente tanto da volerlo tutto per se!;-)
Nella perfetta continuità dell’ambiguità del partito comunista Italiano:
in questo momento la rivoluzione non può avvenire per mancanza di condizioni e quindi ci tocca gestire le contraddizioni.
tu le mangi le merendine del Mulino Bianco? io no, io no… ecchissenefrega!