di | lun 11 lug 2011 ore 14:10
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una faza una raza

Brunetta: matrimonio gastrofanatico. Non farsene una ragione

Renato Brunetta, il ministro pocket che se gioca la cempions lig dei detestabili arriva in finale ma poi perde perché è detestabile, si è sposato a Ravello facendosi beffe dei precari che volevano rovinargli la festa. Però oggi non vogliamo parlarvi di quanto il ruolo di Brunetta sia un osservatorio privilegiato sull’aprire bocca e darle fiato, no. A consumarci è un interrogativo ben più inquietante: possibile che il piccoletto sia un gastrofanatico? Possibile che condivida con noi un’identica passione? Noi e Brunetta una faza, una raza???

Terrorizzati dall’eventualità cerchiamo indizi sulla stampa.

CHEF
Ahimé, il c.v. di Mimmo di Raffaele, lo chef scelto per il matrimonio, è impeccabile: ha aperto il risto “Marino alla Scala” di Milano per lo stilista Nicola Trussardi, è passato dall’hotel Eden di Roma prima di diventare executive chef del pazzesco Hotel Caruso di Ravello. Per finire è di Tramonti (con la A), il paese campano dei pizzaioli col pedigrì.

MENU
C’erano la zuppa di polipo polpo con raviolini di vongole e il risotto con colatura di alici, pomodori appassiti e calamari. Manco si sposasse il direttore della Guida Michelin. E sulla terrazza dell’Hotel Caruso, le cui stanze condizionate arrivano a costare 9 mila euro a notte, tra una mozzarella di Vannulo, il re della bufala di Paestum, e le braciole di maiale del macellaio di fiducia Fabrizio Nonis, non sono mancati pizza e pesce della costa. Anche se so di girare il coltello nella piaga, a preparare il dolce a base di ricotta e pera è stato il maestro pasticcere della costiera salentina Salvatore De Riso. E’ inutile che facciate finta di non notarlo, questo è un VERO matrimonio “gastrofanatico”, di più: “gastrofighetto”, l’accezione griffata del termine.

LISTA DI NOZZE
In apparenza indistinguibile da una qualunque lista nozze Totti-Blasi, con 54 lampade, 10 tappeti di varie pezzature, 7 tavoli, fioriere, cristalliere, armadi, librerie, capitelli e due testiere per il letto matrimoniale, include richieste che rivelano l’animo ecogastronomico del ministro: ossignore, Brunetta sarà mica iscritto a Slow Food? Ci sono infatti fiori e piante per il giardino, palme e melograni, centinaia di lauri, rosmarini, un ciliegio, un mandorlo, un susino e un fico.

MEGA FESTA
Costretto a sposarsi in gran segreto per evitare che ai precari salisse la carogna — Houdini esci da questo corpo! — Brunetta ha deciso che la festa non finisce qui. Festa? Chi ha detto festa? Non appena sentiamo la parola magica noi drizziamo le antenne. Non si sono ancora spenti gli echi della d-Fest del marzo scorso, quando con sprezzo del pericolo abbiamo portato lo chef Massimo Bottura nel fichissimo loft dei Fooders. Mentre abbiamo portato voi, lettori di Dissapore, all’Open Colonna, lo spazio mondano di Palazzo delle Esposizioni a Roma.

Ora, sapete dove Brunetta saluterà i 300 invitati alla festa post-matrimonio fissata per sabato prossimo alle 21?

“All’Open Colonna, l’elegante e moderno spazio dello chef Antonello Colonna, in via Nazionale a Roma”.

Renato Brunetta = gastrofanatico. Ciao, finisco di suicidarmi e torno.

[Crediti | Link: Hotel Caruso, Corriere.it, La Stampa, Il Salavagente, Dissapore, Fooders. Immagini: Corriere.it]

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31 commenti a Brunetta: matrimonio gastrofanatico. Non farsene una ragione

  1. Possiamo consolarci con la speranza che si sia fatto consigliare da qualcuno all’altezza (ehm…) – ma è una magra consolazione, vuol dire che comunque ci ha pensato (ehm…), e quindi in qualche modo c’è un’intenzione virtuosa di fondo…
    Aspetta, vengo anch’io – suicidiamoci con hamburger e patatine, mcfluffy, salamelle alla brace con cipolle, pattona (possibilmente ulfida), mense aziendali, formaggi plasticati dei vari minimarket extrascontati…

  2. avatar riccardo

    beh, consoliamoci così: magari è la moglie la gastrofanatica

  3. avatar leo

    No, non ci credo. Ha googlato e ha consultato i blog gastronomici per non cadere nella tentazione catering di lusso.. ma una faccia una razza con Brunetta no, vi prego !

  4. avatar Lidia Barone

    Va bene, Brunetta è gastrofanatico. Anzi, gastrofighetto. Anzi, buongustaio, gourmet, palato fino. Anzi, arbiter elegantiarum della gastronomia, come Petronio e Mitterand. E allora?
    Come scrive Marguerite Yourcenar, “Non manca un barlume di luce neppure nel più opaco degli uomini: un assassino suona il flauto con garbo; un aguzzino che lacera la schiena degli schiavi con le frustate è forse un figlio eccellente; un idiota può essere pronto a dividere con me l’ultimo cantuccio di pane che gli resta.”

  5. Se i dolci erano di De Riso certamente ha scelto davvero al top…

    Il fatto che mangi bene però non lo rende simpatico ;-)

  6. ma non è quello che disse «Napoli cancro etico e sociale» e cose del genere sul Sud… Ma quanno se magna semo tutti romani… Aoh!!!

    (ci tengo a precisare che amo molto la cucina romana e la romanitudine delle osterie, la mia non voleva essere mancanza di rispetto verso i grastro-appassionati capitolini.)

  7. avatar Riccardo I.

    Sabato all’Open Colonna, eh?
    Ma il riso agli sposi si può tirare lo stesso, anche se è passata una settimana?
    Magari al forno, dentro ai pomodori.

    Che fa tanto estate. 8-)

  8. avatar Carlo Cleri

    Brunetta non può essere iscritto a slow food: un iscritto a slow food deve essere ben rispettoso dell’ecocompatibilità e soprattuto DEL LAVORO DI CHI PRODUCE IL CIBO.
    E qui non ci siamo proprio!

  9. avatar Elisabetta

    Vado e mi suicido pur’io.
    Non ho alternative.

    Addio, è stato un piacere leggervi.

    (Secondo me Massimo Berardi è colpevole di istigazione al suicidio. Ecco.)

  10. avatar Pigi

    Forse non ricordate la ricetta della pasta e fagioli di Brunetta:
    http://www.youtube.com/watch?v=Qnsox6I6J5k

    La descrizione della ricetta è quella di uno cui gliene importa.

  11. C’e’ pure una nota pasta di Gragnano… :oops:

  12. avatar Enrico

    ma ai 200 poliziotti che il giorno dopo se ne sono stati lì a cazzeggiare perchè nessuno li avava avvertiti che la cerimonia già c’era stata (burlone di un Brunetta, quante ne combini!), cosa hanno servito? pizza e fichi? gli avanzi della sera prima?
    Non so, ci sono delle volte che non riesco a prenderla per la leggera. Scusate.

    • avatar gianluca

      200 poliziotti pagati con i soldi delle nostre tasche.
      ma quelli non sono sprechi eh.

      • avatar MAurizio

        Oddio, magari potevano solidarizzare con i colleghi panzoni in maglietta … che stavano li a manifestare ..
        L’ordine pubblico è un servizio intrinsecamente costoso. Si paga a San Siro come all’Olimpico. Adesso sono di moda gli sport di montagna in Val Susa

    • avatar Tommaso

      Meglio a cazzeggiare alla festa di Brunetta che a manganellare e gasare la gente in Val di Susa.

  13. avatar giovanni

    gentile bernardi, voi avete un seguito pazzesco e di conseguenza anche un importante dovere, quello cioè di diffondere cultura …. culinaria

    almeno lei scriva polpo e non polipo (che l’umano non mangia) così come fanno tantissimi…. anche ristoratori .. e magari dia una spiegazione della differenza (se l’ha già fatto ripeta .. che non guasta)

    grazie infinite

  14. “ossignore, Brunetta sarà mica iscritto a Slow Food?”

    vorrai mica dire che slowfood c’inzerta con la politica vero ????????

  15. avatar izn

    …il commento era in risposta a quello di Emidio Mansi, devo aver toppato qualcosa dall’iphone :-/

  16. avatar Silvia

    Attenzione, il Salento è in Puglia, è il Cilento quello campano (e che spettacolo è!).

  17. avatar vsr

    Scendete dal piedistallo.

  18. ma perchè non vi ricordate il nostro alle prese con una finanziera in tivìiii??? Io ancora rido

  19. avatar Signora

    Quel posto ha un gran problema di sommelerie, molto meglio Palazzo Sasso, attaccato.

  20. matrimonio gastrofanatico, non farsene una ragione…
    mah, semmai il banchetto è stato gastrofan, perché il matrimonio lo definirei piuttosto crepuscolare: che il ministro Brunetta fosse sotto-sotto un parvenu lo sospettavo già da tempo tuttavia gli avrei mai augurato, mai, di dover convolare di notte per schivare la contestazione popolare!

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/speciali/08.gif[/img]
    Johann von Westhoff, imitazione di campane

    per quanto mite fosse diventato il suo atteggiamento verso i sudditi,
    per quanto utili fossero stati i suoi recenti, tardivi tentativi di riforma del sistema di governo, molto consideravano Luigi XV spietatamente sordo alle esigenze e alle necessità del popolo. Nelle sue memorie madame Campan riferisce un raggelante incontro fra Luigi e un contadino, avvenuto nella foresta di Senart nel corso di una partita di caccia. «Dove portate quella bara?» domandava il re. «Nel villaggio di…», rispondeva un contadino. «Dentro c’è un uomo o una donna?». «Un uomo». «E di che cosa è morto?». «Di fame», fu la secca risposta. Il re spronò il destriero e tirò avanti (fig.)

    per quest’uomo, che aveva dato prova di tanto poca preoccupazione per chi moriva di fame, era infine arrivata l’ultima ora: il feretro di Luigi XV compiva il suo estremo viaggio verso l’abbazia di Saint-Denis scortato solo dalle guardie di palazzo e da pochi sacerdoti, e il tutto avveniva dopo l’umbrunire per evitare che la salma fosse schernita da manifestazioni popolari. Molti ubriachi, tuttavia, uscendo dalle osterie apostrofarono il feretro al grido di «taiaut! taiaut!», imitando un grido usato per aizzare i cani alla caccia. Un’epoca finiva, e con essa anche l’absolutisme bourbonien.

    Erickson e Spinoza, un blend di uno e uno-due

    e ovviamente sto scherzando: figli maschi, Renà!

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