di | mer 06 gen 2010 ore 13:03
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rischio estinzione

Caccia a “tonno rosso”. Arrivano i nostri

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Cinquecentodiciassette euro al chilo (517). Non so quanto faccia a boccone ma è una notizia dura da digerire. Ieri l’asta del pesce di Tokyo ha venduto un tonno rosso di 232 chili per la cifra record di 120.000 euro. E’ stata una catena locale di risto-sushi a pagare la cifra folle cui va tolta la tara delle spine e aggiunta la fortuna che, dicono in Giappone, sorride a chi vince la prima asta dell’anno. Ma non si spiegano così certe cifre. La verità è che il tonno rosso è finito. Negli ultimi 40 anni le reti dei grandi pescherecci hanno tirato a bordo tutto il possibile, riducendo la specie atlantica dell’84% e quella mediterranea, la nostra, per capirci, del 74%.

Numeri da paura che però rimbalzano ai giapponesi, primi consumatori planetari per via del sushi. Al punto che tutti ormai sembrano rassegnati all’estinzione della specie. Oddio, in giro per il mondo gente che non si rassegna ce n’è. Il New York Times ha invitato gli chef americani gia da un anno a escludere il pesce dai loro menù. Il Principato di Monaco, che con la proposta di proteggere la specie ne impedirebbe l’esportazione fuori dal bacino del Mediterraneo E, notizia di questi giorni, i ristoranti della catena Relais & Chateaux che hanno messo al bando il tonno rosso dalle loro tavole. Compresi i “nostri” Pinchiorri, Marchesi, Le Calandre, Sorriso, Caino, Arnolfo, Il Pellicano, La Certosa di Maggiano, Il Falconiere… dove non è più possibile mangiare tartare e preparazioni simili. Un segno di civiltà che arriva dagli chef italiani, una volta tanto. Anche se per interposta catena.

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19 commenti a Caccia a “tonno rosso”. Arrivano i nostri

  1. avatar eggi

    se proprio bisogna scegliere di metter al bando il tonno lascerei in pace – ogni tanto – i ristoratori e mi concentrerei maggiormente sulla ‘purea che si scioglie a vista, altro che grissino’ e che viene commercializzata sugli scaffali.
    comunque tra le soddisfazioni migliori del tonno antepongo al palato quello di ‘tirarlo in su’.
    settembre, canale di otranto, passaggio a 40 miglia sse, hai sempre due tre orche che inseguono e che ti indicano la posizione del branco… il resto non si può raccontare perché parliamo, per chi ama la pesca, di emozione pura.

    • Caro Elvio ti avevo scritto una bella risposta ma siccome ero registato qui a Dissapore ora non più mi sono perso tutta la lettera bella!! un caro saluto a tutti… uccidi un grissino per salvare un tonno… poveri ristoratori oramai sempre bistrattati, come se gli altri pescano tonnellate di tonno e chi ne consuma 1% è colpevole… senza rispettare le leggi marittime dato che la guardia costiera è troppo impegneta a misurare pesci nei ristoranti….anche perchè saremo poi eletti alla fiera del PORNO…Pesca con aerei per individuare il branco e dopo accerchierlo per farli fuori, una volta era Arrahis che è quello che la legge ammette oggi, ma!…

      • avatar eggi

        sai che sono praticamente ‘diviso in due’ tra la sicilia e la toscana. affetti che ‘vivono e muiono’ in mare o in ostaggio dai libici per mesi. contingentamenti e accordi.. interessanti che ‘non interessano a nessuno’.
        mazara del vallo la conosco bene e non solo sul tonno… ma su tanti altri tipi di pesce, crostacei inclusi, ci sarebbe tanto da ‘scoprire’. 3/4 del pianeta é in vendita e il mare é già tutto sapientemente spartito.

  2. Mettiamoci anche il modo in cui in Giappone trattano i delfini (vedere il documentario The Cove per credere) e un bel boicottaggio ci sta benissimo :-)

    • Era ora, siamo giunti al culmine con la presenza del tonno ovunque, anche in alta montagna. Bravi gli chef che lo escludono, ma bravi anche i consumatori che smettono di comprare scatolette e ordinarlo al ristorante o al sushi bar. Il consumo critico vince, se la smettessimo con questa moda dell’oriente anche i giapponesi la smetterebbero di torturare i tre tonni rimasti nel mediterraneo.

  3. http://www.wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/DOSSIER/pesca/tonno-allevamento.pdf questo è il problema con il politico prezzolato di turno che ha dato la concessione di fare questo…

  4. Dimenticavo io il tonno più di 10-12 euro non pago… solo da maggio a agosto max.. per 120mila euro raggiunge la spesa di due anni di pesce nel mio ristorante…i giappon sono un cosi cosi… lascio a voi e l’immaginazione…..
    L’altro ieri ci siamo riuniti per salvare il parco degli iblei che rappresentano un terzo delle specie di piante in tutto il territorio nazionale, dato che vorrebbero mettere fotovoltaico pure nel……solo nel parco degli iblei non ancora riconosciuto nei confini, ci sono 100 specie di orchidee…

  5. avatar gianluca

    ma se la stragrande maggioranza del nostro tonno rosso finisce in giappone, perchè non bloccare le esportazioni? che senso ha prendersela con i ristoranti?

    per la scatolette invece credo che il discorso sia diverso. da quel che mi risulta i pericoli di estinzione riguardano esclusivamente il tonno rosso, per le scatolette che io sappia viene usato quasi sempre tonno pinna gialla che non dovrebbe essere a rischio.

    • Nelle scatolette si può scrivere una cosa e mettere un’altra… il problema è lo stato che deve fare una rigida legge nazionale intoccabile dalle regioni a statuto speciale…. invece di fare delle stupide leggi per l’uso degli additivi, perchè anche li aggirare l’ostacolo è semplice , basta che prendo un chimico amico e lo faccio responsabile degli additivi che uso come nelle industrie…

      • avatar toty

        Caro ciccio, ti posso garantire che il tonno contenuto nelle scatolette che voi mangiate, NON E’ IL TONNO ROSSO. Il tonno rosso, lo puoi trovare solo al ristorante o in pescheria almenochè non te lo iscatoli tu. Il tonno contenuto nelle scatolette, e tonno proveniente dal giappone e da altre nazioni extra comunitarie delle peggiori qualità, di pezzatura non superiore a 80 Kg. e congelato. Chi ti scrive è una persona che ha sdoganato tanti di questi tonni da poterci fare una catasta simile ad una montagna…

  6. avatar ChiaraS

    Almeno tre anni fa tra i primi a bandire il tonno rosso ci fu il coraggioso Roberto Petza (ora al Cafè Lisboa a Cagliari, ricordatevi di andarci). Il pesce e quindi l’overfishing è solo merce di scambio negli equilibri interni della UE e esterni con le fisheries delle altre nazioni. Interessi enormi, insieme economici e politici. Sono equilibri che non si muoveranno mai per tempo, un po’ tipo Copenhagen. Vale per il pesce come per l’energia: la via d’uscita è la decrescita.

  7. avatar Fede

    Attenzione perchè la notizia relativa ai Relais non è certa! Molti, soprattutto quelli italiani non hanno aderito.
    Decanter

  8. avatar la moratoria

    pesca, una moratoria per il tonno rosso

    L’Italia chiederà una moratoria sulla pesca al tonno rosso «nel nome della doppia sostenibilità, ovvero quella ambientale e quella economica», fa sapere il sottosegretario con delega alla pesca Antonio Buonfiglio. [...] A novembre del 2009 l’iccat, l’organizzazione internazionale (48 paesi) che gestisce la pesca del tonno, ha deciso di ridurre di oltre un terzo le quote di catture consentite nell’Atlantico e nel Mediterraneo per il 2010: si passerà dalle attuali 22.000 alle 13.500.

    «L’Italia propone una moratoria – spiega Buonfiglio – al netto delle decisioni in ambito europeo. Vale a dire pescare e commercializzare il tonno rosso solo all’interno dei propri confini. Salvaguardando il prodotto, provocando il rialzo del prezzo italiano e combattendo la pesca illegale».

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/66.gif[/img]
    aspetta e spera,
    magari non saranno i soliti proclami da ministero delle Speranze, stavolta:

    Subito una moratoria: «occorre tutelare maggiormente il Mediterraneo e la sua biodiversità; per questo motivo chiederò subito alla Ue una moratoria della pesca insostenibile di tonno rosso. Così il Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio, commenta i dati dell’ultimo rapporto del Wwf. «Va sicuramente fatta chiarezza – continua Pecoraro – su quali Paesi non rispettano le quote o pescano anche tonni sottomisura. Mi attiverò da subito in sede internazionale per porre fine a questo scempio. (ottobre 2006)

  9. avatar ALFIO

    io sono un pescatore , e vi posso garantire che la fine di questo mestiere lo abbiamo voluto noi iniziando dall’ ignoranza dei capi pesca , alla sete di soldi e alla non programmazione e tutela di noi stessi, non rispettando il mare e la natura approfittandone facendo strazi senza precedenti iniziando dai pesci che sono in fondo al mare morti a quelli che prima c’erano da pescare e adesso non piu’ e lo saprete meglio di me che il tonno si e’ estinto per il 70 per cento, non abbiamo rispettato le leggi e mai lo faremo ad iniziare dalla quota il quale con strategie nostre non abbiamo mai rispettato fino all’ anno scorso dalla libia alla calabria, adesso e’ giusto che vietino per sempre questa pesca (cites)perche’ fra 2 o 3 anni il tonno diventera’ un pesce estinto e sara’ solo un ricordo, perche’ noi siamo per la distruzione. Ricorda che quando avremo abbattuto l’ ultimo albero,inquinato l’ ultimo fiume , pescato l’ ultimo pesce ci renderemo conto che i soldi non si possono mangiare.

  10. avatar numeri che rimbalzano

    [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/triste/52.gif[/img]
    ridotta la specie atlantica dell’84% e la mediterranea del 74%…

    il tonno rosso non sarà inserito tra le specie a rischio di estinzione

    19 marzo – La proposta di inserire il tonno rosso nella lista delle specie a rischio di estinzione, la cosiddetta convenzione Cites, è stata respinta ieri durante la conferenza di Doha in Qatar. Ciò significa che nonostante la volontà dell’UE, che a settembre aveva espresso il suo parere al riguardo, il tonno rosso non verrà considerato specie minacciata di estinzione e dunque non sarà messa fine al suo commercio internazionale come richiesto da più fronti.

    Tra i principali oppositori il Giappone, che ha tirato a sé un gran numero di Paesi in via di sviluppo: la proposta è stata respinta a stragrande maggioranza di voti, 68 contro – 20 favorevoli – 30 astenuti. [...] Il presidente di Federpesca, Massimo Coccia, ha così commentato: «siamo molto soddisfatti che abbia vinto il buonsenso. La decisione è la dimostrazione, come abbiamo sempre sostenuto, che in questi mesi è stata fatta un campagna demagogica e di disinformazione che poco aveva a che fare con la salvaguardia degli stock…»
    (continua su greenme.it)

  11. Gli ultimi colpevoli della distruzione dei tonni sono i ristoratori italiani

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