di | mar 12 lug 2011 ore 13:47
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dannose?

Caraffe filtranti | Nella guerra dell’acqua chi perde di sicuro siamo noi

Tema: Cose per le quali hai pochissima simpatia. Svolgimento: Mineracqua, lobby federazione delle industrie delle acque. La minerale in bottiglia costa troppo, 50 cent al litro di media, malgrado i 195 litri che ogni italiano consuma in un anno, record europeo. Vizietto costoso anche per l’ambiente, viaggiano 480.000 tir all’anno per trasportarla, una fila di 8.000 km. L’acqua del rubinetto invece costa 0,5 millesimi di euro al litro e inquina 250 volte di meno. Dice: “Sì, ma l’acqua dell’acquedotto bevila tu, è cattiva e fa male”.

Mica vero, la cosiddetta acqua del sindaco quantomeno è sicura (si verificano 50 parametri fisici e microbiologici), ma c’è poco da fare, il pensiero degli italiani sta tutto in quel virgolettato.

Nemmeno un anno fa, per vincere la resistenza, scendono in campo i supermercati. Rinunciando a una parte dei guadagni provenienti dalla vendita di minerale in bottiglia, Coop propone a 9 euro Viviverde, una caraffa filtrante che “rende più gradevole l’acqua del rubinetto”, seguita poco dopo da Auchan. E’ un successo, grazie ai prezzi popolari e al design accativante le caraffe filtranti vendono circa un milione di esemplari.

Vuoi o non vuoi, la diffidenza degli italiani per l’acqua del rubinetto cala, cambiano la propensione al consumo e la frequenza d’uso.

Eppure 3 mesi fa Mineracqua denuncia 3 marchi di caraffe filtranti: Brita, Auchan e Viviverde/Coop. Renderebbero l’acqua “non più potabile” aumentando il rischio di cariche batteriche.

Eppure ieri, dopo una perizia dei NAS, la Procura di Roma iscrive nel registro degli indagati i produttori del filtro, dando di fatto ragione a Mineraqua. Anche se la ragione è un’altra, col tempo il filtro si deteriora diventando inutile o addirittura dannoso.

E in questa guerra dell’acqua, con Minerqua da una parte e dall’altra i produttori di caraffe filtranti, in mezzo ci siamo noi, senza dati certi per capire.

Per questo volevo domandare come vi siete regolati finora, bevete acqua minerale in bottiglia o avete comprato le caraffe filtranti? E se lo avete fatto, ora che sono in discussione, come vi comportate?

[Crediti | Link: Dissapore, Sportello Consumatori, Repubblica Torino, Corriere.it]

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51 commenti a Caraffe filtranti | Nella guerra dell’acqua chi perde di sicuro siamo noi

  1. avatar gianluca

    io alterno acqua in bottiglia e acqua del rubinetto. mai usato caraffe filtranti.

  2. avatar anto

    io quando posso le uso (ovvero non d’estate quando sono poco a casa e consumo molta acqua). attenendomi alle istruzioni non ho mai notato problemi, se invece si usa troppo il filtro, questo inizia a rilasciare particelle, immagino di carbone attivo. Il sapore dell’acqua migliora accettabilmente ma non fanno miracoli.

  3. avatar Stefano

    Bevo la minerale perché mi piacciono le bollicine, ma se bevo quella del rubinetto non mi frega niente delle caraffe, lo so che è buona!

  4. avatar Scripta

    Io ho il full pack : caraffa + gasatore. Sicuramente le mie braccia ringraziano, l’ambiente probabilmente anche. Comunque anche prima compravamo solo l’acqua frizzante, bevendo quella del sindaco. Il problema è anche che in una stessa città pur partendo dalla stessa acqua in punti diversi le acque sono più o meno bevibili.
    Della lobby delle acque minerali non voglio parlare per non prendermi denunce. Dico solo che se quello che gli resta è fare esposti in procura hanno poche altre carte da giocare

  5. avatar Max

    acqua del rubinetto, riempio bottiglie di vetro e le lascio in frigo aperte per 2 ore. Il cloro evapora e il sapore diventa uguale a quello dell’acqua in bottiglia (fonte: ingegneri senza frontiere Modena).

    Sulle caraffe, così come sui filtri da attaccare all’impianto, le cose stanno proprio così: o si manutiene per bene il filtro o se no è proprio lì che si possono annidare batteri ecc. Per questo, secondo me, le caraffe & co. sono inutili. Molto marketing, molta fuffa.

    disclaimer: non sono un ingegnere :-)

    • E secondo te il cloro che evapora nel frigo dove si depositerebbe?

      • avatar Jamin-a

        essendo un gas, resta disciolto nell’aria e va in giro per la tua cucina quando apri il frigo (a meno che non lo tenga chiuso per un tempo sufficiente a farlo depositare sul fondo dello stesso – è più pesante dell’aria – ma non ho idea di quanto tempo ci voglia) :) mica ce n’è così tanto da far sì che te ne accorga! :)

  6. Il rilascio “non controllato” di cariche batteriche abnormi (leggasi enormi) cosi come di metalli pesanti è certamente il pericolo maggiore insito in ogni sistema che preveda filtrazione.

    Vanno seguite le istruzioni al millimetro, non è possibile “dimenticarsi” di sostituire la cartuccia/filtro e questo è certamente il problema maggiore.
    Capita, vuoi per dimenticanza, vuoi per pigrizia, vuoi per risparmiare, che i filtri lavorino ben oltre il dovuto e consentito. E i rischi mi sembrano chiari.

    Questo è il motivo principale per cui non uso filtri, se quella del rubinetto è buona la bevo cosi come è, altrimenti vado di minerale.

    Che quello delle minerali sia uno “sporco” business lo immaginiamo tutti… vendere a peso d’oro roba che sgorga dal sottosuolo… e nemmeno buona a far muovere le macchine… ;-)

    • avatar enrico

      Basta cambiare il filtro quando è ora, se volete sapere, alcuni modelli ti dicono quando. Mi sembra da idioti rinunciare a qualcosa solo per pigrizia di controllare , poi comunque se tu sei pigri che ti sembra difficilissimo sostituire un filtro al momento giusto, sono affari tuoi,mica puoi sconsigliare tutti per la tua pigrizia…

  7. avatar Fabrizio pagliardi

    Io caraffa e mi trovo bene.

  8. avatar Riccardo I.

    Ho la caraffa filtrante ma non la uso.
    Acqua del rubinetto e gasatore Sodastream.
    Soddisfattissimo: fatico di meno, risparmio, non inquino e la gaso quanto desidero.

  9. avatar Ganascia

    Io ho un depuratore a osmosi inversa sotto al lavello. Costoso, ma ho acqua a volontà depurata (nella mia città è calcarea al limite del solido), di ottimo sapore e ripassata agli ultravioletti battericidi. Ci posso anche cucinare e il sapore di tè e pasta, per esempio, ne guadagna parecchio

  10. avatar maizo

    Noi abbiamo fatto il “mutuo sull’acqua”: osmosi inversa con la manutenzione curata dall’azienda per 10 anni; probabilmente strapago l’acqua che bevo, ma niente più plastica e carrelli pieni di bottiglie.

  11. avatar ale

    Una delle poche attrazioni della mia città (Bergamo) è l’acqua del sindaco. Buonissima.
    Uso la caraffa, rigorosamente di vetro, senza filtri di sorta.

  12. avatar Paolo Guido

    Suggerirei l’uso delle caraffe filtranti giusto per il ferro da stiro.
    Mi risulta questo: http://www.altroconsumo.it/i-filtri-s107212.htm .

    • avatar fabrizio pagliardi

      Da quando un rappresentante di questa stimato ed attendibile giornale ha consigliato in televisione di acquistare alimenti surgelati perchè a parità di gusto c’è la certezza sanitaria, penso sempre male.

    • avatar Alberto

      E’ un articolo del 2007, le tecnologie che si usano oggi son completamente diverse

  13. avatar serena

    caraffa filtrante e gasatore e mi trovo benissimo. ho provato per tanto tempo a tenere l’acqua del rubinetto “all’aria” in frigo per far svanire il sapore di cloro ma a me non svaniva mai.
    all’acquisto di acqua minerale non tornerò mai (lo sappiano quelli di Mineracqua!!!).

  14. Gasatore e basta, una punta di gas rende l’acqua del rubinetto perfetta

  15. avatar matteo

    mai comprato caraffe filtranti, bevo acqua del rubinetto e talvoolta quella frizzante in bottiglia, se c’è in casa.

  16. avatar Matilde

    Vado a prenderla qui… e ne vado fiera!
    http://www.smatorino.it/servizi_idrici_integrati_14

    Sarà perchè mi riempio le bottiglie da sola, sarà perchè è tutto molto “eco” e perchè ho sostituito le bottiglie di plastica con quelle in vetro,
    ma a me pare ottima….

  17. caraffa coop, cerco di stare nei parametri del cambio filtro ma ogni tanto sforo

    per prigrizia non ho fatto i conti della spesa totale: caraffa + filtri

    ma non credo di risparmiare granche’

  18. avatar Andrea

    Acqua di rubinetto tutta la vita. Fin da bambino la bevo dal rubinetto di casa. Anche oggi a 33 anni continuo a bere l’acqua del sindaco e non ci penso nemmeno di comprare l’acqua in bottiglia.

  19. Oddio, in casa mia sono tutti Brita dipendenti…ora come glielo dico?

  20. Caraffa Laica con doppio filtro e timer controllo sostituzione filtro.
    Che comunque si “intasa” di suo, per cui non si può non cambiare, perché comunque smette di filtrare.
    Lavaggio periodico del tutto come da istruzioni in allegato.
    Il gusto dell’acqua di FI cambia in modo nettamente percepibile.
    Braccia, portafoglio e ambiente molto molto + contenti.

  21. avatar MAurizio

    Che l’acqua del sindaco sia sempre buona chiedetelo ai Castelli Romani, tanto per citare l’ultimo caso, dove l’acqua continua ad essere potabile perchè c’è una deroga (al rialzo ovviamente) ai limiti consentiti di ARSENICO … mica ciufoli (non parliamo poi di falde contenenti diossina o banali colibatteri).
    Che l’acqua minerale costi “mediamente” 50 cent a litro è un altro dato abbastanza discutibile, se non si fa la media con Visci, Perriè, Sanbitter e altre acque sottovetro per fighetti (o con le bottiglie da mezzo litro vendute a peso d’oro nei chioschetti). Una normale minerale in PET da 1,5 litri costa al supermercato, casse da sei (bollicine comprese) tra i 25 e i 40 cent a bottiglia.
    In compenso si vendono impianti di “purificazione” domestica che tra costi fissi e manutenzione sono convenienti solo agli “osti” (della malora) che ti rifilano nel conto una caraffa di acqua di rubinetto “filtrata” facendotela pagare da 2 a 5 euro ….

    • avatar MAurizio

      Altra curiosità. Ma i filtri, una volta esauriti, vanno cambiati e buttati dove ? Tecnicamente, vista la concentrazione di “filtrati” dovrebbero essere assimilabili a rifiuti speciali (tipo gli ospedalieri). Facendo il calcolo inverso, se 60 milioni di italiani consumassero 195 litri /anno procapite di acqua filtrata, quanti sarebbero i filtri da cambiare e dove verrebbero smaltiti ? Non è che succede come per le auto “elettriche” dove alla fine ti trovi a smaltire un enorme pacco di batterie non propriamente ecologiche ?

  22. avatar antonio

    Beh,acqua in bottiglia senza dubbio!!!! le fonti delle acque in bottiglie provengono da stabilimenti che sono limitrofi alla sorgente e quindi c’è meno contaminazione batteriche e meno km di tubi percorsi dall’acqua. Uso l’acqua oligominerale della bottiglia anche per fare il caffè e tè,per le altre preparazioni un pò meno visto che,come nella bollitura per la preparazione della pasta c’è una sterilizzazione considerevole che mi permette il rischio.
    Quando poi ti ritrovi ad abitare in una città della pianura padana come Parma,che è lontana dalle sue fonti idriche di fornitura comunale il rischio è maggiore,notando una elevata presenza di calcare che rende torbida l’acqua e di sicuro non è calcio che ti riforza le ossa ma ti appesantisce i reni per un precoce calcolo renale.

  23. avatar roberta libero

    A Montagnana siamo fortunati: acqua buona e in quantità, perciò, dopo aver buttato la caraffa filtrante, ci basta aprire il rubinetto e bere anche a “garganella” se ne abbiamo voglia. Adesso che fa caldo riempiamo le bottiglie di acqua del sindaco e le mettiamo in frigo. Le bollicine non ci piacciono e quindi…ma non per tutti è così semplice!

  24. avatar gianluca

    io compro acqua fiuggi in vetro. siamo su 0,70 a bottiglia (1 litro) però per me è buonissima.

  25. avatar Emanuele

    Acqua del rubinetto a roma come in provincia di lecce.
    Se nell’acquedotto sono rilasciate sostanze dannose ci si accorge subito, mentre sulle bottiglie confezionate sono fatti controlli a campione. E fidatevi che mio padre, ispettore ASL, ci ha messo non poco a far sequestrare partite di acqua (in bottiglia di vetro) di una nota marca perchè contenevano batteri oltre ogni limite.
    Encomiabile l’iniziativa di torino, la cosa migliore sarebbe da mettere quei punti all’interno dei supermercati, a tipo 5 cent al litro, si ottiene acqua depurata con osmosi inversa in comode bottiglie di vetro.

    • avatar gianluca

      il problema non sta solo nell’acquedotto, ma nei tubi che ti portano l’acqua a casa. l’acquedotto può anche essere ok ma poi l’acqua si ricontamina nel “viaggio”.

      possiamo fare il nome di questa marca? in fin dei conti è solo pubblica informazione.
      ;-)

  26. avatar Emanuele

    gaudianello e ferrarelle..ma ti parlo di anni fa.. prov di lecce

    • avatar gianluca

      grazie.
      da noi, in ufficio, abbiamo notato delle stranezze un pò angoscianti con l’acqua in vetro TAVINA.
      praticamente se la apri e la lasci un giorno fuori dal frigo, ma con il tappo ben chiuso (quindi una cosa normale), compare una strana schiumetta in superficie, che ti lascia perplesso.
      io sinceramente non la bevo più……

  27. avatar Chiara C.

    Acqua del rubinetto (Pisa). Sono l’unica in casa a non avere la caraffa, ora le mie coinquiline dovranno affrontare la dura verità. Uso il metodo di Max, ma non le metto in frigo. La differenza si sente. L’unica che prendo in bottiglia la uso per il caffè.

    • avatar dink

      Io la prendo al fontanello di San Giuliano Terme, fresca e senza sapore di cloro, già trattata all’origine con filtri e raggi ultravioletti.

  28. avatar Lorna

    Hello, uso la caraffa filtrante da ca. 20 anni. Mi trovo molto bene. Da dove sono io, non è mai emerso quest’argomento perché non abbiamo questo ‘business’ di acqua minerale. Cambio il filtro una volta al mese come indicato. (Bevo anche acqua dal rubinetto se mi capita.)

  29. avatar Jamin-a

    A casa mia acqua di fonte. Ogni qualche settimana (dipende dalla stagione) si caricano i bidoni vuoti in macchina, si fanno 50 km fino a quella fonte montanara dall’acqua poco calcarea (l’unica nei dintorni che non provoca i calcoli a mio padre), si riempie e si torna a casa. Travaso in bottiglie di plastica, vetro escluso per questioni di peso. Non so quanto venga a costare, ma è buona e controllata.

    • avatar enzo

      buona e controllata fino a che non la metti nei bidoni (sterilizzati?) e poi nelle bottiglie (anche loro sterilizzate?)
      senza contare che dopo alcune settimane, dentro alle bottiglie,si possono anche formare colonie di batteri anche se sono state tenute al buio

  30. avatar kriss

    Caraffa Aquaplus tedesca. Da più di 5 anni mi trovo benissimo. D’estate travaso nel vetro e metto in frigo. Per essendo di Torino nn conoscevo l’iniziativa della Smat, andrò a curiosare.
    Per lavoro ho avuto a che fare con l’idustria delle acque minerali: per uno serio esistono 10 marpioni.

  31. avatar alida

    a Rivoli Torinese c’è il punto Smat da due anni, credo sia stato uno dei primi, ora si va diffondendo nell’area metropolitana, io la prendo regolarmente a Collegno che mi é di strada per andare a casa. Ottima, io ho il vizio della gasata, e mi fornisco regolarmente. Purtroppo qualche tempo prima ho comprato un kit di depuratore e gasatore, s’è rotto quasi subito e ho scoperto che non esisteva manuntenzione, praticamente dovevamo fare una diagnosi del guasto via internet… epoi ordinare il pezzo di ricambio sulla fiducia tipo il dottore a telefono. Ora il filtratore e gasatore sta in garage, non ho ancora avuto il cuore di buttarlo. Ho giurato di non comprare più nulla senza assicurarmi che ci sia una manutenzione a portata di mano e credo che dovrbbe essere indicato obbligatoriamente chi e come assicura la manutenzione su qualsiasi marchingegno si acquisti.

  32. avatar gdoman

    “Rinunciando a una parte dei guadagni provenienti dalla vendita di minerale in bottiglia”

    Non è esatto. Posso assicurarti, da addetto ai lavori, che il business dell’acqua in bottiglia è solo deleterio per la GDO. L’acqua in bottiglia è il prodotto con il peggior rapporto rendimento/volume: spreca infinito spazio nel centro distributivo, sul camion merci, nel punto vendita e, non ultimo, nel carrello del cliente. Inoltre, forse i clienti non lo sanno, ma l’acqua in bottiglia viene venduta quasi sempre al costo (costo di acquisto, senza contare l’incidenza di trasporto e stoccaggio, altrimenti si va sempre e inevitabilmente in perdita).
    Altro che guadagni, fosse per affari tutti i supermercati smetterebbero di trattare acqua in bottiglia all’istante!

    Domanda: sanno tutti che l’acqua in bottiglia non gode dell’iva agevolata al 10 o al 4 per cento come tutti gli altri generi alimentari, bensì è considerato bene voluttuario ivato al 20%? Forse perchè consiste principalmente in servizio (cioè trasporto) e contenitore, insomma.. gasolio e plastica!

  33. avatar Partyb

    Ehm, qualcuno ha già citato l’arsenico trovato a chili negli acquedotti laziali?
    Carissimo Tomacelli, avrei piacere di inviatarla a mangiare a casa mia, per poi servirle l’acqua del rubinetto.
    Ed alla sua classica domanda “Cosa posso portare?” le risponderei senza esitazione “La carta igienica. Tanta.”

  34. avatar Alessandro

    Come riportato all’interno della nostra dichiarazione ufficiale [http://www.brita.it/medias/sys_brita/8575720133399424.pdf], che tiene in considerazione quanto dichiarato dal Ministero della Salute, la potabilità dell’acqua è un aspetto comprovato (purché naturalmente lo sia già l’acqua di partenza) in quanto è stato determinato come il trattamento apportato dalle caraffe filtranti non solo non comporti effetti negativi sulla salute, ma
    tale bevanda venga anzi migliorata nel gusto grazie all’eliminazione di cloro e calcare. Tutto ciò viene inoltre realizzato a fronte di una riduzione sensibile e non significativa di sostanze utili all’organismo umano (calcio e magnesio).
    Criticità legate a cariche batteriche e altre questioni di carattere igienico sono invece ovviabili tramite un’accurata e periodica manutenzione della caraffe filtranti – a cui va infatti riservato lo stesso trattamento dedicato a qualsiasi altri strumento utilizzato in cucina.
    Ricordiamo inoltre l’importanza di leggere attentamente il manuale di istruzioni che accompagna ciascuno dei nostri prodotti, in quanto in esso vengono indicate le modalità di utilizzo e conservazione dei prodotti stessi.
    Infine, Brita è la prima azienda di settore (già dal 1992, vedi http://www.brita.it/brita/pages/cms/page.grid?nid=gcc_3_2&pid=gcc_3_2) ad essersi preoccupata delle problematiche legate al riciclaggio delle cartucce filtranti. Aspetto di fondamentale importanza, poiché al termine dell’utilizzo dei filtri si evita la dispersione nell’ambiente e contemporaneamente si contribuisce attivamente al recupero di questi materiali.

    Alessandro Storti – Portavoce BRITA Italia

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