Chiara Ferragni: dal brunch California Bakery alla merenda Biancolatte, tutti i cliché gastronomici di una ragazza perfetta

La celebrità nel web non esiste. E’ un’ipotesi. Una condizione mentale. Non ha regole, meriti, percorsi. Nel caso di Chiara Ferragni e del suo blog “The Blond Blonde Salad” è uno status autoimpostosi. Ma si è blogger per una fase, poi si diventa definitivamente cool. O very important people. Di questo abbiamo già detto e per me è stata una scoperta folgorante.

Il punto è che molti stigmatizzano i meccanismi di micro-celebrità della blogsfera. Ma al solito confondono la causa con l’effetto e non addentano i concetti. Dissapore è un blog. Quello di Beppe Grillo è un blog. Anche lo spazio dove il sottoscritto scriveva (non ho più tempo, abbiate pazienza) scorribande catartiche sulle proprie ossessioni è un blog.

Non hanno nulla in comune tra loro e con quello della Ferragni, o con i suoi profili Facebook e Flickr, palestre di successo secondo un percorso carrieristico fatto delle basi più solide per l’obiettivo: una buona formazione borghese bocconiana milanese, una spigliata bionditudine post-rampante, il cane giusto, la fascinazione glamouristica (Vuitton, Tiffany e Gucci a scatafascio) e soprattutto un ragazzo belloccio (bocconiano come lei, il capitalismo si sa è endogeno). Si chiama Richie (RICHIE???) ha una laurea in marketing e una partita iva, è ambizioso, il vero deus ex machina di The Blonde Salad, un moderno pigmalione-Boncompagni che presenta scorci di vita quotidiana come incastri di una vita perfetta. La sua creatura-Ambra ringrazia e gli dedica anche il servizio fotografico più impostato della galassia, preceduto dalle polpette col cuore disegnato col ketchup!

A proposito di cibarie; dovrebbe essere questo il nostro riferimento. Quindi basta con la radiografia culturale della Ferragni e approfondiamo i più tipici cliché gastronomici disseminati nel suo blog. Perché? Ovvio, per tracciare una mappa di pura fighettudine milanese. Un percorso obbligato dal sapore quasi pedagogico.

Ecco gli highlight, scontati come un assolo in un disco dei Dream Theater:

Immancabile Brunch al California Bakery di via Larga.
Merenda da Princi o Biancolatte.
L’osteria del Corso in Corso Garibaldi, “in cui Mimmo vi farà una pasta squisita :D
In terra americana ostentando cieca fedeltà alla globalizzazione dello Starbucks con brandizzazione indecorosa e ovvia foto al bicchierone.

“Chiara consiglia anche “ L’osteria della vecchia lira (provate le patatine gnam) e l’Ibiza, entrambi in zona Moscova.
 Per mangiare dell’ottimo gnocco fritto consiglio anche La cantina della vetra proprio dietro alle colonne di San Lorenzo.
Un altro fantastico ristorante è il Convivium, l’atmosfera è magica e non è per niente costoso (io ci vado quasi sempre con i miei amici)
. Per gustosa carne argentina Don Juan è il mio ristorante preferito, situato in via Altaguardia 2 (Porta Romana).
 Per la pizza amo Rossopomodoro, provate il ristorante in Porta Romana e chiedete di Mimmo (che è un altro Mimmo) :D””

Sono comunque molto deluso dall’assenza di una calibrata esegesi dei post più fichi per l’aperitivo di Milano, come della mancanza Radetzky, The Bagel Factory e il MAD ma temo la ricerca interna al sito non dia giustizia alle proposte della nostra blogger di successo.

[Crediti | Link: Dissapore, Riccardo Pozzoli, The blonde salad]

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97 commenti a Chiara Ferragni: dal brunch California Bakery alla merenda Biancolatte, tutti i cliché gastronomici di una ragazza perfetta

  1. Io non credo che la signorina (di cui ignoravo candidamente l’esistenza fino a quando voi di Dissapore mi avete illuminata: grazie di esistere) si nutra più di tanto.
    Se fai qualcosa che abbia anche la minima attinenza con il mondo della moda, mangiare è reato…a meno che non si tratti di sushi.
    Secondo me a fare merenda da Biancolatte ci manda il suo ologramma.

  2. bah, un post pieno di luoghi comuni.
    - l’ironia su look sua e del suo ragazzo, cane e vestiti non ha senso. e’ un blog sulla moda, di che devono parlare, di Kant? e il fatto che siano bei ragazzi… buon per loro! cos’è negativo?

    - la storia sul deus ex machina, per corroborare l’idea “bionda e stupida”, e’ gratuita e un po’ noiosa

    - i discorsi di sponsorizzazioni infilate qui e là fanno un po’ tenerezza. non so se hai notato, ma Dissapore non è esattamente un blog personale…

    • e poi…quando capito a Milano, uno dei posti che mi danno calore per colazione è proprio Biancolatte, sono proprio carini. Almeno questa è stata la mia esperienza.E i due ragazzi nella foto.,.sono teneri ecco.

      • anche a me Biancolatte piace tantissimo….
        prezzi non proprio bassi, però è un posto dove si sta bene a qualsiasi ora, dove puoi mangiare o spizzicare qualcosa, il gelato è abbastanza buono, la colazione e il pranzo gradevoli

        • biancolatte mi piace talmente tanto che continuo ad andarci nonostante sia frequentato da gente così

          (scusa simona, non è una cosa personale contro la signorina che magari di persona è simpaticissima, ma così ad occhio … insomma, sulla carta non è il genere di ragazza di cui vorrei essere la migliore amica. e sì, sono solo pregiudizi, ovviamente, visto che non la conosco :)

          • sai il buffo è che io non lo seguo mica il suo blog..ma sinceramente non la trovo affatto sgradevole. C’è di peggio in rete…e sì ricordo mattine fredde a Milano-io salita da suddd-e colazioni confortanti da biancolatte..

  3. Ma dai…ancora spazio dato a questo sottoprodotto del nostro vivere attuale?
    Ne avevo letto nell’altro post, quasi distrattamente (per fortuna).
    Poi, sulla scia di quest’ultimo, sono andata a dare un’occhiata al blog dell’aliena (per me, perlomeno)….
    Ma che è?…
    Un e-store sotto forma di blog?
    Un diario di vita riflessa, della serie “dai, vieni, andiamo a vedere quelli che mangiano il gelato?”
    Ma per favoreeeeeee….
    L’unica cosa normale mi sembrano le decalcomanie di papaveri dell’Ikea alla parete…..
    :)

  4. Credo che sia piuttosto chiaro che il blog di cui parli nel tuo post è un prodotto di marketing confezionato, bene, probabilmente nel buget di qualche brand di moda o catena di negozi.

    Purtroppo ne esistono migiaia.
    Se è così, si tratta di pubblicità e il blog della bella biondina va semplicemente ignorato.

    Non è che anche il tuo articolo è sponsorizzato? Dopo tutto, porti un sacco di traffico alla biondina. ;-)

    E’ una provocazione, la mia. Solo per ricordare che oggi sul web è davvero difficile distinguere la malizia del marketing dalla bontà dei contenuti.

  5. in una realtà piccola e autoreferenziale come quella dei blog forse un post del genere ha senso, però ecco fatevelo dire, è un po’ da sfigati.

  6. Io conoscevo The Blonde Salade prima dei vostri post, forse perchè sono una ragazza, o ho amiche bocconiane, non so. Le mie amiche più attente alla moda la seguono da anni perchè ha gusto nel vestire e abbina i capi più esclusivi a quelli più comuni (vedi H&M e Zara). Ha iniziato ad avere sempre più visitatori, e poi sono arrivati gli sponsor, le collaborazioni, e quando si è visto che aveva del talento, o che sapeva vendere bene le sue capacità, ha iniziato a disegnare scarpe e così via. Credo sia una bella storia di successo di una ragazza che è riuscita a sfruttare al meglio il suo potenziale.
    Mi sembra che ci sia un pò di acidità di fondo in questi post. Qui in Italia non siamo abituati a questo tipo di figure che all’estero sono molto più comuni, e spesso molto famose. Almeno un esempio di ragazza che è arrivata in un certo campo con mezzi leciti, anche se con l’importante appoggio economico della famiglia ricca di partenza.
    E quindi? Non capisco davvero dove questo articolo voglia andare a parare.

      • vabbè, mica hanno la peste i bocconiani (anch’io ho studiato lì, ma non è che siamo tutti come quello del drive in che faceva “il bocconiano”)

        il blog della bionda (che non mi interessa perchè non sono così modaiola) non ha nessuna pretesa giornalistica, è una cosa che piace e volenti o nolenti in rete ci sono tantissimi di questi prodotti

        il suo è la naturale evoluzione dei blog di successo, che si riempiono di sponsor e diventano un lavoro e in qualche modo soldi li devono fare, buon per lei

        quello che non capisco è perchè se ne continua a parlare su Dissapore: chissene frega di dove mangia questa signorina, che ha evidentemente altri interessi??????
        non mi sembra che il cibo sia tra le sue priorità

        dobbiamo stare a parlare giorni e giorni dei gusti di una a cui il cibo non interessa molto? boh, non vedo il senso

        • Beh, scherzo, ovviamente, però, di questi tempi, ci sono in giro certe “bocconiane” che forse confondono e pensano che il termine derivi da “bocca” e non da Bocconi… :)

          P.S. Usa la fantasia, più chiaro non posso essere, sennò mi censurano…

          • Ah ah ah di queste bocconiane me ne vengono in mente un paio..ma queste ragazze sono un pò dappertutto, bisogna dirlo!
            In ogni caso ero una fervente anti-bocconiana fino a quando non ho conosciuto qualcuno che l’ha frequentata…E’ ovvio che costa, e quindi non è per tutti, ma ha di sicuro i suoi aspetti positivi.. Detto ciò, io ho smesso di guardare il blog della suddetta bionda perchè le sue foto in una infinity pool a dicembre in thailandia non le potevo sopportare. Accidenti all’invidia…

    • D’accordo su ogni singola parola. Aggiungerei che lei ha anche approfittato di un vuoto sociale e di una corrispondente domanda occulta, uno dei segreti del suo successo è anche che dietro di lei c’è il vuoto.

      Corollario: il suo cachet è lievitato anche in virtù di questa palese assenza di concorrenti. E posso solo immaginare quantità e qualità della nidiata di aspiranti emule.

    • Quanta ingenuità in questo commento. Questa è solo la facciata della signorina Ferragni, tutto il marcio che c’è dietro sono in pochi a conoscerlo. La sua famiglia di partenza non è poi così ricca (niente di male in tutto ciò intendiamoci) e le borse che ostentava all’inizio della sua carriera di blogger erano tutti dei bei tarocconi, o al massimo in prestito da amiche. Il talento di questa ragazza quale sarebbe? Farsi fotografare gli outfit su un marciapiede (cit.)? Bel talento! E tanto per chiudere il cerchio, le scarpe della sua collezione non penserai mica che le disegni lei? Cerca un po’ chi è tal Panzeri Fabio.

      • Guarda io non conosco personalmente la Ferragni, e sinceramente devo dire che non mi interessa nè sapere gli oscuri retroscena familiari nè se lei disegna i suoi modelli di scarpe. Per me è una tizia che fa viaggi fighi e si fa foto con vestiti a volte belli, a volte osceni, spesso immettibili. Mi interessa se sia una brava persona? No! Seguo il suo blog? No, lo guardo una volta al mese. Quello che fa, per quanto sia un nulla, lo fa bene, viste le persone che la seguono, e che coprano i prodotti che disegna. E se Mango e Yamamay le hanno dato collezioni da disegnare o da firmare evidentemente si aspettano di ricavarne un buon ritorno economico. Quindi io la ritengo una persona di successo.
        E per inciso non ho scoperto chi è Panzieri Fabio, su google mi restituisce solo un professore di informatica.

        • Sei la follower perfetta dell’insalata, disinteressata a sapere se quello che lei propina è verità o finzione e incapace di fare un semplice copia/incolla su google. PANZERI, senza la “i” nel mezzo. Ti risparmio la fatica visto che pare sia un’impresa al di sopra delle tue capacità. E’ il designer delle scarpe della signorina Ferragni, che lei si guarda bene dal nominare però. Chissà se la prossima volta che la leggerai scrivere “le scarpe che HO disegnato” ti si accenderà una lampadina.

        • Beata te che ci credi che la Ferracne disegna i modelli!

          Come hanno scritto sopra :”E poi c’era la marmotta che confenzionava la cioccolata”.

  7. no dico qui tutti rigorosi e oddiomio la biondaestupidaelevuitton…ma citare spesso i ristoranti carissimissimi quello non vale eh.

    • io aggiungo che, conscio che non fregherà niente a nessuno, sono un pò preoccupato dalla piega che ha preso il blog (il vostro, non quello della bionda)

      • Infatti hai ragione, non frega a nessuno. Anche perchè se noi continuiamo a commentare tacitamente diamo corda a queste notizie e diamo successo a motli di questi personaggi. E’ successo pochi giorni fa’, succede anche adesso. “E’ la legge del commento, baby”.

  8. Ma che noia vi da la ragazza! Oppure siete un pò invidiosi? Capisco che ha osato paralre di cibo e solo dissapore ne può parlare nella maniera corretta.. Però non siate acidi a oguno il suo.

  9. Tra l’altro, la settimana scorsa mi son concesso un pranzo da California. L’unica cosa che mi ha veramente infastidito, un volantino di propaganda dell’uso della bicicletta, secondo l’ideologia Pisapipposa-radical chic che in certi ambienti va per la maggiore, e con tutti i luoghi comuni del caso.

    • ridurre l’uso abnorme dell’auto nelle nostre città, progettate quando c’erano solo cavalli e carri, non pensi sia solo buon senso e non pisapismo?

    • Ciao Tommaso,
      sono Caroline, titolare insieme a mio marito Marco di California Bakery. Grazie di averci scelti per un pranzo.
      Mi spiace notare il tuo disappunto rispetto alle iniziative di sensibilizzazione all’uso della bicicletta in città che abbiamo avviato. Ci tengo a dirti che non si tratta di una scelta politica di parte, ma di un semplice gesto di amore verso la nostra città, che vorremmo contribuire a rendere più vivibile. Abbiamo scelto di stringere una partnership con Ciclobby, una realtà associativa trasversale, che da sempre lavora per i tutti i ciclisti di Milano. Negli anni abbiamo ideato diverse iniziative che i milanesi hanno sempre apprezzato: una su tutte sono i picnic, che per noi rientrano nella stessa logica di attenzione a un benessere allargato per le persone (che passa per il cibo, ma non solo) e per Milano.
      Questi sono -- permettimi il termine -- i nostri valori, che prescindono da qualsiasi ideologia e che cerchiamo di veicolare in tutto quello che facciamo. Naturalmente sono disponibile a parlarne di persona, se desideri.
      A presto.

      • Un abbraccio sincero, grazie per la considerazione. Ho espresso una mia idiosincrasia assolutamente personale ma del tutto marginale e con tono volutamente sopra le righe, come sanno i lettori dei blog che mi debbono sopportare tutte le volte che faccio lo snob inamidato. Spero di non aver generato chissà quale equivoco, la mia obiezione era scherzosa e, ribadisco, puramente personale. Ritengo oltretutto che con pasticceria e cucina dobbiate continuare così: a parer mio sono davvero curate, ma l’ho già scritto ripetutamente sui giornali. In bocca al lupo.

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