di | sab 19 giu 2010 ore 11:58
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era vulgaris

Chiari segnali di decadenza: italiani in fila per comprare la vuvuzela

Predicare bene e… com’era? Ho tipo l’impressione che la storia si stia ripetendo con la vuvuzela? Come quando scrivi che faresti spropositi per un angolo di Parmigiano delle Vacche Rosse poi entri nell’alimentari e t’accatti il primo Biraghino pregrattugiato che incontri. Ecco, allo stesso modo, tutti abbiamo detto che il suono all’unisono delle trombette di plastica al mondiale sudafricano evoca l’attacco di un esercito di vespe impazzite, e che probabilmente, non esiste cosa peggiore al mondo. Poi, non appena se ne vede qualcuna a Milano, Firenze…, ci mettiamo in fila, sul serio, CI METTIAMO IN FILA, per comprarla.

Ansa di ieri: “Cosi’, stamani, in sole tre ore, sono andate a ruba 700 vuvuzelas originali rosse, bianche, gialle e arancione. Alle 13 le quasi disperate hostess della South Africa House non riuscivano piu’ nemmeno a chiudere la porta a vetri per il continuo viavai di gente che chiedeva una trombetta, oggetto che evidentemente si avvia a diventare un cult anche in Italia”.

Si avvia a diventare? Odio puntualizzare l’ovvio, ma lo strumento (di morte?) nonostante raggiunga i 127 decibel, solo 3 in meno del motore di un aeroplano e 13 in meno rispetto alla soglia del dolore, E’ un oggetto di culto in Italia. Non so se mi spiego, circolano già i tarocchi.

Corriere Fiorentino di oggi. “In questi giorni sono venuti da noi un sacco di rappresentanti che ci mostrano trombe, trombette e trombettine, e non le vuvuzela vere e proprie”.

I tarocchi, capite? Anche perché restano dubbi su come siano quelle viste e sentite finora. Repubblica dice che le originali, lanciate 10 anni fa dal 37enne imprenditore sudafricano Neil van Schalkwyk (che ha incassato 7 milioni di rand, 750 mila euro) sono lunghe un metro, ma pure che da ieri esiste anche un modello più lungo, meno rumoroso, e soprattutto smontabile (in tre pezzi).

Un’altra conferma arriva da un negoziante di Ravenna. 

Sono uguali a quelle che si vedono negli stadi del mondiale, di plastica e della lunghezza di circa un metro, di colore azzurro ma anche di altre tonalità. Il prezzo? Non più di 10 euro”.

10 euro? Aridatece il bimbetto di Sky che a ogni stacco, su una specie di lagna etnica, grida… già cosa grida?

1) Cuinnutooo
2) Aeh oh
3) Guinnapooo
4) Zaakkoooo

PS. Link utili per i vuvumaniaci:

Vuvuzela, istruzioni per l’uso [The daily vh]
Come eliminare il frastuono delle vuvuzela dalle telecronache: il software [Surfpoeten]
Vuvuzela 2010, l’applicazione per iPhone e iPad [Apple Store]
lei, proprio lei, nient’altro che lei, la vuvuzela in tutto il suo splendore [Vuvuzela FM]

E una video-compilation di grandi momenti della storia, del cinema e di internet che la vuvuzela avrebbe reso migliori.

[Fonti: Ansa, Corriere Fiorentino, Repubblica, immagini: friendfeed, video: Deadspin]

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14 commenti a Chiari segnali di decadenza: italiani in fila per comprare la vuvuzela

  1. avatar Tpt

    Non è una lagna etnica ma la voce di un bambino che dice “Ke nako” che vuole piu’ o meno dire “E’ giunto il momento!”.

    Si dovrebbe trattare di un idioma in uno dei dialetti Bantu.

  2. Insopportabili, inutili, ingiustificate…e facciamoci del male col sorriso sulle labbra!!
    Sempre col sorriso aderisci qua: http://www.facebook.com/rinaldo.marcaccio#!/group.php?gid=116744575036992&ref=mf

  3. E’ fantastico
    Abbiamo talmente perso il senso critico che basta parlare, non importa in che termini, di un qualcosa per renderlo un oggetto del desiderio.

    • avatar s'è preso un permesso!

      [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/mangia%20e%20beve/00031029.gif[/img]
      se vuoi dare davvero le craniate al muro clicca qui
      scorri alla radiocronaca Spagna-Svizzera del 16 giugno, posiziona il cursore al min.sec. 40’20″ e ascolta il tono di voce di un tuo concittadino: direi suppergiù tuo coetaneo e, direbbe chiunque, perfettamente normale…

      «siamo al telefono con un pazzo, Maurizio, che qui a Milano ha provato a comprare una vuvuzela non sapendo che le regalano la mattina all’ente del turismo sudafricano… Maurizio?». «Sì, ci sono: ciao ragazzi!». «Ciao: dove sei andato a cercare di comprarne una?». «Allora, prima di tutto ho cercato di comprarla attorno a San Siro, però non sono riuscito a trovarle. Poi stamattina mi hanno informato: mi son preso un permesso dal lavoro assieme ad altri e sono andato all’ente del turismo del Sudafrica, però erano già tutte esaurite con la coda di gente fuori che si ammazzava per averne una».

      «ma una volta che entri in possesso della vuvuzela a cosa ti serve, perché la vuoi?». «Più che altro per rompere i coglioni a quelli del palazzo; in cortile, suonandola, anche perché alcuni mi stanno antipatici. E poi vi dico che dall’anno prossimo, c’era sui giornali, c’è una ditta che le ha rifatte perché dice dall’anno prossimo diventerà il gadget per tutti gli stadi, per cui anche in Italia…». «NO, non scherziamo!». «Ve lo posso assicurare, c’era su tutti i giornali e hanno già…». «E tu credi ancora ai giornali? Sei uno di quelli che crede ancora ai giornali?!». «Quelli gratuiti sì, perché non li pago».

  4. avatar LucaP

    Trisite conferma proprio ieri sera quando un conoscente mi dice: Sai, ne ho comprate alcune su ebay per me ed i miei amici! Qualche secondo prima si era anche esaltato mostrandomi l’App per iPhone.
    Mha!

  5. Se l’obiettivo fosse far casino, tanto varrebbe procurarsi un corno da nebbia che costa meno di 3 euro, è più portatile e ha pure un’ancia che rende più semplice far uscire il suono.

    A meno di 10 euro c’è pure un modello che si chiama mini trump e fa ancora più rumore ed è ancora più portatile.

    Ma evidentemente gli italiani vogliono possedere l’oggetto di moda o il loro gusto sta nello spernacchiare dentro un trombettone!!!

    • avatar MAurizio

      Sarò fuori di testa, ma l’idea della vuvuzela mi intriga. Evoca antichi ed emozionanti ricordi di Orlando che suona l’Olifante, di trombe suonate sotto le mura di Gerico o anche solo di cavalleggeri al galoppo tra gli squilli della carica. Un suono primordiale, ossessivo, compulsivo che ben si sposa con “l’animo” degli Africani. Niente a che vedere con il celtico corno suonato tra le brume nordiche o, peggio, nella sua moderna versione pneumatica “suonato” da menti annebbiate. “Temo” che ormai i buoi sono fuggiti e niente potrà riportarli indietro: nei prossimi anni sarà ineluttabile convivere agli stadi ma in qualunque “manifestazione” di massa con il micidiale suono che preannuncia la fine del mondo .. :-)

      • Mi sfugge l’enorme differenza con i corni delle brume nordiche. Sarebbe?

        • avatar MAurizio

          Il citato corno da nebbia pneumatico è la versione low-cost- high tech del corno di uro utilizzato dai vichinghi come strumento di segnalazione nella navigazione nei nebbiosi mari del nord. Discussione delirante, lo so. Sarà effetto delle puffo-mozzarelle … :-)

          • Oh. I corni da nebbia che dicevo io non sono quelli con la bomboletta, comunque.

            QUello che ho io – non per i Mondiali eh! – è praticamente identico alla Vuvuzela, solo più compatto:
            [img]http://www.decathlon.fr/common/images/a/classic_asset_1759254.jpg[/img]

            Insomma bruma o savana, il suono penso sia più o meno lo stesso!

  6. Da meticolosa indagine, pare che abbiano lo scopo di rendere difficoltosi dialoghi in campo e aiuti verbali tra compagni di squadra e tecnici, per favorire il numero dei gol in ogni partita. Lo stesso che per il pallone di gioco, criticato da tutti i portieri.
    …’na cosa scientifica!

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