di | mer 15 giu 2011 ore 14:24
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strategie

Come farlo al primo appuntamento guardando La notte degli chef

Rituale dell’acchiappo, versione per uomini, punto 1: cenetta tête-à-tête e un po’ di Tv sul divano. Okay, ma come passare dalla gioia passiva di trovarsi accanto a lei, alla gioia attiva di trovarcisi hem… dentro? Supponiamo che la cenetta sia per domani, e che dopo, il televisore sia magicamente sintonizzato su Canale 5. Vedrete: La notte degli chef, primo di 3 episodi pilota del game-show culinario presentato da Alfonso Signorini, che assegna un contratto di sei mesi retribuito dal ristorante D’O di Cornaredo (Milano).

Fate attenzione, la linea che separa il sesso post-televisivo dal rifiuto è sottile, basta una parola fuori posto. Quante volte avete investito nelle preziose uova di Parisi (per non parlare del culatello di Spigaroli) solo per sentire dal vostro appuntamento che lei vuole aspettare, o che starvi accanto per pochi minuti l’ha convinta a chiudere per sempre con gli uomini?

Non accadrà più: leggete e imparate cosa fare (e cosa non) mentre guardate La notte degli chef. Per aiutarvi a capire, ho diviso i momenti della trasmissione per grado di difficoltà.

Il momento di Gennaro Esposito, Davide Oldani, Fulvio Pierangelini.
Sono loro, il fantasioso chef del ristorante Torre del Saracino di Vico Equense, il massimo esponente della cucina pop e l’imbronciato ex mattatore del Gambero Rosso di San Vincenzo i master chef, i cuochi di grande esperienza cui si rivolgeranno 9 giovani chef professionisti divisi in tre brigate. E che sceglieranno quali piatti, originali, cucinati in tempo reale, buoni e curati nella presentazione, i concorrenti dovranno preparare.

Coefficente di difficoltà: 5.
E’ il momento più delicato del programma. Ripensando alla cena che le avete offerto, il vostro appuntamento potrebbe ammirare così tanto la maestria dei 3 chef da chiedersi perché tutto le è andato orribilmente storto. L’approccio sbagliato. “Piccola, ora tocca a me cucinare, tu sei il piatto io il tuo master chef”. Errore, è una frase troppo diretta e banale. L’approccio giusto. Prendetela comoda, gigioneggiate un po’, quindi indicando la parte più appetitosa del suo corpo ditele qualcosa tipo: “Scusa, posso cucinare un po’?”

Il momento di Cecilia Rodriguez e Guglielmo Stendardo.
La sorella di Belen e il calciatore della Lazio indossano i (succinti?) panni del personale di sala, che come in un vero ristorante, serve i piatti cucinati dai concorrenti.

Coefficiente di difficoltà: 4
Un altro momento impegnativo. Il vostro appuntamento ha appena visto una donna ma soprattutto un uomo bello, muscoloso e ricco, è mentalmente predisposta per un accoppiamento fuori dalla vostra portata. L’approccio sbagliato. “Hey piccola, ti piace Stendardo? Dovresti provare me”. A meno che non abbiate muscoli più guizzanti di un calciatore e il suo conto in banca, questa è una cattiva idea. L’approccio giusto.”La Tv aiuta molto, le luci, i filtri… in fondo anche il mio accenno di tartaruga non è male. E comunque, hai degli occhi splendidi”.

Il momento di Camilla Baresani, Alessandro Borghese e Davide Rampello.
La scrittrice e critica gastronomica de Il Sole 24 ore, lo chef a domicilio di molti programmi Tv e il Presidente della Triennale di Milano sono i giudici della trasmissione, a loro spetta l’insindacabile giudizio che elimina i concorrenti fino a quando ne resterà uno solo.

Coefficiente di difficoltà: 3
Il momento è propizio. Le eliminazioni piacciono, ma quando i giudici spiegano i motivi della scelta la soglia dell’attenzione crolla. Siccome non hanno idea del perché preferire un concorrente all’altro, vanno a simpatia. Per cui le spiegazioni sono sceme, o al contrario lunghe e trascurabili. Approfittatene, il vostro appuntamento troverà noioso anche il piacione Alessandro Borghese. L’approccio sbagliato. “Piccola, ora il giudice sei tu, guardami: dentro o fuori la casa?” A uscire da casa vostra, e pure di corsa, potrebbe essere lei. Orsù, un po’ di stile, e mai farle un affronto simile: assimilarla a un critico gastronomico, puah! L’approccio giusto. “Non ti giudicherò mai, ma se un giorno dovrò farlo, giuro che sarò meno accessorio di Alessandro Borghese”.

Il momento di Elisabetta Canalis, Emanuele Filiberto di Savoia e Rino Gattuso.
Sono gli aiuto-cuochi dei concorrenti, sempre pronti a cimentarsi tra i fornelli, a sfilettare il pesce, saltare la pasta, sminuzzare le verdure. Che poi è ciò che una come Elisabetta Canalis fa tutti i giorni a casa sua, non trovate?

Coefficiente di difficoltà: 2
Ce la potete fare. A parte Rino Gattuso, gli altri sono i tipici sfaticati minus-habens culinari cui Gordon Ramsay, l’incazzoso chef britannico, assesterebbe due calci rotanti e via a pelare le patate. E hey, non penserete seriamente che Rino Gattuso possa farvi concorrenza? L’approccio sbagliato. “Sono scolpito dappertutto, come George Clooney”. AUTOGOL, evitate paragoni imbarazzanti. L’approccio giusto. Spegnate la luce, accendete lo stereo, mettete un cd e sussurrate qualche parola sensata. Il confronto con Italia Mia, cantata a Sanremo da Emanuele Filiberto, vi renderà irresistibili.

Il momento di Alfonso Signorini.
A Kalispera ha sostenuto cose incredibili tipo la santità di Ruby, nipote di Mubarak. Oggi non so se ci riuscirebbe. Eppoi suvvia, anche se dice di saper cucinare la carbonara e la famosa casseoula lombarda, con Alfy in cucina sarà tutta una roba di culatelli.

Comunque non fate niente, assolutamente niente. Aspettate la fine della trasmissione. Quando il vostro appuntamento smetterà di piangere e lamentarsi per l’orrore, prendetele gentilmente la mano e dite qualcosa tipo: Shhh, bambina. E’ tutto finito. Dio mi è testimone, non guarderemo più La notte degli chef. Mai più”. Per gratitudine vi bacerà immediatamente. E sarà il sesso migliore della vostra carriera.

[Crediti | Link: TgCom, immagini: TvBlog, Tg com]

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18 commenti a Come farlo al primo appuntamento guardando La notte degli chef

  1. avatar sguida

    manca il coefficiente di difficoltà per il vincitore, visto che il premio è un contratto di 6 mesi retribuito al ristorante D’O di Cornaredo. Delle malelingue dicono che all’ultimo momento si è presentato al concorso anche Mauro_zz :-)

  2. se un uomo al primo appuntamento mi propone di guardare la tv, scappo a gambe levate!!!! massimo, ma con chi esci!?!?!??!

  3. avatar Piperita Patty

    Uno chef ultra-stellato mi diceva qualche mese fa, mi hanno proposto di partecipare ad un programma tv ma mi sono rifiutato perchè sono un cuoco e non un attore, non ho tempo per quelle cose lì perchè devo curare il mio locale. Sono curioso di vedere quali chef cederanno alle lusinghe della popolarità da strada… ecco la risposta!

  4. Signorini proprio no!
    In cucina ci si sono infilati praticamente tutti ormai, compresi chef che non lo sono mai stati (leggi Borghese). L’ultima spiaggia è Ballarò tra i fornelli (mi sembra che Vespa abbia già dato).
    Francamente, preferisco farmi un pic-nic all’aperto

    http://lacucinadicalycanthus.net/?p=4722

    con la mia signora, poi quando si torna a casa vediamo …

    • si comincia a ragionare, anche se meglio in versione intima e romantica a due piuttosto che un evento pubblico. comunque, in fatto di “acchiappo” Fabrizio 1- Massimo 0 :D

      • Mi sono preso una licenza per raccontare la storia incentrata sul game-show culinario di Signorini, qualsiasi cosa queste parole significhino. Il divano post-cenetta non è una mia abitudine, ma prova a pensare con la mente calcolatrice dell’utilizzatore finale.

        Hem, dove ho già sentito queste parole?

  5. cenetta tête-à-tête e un po’ di Tv sul divano non vanno molto d’accordo.. ti pare?!

  6. avatar AJK

    Il coefficiente di difficoltà 10 è il solo pensare di guardare un programma come questo…..

  7. mi domando cosa dobbiamo aspettarci,io non ci spero troppo!

  8. avatar serena

    spiritoso, Bernardi, spiritoso, comunque.
    Anche se alla sua età, si spera che abbia una compagna per cui non servano questi miseri trucchetti da single. Non ha mai pensato di star scrivendo un autogol?
    Con stima e affetto, Serena

  9. Io sono terrorizzato, ora che sto seguendo quotidianamente Cuochi e Fiamme su La7 (con un bravo Simone Rugiati, e un pessimo Riccardo Rossi, urticante come un bagno negli aghi), da cosa ne potrò venire fuori. Signorini dopo due minuti mi sta sui nervi, però magari l’inettitudine dei vip risolleva il dramma. A parte Filiberto, che il dramma lo manteca con quel sorriso da schiaffi.

  10. “L’approccio giusto. Prendetela comoda, gigioneggiate un po’, quindi indicando la parte più appetitosa del suo corpo ditele qualcosa tipo: “Scusa, posso cucinare un po’?”

    :)
    sto ancora ridendo :)

  11. ormai lo so che sei un po’ macchinoso quando fai il paradossale,
    tuttavia credo di aver capito cosa volevi dire: «ha l’aria di essere un food-show talmente inverosimile, e al contempo nazionalpopolare (tra gli autori Sergio Bertolini, Alessia Eleuteri, Davide Minnella e Gabriele Parpiglia) che riuscireste a conclude’ persino a un primo appuntamento del genere, vedendolo con una ragazza!».

    non ti sto dando torto: personalmente lo vedrò solo se la rete suggerirà che vale la pena di, tuttavia più ci penso e più il tuo mi sembra un paradosso inverosimile, da imbastire. Al contempo nazionalpopolare… posso provare ad aggiungerci un po’ di alienazione da super-lavoro e, soprattutto, delle regole aziendali da infrangere?

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/speciali/05.gif[/img]
    Ronald Stevenson, il banchetto di Alkan

    verso le sette, mentre entrambi stavano sistemando gli ultimi dettagli di una settimana infinita e in giro c’era più nessuno, Dale si sporse dal divisorio di canapa che separava gli stretti cubicoli e chiese: «che ne diresti di cenare insieme?». «Splendida idea», rispose Kyle senza esitare. «Qualche posto in particolare?». «Casa mia. Possiamo rilassarci, chiacchierare e fare qualsiasi cosa ci venga in mente: ti piace la cucina cinese?». «L’adoro…». In realtà le parole “qualsiasi cosa” stavano rimbalzando nel cervello confuso di Kyle.

    Dale aveva trent’anni, era single, attraente e apparentemente etero. Una bella ragazza sola nella grande città: lo stava rimorchiando?! Era un’idea sorprendente. Quella ragazza era così timida e riservata che sembrava difficile credere che potesse provarci con qualcuno. «Allora perché non passi a prendere un po’ di cibo cinese e lo porti a casa mia?», disse la ragazza. [...] Un’ora più tardi, Kyle bussava alla porta con una confezione di riso fritto con gamberi e pollo. Dale aprì con un sorriso e gli diede il benvenuto in casa sua: due stanze, una combinazione soggiorno-cucina e una camera da letto, piccola ma ben arredata secondo uno stile minimalista a base di pelle, cromature e foto in bianco e nero alle pareti.

    anche Dale si presentava molto bene, coerente con un approccio semplice ed essenziale: la gonna bianca di cotone era corta e le scarpe erano di pelle rossa con il tacco, aperte in punta. Kyle le guardò e chiese: «Jimmy Choo?». «Prada». [...] «Stabiliamo di non parlare di lavoro», disse Kyle prendendo l’iniziativa. Mangiarono a un tavolino quadrato, con le ginocchia che quasi si toccavano. Dopo un bicchiere di vino, Dale se ne versò un altro, l’alcol la rilassò e Kyle riuscì a spostare la conversazione sulla ragazza: famiglia, infanzia, scuole, college. Non era mai stata sposata, ma una storia d’amore finita male le bruciava ancora. Notò che mangiava quasi niente, lui invece divorò tutto quel che c’era in vista.

    esauriti vino e cibo, Dale propose di guardare un film. «Ottima idea», disse Kyle. Mentre lei passava in rassegna i suoi dvd, lui diede un’occhiata all’orologio. Le dieci e venti. Negli ultimi sei giorni si era fatto due nottate di lavoro e la sua media di sonno era stata di quattro ore per notte. «Film d’amore, d’azione o comico?» chiese Dale. Era in ginocchio, e la gonna le copriva a malapena il sedere. Kyle si distese sul divano perché nessuna delle due poltrone lo ispirava. «Qualsiasi cosa tranne un film da donne», disse. «Che ne dici di Beetlejuice – Spiritello porcello?». «Perfetto…». Dale inserì il dvd, scalciò via le scarpe, afferrò una trapunta e raggiunse Kyle sul divano. Si incuneò, si dimenò, si rannicchiò e poi distese la trapunta su entrambi. Una volta sistemata il contatto fisico risultò molto ravvicinato, [...] «non c’è una regola dello studio contro questo tipo di cose?», domandò Kyle. «Stiamo solo guardando un film…»

    e lo guardarono.
    Riscaldati dalla trapunta, dal vino e dai rispettivi corpi, seguirono il film per ben dieci minuti e in seguito non riuscirono mai a stabilire chi si fosse addormentato prima. Sabato mattina, Kyle si svegliò alle nove e mezzo in un appartamento deserto. Trovò un biglietto in cui Dale lo informava di essere nel bar dietro l’angolo a leggere i giornali del mattino, e lo invitava a raggiungerla se aveva fame.

    John Grisham il ricatto

  12. Allora, mi sono immaginata la scena al femminile. Ho considerato la presenza della Canalis e della sorella scema di Belen, beh, se un uomo ci prova con me dopo averle guardate seminude per due ore, beh… non posso, ma proprio non posso rifiutare, soprattutto se ti dice “Scusa, posso cucinare un po’?”. :)
    E’ come se dopo aver visto un film di Brad Pitt, non so, uno a caso, Fight club, mi venisse voglia di provarci con quello che ho accanto sul divano…

  13. Secondo me George Clooney dopo aver visto come cucina la Canalis ha deciso che non è da sposare. maremma….

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