
Michael: Anche io da Firenze, interessa
Mickey: In questo blog scopro che gli
Aurora: Ragazzi sono di Roma, sono int
Eternino Fortunato: esprimo solifarietà piena,non
Maurizio: Chi fosse interessato può chia
Non giudico, so che è facile travisare ed essere travisati. Provo però a lanciare un messaggio perché chi consuma ha diritto di sapere su cosa mette le mani. Se la Granarolo, definita dal suo presidente Giampiero Calzolari “la più bella azienda casearia italiana”, sapeva che non tutto funzionava alla Milchwerk Jager Gmbh, società tedesca coinvolta nel recente scandalo della mozzarella blu, tanto da scriverlo su documenti appena scoperti dagli investigatori di Raffaele Guariniello — il pm di Torino che indaga sul caso — non doveva più comprare dai tedeschi il formaggio a pasta filata rivenduto in Italia come provola dolce, proprio col marchio Granarolo.
Invece, lo ha fatto ininterrottamente dal 2006 fino al 15 luglio scorso, quando era già iniziato lo scandalo delle mozzarelle blu, contaminate dal batterio pseudomonas fluorescens perché prodotte dalla Milchwerk Jager Gmbh usando ACQUA DI FOGNA. Nonostante le segnalazioni ricevute da maggio 2010 che lamentavano la presenza di muffe nel prodotto. E la giustificazione data agli investigatori: “era troppo difficile trovare un altro fornitore”, non è che sia stata molto convincente.
Ora, siccome da quando, un mese fa, si è iniziato a parlare di mozzarelle blu, l’unica consolazione cui ci siamo aggrappati è stata che dopotutto si trattava di prodotti tedeschi, spero proprio che la Granarolo dica il vero quando afferma perentoria che “se sulla confezione c’è scritto ‘solo latte fresco italiano’ significa che il latte è esclusivamente italiano” (a proposito, non si sa se il lotto di mozzarelle sotto inchiesta sia stato ancora tolto dal mercato integralmente, ad ogni modo la sigla è: Z0188H con scadenza il 26 luglio).
Piuttosto che incolpare l’azienda bolognese per le due confezioni comprate martedì scorso da un cliente dell’Auchan di Rivoli (Torino), contenente ognuna 6 bocconcini di mozzarella diventati blu una volta aperti, preferirei prendere questo monitor a scarpate. Parliamo di un vanto della produzione alimentare made in Italy, un’azienda orgogliosa della sua attività e famosa per la sicurezza dei suoi prodotti.
Riconoscere che la catastrofe della mozzarella blu non è una questione di Italia contro Germania ma la solita vicenda di furbetti del formaggino, o se preferite, di frode in commercio, sarebbe molto seccante
P.S. In tutto questo non saprei come collocare cosa accade nel caseificio Fiavé di Pinzolo (Rovereto).
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[Fonti: Il Resto del Carlino, La Stampa, Il Quotidiano, L'Adige]
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ma si, quello che non ammazza ingrassa. doppo il vino al metanolo la carne leggermente contaminata i formaggi riciclati dopo scadenza e il pesce decongelato e ricongelato piu’ volte finalmente un po’ di colore sulle tavole italiane.
che il blu si intona con quasi tutto.
forse, ma potrei sbagliare, leggi un tantinello piu’ severe a chi attenta alla nostra salute aiuterebbero.
che so’ 20 anni di lavori forzati in qualche penitenziario turco ai responsabili.
io dico che dopo il primo nessuno si azzarderebbe piu’ a far minchiate.
w chi ha inventato le quote latte e w chi al ribasso cerca sul mercato prodotti scadenti strozzando i produttori seri.
che alla fine sempre e solo di soldi si tratta.
A chi ha destinato le quote lattee sicuramente tanto biasimo. Ma non si possono incolpare le famiglie italiane che molte volte sono costrette a preferire prodotti a basso costo, altrimenti non arriverebbero a fine mese! E mi pare che fra chi spartisce le quote e chi deve mettere insieme tre pasti al giorno per una famiglia le cose siano molto diverse. Certo, sempre di soldi si tratta ma in un caso gonfiano i portafogli, nell’altro si tratta di sopravvivenza, non trovi?
o forse che tacciono tutti: dico speriamo in bene ma più che altro è di facciata,
benpenso invece all’inaffidabilità della natura umana quando trattasi di estranei…
[img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/porello/b18.gif[/img]
Prokofiev, pierino e il lupo
…
e poi me ne pento: mi chiedo se esistono davvero i non forcaioli, può fidarsi di me sa?
anche se m’aspetto che per lei sia difficile fidarsi di qualcuno, conoscendo se stesso.
che palle !
l’articolo che linki su un maiuscolo ACQUA DI FOGNA include la seguente frase “Immaginate, quindi, la provenienza.”
Io non immagino un bel niente, ci sono investigatori e PM preposti non per immaginare ma per stabilire cosa sia successo
un batterio che prolifera in fogna puo’ anche essere presente altrove
e non ho proprio voglia di mettere li’ il mio gia’ scarso cervello provando a immaginare tutti i posti possibili e immaginabili
ci saranno responsabili e saranno puniti
oppure sarano “bravi” e la faranno franca
probabile che io non compri roba granarolo … ma cosa cambiera’ ? comprero’ Coop e saro’ davvero tutelato ?
basta moralismi per favore
In merito alle notizie riportate da alcuni organi di informazione, relative alle “mozzarelle blu” e ai rapporti tra la nostra azienda e la ditta tedesca Jaeger, le assicuriamo che:
- Granarolo non ha mai acquistato latte, mozzarella, semilavorati o ingredienti dalla società tedesca Jaeger, che invece è stata fornitrice esclusivamente di provole dolci (un prodotto già confezionato, denominato “Sfiziosino”);
- la mozzarella Granarolo in busta in liquido di gorverno viene fatta in Italia; se sulla confezione è riportata la dicitura “solo latte fresco italiano” significa che la materia prima è esclusivamente italiana;
- gli esiti degli accertamenti dei Nas nel nostro stabilimento e sul lotto di produzione delle due presunte “mozzarelle blu” segnalate in Piemonte non hanno evidenziato alcuna anomalia, confermando l’assoluta regolarità dei processi produttivi e dei prodotti della nostra azienda.
Purtroppo chi ha alimentato al riguardo tante suggestioni prive di fondamento, che hanno finito col produrre un danno rilevantissimo alla nostra azienda, non ci porgerà spontaneamente le sue scuse.
Ma chi lo farà, avrà tutto il nostro apprezzamento
Cordialmente
Vittorio Zambrini
Direttore Qualità, Innovazione, Sicurezza, Ambiente
prima però di passare all’incasso delle scuse
la vostra spiegazione in merito alle due mozzarelle blu è esattamente questa?
[img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Reflexion/thinking-20060614.gif[/img]
mi sta bene ipotizziate ma quel potrebbe è di troppo!
perché vede, quella del caldo è una spiegazione di gran moda ultimamente: questo mese è stato sì caldo, ma mai torrido come il luglio 2007, eppure com’è che gli pseudomonas presenti ovunque si moltiplicano quest’anno? Capisco che il caldo è un’ipotesi comprensibile a tutti e quindi Granarolo non la osteggia, ma in mancanza di evidenze più significative seguiterò a porre attenzione nell’evitare i vostri prodotti.
p.s. non saprei come collocare cosa accade nel caseificio Fiavé di Pinzolo,
il caso ha colpito il caseificio proprio in procinto di fusione con Latte Trento…
[img]http://www.lattetrento.it/immagini/logo_testata.gif[/img]
il Latte Trento? è prodotto a Savona
Trento, 11 ago – Si chiama Latte Trento ma è prodotto e confezionato a Savona. Eppure, assicura la cooperazione, è prodotto dalle nostre mucche. Ma che ci azzecca la Liguria con la confezione con tanto di immagine di un pascolo alpino e maso sullo sfondo? Pare che per motivi di economicità le confezioni da mezzo litro a lunga conservazione – e solo quelle – vengano prodotte negli stabilimenti di Savona, utilizzando comunque prodotto trentino [...] nonostante i tanti dubbi che hanno assillato i consumatori sulla provenienza estera del latte dopo la scoperta delle mozzarelle blu anche in Trentino.
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[img]http://gallobrokerage.com/cheese1_files/image007.gif[/img]
ancora mozzarella blu
Trento, 17 set – La segnalazione ai Nas era arrivata la scorsa settimana da parte di una donna di Trento che aveva aperto una vaschetta di Fiavé: la mozzarella, immersa nel liquido di governo, iniziava ad assumere la colorazione blu [...] da una verifica Asl non erano state rilevate irregolarità nei processi di lavorazione, anzi, dal sopralluogo era emerso che la sanitizzazione era stata eseguita con scrupolosità. I vertici del caseificio han dichiarato di essere già al corrente del problema, e che il ritiro del lotto a rischio (6 quintali, ndr) non è stato effettuato dai carabinieri ma dalla stessa azienda.
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interviene la Provincia
Trento, 4 gen – Una parte del danno derivante dal caso delle mozzarelle blu, che ha colpito in estate il caseificio di Fiavé-Pinzolo e stimato in oltre un milione di euro, sarà coperto dalla Provincia. Con la determinazione numero 448 del 30 dicembre scorso s’è infatti autorizzato un contributo in conto capitale di 500.000 euro [...] motivandolo sulla scorta della legge provinciale numero 4 del 2003, e in particolare dall’articolo 52 che lo prevede “per ridurre gli effetti dannosi, causati da eventi imprevisti, che possano derivare al comparto agricolo trentino a seguito di danni alla produzione o ai mezzi di produzione agricola”.
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