di | gio 10 dic 2009 ore 18:17
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nuovi paisà

Da quando abbiamo deciso che mangiare topi è una cosa normale

Il cuoco di Torre del Greco Gino D'Acampo Gino D’Acampo (no, non lo conosco nemmeno io). Di fronte alla possibilità di migliorare (?) il suo risotto, se n’è impipato alla grande degli argomenti culturali e religiosi che sconsigliano di mangiare topi. Chissenefrega se i Ghanesi lo amano, i cinesi lo fanno saltare in padella, ebrei e musulmani lo proibiscono, e la maggior parte del mondo occidentale è troppo schizzinoso anche solo per pensarci. Lui, Gino D’Acampo, cuochetto di Torre del Greco, per gli inglesi una delle tante celebrità-decerebrate, l’ha messo nel risotto. Siccome è capitato nell’ultima puntata di un reality (I’m a Celebrity… Get me out of Here!, versione britannica dell’Isola dei Famosi) per un po’ nessuno ci ha creduto veramente. Sapete… un reality. Ma ora si sono messi in mezzo gli animalisti denunciando lo chef italiano che a febbraio dovrà rispondere di crudeltà verso gli animali in un tribunale australiano. Perché in Australia, dove era ambientato lo show, uccidere e mangiare invertebrati è permesso, ma uccidere e mangiare animali non destinati alla bisogna è un reato.

“Avevo un coltello, ho visto il topo, l’ho preso, scuoiato, e cucinato, risotto al topo, la ricetta migliore che abbia mai cucinato”.

Di tutte le domande che uno si fa leggendo questa storia, e ce ne sono molte: se mangiare animali sia etico, se sia peggio mangiare un topo o un maiale o un pollo o dei frutti di mari tossici, se una qualsivoglia petizione può cancellare definitivamente i reality dalla tivù, ce n’è una che non fa nessuno, ma che tutti state pensando senza dirlo dall’inizio di questo post. E allora la faccio io.

Ma a voi l’idea di mangiare un topo non fa maledettamente schifo?

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14 commenti a Da quando abbiamo deciso che mangiare topi è una cosa normale

  1. avatar gianluca

    gli animalisti sono un controsenso della natura. si indignano perchè una persona mangia un topo, quando poi ogni giorno chi ha un serpente per esempio va al negozio, compra un topo vivo e lo da come cibo al serpente. come se finchè il topo lo uccide il serpente è “etically correct”, se lo uccide l’uomo è scandalo mondiale da portare in tribunale.
    io credo che l’umanità vivrebbe molto bene anche senza questi patetici animalisti.

    per il discorso dello schifo devo ammettere che a me farebbe si schifo, ma non sapendo assolutamente il sapore che può avere, sono conscio che questo “schifo” preventivo sia legato quasi esclusivamente a un fatto culturale. insomma al mondo c’è anche chi rimane schifato al pensiero di mangiare un’aragosta….

  2. avatar eggi

    il risotto con le ‘zoccole’ é il mio piatto preferito

  3. io in Perù ho mangiato il cuy ed era buonissimo anche se inondato di cumino. E’ il piatto nazionale
    Il cuy è un roditore, meglio conosciuto in Italia come ‘cavia’.
    Se alimentati correttamente, come gli altri animali da normale consumo, dove sta la differenza tra un pollo, maiale o topo?
    Quello che non è etico è la maniera in cui gli animali vengono allevati, uccisi e macellati per il consumo umano.
    Se fatto nella più assoluta buona fede e col fine del consumo umano responsabile ogni animale, secondo me, potrebbe essere valido. Se ipoteticamente potessimo trovare, come cibo, qualsiasi animale non credo che servirebbero gli allevamenti intensivi di mucche, polli e maiali e conseguentemente carne qualitativamente migliore.

    http://www.davestravelcorner.com/photos/Peru/cordillera-blanca/Cuy-Guinea-Pig-Peru.JPG

  4. avatar Bacco

    ho sempre sostenuto che la Disney ci ha rovinato la vita.

  5. avatar Bruno Stucchi

    Andate a vedere con cosa erano fatti i “pani di carestia” nei paesi nordici (Svezia, Finlandia ecc.) e stupirete. E questo avveniva ancora nel tardo ’700, non nel neolitico.

  6. avatar Luca

    Io il topo l’ho mangiato, per la precisione ratto del bambù specialità della provincia del guangxi in cina. Scelto vivo dalla gabbia fuori dal ristorante, ammazzato di fronte ai miei occhi, pesato e cucinato e a mio avviso è un’ottima alternativa al coniglio…più grasso quindi più morbido e saporito.

    D’acampo è un cuoco tv che ha fatto programmi con la bbc…ricalca lo stereotipo del paisà all’estero, tutto gesti, sorrisoni e pastalpomodoropizzamandolino.
    Se non ricordo male è comparso un paio di volte anche sulla rai alla prova del cuoco.

  7. Dipende dal topo. Era un topolino di campagna o un ratto? Il secondo mi farebbe abbastanza senso e credo sia anche cattivo.

    Io detesto chi ammazza gli animali per il gusto di farlo e con crudeltà.
    Se un pescatore si mangia tutto il pesce che prende mi va bene. Se lo pesca e poi lo butta nel secchio non mi va bene più. Idem con qualche piccola differenza per i cacciatori, con l’aggravante che nel 2009 in Italia non ha senso essere cacciatori, forse giusto se si vive in qualche montagna sperduta della val Formazza.

    Se questo cuoco ha mangiato o fatto mangiare il topo non mi scandalizzo.

  8. avatar Esp

    Il topo non so, ma chi non ha mangiato ghiri o scoiattoli? In fondo sono abbastanza simili, direi. Poi, c redo che sia anc he una questione di fame. Chi è sopravvisuto all’ ultima guerra raccontava che di topi ne girassero pochi anche nelle nostre città.

  9. Volendo si potrebbe anche parlare della proposta di mangiare insetti al posto della carne bovina a causa dell’elevata quantità di proteine e di energia necessaria ad ottenerle. Il concetto che viene portato avanti è che con gli insetti si sfamerebbe il mondo. Per quanto riguarda mangiarli, se me li presentate bene e non mi dite che sono insetti subito dopo averli assaggiati avrete la mia approvazione.

    Io non sono vegetariano e credo che difficilmente lo diventeri, però pagherei volentieri qualche euro in più perchè gli animali che allevano e macellano per la trasformazione alimentare, venissero allevati e macellati seguendo principi bioetici.

    Concludo segnalando un locale dove ho mangiato della pasta fresca -anche ripiena- a mio parere buonissima e un documentario sugli infortuni sul lavoro e le frodi alimentari nel modenese.

    Il locale:
    Trattoria L’Angiolina
    località S.Lorenzo di Castell’Arquato (PC)

    Il documentario:
    http://www.youtube.com/watch?v=ZybUUkosl9U

    Aloha

  10. Pingback: Dissapore | Il meglio della settimana | Dissapore

  11. avatar prendiamo atto che a Firenze...

    Gino D’Acampo, cuochetto di Torre del Greco, l’ha messo nel risotto…

    è capitato a Firenze ma sarà successo anche in altre città, di avere un ristorante “famoso” perché serviva il ragù fatto con carne di topo. Così come in molti ancora si chiedono se il coniglio servito nel piatto non sia in realtà un tenero gattino. Ora: se sulla seconda questione si può invocare la fame dei nostri avi, prima durante e dopo le due guerre, che li portava ad uccidere i gatti per un pranzetto corroborante, sul fatto di utilizzare proprio i topi per confezionare un ragù…
    (continua su quintoquarto)

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Sport_et_loisirs/carton-rouge.gif[/img]
    però i post di questo tipo, senza i nomi dei “famosi”, non valgono
    (almeno un si diceva che…)

  12. avatar la fine del topo

    avevo un coltello, ho visto il topo, l’ho preso scuoiato e cucinato: risotto al topo
    (Gino D’Acampo)

    [img]http://img180.imageshack.us/img180/5665/ratmanvt8.jpg[/img]

  13. avatar Francesco

    Il “cuochetto decerebrato” di Torre del Greco, che io conosco personalmente, a 19 anni ha lasciato il proprio paese, ha messo in piedi dal nulla un’azienda in 15 anni di lavoro duro e vero, ha un ottimo senso degli affari, e come molti calca volontariamente lo stereotipo dell’italiano sorridente ed appassionato di cucina. La persona dietro il personaggio e’ in realta’ magnifica, intelligente, piena di talento e di buoni propositi.

    Gli inglesi lo adorano (preciserei che il reality I’m a Celebrity lo ha anche vinto, ndr), ma come tutti gli italiani che all’estero hanno successo, bisogna sempre spalargli merda addosso vero? Come con Domenico Nash e chiunque altro.

    Gente che prende strade diverse e probabilmente piu difficili delle vostre, e che per questo a volte viene ricompensata con qualche soddisfazione. Ma gente che non vi deruba e non vi fa nulla di male.

    Cosa hai fatto tu di tanto grandioso per aggettivare e vezzeggiare uno cosi?
    E non affrettarti a rispondere, la domanda e’ retorica (lo specifico vista la tua palese incapacita’ a vedere l’ovvio)

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