Di tutti i modi in cui la campagna “Miss Patata” 2012 Amica Chips è offensiva, carriera di Rocco Siffredi inclusa

Le patatine Amica Chips sono note per due ragioni. La prima. Obbediscono pienamente alla regola contenuta dell’episodio dei Simpson “King Size Homer”: per ingrassare, mangia solo cose che quando le strofini contro un pezzo di carta lo rendono trasparente, e le patatine Amica Chips sono così unte da essere trasparenti come vetro.

La seconda. Da qualche anno, le patatine Amica Chips hanno scoperto di essere sedute sulla loro fortuna (disclaimer 2: ho altre metafore gastrocarnali in serbo per voi) e hanno così deciso di puntare su di un calembour molto sofisticato, ovvero la pluralità di accezioni del termine “patata”, che – ve lo spiego per completezza informativa – indica sia l’umile tubero sia i genitali femminili.

Quindi, abbiamo avuto il memorabile spot – censurato per ragioni incomprensibili, sarà colpa del Vaticano – in cui un imbolsito Rocco Siffredi sta in vestaglia a bordo piscina in mezzo a ragazze in bikini e declama un’elaborata serie di doppi sensi tra patate quelle e patate quelle altre che si conclude con il claim “Fidati di uno che le ha provate tutte”. Slogan: “A chi piace la patatina” (anche sintatticamente azzardato, se posso).

Come avete visto, a corredo della campagna esiste un video.

Ci sono ragazze che danzano e mangiano patatine vestite solo di sacchetti trasparenti di Amica Chips (sì miei cari, andate a vedere con i VOSTRI OCCHI se ne avete il coraggio) e signore floride che chiedono: “Ma posso partecipare anche io oppure prendete solo ragazze come quelle là?”. Ci sono le istruzioni per autocandidarsi: si può mandare un filmato, scattare una foto, oppure “cantare una canzone con protagonista la patata”.

Infine: “Se sarai tra le 1500 ragazze più votate” (MILLECINQUECENTO?), potrai partecipare al videocasting, e “Rocco ti aspetta per la selezione finale”.

Passato lo choc, restano le domande: possibile che tutto questo obbedisca a qualche genere di logica di marketing e comunicazione realistica? Davvero i signori di Amica Chips hanno stabilito una volta per tutte che gli amanti delle innocue patatine fritte del sacchetto sono i maschi adulti pornomani, e che le demografiche donne/bambini possono essere sistematicamente ignorate – o meglio, vilipese?

Inoltre: ci sono delle donne che lavorano a questa cosa? Alla riunione da cui si è usciti con l’idea di questa brillante campagna per i Social Media, non c’era almeno una donna? Non ha detto niente?

E infine, Rocco: ma possibile che dopo ben 31 episodi di Animal Trainer tu debba davvero fare il Potato Picker? Tu che tieni alta la bandiera (Ah!) del talento pornografico italico nel mondo, dovresti considerare meglio i tuoi impegni soft-core: questa campagna Amica Chips è irrispettosa (anche) della tua carriera, come gli ex calciatori che si mettono a vendere pentole in tivù.

Aggiornamento delle 11:13: di Miss Patata 2012 parla anche La 27esima ora, il blog di Corriere.it.

Sara Porro

15 febbraio 2012

commenti (66)

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  1. divertente, come sempre 🙂
    Però sì, tutto ciò corrisponde alle logiche di marketing: il target è adulto, non solo l’uomo erotomane, poiché è lo stesso che va a fare la spesa e che vedendo la busta trasparente ricorda, nel bene o nel male, il claim (la patatina tira) e compra.
    E sì immagino che ci siano state donne nella riunione, come ci sono donne che votano Berlusconi.
    Miss patata 2012 immagino che non avrà mai mangiato una patatina fritta in vita sua e che mai lo farà, ma l’ansia di diventare velina (e quindi, magari, poi ministro)va oltre il senso di dignità.
    Che strano animale è l’uomo.

    1. Intendevo essere umano! E’ vero che è solo lavoro e che la necessità ti spinge anche a ballare con buste di plastica come vestito, ma è triste lo stesso vedere che ancora si scambia la sensualità con la sessualità.

    2. ma per quale motivo voler diventare velina andrebbe contro il senso di dignità? e anche ballare vestite di buste di plastica?

    3. Mi spiego:
      -volere diventare velina vuol dire ballare, più o meno bene, con l’unico fine di mettere in mostra petto e sedere. Hai mai visto una velina parlare? Non viene richiesto dal ruolo, devono solo mostrare un corpo. Se ti chiedessero di pseudo ballare, perché le veline non ballano ma si muovono in maniera nemmeno sensuale, vestito solo di uno slip e di fare l’ammiccante tu non ti sentiresti solo un corpo? E’ svilente e lesivo della tua dignità. Non ti scelgono per nessuna dote, ti scelgono solo per mostrare un corpo.
      – Ballare vestite con buste di plastica: il discorso si amplia. In molti balletti moderni i ballerini (uomini e donne senza distinzioni) sono anche più svestiti. Però sto parlando di veri balletti (dal classico al jazz)dove il ballerino tramite il corpo esprime emozione e arte. Se sono nudi o poco vestiti non è importante, non mostrano, esprimono.
      Qui le ragazze prese non sembrano ballerine e se pure lo fossero sono state messe lì ad agitare il sedere inguainato con la plastica. Quindi oltre al discorso fatto al punto uno, aggiungo anche il cattivo gusto per i costumi che concorre a ribadire che quel corpo è una merce, infatti è contenuto nella confezione in vendita.
      Altra questione sulla lesione della dignità:
      -dualismo figa che mostra il corpo/ sfigata che DEVE essere simpatica. La personalità, quindi, non è necessaria nel corpo, ma una sfigata deve averne tanta altrimenti chi se la fila?
      Mi faccio pippe mentali? può essere, solo che sono abituata a giudicare una pubblicità analizzando ogni sua parte, sia pure la scelta di usare buste di plastica per i costumi di miss patata e non miss amica chips.

    4. non è proprio così.
      il corpo femminile non è una merce ma è ovviamente una fonte di desiderio per l’uomo, innutile negarlo. e anche per una donna, essere desiderata da un uomo è piacevole.
      infatti a questo concorso di miss patata si iscriveranno migliaia di donne, e non perchè sono schiavizzate da qualcuno che le obbliga a farlo, ma semplicemente perchè nel loro essere donne sono contente di essere apprezzate anche per il loro aspetto fisico.
      il problema è quando si apprezza una donna SOLO per l’aspetto fisico, ma non si può negare che anche l’aspetto fisico abbia un suo ruolo.

      la ragazza che balla ricoperta da buste di patatine non è un’allusione alla donna oggetto ma piuttosto al binomio patatina-bella ragazza che rende ovviamente più desiderabile ed appetibile il prodotto da vendere, ossia la patatina chips. ecco come agisce il marketing, caricando il prodotto che deve vendere di un valore che in realtà non ha. in fin dei conti è la stessa cosa che fa la mulino bianco con la “famiglia felice”.

      il “dualismo figa che mostra il corpo/ sfigata che DEVE essere simpatica” non è presente in questo spot, in cui si afferma semplicemente che verrà premiata originalità, creatività e simpatia.

      vedi Titty, la simpatia, il punto è proprio questo.
      io trovo questa iniziativa molto stupida ma anche simpatica, il clichè dell’uomo che giudica la donna è talmente stereotipato ed enfatizzato che risulta dannatamente ironico.
      il re del porno col pisello gigante seduto sul trono vestito da re che giudica donne vestite con le buste delle patatine.
      è troppo trash per essere preso sul serio, lo capisci?
      a volte nella vita basterebbe fare un sorriso….e si vivrebbe tutti meglio.
      🙂

    5. vedi Gianluca che a livello di marketing, come ho scritto nel primo intervento, questa campagna vince.
      A differenza di quel che pensi io credo, ma magari mi sbaglio, che le donne che si iscriveranno non lo faranno per farsi apprezzare dall’uomo anche dal lato fisico ma per lavoro (fare una pubblicità va sul book o portfolio) o voglia di notorietà.
      L’accostamento del bello a un prodotto è ovvio: nessuno guarda un brutto quadro e la piacevolezza è data dall’armoniosità della figura, per questo ti soffermi a guardare. E come ben sai e mi insegni, soffermarsi a guardare è uno dei fini della pubblicità. Ma una bella donna che si concede un pacchetto di patatine non ha bisogno di sculettare ed essere contenuta nel packagin, meno che mai se associata al concorso miss patata e NON, ripeto, non miss amica chips. Capirai, da esperto marketing, che non è la stessa cosa. Volutamente volgare per essere ironica? Vogliono essere dissacranti perpetuando un clichè negli anni del Berlusconismo, delle veline e delle ministro senza alcune capacità? Sono così sottili che hanno voluto ironizzare sulla figura della donna in TV e oltre? Se è così, comunque non ci sono riusciti. Ci sono tanti altri modi per farlo, per comunicare il piacere di mangiare le patatine, hanno scelto il più volgare. Come dicevo sessualità al posto della sensualità.
      La differenza tra mulino bianco e amica chips, poi, è questa: l’immagine della famiglia felice che vive in maniera naturale è anche il target di mercato. Si carica il prodotto di un valore che non ha, come ben dici. Qui è stata semplicemente accostata una patata a una donna unta, secondo quel vecchissimo dettame pubblicitario secondo cui associare una donna scosciata a un prodotto “lo carica” di appetibilità. In più, vero è che il target è l’adulto (uomo e donna) che paga al super, ma in quale maniera questa pubblicità colpisce le donne? Nell’idea stantia e maschilista che le donne comprano ste patatine perché vorrebbero piacere ai maschietti?
      E’ vero che piace piacere, ma dimmi, gianluca, a te non piace essere apprezzato anche per il tuo aspetto fisico?
      Non è cosa prettamente femminile provare piacere dall’essere apprezzati. Non sono solo le donne a provare piacere dall’essere desiderate, immagino che anche tu, che sei ometto, provi questo piacere. L’essere desiderato è trasversale, le pubblicità sul desiderio hanno solo un’icona femminile. Il che va bene, ma spesso si cade nel volgare.
      Non prendo sul serio quest’iniziativa, perché non ha nulla di serio, e sì, mi capita di sorridere, ma la differenza tra questa iniziativa ed “essere una donna oggi” degli ELST è notevole. Quella è ironia sullo stereotipo e sulla condizione di donna, questa è volgarità.

    6. è chiaro che questa iniziativa, nel suo essere trash e ironica, sia anche volgare.
      ma il volgare non è altro che il linguaggio del popolo.
      è come uno stile, grezzo, che può piacere o meno (ed ai più piace), ma non è di per sè un qualcosa che lede a priori la dignità di nessuno.

      a tutti piace piacere, anche agli uomini ovviamente. su questo concordo.
      la differenza Titty sai qual’è? che quando vediamo Beckham in mutande su una rivista non chiamiamo l’associazione dei diritti umani per denunciare la lesione della dignità dell’uomo.
      al massimo andiamo in palestra a richiedere un programma per avere gli “addominali alla beckham”.

      questo per dire che non c’è nulla di male, dal mio punto di vista, ad usare il proprio corpo per lavorare.
      in fin dei conti anche quel Rocco lì seduto sul trono, senza doti fisiche, avrebbe fatto al massimo il fruttivendolo.
      non trovi?

      il femminismo esasperato ci sta portando a un paradosso, per cui la donna non dovrebbe più essere bella, non dovrebbe più apparire, non dovrebbe più essere un desiderio sessuale per l’uomo ecc..ecc..
      tutto ciò è paradossale in quanto la seduzione è una caratteristica istintiva di tutto il regno animale e non ci sarà mai nessun movimento femminista che potrà negare il fatto che a una donna piace essere desiderata dagli uomini.
      all’uomo non piace essere desiderato dalle donne, ma piuttosto avere tante donne.
      una differenza che pare minima ma in realtà non lo è.
      inoltre un uomo non si metterà mai a “civettare” vestito con le buste delle patatine, perchè non è quello che le donne cercano. non sarebbe attraente per nessuno, una donna che vede un uomo così penserebbe al massimo che è un pirla.
      l’ammicamento, nel gioco dei ruoli, è assolutamente femminile.
      la chiava di lettura dell’uomo seduttivo è “l’uomo che non deve chiedere mai”. è quello che sessualmente attrae molte donne e da questo punto di vista, la sessualità maschile è già stata ben sfruttata dal marketing, al pari di quella femminile.
      ovviamente le dovute differenze, che sono appunto la conseguenza degli istinti sessuali differenti che sono insiti e inconsci in oguno di noi.

    7. gianluca tu sei un uomo e non sa quello che le donne cercano.
      Da uomo dici che l’uomo non vuole essere desiderato e che ciò che vuole è avere tante donne. Mi spiegherai come fa un uomo che non è desiderato ad avere tante donne. Di solito l’oggetto del desiderio del popolo ha una folta schiera di spasimanti e ciò procura non poco piacere.
      Ma ai maschi no, a loro piace solo quantificare in numeri le fan.
      A me sembra che un essere umano quando sente di essere apprezzato ne goda, al di là del genere, ma se tu dici che ai maschi non succede…che dire? ti credo.
      Però ai maschi piace fare numero e quindi, in sostanza, affermare di essere l’oggetto del desiderio di più donne.
      Però se preferisci evito di trarre le ovvie conclusioni e ti dico che hai ragione e che c’è differenza.
      Ah, ovviamente lo faccio per compiacerti.

      Dici anche che la sessualità maschile è stata sfruttata secondo il gusto femminile e ciò che vogliono le donne (l’uomo che non deve chiedere mai).
      Posso farti una pernacchia?
      Così in simpatia 🙂
      La sessualità maschile non è mai stata trattata in maniera volgare perché si è dato per scontato che le donne non sono volgari.
      Ah signora mia, le donne sono di classe, loro non vogliono il toy boy, loro cercano l’uomo della vita: quello da sposare e che pensi a loro sempre.
      Ok, adesso torniamo alla realtà.
      La realtà è che la volgarità è profondamente trasversale.
      Ci sono donne che vogliono vedere un maschietto sculettare in buste di plastica. Certo che ci sono, ma non vengono considerate.
      E le pubblicità con il simpatico, come una medusa nelle mutande, Beckham non è volgare e non può essere paragonata a MISS PATATA.
      Quindi o mi trovi paragoni simili o non supporti le tue motivazioni così.
      Perché se vogliamo parlare delle mele e delle pere non finiamo più.
      Mai detto che la donna non debba essere bella, ma posso dire che quando si usa il corpo per lavorare e il lavoro non è dignitoso, forse ti senti sminuito?
      Ripeto: ballerini e attori usano il corpo per lavorare e non trovo che sia svilente per loro essere nudi su un palco.
      Trovo che sia svilente, per qualcuno che magari ha studiato danza, essere inguainata in un sacchetto di patatine e dover semplicemente muovere il sedere.
      E’ svilente, ti assicuro che è svilente.
      Hai mai usato il tuo corpo per guadagnare? Non dico vendendolo, ma semplicemente facendo il ragazzo immagine o ballando sui cubi?
      L’hai mai fatto?
      Sai che vuol dire?
      Sai che si prova?
      No? Mi sa di no.
      Allora non dire che non è svilente e che ciò che si fa lo si fa per piacere ai maschi.
      Ti assicuro che lo si fa solo per lavorare e solo per guadagnare. La cosa svilente è che questi lavori vengono proposti SOLO alle donne.
      E non perchè alle donne non piace vedere un ometto sculettare in perizoma, ma perché gli uomini hanno deciso che è così e quindi il massimo della sessualità maschile è un tizio in mutande su un cartellone. un tizio in mutande che reclamizza l’intimo. Che strano che sia in mutande, vero? L’avranno messo in mutante per compiacere le donne o per fare pubblicità al prodotto?
      Ripeto: nel mondo della pubblicità e del marketing vivono ancora vecchi stereotipi maschilisti, troppo legati a una cultura maschile per essere visti come tali.
      A questo punto ti invito a:
      – ballare su un tavolo/cubo con sotto solo donne a guardarti
      – controllare quanto lavorano gli spogliarellisti e sulla base di questi dati capire se l’uomo sculettante è o non è richiesto
      – analizzare il “fenomeno” toy boy.
      Sia mai che riuscissi a capire:
      – che usare il proprio corpo per un lavoro dequalificante (nel caso tu fossi un ballerino) o che ti faccia apparire meno di un oggetto è obiettivamente svilente e lesivo della tua dignità
      – ancora, che malgrado tutto fai quel lavoro perché sono soldi e magari ti serve fare curriculum nel caso di una carriera nello spettacolo
      – e infine che a volte quel che vogliono le donne non è l’uomo che non deve chiedere mai ma è l’uomo che non deve scocciarti mai. Esattamente come i maschi che cambiano spesso donne perché non vogliono impegnarsi mai, esistono donne che non vogliono impegnarsi e non vogliono passare la serata sole.
      Il tutto, ovviamente, non riguarda il rapporto amoroso.
      Quindi, Gianluca, è facile dire: l’uomo non balla sui tavoli perché alle donne non piace. E’ facilissimo dirlo per evitare di trovarsi in una situazione svilente ed è facile dire “alle donne piace l’uomo che non deve chiedere mai” così l’uomo oggetto deve pure fare il figo della situazione. Mentre le donne devono sculettare.
      Bel modo di pensare, che resta totalmente errato.
      Vai, gianluca, vai a ballare sui cubi, ti assicuro che alle donne piace.
      Vai, vai e poi dimmi se non ti senti svilito. E dimmi anche cosa proveresti se ti proponessero SOLO questa tipologia di lavoro argomentandola con espressioni del tipo: ma agli uomini piace avere tante donne, così ne avrai mille.
      E ripeto, alle donne piace piacere, credevo che piacesse anche ai maschi, ma mi dici di no. I maschi, però, quando vedono Beckham in mutande vanno in palestra per avere i suoi addominali ma immagino che non lo facciano per piacere perché gli uomini vogliono solo fare sesso. Poi quando mi spiegherai come si fa a fare sesso con qualcuno a cui non piaci mi aprirai un mondo. E non parlo di amore, parlo di attrazione fisica che vuoi o non vuoi deve scattare per permettere l’atto sessuale.
      E ti chiedo, ancora, ma questi ometti che vanno in palestra per avere gli addominali del biondino in mutande potrebbero farlo perché, così come le donne che si curano, lo fanno per se stessi? Per sentirsi più belli? Per guardarsi allo specchio e darsi da soli un’approvazione
      E poi mi spieghi perché i maschi possono farlo per se stessi e le donne invece vanno in palestra solo per piacere ai maschi? c’è una differenza nel voler curare il proprio fisico? l’uno lo fa per il benessere e l’altro per non stare solo? mah.
      Io non lo credo e sinceramente spero anche che non sia così.

    8. titty…….quanta confusione!
      troppa carne al fuoco per rispondere a tutto.
      sintetizzando ti posso dire che secondo me i clichè nascono dalla realtà e la realtà è quella perchè i desideri tra i due sessi sono diversi, tutto qui.
      la pubblicità non fa altro che cercare di interpretarli.
      non c’è niente di lesivo nei confronti della donna, anzi chi sceglie la velina lo fa proprio perchè vuole essere apprezata per quello.
      ebbene si, in discoteca ci sono anche i ragazzi cubo.
      ci sono lavori per entrambi i sessi in cui il corpo diventa un oggetto e non c’è nulla di male se chi lo sceglie è consapevole di farlo. se tu ti senti avvilita, semplicemente scegli un altro lavoro.
      basta con questo femminismo di piazza, ormai le donne sono completamente libere di scegliere di fare ciò che vogliono, nessuna è mai stata obbligata a fare la velina.

  2. La cosa veramente interessante è che sai anche quanti “Animal Trainer” ha girato. 😀

    1. Dai ragazzi, ci si annoia di meno a guardare tutto Riget I e II che a guardare TRENTUNO episodi di Animal Trainer. Wikipedia è mia amica

    2. Porro, guarda che lo sappiamo che tu un porno non lo guardi se non è in bianco e nero e non dura meno di 240 minuti.

    3. in bianco e nero? Dipende da come la intendi.

    4. E con questo commento Azazel ritorna nelle mie grazie dopo avermi (giustamente) bastonato per aver detto “accattivante menu” 😉

  3. … e pensare che ti danno ancora della femminista d’assalto quando sottolinei che, la donna nei media italiani (e non solo) è trattata peggio di una C*** .

    1. “C”? vuoi dire “P”?

    2. ah ah ah… ora ho capito.

  4. “Nessuno è mai andato in fallimento per aver sottovalutato il gusto del pubblico”( Barnum, quello del circo).

  5. In effetti compro solo patatine Pai.

    Sarò mica gay sotto sotto?

    1. Si dice “gay ad altezza patata”. 😎

  6. Un marketing assolutamente geniale e virale. Solo su questo sito ha ottenuto: 2 video pubblicati, link alla pagina facebook e link al sito principale.

    Una campagna marketing da applauso…

    1. Mi posso innestare anche nel quotonissimo o pare brutto?

  7. non ho parole….soprattutto se penso a tutte le donzelle che si iscriveranno….e io ho due figlie piccole… dovrò abbandonare l’Italia??

    1. Forse basta che non le fai partecipare al casting, finchè minorenni. Dopo decideranno da sole, direi.

  8. magica porro. ti è sfuggita però la finezza delle modelle unte (immagino l’attimo in cui account infervorato ne sottolinea la coerenza col prodotto al cliente)

  9. Vado ad intuito…ma se la prima campagna con Rocco (simpatica anche se greve) aveva portato risultati (ed io scommetto sia andata cosi’), sarebbe stato alquanto illogico non proseguire su quella strada, sicuramente richiesta dal cliente.
    Se lo scopo e’ quello di far aumentare le vendite, ed il risultato si ottiene, io donna alla famigerata riunione in questione cosa potrei dire? E’ il mio lavoro, per non essere ipocrita allora dovrei oppormi a tutte le campagne in cui si sfrutta il corpo femminile !!!!!!!
    ..In amore e in guerra (pubblicitaria) tutto e’ (quasi) lecito…

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