Drogarsi di cibo

SnickersGuardate la barretta qui accanto. “Quando la si mastica, lo zucchero si scioglie, il grasso si fonde, il caramello avvolge le noccioline in un delirio di aromi che portano il palato a provare un’esperienza quasi estatica”. Orsù, sapete bene che queste cose non possiamo averle scritte noi. Sono di David Kessler, già direttore della Food & Drug Administration. Le trovate nel suo affascinante best seller The end of overeating (La fine dell’abbuffata) insieme a una teoria interessante. L’industria alimentare come quella del tabacco fabbrica cibi che creano dipendenza fissando nel cervello desideri irresistibili. Secondo il Dott. Kessler, i produttori ci tengono in ostaggio con miscele sapienti di zuccheri, sali, e grassi, che gli scienziati combinano con precisione conoscendo i nostri comportamenti, i desideri e le preferenze nei sapori. Progettare cibi ipnotici, si legge nel libro, è parte del loro business plan.

Vi sembrano esagerazioni? Crediamo di sì, la parola magica dovrebbe essere autocontrollo, lo stesso che ci difende da altri eccessi legati al cibo. E per quanto affascinante, la teoria dell’assuefazione non sembra del tutto credibile.

Poi però, qualcuno si prenda la briga di spiegare la furia incontenibile con la quale attacchiamo il tubo di Pringles mentre aspettiamo qualcuno. E non dite che non vi è mai capitato.




11 commenti a “Drogarsi di cibo”

  1. 1
    Saverio Paffumi Saverio Paffumi commenta:

    Sai, anche le donne devono aver scoperto qualcosa del genere molti anni fa per creare dipendenza fra gli uomini…:-)))))))))

    ma scherzi a parte io sono rimasto deluso dall’articolo di Repubblica (il libro non l’ho letto)
    se è il “troppo buono” a creare assuefazione, dove sta il problema?
    Pensavo avessero immesso nei cibi vere e proprie sostanze dopanti, invece pare di no.

    Saluti

  2. 2
    andrea gori andrea gori commenta:

    invece secondo me l’altenanza dolce salato e altri truchetti spiegano l’assuefazione e la mangiata compulsiva di molti snack che per esempio troppo dolci dopo un pò stuccano e invece di sneakers ne mangi 2-3 senza problemi…

  3. 3
    nicola a. nicola a. commenta:

    Molto interessante. Credo proprio di si. Esistono trappolle che, quando non c’è autocontrollo, danno una botta al cervello, lì per lì, e creano una sorta di assuefazione. Vedi quel te freddo (stucchevole) che va via a iosa. Di sicuro micidiali miscele studiate in laboratorio, sotto certi aspetti, capaci di sedare umori, apparentemente. Però anche altri cibi con caratteristiche “normali” riescono in ciò. Ma qui l’argomento diventa vasto. Per esempio un dessert con temperature diverse, chessò, rimanendo in zona teen, una crepe calda con nutella e mascarpone fresco, provate a sfilarla, vi azzannano.

    • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

      Cosa significa “sfilarla”?

      Sarebbe interessante sapere cosa rende alcuni prodotti irragionevolmente attraenti. A me però lo Snicker non è mai piaciuto e le Pringles…dopo due tubi mi sono schifata per sempre, non le posso vedere.

      In compenso potrei mangiare un chilo di Fonzies e Chocolate Chip cookies. non disdegno il Big Mac ammetto di aver divorato decine di Lion e Twix (soprattutto in Inghilterra) – nonostante li trovi oggettivamente stucchevoli. Evidentemente faccio parte di un altro target!

  4. 4
    giacomino giacomino commenta:

    ragassi
    un esempio di quanto la vitaccia nelle retrovie di una cucina porti a livelli superiori di sperimetazione estetica…anche per i lavapiatti

    http://www.youtube.com/watch?v=5lX-2sP0JFw&eurl=http%3A%2F%2Fwww%2Ebestofyoutube%2Ecom%2F&feature=player_embedded

  5. 5

    [...] Piano Micro storia della fellatio nella pubblicità Primo Piano Drogarsi di cibo Cucina Il solito pesce Mangiare Fuori Vissani, ristorante a ore [...]

  6. 6
    giovanni giovanni commenta:

    a me non piacciono le Pringles normali, ma quelle alla cipolla. Poi mi devo confessare, anche se so che non è colpa mia, sono i perfidi scienziati che mi inducono in tentazione

  7. 7
    Marco Lungo Marco Lungo commenta:

    Che gli scienziati dell’industria alimentare sappiano come renderci dipendenti da qualcosa, è fuor di dubbio. Le Pringles, la Coca Cola, e anni fa gli stessi Tuc ed altri snacks, avevano ed hanno un sapore che crea in molti di noi compulsione nel mangiarli. A me capita anche con i salatini, in particolare con i bastoncini salati ed altre schifezze analoghe. A livello di dipendenza generale, poi, anche McDonalds non scherza. Abbiamo dei punti deboli e li sfruttano a dovere, senza ritrosia alcuna.
    A quel punto, l’unica cosa è non avere mai sott’occhio queste cose. Purtroppo, però, un rinfresco o un cocktail capita sempre, e lì la scena del bambino affamato, quando vedo certe cose, non me la risparmio di certo… bravi loro che hanno centrato i miei gusti…

  8. 8
    Murmur Murmur commenta:

    Mah… A me sembra la solita solfa moralistica antimultinazionali… Dipendenza… Il lambrusco crea dipendenza? E il salame? E il tiramisu? E vogliamo parlare della porchetta arrosto?… Etc. Etc. Etc.

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  • Murmur: Mah... A me sembra la solita solfa moralistica
  • Marco Lungo: Che gli scienziati dell'industria alimentare sappiano come renderci
  • giovanni: a me non piacciono le Pringles normali, ma
  • gumbo chicken: Cosa significa "sfilarla"? Sarebbe interessante sapere cosa rende alcuni
  • giacomino: ragassi un esempio di quanto la vitaccia nelle retrovie
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