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Di fronte alla prospettiva di doversi sciroppare ogni video della duegiorni milanese archiviata come Stati Generali di Expo 2015, qualsiasi persona di buon senso asseconderebbe il richiamo delle spiagge. Ma se proprio avete la vocazione, e per qualche oscuro motivo vi interessa Expo 2015, potete almeno guardare il video di Carlo Cracco, lo chef più in vista di Milano. A parte la velata polemica con i colleghi seguaci della cucina molecolare (“La natura ci dà degli ingredienti incredibili che a volte riusciamo a rovinare”), stupisce che a parlare di cucina “più accessibile”, nel senso di meno costosa, sia il proprietario del ristorante cui dobbiamo alcuni dei conti più salati della nostra carriera di gorumet. Guardate il video e diteci se la cosa non stupisce anche voi.
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Ma sbaglio o sta chiedendo possibilità maggiori di licenziare il personale?
Comunque, siamo sicuri che è la stessa persona che parlava dei conti di 4.000 euro come se fossero robetta? Dai, almeno possiamo dire che Cracco non ci annoia mai quando parla…
Carlo Cracco è il Gennaro Esposito della Padania. Troppi elogi per una cucina che siamo in troppi (da clienti e non da critici prezzolati) a non capire. Saluto con piacere l’invito a moderare i prezzi. Per il reale valore della sua cucina i prezzi che pratica sono davvero un salasso inaccettabile. Dopo aver girato lo stivale in lungo e in largo, l’esperienza gastronomica fatta da Cracco si mantiene saldamente fra le peggiori in assoluto per rapporto qualità prezzo.
Ma va là Angelo, Prova ad andare in Francia allora. La cucina di Cracco è una delle poche a livello Mondiale. Difatti si trova a Milano, l’unica città italiana che si possa ritenere tale. Tanto di Cappello al Grande Carlo Cracco!
In Francia ci sono stato. Da Ducasse, Troisgros, da Pierre Gagnaire (si scrive così?), Bocuse, Veyrat, e pur ritenendo che nella Gallia transalpina non si mangi meglio che da noi ho, e me ne dispiace, mangiato di gran lunga meglio che da Cracco…
De Gustibus…viva l’Italia!
dice quoqui o cuochi?
Una nebulosa di pseudoconcetti e un’accozzaglia di slogan pseudo-slofuddari: gli ‘ingredienti della natura’, il cuoco che rovina la materia prima. E poi quante volte ha usato il termine ‘codificare’..in che contesto poi forse non lo sa nemmeno lui. Quello che capisco invece e’ che la prima cosa ad essere codificata quando si va a cena li’ e’ il conto in banca. E con che candore ha dichiarato che la materia prima, seppur di altissima qualita’, e’ il fattore che incide di meno sul conto finale.. Certo, che provocazione far intervenire Cracco in un forum intitolato, se non erro, ‘nutrire il pianeta’..
Mi scusi Nadia (apicella?) Ma il grande Carlo Cracco ha immensa ragione! Quello che costa è quello che ci sta dietro al piatto. Che sono alle fine le tasse dell’impero romano e meridionale!
Poi se lei non vuole andare da Cracco perchè è caro non ci vada.
Notoriamente le tasse sui tartufi sono altissime, tutto per far mangiare noi romani fancazzisti
“Ristoratori come pensionati, dichiarano al fisco un reddito lordo annuo tra i 14.500 e i 13.500 euro”
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/fisco-1/unico-dichiarazioni/unico-dichiarazioni.html
Direi che possiamo scartare il fatto che il costo e’ in gran parte dovuto alle tasse dell’impero romano e meridionale, no?
il problema non è il prezzo, ma il rapporto tra questo e quanto ti viene dato in termini di cucina, vini, servizio, ambiente. Da Pinchiorri ho speso in termini assoluti più che in qualunque altro ristorante ma dopo aver “testato” oltre 100 grandi tavole italiane e francesi, continuo a pensare che Pinchiorri sia stato il ristorante dal miglior rapporto qualità-prezzo. Gli si avvicinano, fino ad ora, e di pochissimo (per i vini non all’altezza di Pinchiorri), solo il Don Alfonso e Le Calandre. Cracco e Sadler, spero sia un caso, entrambe milanesi hanno brillato per essere state le mie esperinze meno esaltanti..
Mi sbaglio o lei e’ quello che non sa nemmeno mettere l’apostrofo al posto giusto..beh non dovrei nemmeno degnarmi di risponderle, e poi le battutte squallide le tenga per se, ok? Che Cracco e’ un bravo cuoco a me non me ne puo fregar di meno in questo contesto perche’ qui, forse lei non ci arriva, si giudica quello che esce dalla sua bocca ossia i pensierini da bimbi dui 5 anni che riesce a formulare. Se tiene la bocca chiusa fa sicuramente una figura piu degna delle sue doti culinare. Uno che parla cosi puo far solo presa sui qualunquisti sgrammaticati come lei. E poi non ho bisogno consigli da uno come lei su dove devo o non devo andar a mangiare, quindi la prossima volta se li tenga per se e non si permetta di giudicare le scelte della gente che non conosce in base alla capacita’ del lorto portafoglio, si vede che questo e’ il metro di misura a cui lei e’ abituato, di certo non io. Certo che lei dal suo alto porta le discussioni davvero in basso..cerchi di riprendersi.
PS: Immagino che si capisca, ma comunque, il messaggio di cui sopra e’ per il ‘signor’ Alfredo..
Ma guardi signora Apicella, Non si può giudicare il Grande Carlo Cracco con il solo metro prezzo-qualità, qui entrano in gioco altri fattori (a lei la pazienza di trovarli), e qui rispondo anche al signor Angelo; siamo a MILANO non a firenze o in sicilia.
Stiamo parlando di un ristorante che si trova nella capitale economica dello stivale, condotto da un cuoco con una esperienza totale.
Se quello che dice Cracco a lei non piace è semplicemente perchè non siete sulla stessa lunghezza d’onda. D’altronde mica a tutti piacciono le Rolls Royce, magari lei preferisce auto con un rapporto prezzo-prestazioni-qualità ecc. ecc. (chieda ad Angelo) migliore, tipo la dacia? Così potete andare su e giù per lo stivale a cercare i ristoranti con il rapporto che a voi piace.
Auguri.
Alfre’, non indaghiamo sui motivi per cui i tuoi interventi su Cracco ricordano quelli di Sandro – capezzoli – Bondi nei confronti di Berlusconi. Però cerca di capire che se uno dice che la materia prima costa poco ed è tutto il resto che invece andrebbe tagliato, ci si aspetta di avere di fronte il gestore di una trattoria che costa 30 euro. Liberissimo Cracco di far pagare quello che vuole, anche il doppio, siamo in libero mercato, però certi discorsi li lasciasse stare, che detti da lui fanno ridere…
Rispondo al signor Colin Mckenzie: La sua è solo invidia per per chi è famoso per propri meriti gaudagnati sul campo, e questa Sua invidia aumenta nei confronti di personaggi della caratura di Carlo Cracco perchè hanno il coraggio di parlare chiaro, difatti pure lei ha capito ma non vuole ammetterlo.
Scusa Alfredo, ma perché dovrei essere invidioso di un cuoco io che cuoco non sono? Al massimo, potrei essere invidioso (anche se non è uno dei miei tanti difetti) di qualcuno nel mio campo, ma come invidiare uno che sicuramente si sarà fatto un mazzo così nel suo lavoro e che ha anche avuto il coraggio di rischiare un’attività imprenditoriale in proprio lasciando un ricco finanziatore? Queste sono cose ammirevoli.
Altro è giudicare le sue parole, non la sua cucina (ed è quello che generalmente stiamo facendo nel post). Parole che a me non sembrano così chiare, perché indicano una strada (ristorante con materie prime poco lavorate, poche spese di servizio) che non mi sembra quella portata avanti (e nessuno la discute, sia chiaro) da Cracco nel suo ristorante. Se tu sei riuscito a trovare una coerenza tra le sue parole e la sua attività di ristoratore, vuol dire che avete un rapporto talmente stretto che anche quando dice cose incomprensibili tu riesci a capirlo. Spero che adesso tu non dica che ti sto invidiano per questo rapporto di conoscenza stretta con Cracco, magari però se uno è amico e decide di difendere una eprsona, farebbe prima ad ammetterlo per onestà intellettuale…
caro Alfredo, facciamo cosi’, lei si tiene stretto il suo Cracco e io mi tengo Pimchiorri, Le Calandre, Dal Pescatore, Villa Crespi, Ducaasse, Troigrois etc. Etc. e amici come prima. Ciao
u povero cracco … lui a far la spesa ma và và !!!!!!!!!!!!!!!!!! tutto al più il suo secondo baronetto alza la cornetta, mentere lui è in giro a divertirsi ,australia sopratutto .
Austalia nuovo mondo culinario vero carletto?????
A cracco senti a me l’america è finita fia attenzione che ti rispediscono in langa……………………………………………………………………..cordialmente diego
Quante volte ho sentito dire “ora apriamo un ristorante, tutti mi dicono che cucino bene e poi tutti mangiano, quindi il lavoro ce’! ”
Come se aprire un ristorante fosse facile, e bastasse saper cucinare!
Poi voglio vedere se negli anni ti aprono altri 3 -4 -5 locali vicino a te. Cosa fai!
Non c e’ dubbio che molti evadono il fisco, ma sono altrettanto convinto che alcuni se non lo farebbero non sopraviverebbero.
E le tasse non vanno a roma ladrona. Ma ai politici che sono quasi tutti di suuuu sempre piu su u u u u u uuuuuuuuuuuu!
facessero! facessero!
Non ‘farebbero’!
Anche la lingua italiana è in via di estinzione.
Cerchiamo di conservarla ancora per un po’.
Beh sarabbe bello se il quoziente intellettivo e la capacita’ argomentativa degli chef fossero sempre in sintonia con la loro mano e il loro palato, ma cosi’ non e’, evidentemente. ci sono pochi bravi cuochi che sanno ragionare e fanno discorsi coerenti e ci sono tantissimi bravi cuochi che dicono panzanate appena aprono la bocca, si montano da testa e vogliono fare i petrini della situazione: il cuoco in questione e’ uno di questi. Chi pompa questi personaggi bravi, ma mediocri in quanto pensatori e pessimi come comunicatori? una certa stampa, ovviamente, e una buona fetta di foodies saccenti in fatto de magna’ bbono (quello che costa tanto) ma ignoranti in fatto di cibo e cultura alimentare. Tutto qui.
Cracco è stato grande.
E’ stato grande…sono daccordo. Io sono stato tra gli sfigati che però (per tre volte) è andato via senza poterlo apprezzare e constatare. La prima volta ho pensato di esserci capitato in una serataccia,capita a tutti, male anche il servizio. La seconda pare che Cracco non fosse in cucina (è una giustificazione?). Dopo la terza mi sono arreso…un tifoso di Cracco mi ha detto: tu non sei in grado di capirlo!! Bah! Sarà pure che mi sfugge tutta la sua grandezza (?) ma, a mio avviso, quando in tanti non lo capiamo forse anche lui qualche interrogativo dovrebbe porselo. i
No no Angelo, non ci siamo. Sei invidioso di Cracco, lo percepisco dal tono del text:))anzi siete tutti invidiosi di cracco, io invece a Mozart ce l’ho proprio qua..non se ne scende. Se ti sfugge la grandezza e’ perche’ sei invidioso. Poi colpa del tuo palato mediocre se dici di aver mangiato male una volta.. e poi con tutta quell’invidia che ti sei portato indietro le altre due volte lui non ha retto ed e’ andato a farsi una siga.. baby-cracco e’ sensibile, lo sai. Ma poi la hai la rolllrrois? Beh ma che parliamo a fare allora? :]
Scusate, fate un passo indietro e riascoltate quel che dice Cracco, il Grande Carlo Cracco (grande perchè nessuno ha un’esperienza provata sul campo come lui). Dice che i costi della materia prima non sono assolutamente comparabili con quelli del servizio che deve dare un ristorante come il suo. Provate a chiedervi quanto costa in gestione un posto come quello a MIlano? O se Preferite Villa Crespi ad Orta? Ma d’altronde a voi interessa il rapporto qualità prezzo; Quindi è meglio che state a casa a degustare:-) non avete ascoltato bene: Siete andati semplicemente fuori strada con la vostra Logan. Poi da non trascurare l’imput dato sull’insegnamento nelle scuole di quel che sono le varie qualità di verdure, carni ecc. come patrimonio culturale dello stivale).
Buon Viaggio alla ricerca del miglior rapporto qualità prezzo.
Io in sala c’ero, mi sono ascoltato pazientemente quasi tutti gli interventi, e debbo dire che a parte quello di Petrini (demagogico ma oratoriamente molto efficace, oltre che non privo di contenuti giusti, anche se sinceramente mi sarei aspettato un impallinamento qui su Dissapore), Massobrio e pochi altri, la noia si tagliava a fette. Cracco quantomeno ha parlato in maniera più concreta di altri presenti, e l’ha fatto dicendo realmente qualcosa. Lo stesso non si può dire di altri.
Alfre’, ma non è che sei VG sotto mentite spoglie? Il lavoro di provocazione è molto simile. E sei stato anche bravino, guarda quanti ti sono venuti dietro. Però mo’ basta, hai un po’ stancato.
@alfredo: “Cracco…Dice che i costi della materia prima non sono assolutamente comparabili con quelli del servizio che deve dare un ristorante come il suo.”
Acciderbola! Non oso immaginare che costi di servizio abbia, il sig. Cracco, visto che comunque si è leggermente alterato quando il pollo che tentava di spennare, appioppandogli una quintalata di tartufo(materia prima), si è giustamente rifiutato di pagare, perchè non era prezzata sul menu, come da obbligo di legge della Regione Lombardia.
Forse messer Cracco intendeva dire che “i costi della materia prima non sono assolutamente comparabili con quelli delle SPESE LEGALI che deve sostenere un ristorante come il suo”.
Ma qui, credo, non si parlava di come cucina. A me Cracco piace. Raspelli, come te, l’ultima volta da Cracco è uscito soddisfatto. Come vedi, non riscuote un unanime consenso. Massobrio tempo fa è rimasto freddo nei confronti dei piatti di Andrea Berton.
E’ bello che il mondo sia vario.
Parlavo ad Angelo, credo sia abbastanza chiaro.
Secondo me certe persone non hanno capito niente dell’intervento di Cracco.
Vedere la sua cucina solo in termini meramente economici significa avere una visione del cibo e della cultura legato ad esso estremamente limitata e riduttiva.
Quello che cracco fa, e in maniera esemplare direi, è quello di trasformare la materia prima in arte, in cultura, in un’esperienza che può arricchire, se la si vuole comprendere. Se si ha la curiosità di volerla vivere.
Dobbiamo essere orgogliosi che un cuoco del suo livello abbia deciso di intervenire in questo senso affinchè le cose, anche nel campo della ristorazione, possano migliorare ed evolversi.
Significa scendere dal proprio piedistallo, se mai ne esistesse uno, e volersi mettere al servizio degli altri, saperli ascoltare, sapere capire i loro pensieri, le esigenze, i loro sogni.
Significa prima di tutto voler annullare le distanze tra l’alta cucina e la gente, farla diventare un’esperienza sempre unica e straordinaria, ma allo stesso tempo più accessibile a tutti.
Significa combattere proprio quelle stesse cose per cui voi vi state battendo, stare dalla vostra parte.
E questo è il momento giusto per intervenire, cogliendo la grande occasione dell’expo per poter finalmente cambiare il sistema, ottenere conquiste importanti, puntare sempre al meglio.
Chi non capisce questi concetti (che dovrebbero invece essere accolti con gioia e interesse) significa che non ha capito il valore di cui la cucina può farsi portatrice.
Dobbiamo continuare ad aver voglia di imparare, di capire, di conoscere. Non perdiamo la curiosità di vivere nuove emozioni, di fare esperienze.
E ben vengano quelle persone che mettono in circolo la loro cultura, il loro sapere, la loro arte. Che mettono al servizio degli altri la loro creatività, affinchè possa essere condivisa. Affinchè noi tutti possiamo imparare qualcosa.
La conoscenza è arricchimento. Per tutti. Per noi per primi.
E mi fa un po’ sorridere e mi fa un po’ male leggere che qualcuno dice “Carlo Cracco va a divertirsi in Australia”, perché magari carlo cracco in australia si sarà pure divertito, ma dobbiamo prima di tutto essere orgogliosi di come lui porti il nome dell’italia nel mondo, di come lui contribuisca a far conoscere e apprezzare all’estero quello che di buono e di bello noi abbiamo. Dobbiamo esserne fieri. E quella stessa persona dovrebbe porsi la domanda: che cosa faccio io per migliorare le cose? in che modo metto a disposizione degli altri il mio sapere, quello che sono e quello che faccio e lo trasformo in progresso, in ricchezza per tutti?
Non è mia intenzione criticare nessuno, io sono per l’assoluta libertà di pensiero e di opinione, ma francamente non riesco a trovare un motivo sensato o intelligente per attaccare l’intervento di cracco. Che ancora una volta dimostra di essere un grande.
Brava Sally, mi sei piaciuta. Finalmente si torna sulla Terra.
Brava sally!!! Proprio così!
Sottoscrivo l’intervento di Sally anch’io, su tutto… meno che su un punto, sul quale il mio dissenso resta totale; tutte quelle emozioni, sogni, fantasie, etc. purtroppo non sono riuscito a coglierle nella cucina di Cracco. Non ero e continuo a non essere prevenuto nei suoi confronti tanto da esserci stato tre volte, ma probabilmente il suo estro non incontra i miei gusti. Pazienza, me ne farò una ragione. Nel frattempo mi tirerò sù facendo un salto al Combal.Zero di Scabin…vi racconterò come andrà la terza visita. Un salutone! Angelo
Caro angelo,
quando parlo di emozioni, di sogni, mi riferisco a quelle cose che la cucina, quella vera, quella fatta di passione, di esperienze, di saperi, può regalare a chi le sa cogliere.
Non mi stavo dunque riferendo solo nello specifico a cracco, che per me rimane comunque il più grande e colui che ha saputo farmi vivere le emozioni più belle e più intense, il mio era un discorso più ampio.
Ognuno ha i propri gusti, ci mancherebbe, l’importante è non avere pregiudizi, perchè sono un grosso limite soprattutto per se stessi e per la propria visione del mondo.
Ho voluto in questa sede difendere cracco non solo come chef, ma come persona che nel suo intervento agli stati generali si è esposto per difendere la cucina italiana, ha preso voce per cercare di cambiare le cose, per migliorarle.
Ha avuto la possibilità di farlo e l’ha sfruttata. E questo gli fa onore.
E’ una cosa che credo faccia bene a tutti e da cui tutti noi possiamo trarne vantaggio.
Sally ti sei spiegata perfettamente, ho capito. Io tengo a ribadire che verso Cracco-persona e chef non ho alcun pregiudizio. Lo avessi avuto, dopo la prima visita, ci avrei messo la croce. Se sono tornato nel suo ristorante è perchè ho voluto capire di più la sua cucina, la sua filosofia. Sarà un mio limite ma tre cene non sono bastate. Evidentemente, come ho già spiegato, i miei gusti sono altri…sia in fatto di cucina, come di servizio, di ambiente etc.
Sappi che io vivo a Cagliari. Giro le grandi tavole quando mi sposto per lavoro nella penisola. Ogni anno fra “vecchi e nuovi” ristoranti ne vado a provare circa una ventina. E’ un obbi costoso, ma a maggior ragione, se posso dirlo, serio e meditato. Non capito in un posto per caso. Ne ho testati quindi di ogni livello, ma soprattutto i cosiddetti “grandi”. Tanti effettivamente lo sono, ma tanti altri, forse troppi, sono costruiti dalle guide, che a dispetto di quanto dicono molti appassionati come noi, continuano a intessere elogi sperticati su chef più che discutibili….e queste non sono solo mie opinioni personali, ma di tanti amici gourmet che girano e pagano regolarmente il conto, perchè vivono di altro e possono esprimere quindi più liberamente le loro opinioni. Per farla breve, io mi sono emozionato, e tanto, da altre parti….ciao!
Pingback: Carlo Cracco cambia idea sulla cucina di lusso | Dissapore
io mi sono emozionato mangiando alla Compagnia del Ragù a Giugliano in Campania dove in due abbiamo pagato 70 euro (35 euro a persona), compreso il vino. Credo che far mangiare bene gli ospiti facendoli pagare molto non sia diffcile, il difficile è farli mangiare bene facendoli pagare il giusto (dal punto di vista degli ospiti).
in umbria si mangia lo stesso materiale alimentare che cracco fa pagare tantissimo a pochissimo. 20 euro a testa mangi pasta fatta in casa con funghi porcini tartufi e filetti di chianina o cinta senese. puff..